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sabato 21 novembre 2020

Edward Snowden | “Privacy nell’era del coronavirus”

 

L’intervento di Edward Snowden andato in onda in streaming il 23 marzo dal festival CPH:DOX, rassegna internazionale di documentari a Copenaghen che nel 2014 aveva presentato in anteprima Citizenfour di Laura Poltras, documentario che ha raccontato per primo il caso Snowden.



L’intervento è avvenuto in occasione della presentazione di iHuman di Tonje Hessen Schei, che analizza gli sviluppi dell’intelligenza artificiale.

Alcune parti sono state tagliate per problemi di streaming o per adattare l’intervista in formato scritto. L’intervista integrale è in inglese ed è disponibile in fondo alla pagina.




Henrik Molke (moderatore): Ok, benvenuti a questa serata con Edward Snowden che possiamo intitolare “Privacy nell’era del coronavirus, 2019”. Prima di iniziare, ciao Edward, come stai?

Edward Snowden: Sto bene grazie, sono passati un bel po’ di anni ormai, i tempi stanno diventando sempre più folli, ma è un bene che possiamo ancora fare queste conversazioni, sai. questa è una specie di magia di Internet: anche quando il mondo si sta chiudendo, Eccomi qui e tu sei qui.

HM: […] Non dedicherò molto tempo alla tua biografia, se c’è qualcuno che si chiede chi sia questo tizio, digitate su Google Edward Snowden, lui è su Internet.

ES: Usate un altro motore di ricerca!

HM: Voglio iniziare con le ultime notizie che ho avuto qui in Danimarca oggi, voglio parlare di questo discorso sulla situazione speciale in cui ci troviamo ora a causa del coronavirus. Ho letto la sua biografia e mi ha colpito l’impatto dell’11 settembre di 20 anni fa, o 19 anni fa, abbia avuto su di lei come persona, e quanto sia stato influente nelle sue scelte successive. E ho sentito nelle ultime due settimane più e più volte come questa nuova situazione con il virus sia paragonabile all’11 settembre. E quindi voglio chiederle riguardo al governo danese che vuole usare i metadati del telefono per combattere il coronavirus. È una situazione simile all’11 settembre? ci stiamo muovendo verso a misure di sorveglianza e di privacy simili?

ES: beh prima di entrare direttamente nel merito, mi rivolgo agli spettatori che non hanno letto il rapporto o non ne hanno familiarità con il concetto di metadati telefonici. Le persone sentono questa parola, metadati, si chiedono cosa sia, cosa significa: si può pensare ai metadati come a dei registri di attività. Formalmente il governo degli Stati Uniti considera i metadati come “dati sui dati”, si tratta di discorsi che ritornano e sono intenzionalmente poco chiari. Ma quando si pensa a ciò in cui consiste in realtà, non riguarda ciò che hai detto al telefono, ma chi hai chiamato, per quanto tempo li hai chiamati, dove ti trovavi quando li hai chiamati.

È interessante perché quando pensiamo alla localizzazione e ai nostri telefoni, pensiamo ai servizi di localizzazione, pensiamo “oh, togliamo i permessi di localizzazione sul nostro telefono” o “disattiviamo la localizzazione” o “quell’app non ottiene la localizzazione” e poi “boom” non siamo più rintracciabili. Ma si tratta in realtà di qualcosa di molto più complesso e non si può spegnere in questo modo. Non sono i servizi di localizzazione che dicono a Google dove ti trovi, non è il GPS del tuo telefono, è un altro tipo di informazione di localizzazione che in realtà deriva dal semplice fatto che il tuo telefono è acceso e connesso alla rete. se pensi brevemente quando qualcuno compone il numero del tuo telefono, perché solo il tuo telefono squilla e tra tutti i telefoni del mondo? qualcuno invia un messaggio di testo e solo tu lo ricevi. Ogni cellulare deve essere associato alla rete.


