Translate

Visualizzazione post con etichetta religione. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta religione. Mostra tutti i post

martedì 11 aprile 2023

Gesù e Barabba. La stessa persona?





02Apr, 2021di Giulia Bianchi
Stampa questo aricoloDimensione font -16+


Tabella dei contenutiLe presunte prove di Gesù il Barabba
Le difficoltà nella traduzione dell’aramaico
Bar Abba, forse, riferito a Gesù
Una fonte controversa
Yeshua Bar ABBA era davvero Gesù?

A destare interesse della vicenda storica di Gesù è la figura del noto prigioniero Barabba, citato ben 11 volte nei vangeli sinottici.

Si è imposta una nuova corrente degli studi, propensa a considerare i vangeli, sia essi sinottici o apocrifi, come fonti storiche attendibili, per la ricostruzione del Gesù storico. Ovviamente occorre epurare la raccolta di “loghia” di cui si compongono, di una data cristologia, inevitabilmente sempre più crescente.



Una tradizione di loghia gesuani, dunque, che confluisce in vere raccolte da cui si dipartono le diverse tradizioni di Marco, Matteo, Luca (che avrebbero come fonte Marco e la così detta “fonte Q” aliena a Marco stesso) e infine Giovanni. I vangeli non differirebbero moltissimo dalle biografie del mondo antico; le stesse vite parallele di Plutarco, ad esempio, offrono resoconti storici importanti, sebbene il tutto sia destinato alla ricostruzione dell’ethòs del personaggio di volta in volta trattato.

Anche nei vangeli si osserva una ricostruzione della visione gesuana e dell’ethos del personaggio. Ovviare ad una ricostruzione storica di un personaggio così importante, che sta alla base di una specifica teologia da cui si diparte una nuova religione, che tanto impatto ebbe nei secoli successivi, ha permesso di sviluppare un quantitativo di criteri di ricerca particolarmente minuziosi, utili a qualsiasi ricostruzione storica.

Il vangelo di Matteo ha una sua specifica unicità, ovvero rifletterebbe un nucleo di tradizioni di discorsi trasmessi attraverso l’arte mnemonica di matrice tipicamente palestinese, fino a confluire nella redazione scritta in greco attorno al II secolo. La tipicità del vangelo di Matteo si esprime, per esempio con la dicitura “Regno dei cieli” assolutamente coerente con il tipico riferimento dell’area giudaica del tempo di Gesù, mentre negl’altri sinottici, compare “Regno di Dio”.


In alcuni codici antichi, diversi da quello alessandrino che s’imporrà in occidente, in Mt 26,16, viene scritto “Avevano in quel tempo un prigioniero di nome [Gesù] Barabba”; in Mt27,17, nel passo in cui il prefetto romano Pilato, parla alla folla viene scritto “Chi volete che vi rilasci [Gesù il] Barabba o Gesù detto il Cristo?”

In aramaico la parola BAR è usata per dire “figlio” mentre ABBA sta per “Padre” inteso anche come DIO.



Dunque sembrerebbe un Gesù venisse condannato, mentre un altro sarebbe stato rilasciato. Ovviamente riconoscere l’esistenza di un Gesù figlio del Padre, contrapposto ad un altro, detto il Cristo, lascerebbe presupporre una sorta di sdoppiamento di un unico personaggio; o per lo meno una totale rilettura della contrapposizione Gesù / Barabba, ma sembrerebbe troppo facile. Ovviamente in nessun altro vangelo Barabba è preceduto dal nome Gesù, nemmeno nella versione canonica di Matteo, come si impose secondo canoni alessandrini, in occidente.
Le presunte prove di Gesù il Barabba

I codici che presentano Gesù il Barabba, sono diversi: di cui, quello Koridethi, con parole trascritte in un pessimo greco che ne fa oscillare la redazione tra VII e X secolo; un gruppo di manoscritti medioevali detti dei “minuscoli”; la versione siro-sinaitica e altri manoscritti di matrice armena e georgiana. Si tratterebbe di un corpo di manoscritti rimontanti, ad un originale comune dunque, da cui si dipartirebbe la tradizione di Gesù Barabba.

Invero, tanti manoscritti appartenenti ad unica famiglia testuale, potrebbero aver replicato un errore nella trasmissione dello scritto, tenendo conto poi, che un errore scribale, poteva altresì essere possibile anche per via della tecnica di scrittura della scripto continua, con le lettere tutte attaccate.



Tale tesi però, per quanto interessante e da prendere assolutamente in considerazione, sembra venir sconfessata sia dalle versioni siriache del nuovo testamento che dallo stesso Origene. Una traduzione di fine II secolo o al massimo di inizio III secolo, in siriaco da un originale greco riporterebbe la lazione Gesù Barabba. Inoltre la tesi secondo la quale un errore di scrittura possa aver generato la lezione Gesù Barabba, cade del tutto seguendo i passi di Origene che ammette di conoscere versioni antiche di vangeli di Matteo nei quali si presentava questa lezione.

Origene di fatto, ricusa nel contra Celsum, questa lezione asserendo fosse opera di qualche eretico, sebbene successivamente in uno scholium del vangelo in questione, ne riconosce l’esistenza.

Per un giudeo del I o II secolo, Gesù bar Abba, non sarebbe stato qualcosa di particolarmente inusuale. Bar Abba può facilmente essere inteso come un normalissimo patronimico. Del resto Bartolomeo, nulla è che Bar Timeo, ovvero figlio di Timeo. Dal Talmud ebraico, scritto ben dopo, ma che riporta informazioni anche dei secoli precedenti, abbiamo menzione di figli di Abba come nome ma anche inteso come figlio del maestro.



Dunque possiamo arguire che essendo il vangelo di Matteo, espressione di una tradizione palestinese, più vicina alla realtà giudea, proponesse la lezione Gesù bar Abba, proprio perché un ebreo del tempo la intendeva come una cosa del tutto usuale, sia qualora patronimico, che espressione di figlio del maestro.
Le difficoltà nella traduzione dell’aramaico

Dunque in quell’ambiente non si imponeva nessun imbarazzo teologico, come invece poteva facilmente imporsi in contesti non avvezzi a questa terminologia. Del resto nonostante bar stia per figlio e Abba, oltre ad esser nome proprio, alludesse a Padre o anche a Dio, dobbiamo considerare che andare a tradurre “semitismi” non è impresa facile.

Abba è una parola aramaica che confluisce anche in ebraico, sebbene poi risponda alle regole linguistiche dell’ebraico stesso. Come la parola computer che ormai da neologismo è adottata dall’italiano, subordinandosene alla grammatica. Un ebreo in bar Abba mai avrebbe letto “figlio di Dio”; e a dirla tutta anche in aramaico Bar Abba, pur rispondente a “figlio del padre” non alluderebbe mai a Dio.

Di fatto occorrerebbe un’ulteriore determinazione perché da legare al figlio stesso di un padre che è Dio. Dunque seguendo grammaticalmente quanto è ricostruibile in aramaico, intendere letteralmente figlio del Padre intendendo Dio, dovrebbe essere reso con barà de Abba, dunque lontanissimo da Bar Abba.

Dunque Abba può essere nome, può indicare il padre, il termine affettuoso di papà, quello di maestro di dottrina, ma associato a bar renderebbe o un patronimico, o figlio del maestro o figlio del padre, ma anche del proprio padre come ognuno di noi ha un padre biologico, dunque in assenza di una speciale particolarità che vorrebbe quel padre, esser Dio.



Occorre anche un’analisi dettagliata nelle fonti antiche e evangeliche su di un’altra questione. Allor quando vi è la presenza di un patronimico, vi è una diretta menzione dello stesso. Nel vangelo di Marco sovente vi è il riferimento ai patronimici. Eppure, nel caso specie di Gesù Barabba, i passi del vangelo di Matteo menzionano Gesù “detto” il bar Abba o il Cristo.

Come negli altri vangeli (mc) pur mancando il nome Gesù, si menziona un personaggio “detto” Barabba. Il verbo greco “legomenon/s” dunque non introdurrebbe un patronimico formale, ma introdurrebbe una sorta di soprannome o nome di battaglia.


Ritroviamo la stessa introduzione in Mt, per quel che concerne Giuda detto l’Iscariota, dunque come nel caso di Yeshua bar Abba nei codici più antichi di Matteo e negli altri. Del resto la stessa parola aramaica “bar”, anche essa un semitismo, non necessariamente è da tradurre con la parola figlio.

Se andiamo ad analizzare Giuseppe Flavio, autore giudaico di I secolo, nella guerra giudaica, ci renderemmo conto di come certe traduzioni in greco di semitismi siano piuttosto ardue. I giudei che stazionavano sulle torri salutavano l’arrivo dei dardi scagliati dai romani letteralmente “arriva il figlio”. Lo stesso autore scrive espressamente trattasi di un’espressione nella lingua dei padri.



Non viene lanciato un figlio, in senso letterale, piuttosto il dardo è figurativamente espressione o per certi versi “figlio” dell’arma da lancio. Dunque in questo caso Bar esplicherebbe una appartenenza più che una discendenza genealogica. Ma Bar potrebbe essere inteso anche come “adatto a”: pensiamo alla locuzione ebraica BAR MIZVAH, una cerimonia di iniziazione di fedeli, ovvero un bambino diventa “adatto ai comandamenti”, oppure BAR MAZAL ovvero adatto alla fortuna.

Un esempio ulteriore lo abbiamo in SIMONE BAR KOKHBA, capo dei giudei e autore nel II secolo della grande rivolta contro Roma. Letteralmente bar kokhba renderebbe figlio della stella, ma attraverso un’attenta analisi del semitismo della lingua aramaica, potremmo tradurre bar come adatto a e kokhba, più che stella, in stella intesa come luce o come guida.
Bar Abba, forse, riferito a Gesù

Stabilito da questi elementi che Bar ABBA, potrebbe essere patronimico, o riferimento a figlio del maestro, o figlio del padre, ma non figlio di Dio, andiamo a vedere come bar Abba possa essere reso in aramaico, come “adatto a” o a voler essere esplicativo di un atteggiamento tipico e unico, atto a dare un soprannome o un nome di battaglia ad un dato personaggio.

Avremmo:

– Colui che solitamente si fa chiamare ABBA.

– Colui che è solito invocare ABBA anche come Dio.

