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giovedì 29 dicembre 2011

Contact





Titolo Alternativo:
Cast: Jodie Foster, Matthew McConaughey, John Hurt, Tom Skerritt, Angela Bassett, David Morse, James Woods
Categoria: Fantascienza
Anno: N/D
Genere: Fantascienza
Aggiunto: December 14, 2010
Descrizione:
Titolo originale: Contact
Nazione: Usa
Anno: 1997
Genere: Fantastico
Durata: 144'
Regia: Robert Zemeckis
Sito ufficiale: www.contact-themovie.com 
Link per il download:
http://ilcorsaronero.info/argh.php?search=contact

Cast: Jodie Foster, Matthew McConaughey, John Hurt, Tom Skerritt, Angela Bassett, David Morse, James Woods 
Produzione: South Side Amusement Company 
Distribuzione: Warner Bros 
Uscita prevista: 

Trama: 
Ellie Arroway, cerca nella scienza la risposta a quesiti che da sempre la tormentano. Chi siamo? Perchè siamo qui? C'è qualcun altro nell'universo? Specializzata nella ricerca di segnali inviati da esseri extraterrestri, una mattina riesce a captare un messaggio proveniente dalla lontana stella Vega, contenente il progetto di una macchina spaziale capace di proiettare un passeggero nell'iperspazio. Ellie dovrà battersi per essere la prescelta per questo incredibile viaggio.




sabato 24 dicembre 2011

Buon Natale

Ragazzi anche quest'anno Mistero In Linea, e io in particolare come amministratore, voglio farVi gli auguri di Buon Natale e di Buone Feste, sperando che possiate passare dei giorni felici e sereni in compagnia di chi vi vuole bene. 

 

martedì 20 dicembre 2011

Tenochtitlán


L'antica gloria di Tenochtitlán







POST ORIGINALE : L'ANTICA GLORIA DI Tenochtitlan

" Siamo rimasti stupiti e ha detto che era come il incantesimi raccontata nel libro di Amadigi, a causa delle grandi torri e di spunti e di edifici che sorge dal acqua, e tutti costruiti in muratura. E alcuni dei nostri soldati anche chiesto se le cose che abbiamo visto non era un sogno? " (Bernal Diaz del Castillo)
Il grande Tenochtitlán è stata fondata nel 1325 dal leggendario re Tenoch sul lago di Texcoco, Messico , e divenne rapidamente il più importante città del Centro America.Costruito su un isolotto roccioso, Tenochtitlán attraversato per circa 10 chilometri quadrati ed è stata divisa in quattro distretti, collegata alla terraferma attraverso ponti e argini. La città fornito sia strade e canali, in modo che potesse essere raggiunta sia a piedi e in canoa.Nel centro della città sorgeva a 30 metri di altezza piramide con una base di 100x80, e con due santuari alla sua sommità. Vicino la piramide rosa due monasteri, il dio del vento Ehcatl santuario, un patio utilizzato per i giochi della pelota, e la Tzompantli, un luogo macabro, dove sono stati esposti i teschi delle vittime sacrificate.






Il palazzo del re Montezuma II stava al di fuori del centro cerimoniale, ed è stato un lussuoso edificio a due piani con giardini pieni di piante esotiche, cigni nuotare in laghi artificiali, e uccelli variopinti cantando nelle gabbie. Tenochtitlán era anche un importante centro economico , dove più di 25.000 commercianti è venuto a vendere alimentari, tessili, calzature, pelle puma o giaguaro, tabacco, legno, utensili e artigianato. Non c'erano soldi, quindi tutto è stato barattato, di solito per cacao o fave.

Poiché l'acqua della laguna non poteva essere bevuto, Montezuma ho avuto un importanteacquedotto costruito, a 5 chilometri dalle sorgenti di Chapultepec. Più tardi, anche un secondo acquedotto di 8 chilometri di lunghezza è stato costruito. Dal Tenochtitl án soffriva di frequenti inondazioni, Montezuma ho ordinato nel 1449 la costruzione di una diga di 16 chilometri, al fine di contenere le acque del lago Texcoco.

Al suo pieno splendore, Tenochtitl popolazione An era stimata a 700.000 abitanti , anche se stima più prudente ridurre il numero di 550,000 . In ogni caso, era la terza città più grande del mondo , dopo Pechino (700.000) e Hangzhou (600.000).






Quando Hernán Cortés Tenochtitlán raggiunto in novembre l'8 ° , 1519, scrisse nei suoi diari che mai aveva visto una città più grande e più efficiente al mondo: le strade erano tutte le passeggiate pedonali, nessun edificio era di fumo o incrostazioni sporco, brillante favola-come costruzioni con pareti colorate e giardini pensili. Gli spagnoli soldato Bernal Diaz lo ha descritto come un " incantata visione "di una città magica con" e spunti e gli edifici passando da l'acqua " . Tenochtitl án era davvero una città perfetta.