Tutte queste torri di telefonia mobile a cui il vostro telefono è connesso, indipendentemente dal fatto che abbiate il GPS acceso o spento, indipendentemente dal fatto che abbiate i servizi di localizzazione accesi o spenti, se la radio del vostro telefono è accesa, se potete ricevere un messaggio, se siete autenticati su questa rete la rete prende nota: “questo telefono in questo momento era connesso a questa torre di telefonia mobile” lo potete estrapolate non solo da voi, ma anche dalla persona che stai chiamando, sia che si trovi in una parte diversa della città, in una casa diversa, in un paese diverso, la rete di telefonia mobile ha una registrazione della posizione di ogni telefono, ogni persona in tutto il mondo in un dato momento. I fornitori locali di servizi telefonici sono ovunque, possono salvare queste registrazioni e questo non è regolamentato, non c’è davvero nessuna protezione della privacy integrata nella legge in questo momento. Per esempio qui da voi la UE ha provato a regolamentare, ma poi hanno detto: sentite, non possiamo imporre rigidamente agli stati membri di legiferare questa o quella legge, o ci abiamo provato e non è successo… sia che siate in Danimarca, sia che siate negli Stati Uniti, sia che siate in Cina, il fatto tecnico fondamentale è che chiunque gestisca queste antenne di telefonia mobile può farne una registrazione di ciò che fate con i cellulari, e siccome possono farlo spesso lo fanno, e quindi rimane aperta la questione di cosa faranno di questi dati. Oggi vediamo in tutto il mondo posti come la Danimarca, dove le compagnie stanno offrendo i loro dati: “perché non li forniamo al governo?” o in altri paesi hai il governo che dice: “perché non ce li facciamo consegnare?”. Prima mi hai chiesto come siamo arrivati a questo, quale sia la somiglianza con l’11 settembre: naturalmente il contesto è molto diverso, non è un attacco terroristico, questa è una forza della natura. Ma ciò che è simile è che queste due crisi hanno prodotto il panico in popolazioni molto ampie. e non è effettivamente localizzato, l’11 settembre è avvenuto in una particolare città in un particolare paese. Il virus si è diffuso in tutto il mondo, e così hai politici che si sentono in dovere di fare qualcosa, hai un sacco di medici e specialisti che vogliono fare tutto il possibile per aiutare le persone…

HM: beh, voglio dire, questo è molto importante, sono le autorità sanitarie che dicono che potremmo usare questi dati sul movimento, possiamo controllare la diffusione di questo virus, c’è qualcosa di sbagliato in questo?

ES: beh, qui in realtà la domanda è: funziona? non c’è davvero alcuna prova concreta ora che funziona, si tratta di una teoria, dove dicono “guarda, se abbiamo la posizione di ogni telefono, e presumiamo che le persone stiano andando in giro con queste cose nelle loro tasche e borse, se rintracciamo i telefoni che rintracciamo le persone. giusto? così, ora abbiamo informazioni sulla posizione di ogni individuo e potremmo dire che questa persona segue quella persona, viaggiano insieme, sono loro sullo stesso autobus, potrebbero andare verso lo stesso aeroporto…

HM: Come ciò vediamo in Israele dove ti manderanno un messaggio di testo se sei stato insieme a qualcuno che ha avuto il virus e poi ti dicono “vai in quarantena o potresti andare in prigione per sei anni”.


ES: giusto, ed è possibile che in alcuni casi si possa effettivamente dedurre in modo abbastanza affidabile che queste persone stiano viaggiando insieme, che sono sullo stesso autobus, sullo stesso aereo o qualsiasi altra cosa. Ma in realtà bisogna pensare: qual è la precisione di questo tracciamento della posizione, quali informazioni ne possono essere dedotte e quanto sono affidabili?

HM: Diciamo solo che vogliamo usare questo a livello macro, vogliamo vedere movimenti generali, vogliamo vedere città forse come non vogliamo guardare gli individui, loro dicono di voler usare dati anonimi, quindi dati che non si traducono con facilità in Edward e Henrik seduti a Mosca e Copenhagen. questo è quello che dicono.