Nel secondo caso avremmo dunque una lezione altamente coerente con un elemento tipico del Gesù storico, come si evince dai vangeli, secondo i quali sovente Gesù chiama Dio, ABBA. L’episodio del Getsemani, antecedente l’arresto, lo vede invocare Dio, come ABBA. Del resto che i primi cristiani mutuano dalla predicazione di Gesù il termine di Dio come Padre e dunque ABBA; questo infatti, risulta evidente anche dalle lettere di Paolo di Tarso.

E’ altamente plausibile, così considerare come sia una prerogativa tipicamente gesuana, quella di invocare Dio come Padre (ABBA) che i discepoli conservarono dalle predicazioni di Gesù e nel tempo, crea un tratto tipicamente cristiano.

Potremmo allora considerare coerente con il Gesù storico, YESHUA BAR ABBA.

Ma come possiamo considerare, una volta data un’interpretazione a YESHUA BAR ABBA, l’episodio storico stesso del rilascio del bar Abba e la condanna del Cristo?



Matteo scrive che il governatore romano, era solito per ciascuna festa rilasciare un prigioniero alla folla, secondo l’evangelista dunque, era una prerogativa di quello specifico governatore cioè Pilato e non una consuetudine derivata da una specifica norma giuridica o romana. Barabba viene definito prigioniero famoso, ma non viene di fatto definito bandito o terrorista.

Anche nei passi di Marco, come Matteo, Barabba è un prigioniero, che era stato incarcerato assieme a dei ribelli, che per un tumulto avevano generato un omicidio. Ciò non significa che il così detto Barabba fosse un ribelle, può altresì significare che ne condivideva la prigione ma non la colpa di sedizione e omicidio. Eppure il testo greco di Marco risulta tutto sommato, ambiguo, nel senso che stabilire o meno Barabba faccia parte del gruppo di ribelli catturati a seguito di una rivolta oppure stabilire se, ne condividesse solo la cella, risulta quasi impossibile.

In Luca è detto essere un ribelle, catturato a seguito di un omicidio che lui stesso aveva compiuto. Dunque ci troveremmo davanti ad un personaggio che negli evangelisti diventa progressivamente, una figura strumentale ad una specifica finalità, ovvero quella di rimarcare la scelta del popolo giudaico di liberare un ribelle e di fatto, condannare a morte Gesù.

Non ci aiuta il confronto dei testi evangelici per definire, l’episodio storico di tumulto o rivolta, durante la quale il personaggio Barabba sarebbe stato catturato. Marco, come Matteo, parlano di rivolta, supponendo essa fosse nota; letteralmente “la rivolta”, senza definire quando.



Potremmo supporre che le vicende legate all’arresto di Gesù nel Getsemani, dove uno dei seguaci avrebbe colpito con un colpo di spada le guardie del sinedrio giudaico, possano essere state un momento di tumulto? Supponendo Gesù e Barabba fossero due persone diverse, nessun riferimento è dato della presenza di Barabba, tra i seguaci di Gesù.

E poi, l’episodio del Getsemani, potremmo definirlo un parapiglia; dagli evangelisti si evince come il sinedrio, volesse catturare Gesù in tutta fretta, evitando l’approssimarsi della Pasqua e soprattutto perché era quello il momento nel quale a Gerusalemme, confluivano numerosi fedeli per la ricorrenza. Ovviare alla cattura di un personaggio che aveva un discreto seguito, in maniera aperta e davanti a tutti, poteva generare un vero tumulto.

Alla fine certi predicatori che avevano un certo seguito, aumentavano lo stato di tensione di chi governava, essenzialmente perché generavano il timore potessero veicolare le masse verso rivolgimenti politici. Dunque sembra improbabile l’episodio del Getsemani, sia “la rivolta”, menzionata dagli evangelisti, tenuto conto che tutti, viene scritto, abbandonarono Gesù e fuggirono. Supponendo Gesù e Barabba fossero la stessa persona, avremmo fonti che parlano di rivolte a Gerusalemme, in quel dato momento?
Una fonte controversa

Ebbene una fonte c’è. Questa fonte però, non ha garanzia di autenticità, anzi con molta probabilità è assolutamente spuria. Si tratta di un passo della Guerra Giudaica, tratto dalla versione slava di Flavio Giuseppe. Nelle versioni della guerra giudaica Giuseppe, mai parla di Gesù. Questo estratto definito “testimonium slavorum” scrive che a Gesù si aggregarono 150 seguaci. Avendo ampia presa su tutti, il popolo chiedeva a Gesù di entrare in città, sterminare Pilato e i romani e governare su di loro. Gesù non se sarebbe curato di queste richieste.

Eppure Pilato reso edotto dal sinedrio, inviò i propri soldati, attaccò quei facinorosi e uccise molti giudei, catturando Gesù. Pilato, una volta interrogato Gesù, definendolo giusto lo rilasciò. Solo successivamente sarebbe stato di nuovo arrestato e condannato alla croce. Ovviamente non manca chi vuole conferire autenticità a questo passo, tuttavia pur annotandolo, dobbiamo cercare altrove soprattutto in Flavio Giuseppe, nei testi che conosciamo e nelle Antiquitates nel passo che precede il testimonium Flavianum (dove l’autore scrive di Gesù condannato a morte da Pilato), vi è menzione di una rivolta occorsa a Gerusalemme per la costruzione di un acquedotto.

Pilato in quel frangente avrebbe usato parte del tesoro del tempio, scatenando una rivolta. Tuttavia non vi è menzione di giudei che aggrediscono e uccidono soldati romani. La vicenda poi cronologicamente è difficile da collocare, nella settimana della Pasqua ebraica.

Occorre poi tener fede della discrepanza nel ritratto del prefetto romano, Ponzio Pilato, che intercorre tra gli evangelisti da un lato e le fonti giudaiche dall’altro, Giuseppe Flavio e Filone alessandrino.


Per i romani, l’area della Palestina nel complesso, era un’area davvero particolarmente difficile da gestire. Attese messianiche, di rivalsa politica e religiosa di quel popolo che si sentiva popolo eletto, e scarsa ricezione di un dato ellenismo, creavano ansie e difficoltà reali di gestione per i romani. In momenti come la Pasqua un centro come Gerusalemme era monitorato con particolare attenzione e soprattutto, i romani dovevano tener conto di ogni movimento o predicatore che potesse creare disordini.

Pilato è presentato come un sanguinario e senza scrupoli, risulterebbe altresì improbabile, liberasse un rivoltoso per dare soddisfazione alla folla. Non abbiamo menzioni di usanze tipiche per quel tempo di liberare personaggi già giudicati colpevoli. Possiamo supporre in alcuni casi avvenissero liberazioni, dietro pagamenti di tangenti; Flavio Giuseppe menziona i successivi governatori (all’epoca procuratori non più prefetti) Albino e Gessio Floro, dediti a intascare tangenti per liberare delinquenti, al fine di arricchire se stessi. Potremmo supporre Pilato facesse lo stesso, ma resta una pura supposizione.
Yeshua Bar ABBA era davvero Gesù?

Gesù venne condannato alla croce, il cui titulus definendolo rex lo definiva come reo di rivolgimento politico, e forse non è un caso venisse crocifisso tra due “latrones” di fatto termine con il quale i romani definiscono quel gruppo di irriducibili che sono gli zeloti. Yeshua bar Abba è coerente con il personaggio del Gesù storico, come si deduce dagli evangelisti, ma uno sdoppiamento potrebbe essere arbitrario, voluto per rimarcare come il Bar Abba venisse salvato come uomo dal Cristo che si sacrifica per lui, prefigurando così la salvezza.

La spiegazione maggiormente adottata dalla ricerca storica è quella di matrice redazionale. Il cristianesimo fin da subito comincia ad allontanarsi dall’alveo del giudaismo.

Già la contrapposizione tra Paolo e Pietro ne è un esempio. Ma Paolo di Tarso è il fondatore del cristianesimo, lui giudeo e cittadino romano allo stesso tempo, è l’uomo che apre il messaggio gesuano ai non circoncisi e rende quella che all’inizio era una delle tante sette del giudaismo, ovvero i nazorei, una religione aperta a tutti. Queste dinamiche generano nel giudaismo contrasti e dispute, fino alla distruzione del tempio a Gerusalemme del 70.

I cristiani rompono con il giudaismo e devono convivere con il potere politico del tempo ovvero Roma. Ciò si evince dalla predicazione di Paolo. A livello redazionale far sì che fossero stati i giudei a voler libero un malfattore a dispetto del Cristo, li qualificava come rei di deicidio, liberando da quella responsabilità Roma, nella figura del suo governatore Pilato.

fonte:

giovedì 3 settembre 2020

Gesù Cristo era un ibrido-alieno



La storia di Gesù Cristo edi come è morto è stato narrata al mondo per secoli, con la religione cristiana basata sui suoi insegnamenti e le sue opere.
Ma Gesù Cristo, è descritto come,un uomo che poteva camminare sulle acque, guarire i malati e resuscitare i morti. Egli era veramente umano?
La questione ha incuriosito i teorici della cospirazione per anni, e moltissimi ricercatori.
Un approfondimento su Gesù, non si fa mai menzione dei suoi attributi fisici nella Bibbia, o una “foto” del suo tempo per illustrare il suo aspetto, uno dei più famosi uomini che sia mai vissuto.
Un altro aspetto strano è che le autorità hanno cercato di arrestare Gesù nel Giardino di Getsemani prima di essere crocifisso, e non potevano identificarlo, e hanno dovuto corrompere Giuda Iscariota per aiutarli. Inoltre, Giuda ha utilizzato un bacio per tradire Gesù, che solleva la domanda: Perché non poteva solo descrivere il suo aspetto, com’era vestito, o semplicemente puntarlo?
Si dice che la Bibbia canonica fornisce ulteriori informazioni su questo:

“Dissero allora i Giudei a Giuda, ‘Come noi lo [Gesù] arrestarono, perché non ha un modo unico di presentarsi, ma il suo aspetto cambia? A volte si ha un colore, a volte è pallido, a volte è giovane, a volte un vecchio …”


Ciò ha portato a varie teorie di cospirazione ad ipotizzare che Gesù era, infatti, un ibrido umano-alieno. Su ibrido umano-alieno, il libro della Genesi sembra spiegare il modo in cui si è verificato, indicando i seguenti punti:

“Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero le figlie di loro,

i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle, e hanno scelto per loro quelle che li piacevano.
E il Signore disse: “A causa della malvagità dell’uomo, Il mio spirito non si adopererà con loro per sempre; egli vivrà solo centoventi anni “.
In quei giorni vi erano dei giganti sulla terra, e anche dopo, quando i figli di Dio sono andati alle figlie degli uomini e si portavano i bambini a loro. Erano gli eroi del passato, uomini famosi.”
Questo, un tratto di testi antichi di recente scoperta ha messo una nuova luce sul tema di Gesù Cristo che può essere un alieno. Egli ha rivelato che il motivo principale di Giuda Iscariota hanno utilizzato il bacio a tradire Gesù, era perché aveva la capacità di cambiare forma. Il testo è scritto in lingua copta. Uno dei manoscritti è conservato nella Biblioteca e New York Morgan Museum e l’altro presso il Museo University of Pennsylvania.
Si sostiene inoltre che, quando Ponzio Pilato era a cena con Gesù, vide Cristo diventare etereo e non riusci a vederlo per un lungo periodo, come riportato da sito LiveScience. Secondo Roelof Van Den Broek, un ricercatore presso l’Università di Utrecht che ha detto, “Questa spiegazione del bacio di Giuda si trova principalmente in Origene [un teologo vissuto tra il 185 e il 254 dC].” Secondo Contro Celso, una delle opere di Origene, “per coloro che hanno visto [Gesù] non sembrava, in nessun modo, simile a tutti.”
Il testo dice che sono stati scritti da San Cirillo nel IV secolo, che sostiene di essere basato sul vecchio libro trovato a Gerusalemme. Broek ha respinto questa tesi dicendo che è elemento di fantasia usato per fare storia sensazionalista.

fonte:
https://www.hackthematrix.it/?p=12825&feed_id=56030&_unique_id=5f4de93b11d1b


martedì 30 giugno 2020

Cosa accadrebbe alle religioni se la vita intelligente venisse scoperta su altri pianeti?



Secondo il cristianesimo Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza ed ha sacrificato il suo unico figlio per salvare l’umanità. Ma cosa succederebbe se non fossimo soli nell’universo? chi salverebbe gli altri?
Gli esperti ritengono che la scoperta della vita extraterrestre sarebbe una grande sfida per la dottrina Cristiana.



Anche la sola la scoperta di semplici batteri su un altro pianeta causerebbe una rivoluzione nel cristianesimo, simile a quella causata dalla scoperta fatta da Niccolò Copernico che costrinse la chiesa a riconoscere che la terra non era il centro dell’universo ma girava attorno al sole come gli altri pianeti, queste le considerazioni fatte da Vesa Nissinen esperta di religione all’Università di Helsinki.
Da parte sua, Jussi Sohlberg ricercatore del centro finlandese per lo studio della chiesa, non crede che la possibile esistenza della vita su altri pianeti possa minacciare la dottrina evangelica luterana.
La scoperta della vita intelligente tuttavia, avrebbe conseguenze completamente diverse secondo l’esperto.
L’esistenza della vita intelligente extraterrestre solleva alcune domande interessanti, ma la principale secondo Vesa Nissinen, è se i rappresentanti di civiltà così lontane siano come gli umani ad a immagine e somiglianza di Dio.
Il tema della salvezza è probabilmente il più complesso. Parlando dell’esistenza di una vita intelligente su altri pianeti la divina misericordia è applicabile agli extraterrestri?
E se sì,come crede Vea Nissinen ci sono due modi per affrontare questo problema:
Punto uno, l’umanità è il popolo eletto di Dio è il suo scopo è quello di portare la parola divina ad altri esseri intelligenti, questa è la posizione difesa dal Vaticano.
L’altro punto è quello che suggerisce che la salvezza è concessa separatamente alle civiltà. Anche se la seconda teoria sembra logica porta a conclusioni teologiche varie.
L’idea che Gesù viaggi da un pianeta all’altro sacrificando sé stesso mina l’idea evangelica dell’unicità di questo evento. ha sottolineato Vesa Nissinen.
La situazione più complessa si presenterebbe, secondo l’esperto, se una civiltà più avanzata dell’umanità arrivasse sulla terra.
Gli alieni potrebbero sviarci alle loro credenze.
C’è una teoria che sostiene che l’aspetto degli alieni porterebbe a una grande crisi religiosa che la chiesa non potrebbe recuperare fino a portarla a scomparire del tutto o essere sostituita da qualcosa di nuovo, ha detto Vesa Nissinen.
L’altro punto è quello che suggerisce che la salvezza è concessa separatamente alle civiltà. Anche se la seconda teoria sembra logica porta a conclusioni teologiche varie.
L’idea che Gesù viaggi da un pianeta all’altro sacrificando sé stesso mina l’idea evangelica dell’unicità di questo evento. ha sottolineato Vesa Nissinen.
La situazione più complessa si presenterebbe, secondo l’esperto, se una civiltà più avanzata dell’umanità arrivasse sulla terra.
Gli alieni potrebbero sviarci alle loro credenze.
C’è una teoria che sostiene che l’aspetto degli alieni porterebbe a una grande crisi religiosa che la chiesa non potrebbe recuperare fino a portarla a scomparire del tutto o essere sostituita da qualcosa di nuovo, ha detto Vesa Nissinen.
Tuttavia ha ricordato che il cristianesimo ha mostrato una grande capacità di adattamento nel corso dei secoli.
Per l’esperto le questioni spirituali rimarranno rilevanti anche dopo un incontro con civiltà extraterrestri.
Non importa quanto siano avanzati questi esseri, è difficile immaginare che saranno in grado di dare una risposta soddisfacente alle domande sul significato della vita o di liberare il mondo dall’ingiustizia, ha concluso Nissinen.
A nostro parere quando gli alieni si riveleranno, non solo ci sarà il crollo del cristianesimo ma anche di tutte le altre religioni.
Tuttavia ha ricordato che il cristianesimo ha mostrato una grande capacità di adattamento nel corso dei secoli.


fonte

lunedì 20 aprile 2020

LA LETTERA DI SATANA



400 anni fa, l'11 agosto 1676, Suor Maria Crocifissa della Concezione ( Isabella Tommasi prima di prendere il velo ) raccontò in segreto alle sue consorelle del monastero di Palma di Montechiaro sito ad Agrigento, di essere stata aggredita nella sua cella da un gruppo di demoni e da Satana in persona giunti per dettarle una lettera che ella si rifiutava di trascrivere. Il testo era per lei incomprensibile. I demoni le chiesero di firmarla ma lei non lo fece con il suo vero nome ma bensì con la parola Ohimé. La lettera di satana, così fu chiamata, è rimasta avvolta nel più grande mistero sino a quando un gruppo di informatici di Catania si sono cimentati nella sua decifrazione con l'aiuto di un moderno softwar nel quale erano stati inseriti un insieme di alfabeti: dal Greco, al latino, l'alfabeto runico e dall'alfabeto yazidi, il popolo considerato adoratore del diavolo e che abitò il Sinjar iracheno prima della comparsa dell’Islam. Le 14 righe della lettera sono state così tradotte dal softwar ma anche la traduzione resta poco comprensibile. Nella lettera si legge la parola STIGE, uno dei fiumi degli Inferi, e poi ancora: “Poiché Dio Cristo Zoroastro seguono le vie antiche e sarte cucite dagli uomini. Un Dio che sento liberare i mortali.
“ Suor Maria Crocifissa è stata fatta beata e quindi le hanno dato comunque credito anche se qualcuno affermava che ella avesse accumulato un grande stress durante la vita monastica e potesse avere sofferto di un disturbo bipolare e fosse al fine questo malessere psichico ad aver generato il contenuto del testo.
La lettera per alcuni sarebbe invece il frutto di una lotta tra la suora e il maligno intenzionato a lasciare un messaggio a Dio per indurlo ad abbandonare gli uomini ai loro peccati e al suo abbraccio mortale. Così è stato tradotto. Sul verbale redatto dalla madre Badessa del tempo si legge, in modo assai dettagliato, di una vera e propria guerra notturna tra la sorella, che si rifiutava di scrivere, e il Re degli inferi.Ad ognuno le proprie conclusioni. La lettera era frutto di una isteria generata da una pesante vita monastica, un fatto reale sul quale riflettere o una ennesima burla datata 400 anni? Chi può faccia ricerche nel monastero di Agrigento dove è visibile ed esposta al pubblico la lettera stessa e anche il sarcofago che raccoglie i mortali resti della suora.

domenica 15 settembre 2019

La storia di Gesù copiata dall’antico Dio egizio Horus


La ricostruzione storica del passato, riferisce del rispetto e dell’adorazione da parte degli esseri umani per il sole, dai tempi più remoti. E’ facile capire il perché. Poiché ogni mattina il sole sorge portando con se luce, calore e sicurezza, proteggendo l’uomo dalla fredda e pericolosa oscurità della notte. Le antiche civiltà concepirono che senza il sole, i raccolti non sarebbero cresciuti e la vita sulla terra non sarebbe potuta esistere. Questa realtà ha fatto del sole l’oggetto più adorato di tutti i tempi, allo stesso modo erano anche molto consapevoli dell’importanza delle stelle. Difatti il tracciamento delle stelle permise loro di riconoscere e anticipare eventi che succedevano, come le eclissi e le lune piene. Classificarono anche i gruppi celesti, in quelle oggi note come costellazioni.



La Croce dello Zodiaco è una delle immagini concettuali più arcaiche nella storia umana, mostra il sole mentre, in modo figurato, passa attraverso le dodici costellazioni nel corso dell’anno. Mostra anche i dodici mesi dell’anno, le quattro stagioni, i solstizi e gli equinozi. Il termine “Zodiaco” deriva dal fatto che le costellazioni furono antropomorfizzate e personificate per mezzo di figure umane o d’animali. Il Sole, grazie alle sue qualità di portatore di vita, era personificato come rappresentante del Creatore Invisibile, il “Sole di Dio”, “Luce del mondo”, “Salvatore dell’umanità” ed in modo analogo le dodici costellazioni che raffiguravano le tappe del viaggio solare, furono abbinate, tramite dei nomi ad elementi naturali come ad esempio l’Acquario, il portatore d’acqua, che porta le piogge primaverili.