Forse questo fatto sconvolgente, insieme con la brama di potere e d'oro, ha guidato iconquistadores , anche se sono stati accolti con onore e l'ospitalità dal re Montezuma, a conquistare la città dopo una sanguinosa battaglia. Il 13 agosto il secolo , 1521, il leggendario Tenochtitlán era ridotta ad un cumulo di macerie e la sua popolazione sterminata. Ciò che rimaneva della città è stata smantellata e distrutta. Sulle rovine della metropoli bella, Città del Messico è stato costruito.

Durante gli anni settanta Tenochtitlán le rovine sono state riportate alla luce e alcune delle strutture più importanti, come la Grande Piramide, sono ora aperte per i visitatori. Oggi, ilZócalo , piazza più importante di Città del Messico, si trova su quella che fu centro cerimoniale Tenochtitlán, ma chissà che tale gloriosa metropoli del mondo antico avrebbe potuto diventare senza l'impatto distruttivo e crudele dei conquistatori spagnoli. Purtroppo, non lo sapremo mai ...








Le rovine di Tenochtitlán







(Traduzione a cura di Marco Salvadori )

sabato 17 dicembre 2011

Il segreto di Marcahuasi

Marcahuasi è un luogo mitico: per alcuni è il centro magnetico e gravitazionale del pianeta e fu abitato, 85 secoli fa, da una prodigiosa civiltà; per altri è solo uno spettacolare altipiano a ben 4000 metri d’altezza, dove ci sono resti di una cultura pre-incaica e gli agenti atmosferici hanno modellato molti massi, rendendoli simili a facce umane e corpi di animali.
Il mio viaggio a Marcahuasi ha avuto inizio da Lima, da dove con una buseta si raggiunge Chosica, città situata a un’ora di distanza dalla capitale del Perú. Mi ha accompagnato il ricercatore peruviano Paul Mazzei.
Da Chosica ci s’imbarca su un autobus diretto a San Pedro de Casta, paesello situato a circa 3200 metri d’altezza, base per le escursioni a Marcahuasi.
Il pueblito di San Pedro de Casta fu fondato negli anni successivi alla conquista del Perù in un luogo già abitato da nativi, che veniva chiamato Orcohuasi (casa en el cerro, casa nella montagna). Le leggende popolari del villaggio narrano di etnie mitiche che vissero nella valle fin dalla notte dei tempi. Secondo questi racconti i primi abitatori dell’altipiano furono i Carashatos, cannibali primitivi che mangiavano carne cruda e basavano la loro vita su strane superstizioni. Quindi vennero gli Huaris, giganti intelligenti che usavano il fuoco e dominavano l’arte di modellare le pietre; infine vennero i Varayoq, popoli pre-incaici che successivamente vennero inglobati nel Tahuantisuyo.
Al nostro arrivo a San Pedro de Casta Paul Mazzei mi ha presentato l’ultra-ottuagenario Manuel Olivares, un simpatico vecchietto che ha lavorato otto anni della sua vita con l’esoterico Daniel Ruzo, uno dei più grandi studiosi di Marcahuasi.
Manuel Olivares è l’uomo al mondo che conosce meglio la meseta sagrada, come viene chiamata, ma non ci ha potuto accompagnare perché gli è purtroppo calata la vista, anche se il fisico gli consentirebbe ancora di camminare fino ai 4000 metri, cosa che faceva solo due anni fa. Comunque ci ha fornito interessanti informazioni sulle zone da visitare e soprattutto sull’ora ideale (per sfruttare l’illuminazione solare), per osservare determinate rocce e interpretarne il giusto significato.
Il giorno dopo siamo partiti verso le 6.30 e in sole due ore di facile camminata, abbiamo raggiunto la meseta di Marcahuasi. Il sole brillava su un cielo azzurro e terso, condizioni ideali per apprezzare le enormi pietre di Marcahuasi e la cittadella pre-incaica, situata non lontano da esse.  
In effetti questa foresta di pietre colpisce molto l’attenzione. Alcune di esse sembrano l’insieme di volti e profili umani (il cosiddetto monumento all’umanità), altre sono antropomorfe (El Rey politico, el profeta), altre ancora sono zoomorfe (el sapo, el leon africano, la llama). Procedendo nella visita si possono osservare delle urne funerarie (o chullpas), e poco più lontano vi sono i sorprendenti resti di una cittadella pre-incaica, chiamata appunto Marcahuasi (in quechua: casa del sovrano, ma gli abitanti di San Pedro de Casta lo traducono: casa nell’altopiano).
Con l’amico Paul Mazzei ci siamo inoltrati nella cittadella in rovine e abbiamo filmato alcune urne funerarie. Si stima che la popolazione dell’altipiano potesse raggiungere le 500-1000 unità, in un epoca compresa tra l’ottavo e il quattordicesimo secolo d.C.
Ma chi erano questi antichi abitatori dell’altopiano? E soprattutto quali sono le teorie che spiegano il sistema di vita di queste remote culture?