ES: Sì, ci sono un sacco di problemi. e ne abbiamo affrontato uno, andiamo al prossimo: l’anonimizzazione. Prendono i dati di localizzazione da tutti questi ripetitori di telefonia mobile, li impacchettano insieme e li danno a qualcuno. Che li diano alla NSA, ai servizi segreti, alle forze dell’ordine, alle autorità sanitarie, impacchettano i movimenti di ogni persona che hanno e li consegnano. E poi dicono “beh, toglieremo il tuo nome. Sappiamo che è il tuo telefono, la compagnia telefonica, perché abbiamo i tuoi dati di fatturazione, ma non li forniamo.” Forse non forniscono il numero di telefono, forse. Analizziamo lo scenario migliore: cancellano quello che nel codice di identificazione del della scheda Sim che si chiama MZ, da cui possono risalire al tuo numero di telefono. Poi c’è un secondo identificatore International Mobile Equipment Identifier e questo è fisso nella telefono vero e proprio, e non si può cambiare. Euesti due identificatori vengono accoppiati. Puoi scambiare la tua scheda SIM e ottenere un altro numero di telefono, ma la compagnia telefonica, la rete telefonica, sa che è lo stesso telefono fisico con una scheda SIM diversa.

HM: Voglio solo insistere un po’ su questo punto. In una crisi come questa è applicabile per il bene comune o sei rigorosamente contro qualsiasi forma di data mining per combattere cose come questa?

ES: Beh, in generale abbiamo molti dati a riguardo: la sorveglianza di massa non funziona. ricordate quando abbiamo esaminato il caso dell’antiterrorismo. Negli Stati Uniti hanno richiesto alle più grandi compagnie telefoniche degli Stati Uniti di raccogliere i tabulati telefonici di tutti nel paese, giusto? Consegnavano quotidianamente i dati all’NSA. Era tutto segreto, nessuno sapeva nemmeno che lo stavano facendo, si poteva eseguire qualsiasi analisi per utilizzare grandi dati, utilizzare l’intelligenza artificiale, e cercare di trovare i terroristi. Questo programma è andato avanti per 13 anni e quando è stato rivelato nel 2013 il Presidente Barack Obama ha ordinato l’indagine di due Commissioni indipendente su questo. Le due commissioni hanno indagato e hanno scoperto che non è stato mai fermato un singolo attacco terroristico. Il massimo ottenuto sono state le parole “differenza concreta” in una singola indagine antiterrorismo riguardante un tassista in California per aver mandato 500 dollari al suo clan in Somalia che è capitato di essere associato ad Al-Shabaab, che è stato elencato tra i gruppi terroristici. Non ritenevano fosse intenzionato a sostenere il terrorismo, ma mandare quei soldi era proibito dalla legge degli Stati Uniti. Ricordate ancora una volta che hanno sacrificato la privacy di almeno 330 milioni di persone per gestire questo programma per più di un decennio e tutto quello che hanno ottenuto è stato un tassista, che avrebbero comunque ottenuto queste informazioni con mezzi alternativi, perché hanno detto che l’FBI si stava già avvicinando a questo tizio, perché ovviamente quando si inviano i soldi si lasciano delle tracce. Questa è la domanda qui: cos’è meglio per proteggere la salute pubblica? è la comunità, sono i medici, sono gli specialisti, sono la nostra forza sociale collettiva. Quando vai dal medico che ti fa il test per il coronavirus scopri di aver contratto questa malattia, e poi pensi al tuo amico con cui stavi viaggiando, a cui hai stretto la mano, che hai abbracciato… chiami immediatamente queste persone, gli dici di fare attenzione. L’ospedale contatta l’ufficio dei trasporti. la compagnia aerea ha ovviamente una lista di passeggeri che registra i posti a sedere, e loro avvisano le persone. Abbiamo già queste capacità che abbiamo già queste capacità, giusto? […]