Horus, il Dio-Sole, di Heliopolis è spesso rappresentato simbolicamente con un occhio. Figlio di Osiride ed Iside e vendicatore del padre nei confronti di Seth, il quale gli cavò un occhio durante lo scontro. La vita di Horus, non è altro che una serie di mitologie allegoriche che hanno a che fare con i movimenti del Sole nella volta celeste. Molto si sa di questo Messia solare, grazie agli antichi geroglifici. Horus, che rappresenta il sole o la luce, aveva un nemico, Seth, e Seth è la personificazione dell’oscurità o della notte. Metaforicamente, ogni mattina Horus vinceva la battaglia contro Set, mentre la sera, Set sconfiggeva Horus, scagliandolo verso gli inferi.

In generale, la storia di Horus è la seguente: nacque il 25 dicembre dalla vergine Iside (che con Osiride erano la trinità egizia), la sua nascita fu annunciata e una stella dell’est, Sirio, indicò la strada ai tre Re (tre stelle della cintura di Orione) che la seguirono per trovare e adorare il nuovo Messia. All’età di dodici anni fu un insegnante prodigio e a trenta fu battezzato da una figura di nome Anup, ebbe cosi inizio il suo Ministero. Horus aveva dodici discepoli che viaggiavano con lui, ha compiuto miracoli come curare i malati e camminare sull’acqua. Era conosciuto con molti nomi essenziali, come “Verità”, “Luce”, “Sacro Figlio di Dio”, “Buon Pastore”, “Agnello di Dio”, e molti altri.

Queste qualità di Horus, originali o meno, sembrano essere presenti in molte culture nel mondo, poiché esistono altre divinità aventi la stessa struttura mitologica generale:
Attis di Frigia, nato dalla vergine Nana il 25 dicembre, la cui morte e resurrezione simboleggiavano il ciclo vegetativo della primavera;
Krishna, India, nato dalla vergine Devaki. Ottavo figlio, Krishna (incarnazione di Vishnu), nacque a mezzanotte e fu cresciuto nel vicino villaggio di Gokul, si ritiene che non sia il frutto di un rapporto sessuale ma di “trasferimento” divino;
Dionysus (Dioniso, Bacco per i romani) della Grecia, fu un insegnante itinerante e aveva compiuto dei miracoli come tramutare l’acqua in vino. A seguito della sua morte, fu resuscitato;
Mithra della Persia era anche noto come “Verità”, “Luce” e altri nomi. Il giorno sacro dedicato a Mithra, era la domenica.
Gesù Cristo nacque dalla vergine Maria il 25 dicembre a Betlemme, la sua nascita fu annunciata da una stella dell’est che i Re Magi, seguirono per trovare e adorare il nuovo Salvatore. Era anche noto come “Re dei Re”, “Figlio di Dio”, “Agnello di Dio” e molti altri. Fu crocifisso, sepolto in una tomba, e dopo tre giorni resuscitò e ascese al cielo.



Diversi Salvatori in differenti periodi, da tutto il mondo, che mantengono queste particolarità complessive con il più recente, storicamente parlando, dei Messia. Il 25 dicembre, data comune a tutti è assolutamente astrologica. La stella dell’est è Sirio la più luminosa della notte, che il 24 dicembre, si allinea con le tre stelle più luminose della cintura d’Orione. Queste tre stelle erano chiamate nell’antichità: i Tre Re. Le tre stelle con la stella più luminosa, Sirio, sono allineate e puntano tutte verso il punto in cui sorge il sole il 25 dicembre. Questa è la ragione, per la quale i Tre Re “seguono” la stella dell’est (Sirio) al fine di individuare il luogo in cui nascerà il sole.



La Maria Vergine è la costellazione Virgo (Vergine). L’antico simbolo di Virgo è la lettera M alterata. Questa è la ragione per cui Maria, assieme alle altre madri vergini, come Myrra, la madre di Adone o Maya, la madre di Buddha, hanno come inizio la lettera “M”. Virgo a volte è chiamata “Casa del Pane” ed è rappresentata con un fascio di grano. Questa “Casa del Pane” ed il simbolo del grano, rappresentano i mesi d’Agosto e Settembre, il periodo della raccolta. Betlemme, di fatto si traduce letteralmente con “Casa del Pane”, quindi Betlemme è un riferimento alla costellazione della Vergine, un luogo in cielo, non sulla terra. Le giornate più corte e la fine dei raccolti, verso il solstizio d’inverno, simboleggiava per gli antichi il processo della fine, la morte del sole.



Entro il 22 dicembre, la morte del sole era pienamente compiuta, e il giorno in cui si trova nel suo punto più basso restandovi, almeno in modo sensibile, per tre giorni. Durante questa “pausa”, il sole risiede nelle vicinanze della costellazione della “Croce del Sud” o della “Croce” per poi riprendere, il 25 dicembre, il suo cammino verso nord, portando giorni più lunghi, calore e la primavera. Per questo motivo si diceva: il Sole è morto sulla Croce, è restato morto per tre giorni, per poi rinascere. Questa la ragione per cui Gesù e altre divinità hanno in comune la crocifissione, la morte e la resurrezione. E’ il periodo di transizione dopo la quale il sole cambia direzione verso l’emisfero nord, portando la primavera, e dunque la salvezza.



Tuttavia, non si celebrava la resurrezione del sole, se non fino all’equinozio di primavera, o Pasqua. Questo è dato dal fatto che nell’equinozio di primavera, il sole annienta ufficialmente le tenebre e le giornate diventano più lunghe, in durata, rispetto alla notte, facendo riemergere i presupposti rivitalizzanti della primavera.



Il più evidente segno, tra tutto il simbolismo astrologico attorno alla persona di Gesù, risiede nella figura dei dodici discepoli: rispecchiano semplicemente le dodici costellazioni dello Zodiaco, con le quali Gesù, essendo il sole, si accompagna nel suo viaggio. Il numero 12, infatti, è spesso ricorrente nella Bibbia (questo libro ha molto più a che fare con l’astrologia che con qualsiasi altra cosa). Tornando alla Croce dello Zodiaco in altre parole alla vita metaforica del sole, questa non era soltanto un’espressione artistica o uno strumento per tracciare i movimenti del sole, era anche un simbolo pagano, la cui versione semplificata era simile ad una Croce cerchiata. Ecco perché Gesù, nelle prime arti mistiche viene raffigurato col volto davanti alla Croce, dato che Gesù è il Sole, Luce del Mondo, Salvatore Risorto, colui che ritornerà come avviene ogni mattina, la Gloria di Dio che protegge dall’operato delle tenebre, e può essere visto venire dalle nubi, alto nel cielo, con la sua Corona di Spine o raggi solari.

“La religione Cristiana è una parodia sull’adorazione del Sole, nella quale essa pone un uomo che chiama Cristo, al posto del Sole, e rivolge a lui la stessa adorazione che originariamente era rivolta al Sole….” – Thomas Paine –

fonte

lunedì 19 marzo 2018

Gesù E Barabba sono la stessa persona?


L’interrogativo può apparire un pò forte, e senz’altro lo è per chi non ha adeguatamente approfondito la conoscenza delle sacre scritture, con specifico riguardo ai testi evangelici.
Eppure, sulla “lezione” Gesù Barabba esiste una vasta letteratura che conferma che durante il processo al cospetto di Ponzio Pilato si trovavano due personaggi: il primo Yeoshua Barabba (Gesù Barabba) ed il secondo Yeoshua Bar-Abba (Gesù Bar-Abba).
Che significato ha questa distinzione e cosa indicano questi nomi?
Barabba è al contempo un nome proprio di persona oppure un titolo che significa Figlio Del Padre (da Bar=Figlio ed Abba=Padre) Nella letteratura ebraica il suffisso Barabba è considerato un patronimico (ovvero un suffisso che indica la paternità di una persona). La stessa cosa che notiamo nel suffisso (patronimico) Yoshua Bar-Yoseph (Gesù figlio di Giuseppe) o, più in generale in Yeoshua Bar-Abba (Gesù Figlio Di Dio).
Peraltro, nella cultura ebraica (anche contemporanea) il nome “Dio” non può essere nè trascritto nè pronunciato.
In Matteo 27,16-27, il copista scrive “Avevano allora un noto carcerato, di nome Barabba. Essendo dunque radunati, Pilato domandò loro: «Chi volete che vi liberi, Barabba o Gesù detto il Cristo?” .
Alcuni manoscritti tra cui il Codice Q, f1, il 700 e alcuni codici già noti ad Origene, menzionano Barabba sotto la denominazione di Gesù Barabba. Secondo eminenti studiosi la lezione Gesù Barabba è quella genuina per le seguenti ragioni illustrate dalla prof. C. Mazzucco.
L’espressione originaria usata in Matteo 27, 16-17 pertanto è “Avevano allora un noto carcerato, di nome Gesù Barabba. Essendo dunque radunati, Pilato domandò loro: «Chi volete che vi liberi, Gesù Barabba o Gesù Bar-Abba?
“Le traduzioni normalmente omettono in entrambi i casi “Gesù”. Nell’ediz. allegata, una nota in calce alla traduzione segnala la variante. Qui è evidente che la forma “Gesù Barabba” costituisce una lectio difficilior: a nessun copista sarebbe venuto in mente di aggiungere “Gesù” se non lo avesse trovato nel testo. Commenta Gnilka: “Si raccomanda la lezione jIhsou~n Barabba~n, ovvero jI. to;n B. Può apparire scandaloso che Barabba si chiami anche Gesù. Per questo fu cancellato nella grande maggioranza dei manoscritti”. Commenta anche A. Mello:99 “‘Gesù Barabba’ è lezione conservata solamente da una piccola famiglia di manoscritti, ma ha un’alta probabilità di essere quella originaria, poiché più difficile.
La lezione Gesù-Barabba era già nota a Origene, il quale la esclude per il motivo (di carattere religioso) che nessun peccatore può portare il nome di Gesù: i copisti devono aver fatto altrettanto, per gli stessi motivi reverenziali (l‘evangelo di Matteo è l’unico in cui la variante si sia conservata).
Dunque, per Matteo, l’alternativa di Pilato è molto netta: ‘Chi volete che vi rilasci: Gesù Barabba o Gesù Figlio Del Padre (Bar-Abba)?‘ (v. 17). Matteo non colora Barabba a tinte fosche, come Mc 15,7 (un sedizioso, un rivoltoso, un omicida): dice solo che era ‘famoso‘, e l’aggettivo non comporta un giudizio negativo. Si tratta di scegliere tra due ‘Gesù’ […], uno dei quali è ‘chiamato Figlio Del Padre': tutto il peso della scelta consiste in questo riconoscimento messianico” .
Questa indagine ermeneutica può condurre all’interpretazione per cui Gesù Barabba e Gesù Bar-Abba sono la stessa persona. Uno sdoppiamento che ha consentito alla patristica i di adeguare la dottrina ad una lettura (e trasmissione) del codice evangelico consona ai riferimenti culturali e religiosi del IV secolo.
Lo sdoppiamento sembra ispirarsi alla pratica dei sacrifici ebraici: <Il giorno dell’Espiazione il Sommo Sacerdote prendeva due capri (da qui l’espressione di “capro espiatorio”) e svolgeva la cerimonia nel seguente modo: metteva le mani sulla testa dei due agnelli e dopo aver confessato i peccati del popolo accollandoli alle due bestie, mentre uno lo sgozzava per purificare col suo sangue il Tempio, l’altro lo cacciava nel deserto perché si portasse dietro le colpe degli uomini.
Il Cristianesimo, impossessatosi di questo concetto di remissione dei peccati attraverso il sacrificio dell’agnello, lo trasferì in Gesù Barabba presentandocelo come colui che aveva versato il proprio sangue per riscattare i peccati degli uomini di cui si era fatto portatore rilasciando il suo omonimo e doppione che si sarebbe portato dietro la sua vera pelle di lupo, quella di chi fu condannato.
Se, nel percorso giudaico-cristiano, che affonda le sue radici nell’ebraismo, Gesù non è (sì come attualmente non è considerato) il Figlio Del Padre (ovvero il Figlio Di Dio), nella tradizione cristiana di estrazione paolina, alimentata dalla patristica, Gesù è il fondamento della fede nonchè silloge ed espressione primigenia del Padre.
La dottrina del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo (codificata nel Concilio di Nicea) esige la Resurrezione del Cristo (posta a fondamento della fede e dell’essere cristiani) oltre all’identificazione ontologia e peri-sostanziale del Padre e del Figlio.
Le scritture evangeliche si adeguano (o sono adeguate) a un percorso di sdoppiamento che assurge ad identificazione.
Sulla lezione Gesù-Barabba esiste una letteratura di alto lignaggio, che esamina ed indaga il fondamento degli aspetti patronimici rispetto alla titolarità del nome.
Non si tratta di aspetti secondari e succedanei, ma di elementi storiografici che è doveroso approfondire per conoscere i fondamenti di una religione che, al di là del principio di fede, pone alle sue basi una tradizione storica posta alla base del credo.