Il primo studioso che esplorò Marcahuasi e lo analizzò da un punto di vista scientifico fu il più grande archeologo peruviano, Julio C. Tello. Nel 1923 percorse la meseta di Marcahuasi e, dopo attente analisi delle urne funerarie, delle mummie incontrate e anche della ceramica rinvenuta in situ, stabilì che i costruttori della cittadella pre-incaica dovevano appartenere alla cultura Yunga o a quella Huanca (attive dall’800 d.C. fino alla conquista di Pachacutec, nel 1476 d.C.). Secondo Tello il luogo chiamato la fortaleza (la fortezza), un insieme di enormi massi disposti uno sull’altro, situati molto più lontani del cosiddetto anfiteatro, non era altro che un luogo sacro dove gli Yunga facevano i loro riti sacri e adoravano la loro Divinità, chiamata Wallallo.
Negli anni 50’ del secolo scorso il ricercatore esoterico peruviano Daniel Ruzo (1900-1991), rimase a Marcahuasi per vari anni studiando le rocce e cercando d’interpretare quelle che secondo lui erano enigmatiche statue scolpite da una antichissima cultura megalitica che lui denominò Masma. Bisogna accennare che Daniel Ruzo fu affascinato dall’esoterico peruviano Pedro Astete (1871-1940). Il nome Masma deriva infatti da un sogno di Astete che fu riferito a Ruzo.
Ecco un frammento del libro La Historia fantastica de un descubrimiento, di Daniel Ruzo, pubblicato nel 1973: 
La più imponente delle montagne sacre della Terra, quella dove vi sono le sculture litiche più belle, sta alle porte di Lima, a ottanta chilometri dall’Oceano Pacifico, nelle Ande. Un popolo grandioso, fondatore di una cultura completa, costruì nell’altipiano di Marcahuasi, 85 secoli fa, un complesso sistema per imbrigliare le acque, e poterle utilizzare per l’agricoltura durante i mesi secchi. Convertì la meseta in una fortezza inespugnabile e in un centro religioso con quattro enormi altari. Consegnò i suoi morti ai condor e scolpì centinaia di massi convertendoli in meravigliose opere d’arte che nessuno può negare. Per tutto ciò ci vollero così tante ore di duro lavoro che possiamo concludere che questa civiltà mantenne per secoli un economia fiorente.
Anche il famoso scrittore italiano Peter Kolosimo descrisse Marcahuasi nel suo libro Non è terrestre, dando a intendere che gli artefici delle strane sculture furono degli “Dei venuti dal cielo”, in un periodo remotissimo, di poco successivo al diluvio.
A mio parere solo poche pietre sono state realmente scolpite dall’uomo, mentre la maggioranza sono solo il prodotto dell’erosione del vento e della pioggia durante milioni di anni. Sarebbe però auspicabile che si potessero condurre degli studi più approfonditi sulla cittadella pre-incaica, per far luce sulla cultura Yunga (o la Huanca), che la costruì, circa dodici secoli or sono.
Le intuizioni di Ruzo e di Kolosimo però, anche se non sono supportate dalla prova scientifica delle datazioni, né dal metodo archeologico stratigrafico, devono essere prese in considerazione e rispettate, se non altro perché possono aprire la strada a nuove e importanti ricerche che potrebbero portare a risultati stupefacenti.  
In effetti nella meseta di Marcahuasi non tutto è stato esplorato: nella zona chiamata Infiernillo vi sono dei passaggi sotterranei dove Ruzo aveva tentato d’inoltrarsi, ma aveva dovuto desistere a causa della rarefazione d’ossigeno (ricordiamoci che in alcuni punti della meseta si raggiungono i 4200 metri e Ruzo aveva già 60 anni). Per esplorarli ci vorrebbe un equipaggiamento sofisticato che dovrebbe includere bombole d’ossigeno e tute termiche.
Inoltre, a solo nove chilometri da Marcahuasi c’è uno stranissimo volto scolpito nella roccia di grandi dimensioni. Per certi aspetti ricorda la faccia di Marte che fece scalpore qualche tempo fa. Potrebbe essere solo uno strano gioco di luce, ma in ogni caso sarebbe interessante organizzare un esplorazione nella zona per verificare sul campo se vi siano evidenze archeologiche.
Come si vede Marcahuasi racchiude in sé ancora molti misteri, ai quali solo poche persone, dalla mente aperta e libera possono accedervi. Forse il segreto di Marcahuasi, come quello dell' antica cultura megalitica che dominò il Sud America subito dopo il diluvio, è nascosto in qualche caverna nelle Ande. La nostra civiltà, non troppo interessata agli enigmi del passato, distratta e occupata a consumare le risorse senza preoccuparsi dell’ambiente, ha perso di vista gli antichi insegnamenti dei nostri antenati, ma sono certo che recuperarli potrebbe migliorare la nostra vita sulla Terra sul piano del rispetto reciproco verso gli umani e gli animali e su quello della spiritualità.
YURI LEVERATTO
Copyrights 2009

E' possibile riprodurre l'articolo citando chiaramente l'autore e la fonte www.yurileveratto.com

Per approfondire leggi:

La cronologia esoterica di Daniel Ruzo, il grande studioso dell'altopiano di Marcahuasi, e la data limite del 2137 d.C.