C’è un interessante articolo sul Financial Times di pochi giorni fa di uno scrittore di nome Yuval Harari, “il futuro dopo il coronavirus”. Quello che le persone non realizzano, ma che coloro con una visione più ampia riescono a vedere, è che il coronavirus è un problema serio, ma è un problema transitorio. Alla fine avremo un vaccino, o anche se non ce l’avremo, alla fine avremo l’immunità del gregge. Tra due anni questo problema sarà sparito. Ma le conseguenze delle decisioni che prendiamo ora sono permanenti. E penso che questo sia cruciale da tenere a mente: dal punto di vista di una società libera un virus è dannoso, ma la distruzione dei diritti è fatale. È una cosa permanente, si perdono diritti conquistati attraverso rivoluzioni. Sono stati necessari cento hanni di sforzi e di lotte per ottenerli, e ci rinunciamo in un momento di panico. Questa è la connessione con l’11 settembre. Abbiamo avuto la nascita del Patriot Act, abbiamo avuto la nascita della sorveglianza di massa…

HM: L’11 settembre ha scatenato in te un fervore nazionalistico, voleva uccidere, è vero?

ES: In un certo senso, sì. Non sapevo dei campi di tortura, come nessun altro all’epoca, perché erano segreti. Il desiderio di vendetta, il desiderio di servire il mio Paese, il desiderio o di fare quello che il governo degli Stati Uniti diceva all’epoca al pubblico. Giovani uomini che stavamo andando in Iraq per liberare gli oppressi, mi sembrava una bella cosa. È stato un errore, sì. Ho creduto al governo? sì. E questo è il problema. Ogni volta che c’è una crisi, la razionalità esce dalla stanza, e si ha una politica che è stata guidata dal panico, nella ricerca di benefici che sono solo teorici… il vice presidente degli Stati Uniti in quel momento, Dick Cheney, diceva: “Dobbiamo praticare la tortura e sarà una buona cosa perché questi tizi stanno piantando bombe e armi biologiche e cose del genere negli Stati Uniti, le cellule dormienti. L’unico modo per scoprirli prima che esplodano altre bombe è fondamentalmente mettere dei trapani nelle loro mani, cercare di affogarli, chiuderli in gabbie con le loro paure più oscure, serpenti o insetti”. E siamo finiti a incatenare le persone a muri di cemento in Afghanistan dove le persone sono letteralmente morte per congelamento. Ma ancora una volta hanno detto che queste cose avrebbero funzionato, hanno detto che erano necessarie, hanno detto che sarebbe stato utile, “non vogliamo farle, ma la minaccia è così grande che questo è l’unico modo in cui possiamo davvero contrastarle”.

HM: Come pensi di trovare il giusto equilibrio tra la necessità di fare qualcosa per un virus o un’altra catastrofe naturale e il desiderio di sospendere brevemente alcune libertà fondamentali che conosci per raggiungere un bene sociale più grande?


ES: Quando è l’ultima volta che vi ricordate di una breve sospensione delle libertà civili? Questa è la domanda che tutti dovrebbero porsi. Quando vediamo passare misure di emergenza, soprattutto oggi, tendono ad essere appiccicose. e l’emergenza originale passa: il coronavirus non c’è più, il terrorismo non è più una grande cosa, si trovano nuove applicazioni, nuovi usi per questo nuovo potere che hanno conquistato, così dicono “beh forse non abbiamo bisogno di rinunciarci, forse possiamo approvare una nuova legge che fa di questo un’autorità permanente”, l’abbiamo visto accadere paese dopo paese. Non è una questione interna locale. Diventa una cultura della sicurezza a tutti i costi dove dicono “guarda, se c’è qualche rischio dobbiamo ridurlo al livello minimo immaginabile a qualsiasi prezzo possibile”. Io credo che questo è fondamentalmente in conflitto con il concetto di una società libera e aperta. È un po’ impopolare e un po’ controverso da dire, perché ci sono tutte queste discussioni di sicurezza contro privacy… in una società libera e aperta il fatto è che dovremmo dire che abbiamo bisogno di entrambi, giusto? Non ci viene chiesto di sicurezza o privacy. Facciamo il meglio che possiamo sulla sicurezza, mitighiamo i rischi sia che si tratti di minacce biologiche, sia che si tratti di minacce politiche e criminali… ma diamo priorità a una società per la difesa dell’individuo e del bene collettivo comune, e questo grazie alla protezioe dei diritti. Se iniziamo a distruggere i diritti, sacrificando i diritti per migliorare le cose, in realtà stiamo peggiorando le cose.