fonte
http://mistero.me/

mercoledì 14 marzo 2018

Analogie tra Gesù e numerosi Dei




In questo lungo articolo esporrò le analogie tra Gesù e numerosi Dei, profeti e semidei.
HORUS (Egitto 4000-3500 a.c.)

Il padre terreno di HORUS si chiama SEB (Giuseppe)
La madre di HORUS si chiama ISIS-MERI, o MATA-MERI (Madre Maria)
Ad ISIS-MERI viene annunciato dall'angelo THOT che deve concepire HORUS
La concezione di HORUS è stata di tipo verginale
HORUS nasce il 25 dicembre, in una grotta
La nascita di HORUS è annunciata dalla "stella d'oriente"
Tre uomini saggi assistono alla nascita e recano dei doni
Raggiunti i 12 anni HORUS insegna nel tempio di PTAH, poi scompare per 18 anni
HORUS viene definito:Figlio unto di Dio; Figlio di Dio; La Via; La Luce; Il buon pastore; Il messia; Il KRST; La verità
HORUS viene battezzato a 30 anni da ANUP il battista (Giovanni) nel fiume Eridanus (Giordano)
HORUS combatte nel deserto per 40 giorni contro il demone SET
HORUS ha 12 discepoli, di cui due sono suoi assistenti e si chiamano ANUP e AAN
HORUS si è trasfigurato su un monte, ha esorcizzato i demoni, ha guarito le malattie, ha camminato sulle acque
HORUS ha resuscitato EL-OSIRIS (AL-AZARUS) dalla morte
HORUS è stato crocifisso, con due ladri oppure con ANUP e AAN, varia in base alla tradizione
HORUS è disceso all'inferno, dopo tre giorni di sepoltura è risorto
Nella simbologia di HORUS sono compresi il leone, l'agnello e il pesce
HORUS è sceso sulla terra per compiere la legge e il suo regno deve durare 1000 anni


ADONIS (Babilonia 2500-2000 a.c.)
La madre di ADONIS è MYRRHA (MYLITTA)
MYRRHA è una vergine consacrata al Tempio
MYRRHA concepisce ADONIS verginalmente
ADONIS nasce il 25 dicembre
ADONIS viene chiamato anche: il salvatore; il guaritore; il pastore celeste
ADONIS muore nel solstizio di primavera
ADONIS scende all'inferno dopo la sua morte


MITRA (Persia 2000-1000 a.c.)
MITRAnasce il 25 dicembre da una vergine
MITRAnasce in una grotta riscaldato da un toro
Alla nascita di MITRAassistono dei pastori recanti doni
MITRA ha 12 discepoli
MITRA è un grande maestro e predicatore
MITRA viene anche considerato come: il messia; la via; il pastore di Dio; la verità; il redentore; il salvatore
MITRA promette ai suoi seguaci l'immortalità
MITRA compie numerosi miracoli
MITRA durante la Cena del Signore afferma:"Coloro che non mangiano del mio corpo e non bevono del mio sangue in modo da essere una cosa sola con me ed io con loro non potranno essere salvi"
MITRA sacrifica sè stesso per la pace nel mondo
MITRA muore nel sosltizio di primavera, viene sepolto in una tomba e dopo tre giorni resuscita
Il giorno consacrato a MITRA è la domenica, il giorno del signore
Nel culto di MITRA esistono il battesimo, la benedizione e la confermazione (cresima)
IL CULTO DI MITRA
MITRA è una divinità molto antica, diffusa sia in Persia che in India. Nei decenni antecedenti all'era cristiana era il più popolare e il più diffuso dei culti pagani. Diffuso in tutto l'impero romano dalle armate di Pompeo venne sostenuto e protetto da numerosi imperatori romani. Nell'anno 376 d.c. il 25 dicembre il prefetto di Roma, su ordine dell'imperatore, sopprime il culto di MITRA e consegna il tempio al culto cristiano, sulle rovine viene eretto il vaticano e alcuni sotterranei attuali sono dell'antico complesso del tempio di MITRA. La gerarchia del culto di MITRA è simile a quella attuale della chiesa, con i padri che guidano i fedeli e il capo dei padri era chiamato "Pater Patratus" o anche Pontefice Massimo. Alcuni costumi del culto di MITRA sono stati copiati dai cristiani quali: l'uso dell'acqua santa, il segnarsi in fronte con le dita, la struttura dell'altare, l'ostia.


KRISNA (India 1400-1200 a.c.)
La madre di KRISNA è DEVAKI (la divina)
DEVAKI ha concepito KRISNA vergine
KRISNA nasce il 25 dicembre in una grotta del monte Meru
La nascita di KRISNA è annunciata da Stella d'oriente
Alla nascita di KRISNA sono presenti pastori e angeli
Alla nascita di KRISNA sono presenti tre uomini saggi recanti spezie
KRISNA viene perseguitato dal Re Kansa, che ordina la morte di migliaia di bambini
KRISNA viene chiamato: salvatore, pastore, redentore, figlio di Dio, nostro signore, liberatore, verbo universale, iezeus (pura essenza)
KRISNA predica con l'uso di parabole per insegnare l'amore
KRISNA compie molti miracoli quali guarire i lebbrosi, guarire i cechi, resuscitare i morti, dare la parola ai muti
KRISNA ama i poveri e vive come un povero
KRISNA dona la capacità di compiere i miracoli anche ai suoi discepoli
KRISNA muore affisso ad un albero, all'età di 30 anni, tra due ladri e il sole si oscurò
KRISNA scende all'inferno, resuscita e sale in paradiso
KRISNA appartiene ad una trinità


ZOROASTRO (Persia 700-600 a.c.)



ZOROASTRO nasce da una vergine
La concezione di ZOROASTRO avviene per mezzo di un raggio della Divina Ragione
ZOROASTRO nasce in una grotta a Battra il 25 dicembre
Una stella d'oriente preannuncia la nascita di ZOROASTRO
Alcuni pastori recano doni a ZOROASTRO
Durante la sua infanzia stupisce molti uomini saggi con la sua intelligenza
I seguaci di ZOROASTRO lo considerano il Verbo fatto uomo
ZOROASTRO viene battezzato a 30 anni sulle rive di un fiume
ZOROASTRO restituisce la vista ad un cieco
ZOROASTRO è stato tentato nel deserto da un demone e nella sua vita ne esorcizza molti
ZOROASTRO predica sull'inferno e il paradiso rivelando misteri quali la resurrezione, il giudizio finale, la salvezza e l'apocalisse
ZOROASTRO utilizza una coppa sacra
ZOROASTRO ha avuto visioni profetiche e apocalittiche ed ha previsto la durata del regno in 1000 anni
ZOROASTRO viene ucciso, scende all'inferno e dopo sale in cielo su un cocchio solare
Il culto di ZOROASTRO comprende l'eucarestia, riconosce l'immortalità dell'anima, crede negli angeli e nei demoni
I seguaci di ZOROASTRO attendono la venuta di un uomo-dio, chiamato SAOSHYANT (il salvatore), il quale verrà generato da una vergine e inizierà il suo ministero a 30 anni, è probabile che l'idea del messia sia stata introdotta in palestina dagli ebrei dopo il ritorno dall'esilio in Babilonia.