La Porta degli Dei: La Leggenda di Aramu Muru





Una enorme misteriosa struttura simile ad una porta nella regione montana di Hayu Marca nel sud del Perù nei pressi del lago Titicaca, a 35 chilometri dalla città di Puno, è stata a lungo venerata dagli indiani locali come la "Città degli Dei". Anche se non appartenente a nessun complesso urbano, la porta degli dei è parte di una zona conosciuta come Valle degli Spiriti, o Stone Forest , zona colma di strane formazioni rocciose che assomigliano ad animali, esseri, edifici, dinosauri e strutture artificiali. La porta o la "Puerta de Hayu Marca" (Porta degli Dei) è stata, in qualche momento, nel lontano passato, scavata in una parete di roccia naturale andando a creare una struttura megalitica impressionante di rara imponenza.

Gli indiani nativi della regione avevano una leggenda che narrava di "un portale per le terre degli Dei": in tempi lontani i grandi eroi del passato oltrepassavano il cancello degli Dei alla fine della loro vita terrena per andare ad unirsi ai loro Dei, iniziando una nuova gloriosa ed immortale vita al loro fianco.

In rare occasioni quegli uomini tornano per un breve periodo con i loro Dei per "ispezionare tutte le terre del regno" oltre il cancello.

Un'altra leggenda racconta del tempo in cui i conquistadores spagnoli arrivarono in Perù e saccheggiarono l'oro e le pietre preziose dalle tribù Inca. Secondo la leggenda presentata nel libro Segreto delle Ande, un potente sacerdote Inca del Tempio dei Sette Raggi denominato Amaru Meru(Aramu Muru) fuggì, a causa del violento saccheggio spagnolo, dal suo tempio con un sacro Disco d'oro, conosciuto come "la chiave degli dei dei sette raggi", e si nascose tra le montagne del Hayu Marca. Arrivato alla porta che era sorvegliata dagli sciamani, Amaru Meru mostrò loro la chiave degli Dei e, dopo un lungo rituale, questa aprì il Cancello dal quale uscì violentemente una luce vlu molto intensa. Il sacerdote Amaru Meru consegnò il disco d'oro al capo sciamano e quindi passò attraverso il portale. Gli archeologi hanno osservato una piccola depressione nella roccia grande quanto una mano, di forma discoidale dove, forse, un tempo era possibile inserire la Chiave per aprire il Portale. Probabilmente, questo sacerdote volle partire per avvertire gli Dei che i loro regni terrestri erano stati attaccati da forze soverchianti (gli spagnoli) e che occorreva il loro intervento divino per salvare la popolazione inca.

Secondo alcuni individui che hanno disteso le loro mani sulla piccola porta, una sensazione di energia che scorre è stato commentato così come strane esperienze come visioni di stelle, colonne di fuoco e suoni di musica ritmica insolita. Altri hanno detto che hanno percepito tunnel sul lato interno della struttura, anche se nessuno ancora ha trovato una lacuna che potrebbe illustrare l'apertura della porta.Al contrario l'opinione professionale è che non c'è nessuna porta reale, per il telaio e il viale di accesso e il retro della nicchia sono tutti scolpiti nella roccia stessa.

E' interessante notare che la struttura assomiglia innegabilmente alla Porta del Sole a Tiwanaku (Tiahuanaco) e ad altre cinque strutture osservabili in altri siti archeologici della zona, i quali vanno sono posti nel territorio in modo da formare linee rette precise in torno al Lago Titicaca. Gli abitanti del posto vivono molto spesso fenomeni ufologici: l'osservazione di incandescenti sfere blu ed oggetti bianchi brillanti e dai colori dell'arcobaleno sono assai comuni nei pressi del lago. La leggenda di cui sopra si conclude con una profezia che la porta degli Dèi si aprirà divenendo un Portale colossale dal quale le Navi degli dei potranno giungere nuovamente sulla terra per salvare il popolo inca.

Tutte i popoli dell'America del Sud precolombiana erano strettamente legati gli uni con gli altri. Il Sacerdote Amaru Meru, aveva nel suo nome il Futuro nome della sua terra madre: Amaru-ca-ca o Ameru, Ameri-ca, che significa "Terra del Serpente", durante un periodo in cui il serpente era il simbolo universale della saggezza mistica e potere spirituale. La leggenda narra che Nord e Sud America sono stati nominati dopo la venuta di un portatore di cultura storicamente conosciuto come Aramu Muru o Amaru (serpente / saggezza), il "Serpente (master saggezza) Meru", con collegamenti con il mitico Monte Meru , dimora dei Semi Dei.