HM: Vorrei parlare di intelligenza artificiale. Abbiamo qui in Danimarca un sistema realizzato da una società chiamata Palantir che viene usato dalla polizia. Cosa dice di questo tipo di questo nuovo movimento per usare l’intelligenza artificiale in questi tipi di aree molto difficili e sensibili come la giustizia penale, la polizia, ecc… dove ci sono grandi possibilità, direi, per questo tipo di tecnologie?

ES: L’intelligenza artificiale promette molte cose che non sono possibili. nel film iHuman per esempio c’è una persona che dice “guarda, quello che possiamo fare è guardare la faccia di qualcuno e far sì che una macchina determini il suo orientamento sessuale” e questo dovrebbe essere agghiacciante per tutti noi, ma dobbiamo capire che questo è esattamente il modo in cui ogni tipo di grande istituzione tende a funzionare. A loro piace dare priorità all’efficienza, ma nelle società libere l’efficienza è in realtà pericolosa. cerchiamo di limitare l’esercizio dell’efficienza. Non vogliamo che la gente crei algoritmi che dicono “questa persona è probabilmente un criminale, questa persona è probabilmente un membro di questo gruppo minoritario sfavorito” e quindi discriminerà su questa base. rendiamo intenzionalmente difficile l’atto di polizia, gli facciamo ottenere mandati, limitiamo il tipo di potere che possono usare, limitiamo quando possono usare la forza, limitiamo come le persone possono essere imprigionate, limitiamo le condizioni in cui possono essere trattenute. Trucchiamo le carte contro il potere perché questo è l’unico modo per garantire una misura di libertà. quando si concentra troppo potere in troppe poche mani si chiama tirannia. e mi sembra che in molti modi ci manchi questo. Ora, se ritorniamo al nostro caso del telefono, possiamo chiederci: un computer può dire i pensieri più intimi di una persona? la risposta è no. Quello che può fare è assegnare una probabilità basata su quelli che sono effettivamente stereotipi che vengono generati sulla base di modelli. Stanno ingerendo per esempio il corpus di foto di facebook che appaiono sui profili e tutte le persone che si identificano come un certo orientamento vengono inserite nel gruppo A, poi si prendono tutti gli altri li si mette nel gruppo B.

HM: E se avessimo l’esempio del telefono e vedessimo che sembra che le persone sono d’accordo di incontrarsi ogni mercoledì in un parco e ci sono centinaia di persone, e non dovrebbero farlo perché potrebbero diffondere il virus che non è si conosce molta intelligenza artificiale, ma potremmo non perdere questo punto se non avessimo questo tipo di sistema che lavora per noi.