BUDDHA (India 600-500 a.c.)
La madre di BUDDHA si chiamava MAYA e lo ha concepito verginalmente
BUDDHA nasce il 25 dicembre
La nascita di BUDDHA viene annunciata da angeli e da una stella dell'annunciazione
Alla nascita assistono tre uomini saggi e recano doni preziosi
BUDDHA era di discendenza reale e un re voleva uccidere il bambino
A 12 anni BUDDHA parla in un tempio
BUDDHA viene battezzato con lacqua in presenza dello spirito di Dio
BUDDHA viene definito anche: Il signore, maestro, dispensatore del verbo, il buon pastore, Dio degli Dei, padre del mondo, reggitore onniscente, onnipotente, essere supremo, l'eterno uno.
BUDDHA predica mediante l'uso di parabole e annuncia l'avvento di un regno di giustizia
BUDDHA guarisce i malati e cammina sulle acque
BUDDHA nutre 500 uomini con un piccolo canestro di pani
BUDDHA muore in croce (numerose sono le leggende su come morì, in una di queste si narra che morì crocifisso) e il sole si oscura
Dopo la sua morte scende all'inferno e dopo resuscita, la sua tomba viene aperta da un potere sovrannaturale
BUDDHA ascende in corpo e spirito al NIRVANA (paradiso), ritornerà sulla terra per restaurare l'ordine e giudicare i morti
L'influenza del Buddismo sul cristianesimo è molto forte, più di quanto sembri, ad esempio: la rinuncia alle ricchezze, al sesso e alla famiglia; la fratellanza tra gli uomini; la virtù della carità e della sopportazione; la conversione. La parabola del figliol prodigo e altre parabole appartengono alla tradizione buddista.


ERCOLE (Grecia 500 a.c.)
La madre di ERCOLE è la fanciulla ALCMENE, che concepisce per opera di ZEUS in modo verginale
ERCOLE nasce il 25 dicembre
ERCOLE viene ucciso in un manto scarlatto, il giorno del solstizio di primavera, durante un eclisse
Dopo la sua morte discende nell'ADE e viene in seguito resuscitato da ZEUS per ascendere all'olimpo degli dei
ERCOLE muore su una collinetta, l'ETA, simile al GOLGOTA dove è stato giustiziato GESU'
Il nome ALCMENE deriva dall'ebraico ALMAH o "donna-luna" generatrice di sacri regnanti, titolo che fu in seguito attribuito anche a Maria (Alma Mater)


PROMETEO (Grecia 400-300 a.c.)
La madre di PROMETEO era DANAE e il concepimento è stato verginale
La fecondazione è avvenuta tramite una pioggia d'oro
PROMETEOaveva un amico molto amato, un pescatore di nome PETRAEUS che poi lo abbandonò
PROMETEO era considerato il verbo e il logo del mondo
PROMETEO scende sulla terra nella veste di un Dio incarnato per salvare il genere umano
PROMETEO è morto sulla croce soffendo, e il sole si è oscurato
PROMETEO è risorto


DIONISO (Grecia 250-200 a.c.)
DIONISO nasce il 25 dicembre da una vergine e viene deposto in una mangiatoia
DIONISO viene definito anche: figlio unigenito, salvatore, l'unto re dei rei, il redentore, remissore dei peccati, dio degli dei
DIONISO fece parecchi miracoli tra i quali trasformare l'acqua in vino
DIONISO cavalca un asino in una parata trionfale
Dopo la sua morte il suo corpo viene virtualmente mangiato in un rituale eucaristico di fecondità e purificazione
Secondo alcune tradizioni viene crocifisso ad un albero
DIONISO muore e discende nell'ADE il 25 marzo, GIOVE lo resuscita
Durante le sacre funzioni in onore di DIONISO il sangue era rappresentato dal vino e il corpo dal pane, questa iconografia eucaristica è stat probabilmente adottata dai cristiani. Inoltre era uso comune utilizzare un particolare marchingegno che tramite tubi nascosti si introduceva acqua e usciva vino, per dare adito a poteri divini posseduti dai celebranti.


ATTIS (Frigia 200 a.c.)
La madre di ATTIS è NANA e concepisce il figlio in modo verginale mangiando un frutto
ATTIS nasce il 25 dicembre
ATTIS viene considerato come: il figlio divino, unico figlio generato, il salvatore
ATTIS compie interventi miracolosi
Durante le cerimonie il suo corpo viene simbolicamente mangiato in forma di pane dai suoi seguaci
ATTIS viene considerato come il salvatore che fu ucciso per la salvezza e la redenzione del genere umano
ATTIS muore il 25 marzo, discende agli inferi e resuscita dopo 3 giorni
La sua morte viene celebrata dai sacerdoti che si recano ad una tomba illuminata contenente un lenzuolo mortuario (sindone)


CONCLUSIONE
Tutte queste strane somiglianze sono sempre state giustificate dai preti cristiani come opera del demonio per sviare i cristiani dalla vera fede.
Tutti coloro di cui ho parlato sono antecedenti alla nascita di Gesù.
Tutti i culti elencati erano conosciuti molto bene nelle regioni di influenza romana.
Prima di studiare teologia forse si dovrebbe studiare storia delle religioni

fonte
http://laveritasullareligionecristiana.blogspot.it/

sabato 9 dicembre 2017

MISTERIOSI AVVENIMENTI PRIMA DELLE GRANDI CIVILTA’