Aramu Muru è un sacerdote che durante l'invasione spagnola risiedeva nei pressi del lago Tticaca. La sua terra natale però va ricercata oltre lo sconfinato oceano Pacifico, nella terra che le civiltà precolombiane chiamavano Mu. Egli venne in America del Sud dopo la distruzione di Mu (Lemuria) e la Old Red Land (Atlantis). Egli portò con se potenti oggetti che servirono a lui per poter insegnare tecniche superiori alle popolazioni indigene precolombiane ed a riunificarle sotto un unica grande cultura. La costruzione di colossali strutture megalitiche, erette in onore di Dei ultraterreni è stata effettuata su tutto il territorio ed è la prova che questo sacerdote fu un ottimo discepolo portatore della parola degli Dei e dalla loro tecnologia.Il Disco Solare, la chiave del Cancello degli Dei, è oggi custodito all'interno del Tempio dell'Illuminazione all'interno del lago Titicaca. Lo spirito di Aramu Muru lo protegge, come protegge le sue terre, in attesa di tornare insieme agli Dei.


Dal 1992, quando il Pachacuti o "la trasformazione del Mondo" profetizzata anticamente dagli Inca ha avuto inizio, Aramu Muru e il Tempio di Illuminazione hanno reso nota la loro presenza. Il disco solare ha iniziato una potente emanazione di flussi di luce spirituale che finirà per unire le Americhe.

Gli Stati Uniti e gli stati client hanno utilizzato armi di distruzione di massa in Libia