ES: In questo caso è vero. Se stai cercando una congregazione intorno a una certa torre di telefonia mobile, una situazione particolare, questo tipo di sistema può funzionare. Ma la domanda è: guadagno di efficienza? vale il costo per il potere civile e pubblico e in ultima analisi per il potere individuale per la nostra libertà? perché quando guardiamo a questo, questo pezzo che ho citato da Yuval Harare che raccomanderei a tutti di leggere, è quello che abbiamo è una transizione dal governo che ci sta guardando dall’esterno nella sorveglianza di massa. Prima guardavano il tuo telefono e volevano sapere su cosa stavi cliccando, giusto? vogliono sapere cosa stavi leggendo, cosa stai comprando, questo tipo di informazioni associate, ma ora quando entriamo in questo contesto di salute vogliono sapere: sei malato? vogliono sapere il tuo stato fisico, vogliono sapere cosa sta succedendo sotto la tua pelle. immagina se permettiamo ai governi di dire: “Guarda, possiamo tracciare ogni cellulare di ogni persona in ogni luogo e in ogni momento. Possiamo fare delle deduzioni sulla base di questa serie di dati e poi possiamo intraprendere azioni esecutive come risultato di queste informazioni”. Cosa li trattiene dal dire “beh, siamo preoccupati per la salute, siamo preoccupati per la salute pubblica, siamo preoccupati per la protezione delle persone. il sintomo primario del virus corona è la febbre, giusto? Manderemo un ordine a ogni fitness tracker che può ottenere qualcosa come il polso o la frequenza cardiaca e inizieremo a chiedere l’accesso a questo tipo di informazioni.” Cinque anni dopo la fine del coronavirus questi dati saranno ancora disponibili per loro, iniziano a cercare cose nuove. “C’è un gruppo terroristico là fuori che sta facendo propaganda su internet come abbiamo visto con l’Isis…” cosa succederà quando cominceremo a mettere insieme queste autorità e a mischiare i dati, loro sanno già cosa stai guardando su internet, sanno già dove si muove il tuo telefono, sapranno qual è il tuo battito cardiaco e qual è il tuo polso. cosa succede quando cominciano a mischiarle e ad applicarvi l’intelligenza artificiale? Harare si chiede, se hai questo braccialetto che traccia la tua temperatura e il tuo polso, e sanno che stai guardando un video di propaganda, o stai semplicemente guardando un discorso di un membro del parlamento che è il partito al potere, e ti vedono arrabbiato, perché le emozioni sono davvero processi biologici, prodotti da noi e misurabili con sensori. Concluderanno “oh bene, questa persona non ama quello che viene detto”. È già pericoloso se lo potrà fare un inserzionista, o una banca, o in un colloquio di lavoro. Ma cosa succede quando hai costruito, nel corso di una generazione, l’architettura dell’oppressione, e… vivi in Danimarca, giusto? sei tranquillo, l’unica cosa di cui hai paura sono gli svedesi che attraversano il mare, giusto? e non lo fanno da un po’ di tempo, quindi ora va tutto bene, i tempi sono buoni. Ma poi arriva un Donald Trump, e poi peggiora. e poi peggiora. e poi si costruisce un sistema di tirannia chiavi in mano che è a disposizione del prossimo leader. Che può in segreto essere utilizzato in qualsiasi momento e non ti rimane alcun potere civile per resistere, perché non puoi coordinarti, non puoi riunirti in pubblico, perché il governo sa all’istante che tutte queste persone sono in giro, questi cellulari si sono tutti riuniti nel parco per discutere di politica, per cantare canzoni, qualsiasi cosa, e la polizia è già lì. Anzi la polizia non ha nemmeno bisogno di essere lì per fare qualcosa, può avvisare il tuo datore di lavoro, non hai più un lavoro. possono revocare il tuo permesso di soggiorno se non sei un cittadino. tutte queste cose possono accadere in modo programmatico, algoritmico e ci stiamo avvicinando sempre più a quel mondo ogni giorno che lasciamo che il panico motivi le nostre decisioni piuttosto che una riflessione razionale sulle conseguenze inevitabili di questo restringimento dei nostri diritti.

HM: Vorrei passare ad un paio di domande da parte del pubblico. Che ne è dell’ottimismo? Penso che sia una buona cosa di cui parlare in questo momento. Cosa suggerisci ai giovani di guardare all’ottimismo in questo momento, dove il lavoro e il futuro sembrano piuttosto tetri?