Il confine tra Preistoria e Storia non è facilmente definibile. In generale si fa partire la Storia con l’inizio della civiltà egizia in Egitto e della civiltà Sumerica tra i fiumi Tigri ed Eufrate nell’attuale Iraq, entrambe sorte intorno al 3.300 avanti Cristo. Alla stessa epoca risalgono le civiltà di Mohenjo-Daro ed Harappa nella valle dell’Indo (attuale Pakistan) caratterizzate da grandi città densamente abitate.
La storia umana è però molto più antica: se non si vuol considerare l’Australopithecus, presente sul nostro pianeta già tre milioni e mezzo di anni fa, dobbiamo notare che l’Homo Habilis era presente già due milioni di anni fa.
Durante questo lunghissimo periodo si susseguirono numerose glaciazioni ed altre catastrofi naturali alle quali la specie umana è sempre sopravvissuta.
In questo breve articolo ci soffermeremo su alcuni indizi che potrebbero far sorgere il dubbio che possa essere esistita una qualche civiltà precedente a quelle sopra citate e che alcuni importanti avvenimenti del lontano passato sfuggano ancora alla storiografia ufficiale.
Innanzitutto c’è la leggenda di Atlantide. Questo continente scomparso è citato solo in due scritti: il Timeo ed il Crizia del filosofo Platone vissuto in Atene intorno al 400 avanti Cristo.
Nel racconto dei sacerdoti egizi a Solone si parla di questa misteriosa civiltà situata in una terra oltre le Colonne d’Ercole (stretto di Gibilterra) che avrebbe colonizzato anche tutto il Nord-Africa fino all’Egitto compreso. Questa civiltà sarebbe poi scomparsa a causa di un immane cataclisma intorno al 9.600 avanti Cristo.
Alla leggenda di Atlantide è strettamente collegato il mito del Diluvio Universale presente in quasi tutte le prime civiltà: questo mito è presente nella Bibbia (antico Testamento), nell’epopea di Gilgamesh (un poema babilonese del terzo millennio avanti Cristo). Troviamo racconti del diluvio anche tra gli Ittiti, tra i greci (racconto di Deucalione e Pirra) e tra gli egizi (racconto del Re Surid, vissuto prima e dopo il diluvio). Leggende che parlano di un grande diluvio si trovano anche in America tra gli Atzechi in Messico, i Sioux in Nord America, gli indios Mura dell’Ammazzonia, gli indios Guarani in Paraguay e perfino in Cina.
Se i racconti sono tanti, è assai probabile che nei millenni passati sia effettivamente accaduta una grande catastrofe che avrebbe causato la sommersione di vaste aree delle terre emerse di allora.
Passando alle grandi civiltà dell’America Centrale e Meridionale, dobbiamo notare che gli Aztechi sostenevano di venire da un luogo chiamato Aztlan (Atlantide?). Il suffisso atl in lingua messicana significa acqua ed anche i Toltechi, sempre in Messico, sostenevano di provenire dallo stesso luogo.
Entrambe queste popolazioni si caratterizzarono per la costruzione di piramidi il che ci fa pensare che questo tipo di monumento, presente in civiltà così diverse e lontane tra loro, abbia un qualche significato che tuttora ci sfugge.
Teotihuacan, la capitale dei Toltechi e successivamente degli Aztechi, è caratterizzata da costruzioni monumentali, in particolare le gigantesche piramidi del Sole e della Luna. Questa città era preesistente all’arrivo delle due popolazioni: quando gli Aztechi, e ancora prima di essi i Toltechi la trovarono, era già abbandonata e in rovina da migliaia di anni. Furono gli Aztechi a chiamarla Teotihuacan (città degli Dei).
I Toltechi già si interrogavano sull’identità dei suoi misteriosi costruttori, stupefatti dall’immensità degli edifici e dei palazzi.
Tornando alla civiltà egizia, dobbiamo osservare che, secondo alcune teorie, anche le tre Piramidi risalirebbero a 12000 anni fa: esse sono allineate in modo che i loro vertici puntano alle tre stelle della cintura della costellazione di Orione, Alnilam, Alnitak e Mintaka. Ma, mentre il vertice della piramide di Cheope punta precisamente verso Alnitak e quello della piramide di Chefren verso Alnilam, la piramide di Micerino, per puntare con precisione verso Mintaka, dovrebbe essere spostata di 35 metri. Ma se ci riferiamo alla posizione delle tre stelle di 12000 anni fa vediamo che la corrispondenza è perfetta!
Quale misterioso messaggio per l’Umanità futura dovevano lasciare queste misteriose gigantesche costruzioni?
Nella piana di Giza in Egitto, oltre alle tre grandi piramidi ed altri monumenti, si trova la Sfinge. Essa è un enorme monumento che raffigura un essere con la testa umana ed il corpo di un leone accovacciato. La statua è lunga 73 metri, larga 6 metri ed alta 20 metri. Poichè il volto pare rappresentare il Faraone Chefren si è ritenuto che la sfinge risalisse circa al 2500 avanti Cristo epoca in cui visse il Faraone.
C’è però da osservare che la testa appare troppo piccola (si fa per dire) rispetto al corpo, inoltre la pietra di cui è fatta la testa presenta caratteristiche diverse da quella di cui è fatto il corpo.
Tutto ciò lascia pensare che la testa sia stata aggiunta in epoca successiva, sostituendo la testa originaria che probabilmente era una testa di leone.
Inoltre il corpo della sfinge presenta vistose tracce di erosione dovute a grandi piogge. Ma il clima dell’Egitto, negli ultimi 6000 anni, è stato molto secco per cui la data di costruzione del corpo è probabilmente assai più antica. L’erosione è verosimilmente dovuta alle grandi piogge che colpirono l’Egitto dopo l’ultima era glaciale, cioè circa 12000 anni fa, ma in quell’epoca la civiltà egizia non c’era ancora!
C’è da osservare ancora che l’orientamento della sfinge è tale che il volto guarda esattamente verso il punto in cui sorgeva la costellazione del leone 12000 anni fa. Per quale motivo il faraone Chefren avrebbe dovuto costruire la sfinge col corpo di Leone, tenedo conto che questa era una costellazione che la sfinge non vedeva ormai da migliaia di anni?
Tra i misteri del lontano passato, non possiamo trascurare poi quello della provenienza degli Ariani (Arya = Nobili), detti anche Iperborei a causa della loro provenienza dalle regioni circumpolari: questa misteriosa popolazione, tra il 2000 ed il 1400 avanti Cristo scese dal nord e, divedendosi in due tronconi, invase il subcontinente indiano e la Grecia, dando origine a due delle più grandi civiltà che siano mai esistite. La loro lingua originale era il sanscrito e bisogna notare che in questa lingua sono esprimibili concetti filosofici che sarebbe impossibile esprimere in molte lingue moderne, tranne forse il tedesco.
Chi erano e da dove venivano gli Ariani? Il geografo ed esploratore greco Pitea parla per la prima volta della leggendaria isola di Thule nella quale il Sole splendeva per sei mesi all’anno e che distava sei giorni di navigazione dall’odierna Scozia. Quest’isola sarebbe stata abitata da una leggendaria popolazione, gli Iperborei. Questi sarebbero stati custodi di una Tradizione Filosofica Primordiale che avrebbero ereditato dalla civiltà di Atlantide ormai scomparsa. Thule è menzionata anche nella “Geografia” di Tolomeo ed in molte altre opere antiche. Gli studiosi tendono ad identificare l’isola con l’Islanda o con la Groenlandia (Greenland, Gronland = Terra Verde) che in un remoto passato avrebbe avuto rapporti con Atlantide, prima che questa fosse inghiottita dalle acque. Nelle terre attorno al polo effettivamente il giorno dura sei mesi e la notte altrettanto.
Spinti dai mutamenti climatici, gli Iperborei, guidati dai loro capi (gli Arya), lasciarono la mitica Thule e migrarono verso sud in paesi più caldi portando con se le loro antiche conoscenze.
Nei Veda, i testi sacri risalenti ad oltre 4000 anni fa che essi portarono nel subcontinente indiano, sono descritte configurazioni astronomiche osservabili solo in aree dell’emisfero boreale non lontane dal circolo polare artico, in un’epoca molto anteriore alla fissazione per iscritto dei Veda stessi.
Degni di nota sono poi racconti e tradizioni che parlano di creature angeliche che sarebbero venute in contatto con l’uomo in epoca antecedente a quella definita “storica”. A queste storie è anche collegato il mito dei giganti.
Leggiamo nella Genesi:
“Quando gli uomini cominciarono a moltiplicarsi sulla terra e nacquero loro figlie, i figli di Dio videro che le figlie degli uomini erano belle e ne presero per mogli quante ne vollero. C’erano sulla terra i Giganti (Nephilim) a quei tempi, e anche dopo, quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini e queste partorivano loro dei figli: sono questi gli eroi dell’antichità, uomini famosi.”
Dei giganti si trova traccia in numerosi altri passi della Bibbia. Io invece voglio riportare un passo dell’antichissimo libro di Enoch che fa parte della Bibbia Copta (i Copti sono i Cristiani di Etiopia):
“Ed accadde, da che aumentarono i figli degli uomini, che in quei tempi nacquero ad essi ragazze belle di aspetto. E gli angeli, figli del cielo, le videro, se ne innamorarono, e dissero fra loro: “Venite, scegliamoci delle donne fra i figli degli uomini e generiamoci dei figli. E si unirono con loro ed insegnarono ad esse incantesimi e magie e mostraron loro il taglio di piante e radici. Ed esse rimasero incinte e generarono giganti la cui statura, per ognuno, era di tremila cubiti.
E Azazel insegnò agli uomini a far spade, coltello, scudo, corazza da petto e mostrò loro quel che, dopo di loro e in seguito al loro modo di agire sarebbe avvenuto e gli mostrò anche il cambiamento del mondo.”
Il mito secondo il quale esseri superiori dettero l’avvio alla civiltà umana è presente in moltissime altre antiche tradizioni.
Comuni a molte tradizioni sono i miti che riguardano creature “angeliche” ed i Giganti.
Battaglie nel cielo tra schiere di angeli opposte, accoppiamenti tra angeli e le figlie degli uomini, strani oggetti volanti, non li troviamo solo nella Bibbia. Famosi sono i Vimana, oggetti volanti, citati nei Veda, nel Mahabharata, nel Ramyana ed in tantissimi altri testi della civiltà indoariana risalenti a migliaia di anni fa.
I Giganti poi li troviamo menzionati in quasi tutte le tradizioni più antiche, dalla Grecia, alla Cina, al Tibet, al Sud America.
Mi sembra opportuno, a questo punto, citare alcuni passi significativi tratti dall’Antico Testamento:
“ed ecco, vedemmo i giganti i figli di Anak che discendono dai giganti e ai nostri occhi noi eravamo di fronte ad essi come dei grilli ed ai loro occhi eravamo come dei grilli” (numeri XIII,33).
“Ecco, la sua bara era di ferro. La sua lunghezza è di nove cubiti, e la sua larghezza di quattro cubiti, secondo il cubito di un uomo”. (Deuteronomio 3). [Il cubito è una misura di lunghezza che vale circa mezzo metro].
“Chi mai sono costoro che volano sopra una nuvola,come piccioni che volano verso la loro piccionaia?” Isaia (60, 8 )
Concludiamo questa breve nota elencando rapidamente alcuni altri fatti misteriosi del lontano passato:
I Dogon, una popolazione del Mali nell’Africa subsahariana, nella loro tradizione orale, parlano della stella Sirio e soprattutto della sua compagna, Sirio B, rivelando nozioni astronomiche che avrebbero posseduto più di 5000 anni fa. Infatti Sirio è un sistema binario e Sirio B non è visibile ad occhio nudo ed è stata scoperta solo nel 1862.
A Palenque, sito archeologico Maya, fu scoperta la cosidetta tomba dell’astronauta: la raffigurazione sulla pietra tombale non puo’ ricordare altro che un razzo con un uomo alla guida. Egli sembra infatti afferrare con le mani i comandi di pilotaggio, mentre dietro la sua schiena c’è quella che potrebbe essere una raffigurazione simbolica di un motore, con le fiamme che fuoriescono.
In Perù si trovano le famose linee di Nazca. Queste linee vanno a formare giganteschi disegni ((la balena, il pappagallo, la lucertola lunga più di 180 metri, il colibrì, il condor, l’enorme ragno lungo circa 45 metri e molti altri). Ma il fatto sorprendente è che queste linee sono visibili solo dall’alto mediante aerei e la civiltà Nazca risale al 300 avanti Cristo!

fonte
https://giuseppemerlino.wordpress.com/

domenica 16 marzo 2014

Il misterio della linea sacra di “San Michele”

La potentissima linea energetica di San Michele che unisce tre basiliche/abbazie dedicate appunto all’arcangelo michele: mont saint michel (francia) – sacra di san michele (piemonte) – monte sant’ angelo (puglia).
Questi tre santuari sono congiunti fra loro da una potentissima linea energetica che, per chi sa testare, si può riscontrare esattamente in un punto preciso delle tre basiliche, ad esempio alla sacra di S. Michele di Torino è situata sulla sinistra della chiesa, subito dopo l’entrata e a pochi metri davanti ad una nicchia del muro che racchiude una statua o scultura (non ricordo il soggetto), il punto energetico si distingue, per gli esperti, da una minuscola piastrella del pavimento in sasso che è di colore più chiaro, se ci si posiziona su quel punto si percepisce nitidamente la potente energia che passa e si congiunge alle altre due fonti energetiche in Puglia e in Francia… si consiglia comunque di non rimanere più di 7 minuti all’interno di tale vibrazione.

TAV – Alta Velocità in Val di Susa (Torino – Lione): un attacco brutale e ben programmato, ben al di là dell’aggressione alla natura ed alla salute fisica….
Val di Susa : cosa rappresenta questo luogo nella geografia sacra del mondo?
Un punto fondamentale degli equilibri energetici europei. Un “chakra” importantissimo è situato all’imboccatura della Val di Susa, da cui si dipartono “nadi”, canali energetici che vanno a creare un asse importantissimo verso Nord-Ovest e verso Sud-Est. Quali sono i punti “noti” di questo asse? I tre meravigliosi santuari dedicati a San Michele Arcangelo. In un allineamento pressoché perfetto, la Sacra di San Michele – lo splendido edificio sacro medioevale all’imboccatura della Val di Susa in Piemonte – è al centro di una precisa direttrice che va dal santuario dedicato a Michele di Monte Sant’Angelo, sul Gargano in Puglia, fino a quello sull’isola incantata di Mont Saint Michel, nel Nord-Est della Francia.