LibyanFreePress
weapon_of_mass_destructionDi Peter Eyre – Ozyism – Dicembre 2011
Abbiamo sentito Cameron e Hague dichiarare con fermezza che l'azione che aveva avuto luogo e le ragioni dietro quell'azione avevano principalmente motivi umanitari!
Quello che non abbiamo capito in Gran Bretagna è il fatto che il risultato finale non aveva nulla a che fare con il salvataggio di vite umane, ma piuttosto col mettere le mani sulle vaste proficue risorse naturali della Libia. L'intera campagna è diventata un bagno di sangue totale che avrebbe provocato più di 50.000  morti e molte molte migliaia di civili libici innocenti contaminati da radiazioni derivanti dalle armi usate dalle forze della coalizione. L'uso attivo di armi di distruzione di massa (ADM) ha praticamente ucciso la genetica della Libia, dei paesi limitrofi e oltre a causa dell'uso eccessivo di armi all'uranio impoverito.
Ho perso il conto di quanti missili da crociera hanno lanciato fino ad oggi ma so che nelle fasi iniziali della guerra superavano i 300. Ad un certo punto, mentre osservavo questo atto malvagio di aggressione, ho contato 18 missili cruise lanciati in una sola notte. L'obiettivo era una base militare che guarda caso si trovava proprio accanto ad un quartiere densamente popolato di Tripoli. Per me fu ovvio in quel momento che sarebbero state contaminate molte migliaia di persone durante questo specifico attacco. Il fallout radioattivo di nanoparticelle potrebbe poi essere trasportato, non solo su questa zona, ma anche su tutta la città e oltre. Dal mio punto di vista, ho considerato l'utilizzo di numerosi missili Cruise all'interno di questo  quartiere residenziale di Tripoli densamente popolato, come l'ultima goccia!
La mia domanda a Obama, Cameron e Sarkozy ora sarebbe: quante vite pensate di aver salvato effettivamente?  Posso assicurare a voi tutti che come risultato diretto delle loro azioni in Libia, hanno commesso un atto di genocidio e quindi dovrebbero essere tutti accusati di crimini di guerra.
E' chiaro che attraverso i media britannici, che sono totalmente censurati, non riusciremo mai a comprendere appieno le conseguenze di questa guerra deplorevole che le Nazioni Unite aveva approvato e del conseguente utilizzo delle Armi di Distruzione di Massa sulla popolazione innocente della Libia, particolarmente sulla città di Tripoli. Questa non era una guerra per imporre una "No Fly Zone", era una guerra per forzare un "cambiamento di regime", cosa che viola la risoluzione UN1973 e che in tal modo viola anche almeno cinque articoli della Convenzione di Ginevra.
Sparare più di 18 missili Cruise (WMD ) nel cuore di Tripoli è stato certamente un atto contro l'umanità per il quale la NATO e la sua struttura di comando devono essere portate davanti alla Corte internazionale di giustizia. E' stato anche un crimine realizzato proprio sotto il naso delle Nazioni Unite che sono restate a guardare e non hanno fatto nulla per fermare questo genocidio!
Come sappiamo tutti, non si sono limitati solo all'uso di missili da crociera, ma hanno utilizzato anche bombe bunker buster, bombe JDAM e missili Hellfire (lanciati dagli aerei senza pilota Predator e anche da elicotteri Apache) tutti in violazione della Convenzione di Ginevra in base ai seguenti criteri.
Le armi all'uranio impoverito sono riconosciute come armi sviluppate illegalmente nell'ambito del Progetto Manhattan, nella seconda guerra mondiale, dal Governo degli Stati Uniti. Già illegali e in violazione del Protocollo di Ginevra sui Gas Velenosi del 1925, nel 1943 le armi all'uranio impoverito sono state descritte come un "killer indiscriminato altamente mobile e contaminante permanente del terreno", consigliato per lo sviluppo in un promemoria del declassificato Progetto Manhattan datato 30 ottobre 1943.
Era solo una questione di tempo perchè lo scienziato realizzasse la portata militare dell'uranio impoverito (UI) quando affermò: "Ha proprietà piroforiche e può incendiarsi spontaneamente a temperatura ambiente, in aria ossigeno e acqua. Queste caratteristiche uniche lo rendono interessante per l'utilizzo in molte applicazioni civili e militari. "
La propaganda messa in circolazione da UNEP, OMS, ICRP, IAEA, Governi, DOD e molte altre autorità (senza dimenticare l'industria farmaceutica) mostra che, a loro avviso, l'UI emette Radiazioni a Basso Livello ed è quindi innocuo cosa che, in realtà, è bel lontana dalla verità che si cela dietro il suo utilizzo. Nessuno è riuscito a capire le implicazioni per la salute quando l'UI/LLR viene inalato nel corpo. Insieme hanno escogitato una scia di inganni e hanno fallito nel loro obbligo di diligenza per proteggere le popolazioni del mondo.
A causa di questa cattiva gestione, ora stiamo osservando un aumento drammatico di molte forme di cancro, diabete e infertilità. Poichè l'UI/LLR attacca direttamente la genetica del nostro corpo attraverso il nostro DNA, siamo testimoni di terribili difetti di nascita nei bambini.
La cosa più grave di tutte è l'inalazione di aerosol di nanoparticelle di uranio impoverito/LLR. Particelle di UI insolubile depositate nei bronchioli respiratori e negli  alveoli saranno eliminate molto più lentamente, e, di conseguenza, ci si aspetta che trasmettano ai polmoni una dose superiore di radiazioni alfa. Una volta che l'UI/LLR è entrato nel sangue inizia un ciclo irreversibile. I tessuti del nostro corpo filtrano dal sangue le particelle di uranio impoverito e causano una serie di patologie chiamate "Sindrome della Guerra del Golfo."
Era ovvio che, quando le forze della coalizione hanno colpito la Libia con le loro Armi di Distruzione di Massa, le conseguenze per il popolo della Libia sarebbero state catastrofiche. A lungo termine, ci aspettiamo qui un lento progressivo genocidio, che va oltre ogni immaginazione.
L'uranio impoverito ha un tempo di dimezzamento di 4,5 miliardi di anni e praticamente non potrà mai essere eliminato. E' un fatto che ben più di 500 missili (contenenti ognuno circa 350 kg di UI), in qualche modo o forma, ammontano almeno a 175.000 kg. Ci vogliono circa 50 tonnellate (45.359 kg) di polvere  contaminata di uranio impoverito per uccidere 500.000 persone per cui si può vedere che, quando a questo si aggiunge il fatto che l'UI è stato utilizzato anche da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia in altre forme di munizioni, come Bunker Busters, bombe JDAM, altri missili più piccoli e proiettili sparati da elicotteri d'attacco, ecc, un incredibile volume di uranio impoverito si sta diffondendo intorno alla Libia, in altri paesi e oltre nel mondo.
Non si puo solo dire che le forze della coalizione hanno semplicemente violato una Convenzione di Ginevra, cioè il Protocollo di Ginevra sui Gas Velenosi del 1925 (gas tossico radioattivo) ... in realtà ne hanno violato almeno altre quattro, come ho osservato in molti dei miei articoli precedenti.
Quello che trovo assolutamente inaccettabile è il fatto che si suppone che le Nazioni Unite offrano una garanzia contro ogni violazione della Convenzione di Ginevra e lo fanno con molti colpevoli. Tuttavia, queste palesi violazioni che sono state commesse da membri di alto profilo delle Nazioni Unite non solo vengono del tutto ignorate, ma anche respinte.
Basti solo guardare i piani militari previsti attualmente da Stati Uniti, Israele e Regno Unito con la volontà di agire contro l'Iran (e la Siria se riescono a farla franca) che mostrano non solo l'uso continuato di uranio impoverito, ma anche di altre armi high tech che, se utilizzate,  avranno conseguenze catastrofiche.
Dovremmo anche notare che gli Stati Uniti hanno usato "armi nucleari tattiche" totalmente illegali, durante la guerra in Iraq e anche durante la guerra in Afghanistan ... E' chiaro che abbiamo molte persistenti violazioni della Convenzione di Ginevra, così come crimini di guerra, con la messa in atto di un genocidio di persone innocenti.
Font: Ozyism
Fonte LibyanFreePress 13 Dicembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per 
ilupidieinstein.blogspot.com

giovedì 15 dicembre 2011

FR3 Rhône-Alpes-Auvergne va diffuser un documentaire sur les ovnis le 7 décembre 2011