ES: Se si guarda alla storia dell’umanità e ai problemi contro cui abbiamo lottato. se si guarda alla frequenza delle guerre, quando si guarda al livello di povertà in una società. se si guarda all’impatto delle crisi sanitarie, stiamo facendo meglio oggi di quanto abbiamo fatto in ogni misura e in ogni periodo della storia. Abbiamo problemi estremi oggi quando guardiamo a cose come il clima, quando guardiamo a cose come la disuguaglianza economica, quando guardiamo a cose come la ripartizione del potere e la sua distribuzione nella società, tra il governo e quelli che ne sono governati, se parliamo dei vecchi e dei giovani, abbiamo problemi reali. ma stiamo facendo progressi praticamente in ogni direzione. quando si pensa al coronavirus, oggi possiamo coordinarci istantaneamente in tutto il mondo, e lo stiamo facendo. stiamo cercando di condividere le tecniche, stiamo cercando di condividere le lezioni apprese da luoghi come la Corea, da luoghi come Wuhan, da luoghi come l’Italia, in altri luoghi, e in gran parte sta funzionando. i nostri problemi saranno ancora gravi, giusto? la difficoltà non sparisce e i rischi esistono sempre in una società libera, perché se qualcuno avrà un qualsiasi livello di potere, sia individuale che istituzionale, avere potere significa avere la possibilità di usarlo in modo improprio e c’è solo un certo livello di controllabilità dell’individuo, la più piccola unità della società, prima di smettere di essere una società e iniziare a sembrare una prigione. le cose stanno migliorando.

HM: Avete visto negli ultimi mesi la disinformazione di ciò che sta accadendo su internet, che sono problematiche? Le avete viste gravitare verso una maggiore consapevolezza pubblica da parte di alcune di queste aziende tecnologiche e abbiamo visto una spinta molto concertata da parte di tutte queste aziende per cercare di fare qualcosa per questa malattia.

ES: Penso che questo sia in realtà controverso, ma c’è un piccolo errore, credo comune, nella convinzione che dobbiamo far sì che le aziende tecnologiche affrontino questo problema della disinformazione online. Il governo di questo o quel paese dice “non ci piace questa informazione, diciamo che questo non è vero”, voi, l’azienda, sarete d’accordo con questo o in realtà non volete dire cosa è vero o non è vero, perché questo è troppo lavoro per voi, e la politica espone. E invece ora si indossa il cappello e si ha la responsabilità di decidere ciò che è vero e affidabile ciò che è fatto e non. E ora hai Mark Zuckerberg che decide cosa la gente può e non può leggere. è una direzione molto pericolosa da prendere. A breve termine potrebbero essere efficaci in questo, potrebbero fare cose utili che potrebbero essere di beneficio per la società.

MD: Ci sono notizie che circolano che dicono alle persone che se non starnutiscono, probabilmente stanno bene o ricevono informazioni totalmente false e questo potrebbe potenzialmente uccidere le persone, non va bene una guida di protezione per filtrare i contenuti?

ES: No, non va assolutamente bene che le persone diffondano queste informazioni, non dovrebbero farlo. la domanda è come rispondere al meglio a questa situazione ed è davvero una questione di quando si parla di questo problema delle fake news, che non si arriva a capire: vogliamo dare potere a quelle che sono già alcune delle istituzioni più potenti del mondo – sapete che Facebook è internet per una straordinaria percentuale della popolazione – per prendere queste decisioni? per dare loro autorità di censura e iniziare a censurare più informazioni su questo? o educhiamo le persone a capire cosa sia un’informazione affidabile, cosa sia un’informazione fattuale, cosa sia la voce pretestuosa che ancora una volta è un’informazione pericolosa e dannosa? perché guardate, se vi fidate di Facebook per dire alla gente cosa è bene per loro e cosa è male per loro, Facebook eserciterà questa autorità in definitiva a tempo pieno a beneficio di Facebook non a beneficio della società. È questo il modo migliore per rispondere alla domanda? Parliamo di virus, parliamo di immunità del gregge. la disinformazione è la stessa. Le persone che sono state fregate da informazioni false si arrabbiano quando scoprono di essere state sfruttate. Tendono a guardare con più attenzione, possono essere imbarazzate di fronte agli amici ed è più difficile ingannarli di nuovo. Questo tipo di pensiero critico è un tratto desiderabile da inculcare in una popolazione e senza di esso siamo vulnerabili a questo tipo di cose.

[…]

HM: Cosa farai l’anno prossimo, hai scritto le tue memorie, cosa farai dopo?