Una visione spirituale
Chiunque in buona fede si voglia informare seriamente su quello che sta avvenendo in Val di Susa, si renderà facilmente conto del fatto che i valligiani hanno ragioni da vendere. Il progetto del TAV se attuato non porterà “progresso”, ma distruzione, devastazione e malattie.
Ad una indagine attenta ai valori spirituali in gioco emerge tuttavia un quadro ancora più fosco, di grande emergenza: non sono in gioco solamente i soldi degli ingordi, e l’ambiente e la salute degli abitanti della Val di Susa. Ma qualcuno sta cercando di portare avanti una operazione tendente a colpire direttamente le forze interiori di una grande fetta della popolazione europea. Non solo quelle dei cari e simpatici valligiani, ma quelle di tutti i piemontesi, degli abitanti di una vasto arco delle Alpi, e delle regioni che si protendono attraverso tutta la Francia verso Nord, e tutta l’Italia verso Sud.
Una operazione che parte da molto in alto nelle gerarchie delle piramidi che portano avanti le strategie oscure. Un qualcosa di così importante che il fronte del potere politico, finanziario, economico, dei mass media – largamente influenzato e diretto dai vertici oscuri – sostiene in modo insolitamente compatto e granitico… senza apprezzabili sbavature.
Menti oscure, schiere di mercenari del potere e del denaro, centurie di coscienze spente e freddamente calcolatrici, solidali contro il cuore generoso di alcune migliaia di valligiani. Pressoché soli…
Uno dei tanti scenari sui quali si svolge il confronto è quello che può definirsi una vera e propria “lotta per i luoghi santi”. Cosa sono questi “luoghi santi”?
La Terra è un essere vivente e intelligente, che è fatto, come noi, di parti materiali e di parti più sottili, ma importantissime per la sua esistenza e per il sostegno che danno alla nostra vitalità ed alla nostra anima. Il nostro corpo è attraversato da una rete di invisibili centri vitali uniti da infiniti canali di energie. Quelli che le medicine orientali usano da millenni. E che la medicina occidentale ha dimenticato ma è ora costretta a riscoprire un po’ alla volta, se vuole smetterla di combinare disastri.
Nelle tradizioni orientali si chiamano “chakra” i centri, i vortici vitali, e “nadi” i canali energetici che li uniscono.
La terra funziona allo stesso modo. La crosta terrestre è costellata di importantissimi “chakra” e “nadi”. Gli spiriti più avanzati dell’umanità, gli “iniziati” di tutti i tempi hanno sempre avuto la conoscenza, e spesso la visione, di questa geografia sottile, ma fondamentale, della Terra. Grotte sacre, montagne sacre, foreste sacre, laghi e fiumi sacri… E poi vari tipi di energie: positive, negative, ambivalenti…
Lungo i canali e sui centri vitali sono sorti dolmen, menhir, cerchi di pietre, piramidi, templi, cattedrali… Erano e sono luoghi speciali, che favoriscono il contatto tra gli uomini e le dimensioni superiori.
Questa rete, in gran parte dimenticata negli ultimi secoli di materialismo, si sta ora riattivando, man mano che gli uomini risvegliandosi riscoprono le particolarità di certi luoghi. Questo sta già avvenendo in embrione, ma ben di più avverrà in futuro, quando sempre più uomini capiranno di avere a disposizione delle importanti reti di luoghi energetici di cui avvalersi per supportare la propria crescita spirituale. Dei luoghi capaci di riequilibrare l’aggressione portata alla natura umana dalle forze oscure attraverso i farmaci, l’alimentazione devitalizzata, i vortici di violenza e di odio, le droghe, la continua eccitazione dei sensi inferiori…
Una rete abbastanza intatta da aiutare l’uomo ad essere un libero creatore di situazioni nuove, belle, giuste, buone… frutto dell’amore.
E allora le forze oscure, quelle che vogliono ostacolare l’evoluzione interiore del’umanità, cosa hanno deciso di fare? Sono partite per tempo a cercare in tutti i modi di “spegnere”, di devitalizzare i chakra, di sclerotizzare le arterie delle energie vitali per lo spirito.
Nessuno ne parla, ma questa aggressione è in corso da anni. Interventi di tutti i tipi, con tonnellate di metallo, colate di cemento, gallerie, prodotti sintetici “morti” e ostili, gallerie, deforestazioni, selve di antenne, viadotti, perforazioni petrolifere, spesso appositamente indirizzate per depotenziare e deformare la geografia sacra.
Vengono effettuati interventi per spegnere cattedrali, come Chartres o Santa Maria di Collemaggio, per annullare antichi luoghi di iniziazione. Vengono colpiti luoghi sacri naturali o costruiti dagli antichi iniziati. Viene persino usato il “martello” del turismo di massa per abbattere con folle inconsce e disattente il livello vibrazionale di certi luoghi, come le piramidi, le cattedrali gotiche, o i grandi templi… Una strategia composita e ben studiata.

I tre principali santuari dedicati a Michele: Mont Saint Michel (tra Normandia e Bretagna), Sacra di S. Michele in Val di Susa e Monte Sant’angelo sul Gargano

Sacra di S. Michele in Val di Susa

Mont Saint Michel (tra Normandia e Bretagna)
Luoghi sacri, luoghi di energie fortissime. Che gli antichi conoscevano e usavano e che gli uomini del “risveglio” torneranno ad usare.

E proprio quella spiritualità che nella tradizione ebraico-cristiana si chiama Michele, che prima si è chiamata Mercurio, Hermes, Toth…, è lo spirito guida dell’operazione “risvegli”.
Ma vediamo meglio cosa significa questo discorso di Michele in Val di Susa.
La crosta terrestre ha nelle sue profondità delle forze enormi, concentrate in certi luoghi, che gli antichi conoscevano bene e chiamavano forze della Dea Madre, della Madre Terra. Statue femminili nere, adorate in caverne o cripte, la rappresentavano: raffigurazioni sacre di tante divinità tra cui l’egizia Iside, e poi le madonne nere cristiane. A sancire l’alleanza positiva tra uomini e queste forze. Ma gli antichi le chiamavano anche forze del “drago”, facendo riferimento al fatto che erano forze enormi, ma “selvagge”, utilizzabili sia per il bene che per il male, a seconda delle intenzioni umane.
In epoche antiche gruppi di iniziati ispirati dal mondo spirituale decisero che per un lungo tratto dell’evoluzione umana bisognava che certe forze del drago di un importante asse energetico europeo fossero equilibrate, tenute sotto controllo e rivolte al bene. E che di questo equilibrio positivo si giovassero le popolazioni europee.
Questo il motivo per cui degli edifici speciali, costruiti e “attivati” in modo del tutto particolare, furono eretti sopra montagne sacre piene di forze del drago, talvolta oscure. Santuari di Michele, che nella sua funzione tipica “tiene a bada le forze del drago”, per usarle in positivo e per lasciare liberi gli uomini di evolversi. Questo illustrano i quadri e le statue di San Michele.
Il chakra centrale della Val di Susa non è fatto solamente del monte dove è posta la Sacra , ma di una serie di altri rilievi carichi di forze importanti, trai quali uno in particolare assume un ruolo centrale nella geografia sacra: il monte Musinè (asinello in dialetto).
E’ un luogo dalle energie fortissime, uno dei principali in Europa. Le forze spirituali del drago hanno conformato un sottosuolo pieno di energie enormi, selvagge, che si manifestano in conformazioni rocciose insolite e piene di materiali “forti”, nocivi se liberati. Che sono la manifestazione di forse spirituali altrettanto nocive su altri piani. Ma il monte è anche un’antenna volta verso incredibili energie positive cosmiche. Da sempre apparizioni continue di luminescenze colorate, globi luminosi… Luogo di leggende di maghi e di draghi d’oro, di riti e di graffiti misteriosi fin dall’antichità più remota. Luogo di avvistamenti “ufo” tra i più citati, fin dai tempi pionieristici di Kolosimo. Persino la vegetazione che vi cresce è differente da tutto il resto della zona.

E’ il punto focale che probabilmente più di ogni altro ha creato quella base energetico-spirituale che ha fatto di Torino la città esoterica per eccellenza, nel bene e nel male. Come è tipico delle forze del drago…
Una zona fortissima quindi, al centro di un asse europeo spirituale fondamentale, forse il principale. Tenuta in equilibrio per secoli dalla spiritualità rappresentata da Michele, con le forze del drago domate e sepolte nel sottosuolo, in attesa della grande epoca dei “risvegli”.

E allora le forze oscure, quelle di altissimo livello nelle piramidi del Male, cosa hanno pensato di fare?
Hanno mosso le loro forze mercenarie, dai livelli locali fino a quelli centrali europei, per una operazione strategica. Un progetto mirante ad alterare antichi equilibri per renderli inutilizzabili a fini positivi: scavare una enorme galleria nelle viscere della montagna sacra, per sconvolgere il “chakra” Musinè, portando alla luce forze oscure e potenti dalle profondità della Terra. Per liberarle dall’influsso positivo delle correnti cosmiche e della vicina presenza benefica della Sacra di San Michele. E poi affondare ulteriormente il bisturi di morte scavando un percorso di distruzione sul “nadi” che punta a Mont Saint Michel.

E’ il tentativo di portare un colpo al cuore della geografia sacra europea. Tale da appesantire le atmosfere psichiche, creare una cappa di piombo in una vasta zona del nostro continente: il tentativo di creare un vero e proprio “infarto” nella circolazione delle energie a disposizione di tutti noi per i nostri risvegli.
L’operazione è così importante che tutti i terminali politici, economici, finanziari e mediatici, dei poteri oscuri sono compatti nel sostenerla. Anche se la popolazione locale è solidale nel respingerla. Lo fa per la propria salute, messa a rischio dall’uranio e dall’amianto che verranno portati in superficie, lo fa per salvare una natura già tanto colpita nel passato. Lo fa perché il cuore dei valligiani, che è inconsciamente in contatto con la realtà spirituale delle cose, sa molto meglio della mente che bisogna resistere, opporsi con fermezza ed energia all’aggressione spirituale. E che bisogna farlo in modo consono alla nuova coscienza che si risveglia e si sviluppa: con la verità e la non violenza.
Rispondere con la verità e la non violenza alla menzogna manipolatoria ed alla violenza del fronte compatto che vuole sacrificarli: un fronte di poveri schiavi dei poteri oscuri, che hanno venduto pezzi della propria coscienza in cambio di tanti o pochi spiccioli, di grandi, ma anche di piccolissime poltrone.

Santuario di San Michele a Monte Sant’Angelo (Puglia)
Nell’immagine sottostante invece abbiamo la linea completa ovvero le Enormi ley Lines che attraversano l’Europa, come la linea dell’Arcangelo Michele che da S. Michel Moint in Cornovaglia, tocca Mont Saint Michel in Francia, la Sacra di San Michele nella valle di Susa, il santuario pugliese di Monte S. Angelo, quello dell’isola di Simi per terminare nel Sinai.

Letteralmente piste diritte, costituiscono una rete di tracciati che uniscono luoghi ad alta energia distanti anche centinaia di chilometri. Alfred Watkins e William Lewis scoprirono alcune linee, le più importanti uniscono Carnac in Francia, con Karnak in Egitto passando per il centro di Lione e per i Fori Imperiali a Roma. Importante anche quella che unisce Mont Saint Michel in Normandia con Monte Sant’Angelo in Puglia passando per la Sacra di san Michele in Piemonte.
Fonte:http://madreterra.myblog.it/2014/01/16/la-linea-sacra-san-michele-2/