Jazee-1.jpg
 

Grand Merci à la chaîne de télévision publique en France "FR3 Rhône-Alpes, Alpes et Auvergne" qui vient de me proposer une invitation en avant-première pour voir ce documentaire sur les ovnis. Il s'agit d'un film de Christian Sulleman intitulé "Le mystère des ovnis". Ce film sera diffusé à "FR3 Rhône-Alpes-Auvergne" le mercredi soir 07 décembre 2011, à 23 H 50. Il y aura certainement la possibilité de le voir en rediffusion sur la chaîne de télévision en vidéo. Le site ici :

 

http://rhone-alpes.france3.fr/

 

Rectification : dans un email, l'auteur du film me précise "...ce doc va etre diffusé le 7 Dec sur France3 mais sur La Grande region Rhone Alpes AUVERGNE  et pas seulement sur Rhone Alpes ...".

 
 

Voir aussi l'article à ce sujet mis en ligne le 26 novembre 2011, sur le site de nos Amis de l'Italie "Notizie Fresche" :

 

http://notiziefresche.info/ufo-e-mass-media-documentario-inchiesta-sulla-tv-francese_post-138497/ 

 

En Français :

 

http://translate.google.fr/translate?u=http%3A%2F%2Fnotiziefresche.info%2Fufo-e-mass-media-documentario-inchiesta-sulla-tv-francese_post-138497%2F&sl=it&tl=fr&hl=&ie=UTF-8

         

Seti

Il SETI ha trovato prove di vita extraterrestre?



Il progetto SETI, acronimo per “Search Extra-Terrestrial Intelligence”, si occupata della ricerca della vita intelligente nell’universo fin dal 1960.Normalmente il metodo è quello di monitorare le onde radio in punti lontani nel cosmo e rilevare se vi sono comunicazioni di ritorno chiare e  distinguibili.
Ragbir Bhathal è un astrofisico presso la University of Western Sydney e membro del SETI, ed  è  alla ricerca di vita aliena da oltre 20 anni, ma non utilizza le tradizionali onde radio per la scansione del cosmo , bensì il laser a impulsi.
Egli ha teorizzato che questa forma di comunicazione potrebbe essere utilizzata da civiltà avanzate nel cosmo e che sia facilmente distinguibile nel rumore di sottofondo,inoltre afferma che il segnale non si ripeterebbe casualmente nel caso ci fosse qualcuno dall’altra parte.
Ebbene questo astrofisico sembra aver captato un segnale.Anche se non bisogna arrivare a conclusioni affrettate in materia,la scoperta è senz’altro emozionante.

Il SETI fino ad ora non ha raccolto delle prove tangibili,a parte nel 1970 quando fu scoperto un breve blip di onde radio denominato il segnale Wow!Questo è un forte segnale radio a banda stretta che venne rilevato dal Dottor Jerry R. Ehman il 15 agosto 1977 lavorando al progetto SETI con il radiotelescopio Big Ear dell’Università dello stato dell’Ohio. Il segnale non proveniva dalla Terra o dal Sistema Solare. Esso durò 72 secondi e non venne mai più rilevato.Ehman, controllando i tabulati stampati dai computer del radiotelescopio, stupito dall’evidente origine interstellare del segnale, lo cerchiò sulla stampa e scrisse a fianco il commento “Wow!”. Quel commento dette il nome del segnale.

Questa scoperta candidata come la più tangibile prova dell’esistenza della vita intelligente nel cosmo ora “impallidisce” rispetto alla scoperta di Bhathal.
La scoperta di Bhathal sembra essere basata su dei normali impulsi laser provenienti dallo spazio.Naturalmente,secondo il metodo scientifico,la sua scoperta sarà sotto l’indagine  e lo studio dei suoi colleghi.
Intanto la vicenda solleva notevoli quanto inquietanti interrogativi:”Che cosa succederebbe se il SETI scoprisse in via definitiva l’esistenza di vita aliena nel cosmo?” Le religioni verrebbero screditate,il mondo cambierebbe radicalmente,il nichilismo prenderebbe il sopravvento sulle popolazioni della terra.
In ogni caso se si riuscisse a riprodurre nuovamente il segnale captato da Bhatal,sarà davvero un grande passo per tutta l’umanità.Naturalmente la comunicazione interstellare non è semplice,in quanto i segnali sarebbero stati inviati milioni di anni fa;due differenti civiltà nello spazio per comunicare efficaciemente dovrebbero coesistere nello stesso spazio allo stesso tempo!Forse non si è ancora trovata la prova definitiva dell’esistenza di altre civiltà, ma con 100 miliardi di galassie,ciascuna contenente fino a tre miliardi di stelle,non è esattamente un concetto molto inverosimile.
Fonte:articolo originale in inglese su etogre.com

mercoledì 14 dicembre 2011

Un archeologo scozzese sulle tracce di Imhotep e la sua tomba


Ovvero, il sepolcro del primo e più celebre fra gli architetti, ingegneri e scienziati che lavorarono alla corte dei faraoni.
Dio della salute
La notizia ha già provocato un terremoto nel mondo degli studiosi dellAntico Egitto, dove ovviamente viene accolta con un misto di curiosità e scetticismo. Mathieson solca da diciassette anni la sabbia di Saqqara, 30 chilometri a Sud del Cairo. Negli ultimi tempi ha concentrato gli sforzi nella zona Nord-Est dellarea su cui gli egizi costruirono la necropoli della loro prima capitale, Menfi. È impegnato non lontano dalla devastata piramide di Teti e dalla casa che ospitò Emery, di cui lo scozzese ha ripreso il filo ideale coi fondi dei Musei di Glasgow. Qui, finalmente, avrebbe risolto lenigma più complesso dai giorni in cui Carter scandagliò metro per metro la Valle dei Re sulle orme di Tutankhamon (1922).
Vero o falso? E presto per dirlo. Mathieson ha battuto pazientemente le dune di Saqqara con una moderna tecnologia di scannerizzazione. «Abbiamo trovato due tombe nel perimetro dove pensiamo possa esserci quella di Imhotep – ha raccontato al Sunday Post, settimanale di Dundee – una è immensa, è lunga circa 90 metri e larga 50, con delle pareti spesse 5 metri». La seconda «è lì di fianco, 70 metri per 50, con muri massicci e una struttura interna che potrebbe condurre a un cortile o a un tempio». La loro dimensione è eccezionale, al punto «da far apparire minuscole tutte le altre sepolture. Ci voleva una persona importante come Imhotep per ordinare la costruzione duna forma così imponente».
Importante lo era davvero. Imhotep, «colui che viene in pace», fu il Leonardo da Vinci dei suoi giorni. Visse durante la terza dinastia e servì il faraone Djoser intorno al 2660 avanti Cristo quale cancelliere e grande Sacerdote di Ra, il dio del Sole, a Eliopoli. Le sue doti ne fecero uno dei pochi dignitari ad essere raffigurato nelle statue insieme col suo re. Aveva fama di poeta e filosofo, è riconosciuto quale padre della medicina egizia, ma il suo nome è legato soprattutto alla costruzione a gradoni dedicata a Djoser, generalmente considerata come la madre di tutte le piramidi. Secondo la tradizione fu il primo a utilizzare le colonne in architettura.
Influenzò larte dei popoli del Nilo al punto da diventare una divinità lui stesso: duemila anni dopo la sua morte gli egizi ne veneravano il culto quale Dio della Salute. E dopo altri 2500 anni Hollywood si impossessò del suo nome per due film su «La Mummia», il primo dei quali interpretato da Boris Karloff nel 1932.
«Tutte le informazioni in nostro possesso indicano che questo è il luogo più probabile scelto da Imhotep per il suo sonno eterno», assicura Mathieson. Il quale riferisce di aver scoperto il sito un anno fa e di non aver rivelato il fatto in attesa di darne comunicazione al Consiglio Supremo delle Antichità del Cairo. Cioè a Zahi Hawass, il mammasantissima degli scavi, luomo che ha rivoluzionato limmagine dellegittologia e, al contempo, ha concentrato su di sé il potere assoluto di controllo e verifica su ogni scoperta. Lo scozzese attende un permesso per procedere negli scavi che, per il momento, non arriva. Le autorità nicchiano. «La risposta ufficiale è che si è deciso di non concedere autorizzazioni per cinque anni», dichiara lo scozzese. A quanto pare «non hanno abbastanza guardie per vigilare sui siti».
Mathieson spera nel miracolo. Vuole il Santo Graal, vuole sapere se è veramente arrivato faccia a faccia con Imhotep. Sa che sarà dura. «Quando avranno esaminato le mie rivelazioni, magari cambieranno idea», confessa. Chissà. In Egitto i segreti hanno fama di durare più del necessario e anche dellauspicabile.
LA GRANDE CORSA
Alla ricerca del sepolcro perduto
Auguste Mariette
Il primo a impegnarsi nella ricerca della tomba di Imhotep (architetto, ingegnere nonché esperto di medicina e chirurgia: viene da molti considerato il primo scienziato nella storia dellumanità) fu verso il fondatore del museo egizio del Cairo: Auguste Mariette (1821-1881), larcheologo francese a cui si deve la scoperta di Saqqara.
Gaston Maspero
Ci provò poi il successore Gaston Maspero (1846-1930), anche lui francese. E anche lui destinato a fare un buco nellacqua.
William Flinders Petrie
Il testimone delle ricerche passò agli studiosi britannici come William Flinders Petrie o Walter Emery. E la tomba di Imhotep diventava sempre più il Sacro Graal dei cultori dellantico Egitto
Fonte: [link=http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/societa/200712articoli/28752girata.asp]La Stampa[/link]