ES: Scrivi il prossimo capitolo… in questo momento espongo come fare ricerca su questo problema della sorveglianza telefonica. Abbiamo costruito un’infrastruttura oggi che viene intenzionalmente sfruttata. […] Dobbiamo riconoscere che il governo è in continua difficoltà. Il governo è un abuso costante del popolo, e l’unica cosa che creerà un governo migliore è il dissenso. Voglio dire che alla fine ciò che conta è restare in piedi e dire questo è troppo, non sono d’accordo con questo, non mi piace, non mi piace questo, non mi piaci, non mi piace il modo in cui parli, non mi piace questa politica. Non mi piace, non mi piace, non mi piace, e… mi piace questo. Questa è la democrazia che è il modo in cui raggiungiamo il consenso. Se non esprimiamo le nostre opinioni, se non lo facciamo e soprattutto, se non siamo disposti a sostenere le convinzioni, non abbiamo alcuna influenza. e siamo influenzati ogni giorno, siamo monitorati, siamo stati seguiti in modo talmente attento che sono capaci di spingerci a guardare questo programma televisivo o a comprare un certo prodotto o andare al fast food o a cambiare i nostri voti. Le persone stanno cercando di cambiare idea e il modo in cui le cose migliorano è quando lavoriamo insieme per cambiare le loro.

HM: Edward Snowden vi ringrazio molto per aver avuto questa conversazione con me stasera, ti ringrazio per aver parlato di Copenhagen con tutti i telespettatori là fuori e ti auguro buona fortuna e tutto il bene possibile.

ES: non è stato niente di che, grazie, è stato davvero un piacere avere questa conversazione e vi auguro il meglio. Restate liberi.



Da: comedonchisciotte.org

Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di Riccardo Donat-Cattin



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L'INCUBO LOCKDOWN potrebbe durare diversi ANNI?...............SongBird il film distopico del 2021


 

Il mistero della biblioteca metallica di padre Carlo Crespi

Il Padre italiano Carlo Crespi (1891-1982), era giunto nella selva amazzonica ecuadoriana nel 1927. Con il tempo aveva ammassato, presso la sua missione salesiana di Cuenca, una fantasmagorica collezione di manufatti antichi d’inestimabile valore storico e archeologico: statuette d’oro di stile mediorientale, numerosi oggetti d’oro, argento o bronzo: scettri, elmi, dischi, placche, e molte lamine metalliche che riportavano delle incisioni arcaiche simili a geroglifici, la cosiddetta “biblioteca metallica”.

Tra le varie lamine, una di esse era lunga circa 20 pollici e riportava 56 segni stampati, come fosse un alfabeto più antico di quello dei Fenici (foto a sinistra del testo).
Padre Carlo Crespi era molto anziano quando fu girato il video di Stanley Hall, che riporto nel corpo articolo (N.B.:nota del webmaster di questo sito: il video l'ho inserito in fondo a questo articolo), e forse era anche confuso, ma nell’ultima parte del video (esattamente nel punto: 4 min. e 18 sec), si vede benissimo che la biblioteca metallica, da lui gelosamente custodita, era reale.
Osservando al rallentatore l’ultima parte del video, dove si vedono le placche metalliche, si nota che vi sono impressi dei segni o una sorta di geroglifici, come se si fosse voluto rappresentare la storia di un popolo.
Carlo Crespi ha sempre dichiarato a tutti i suoi intervistatori che tutti i reperti del suo museo, gli erano stati consegnati, nel corso degli anni, da indigeni Suhar, che a loro volta li avevano raccolti nella Cueva de los Tayos.

Ecco una sua dichiarazione, ripetuta più volte a vari ricercatori:

Tutto quello che gli indios mi hanno portato dalla caverna risale a epoche antiche, prima di Cristo. La maggioranza dei simboli e di alcune rappresentazioni preistoriche risalgono ad epoche antecedenti il Diluvio. (Padre Carlo Crespi)

Il religioso italiano sosteneva che i reperti da lui custoditi fossero d’origine antidiluviana e fossero stati nascosti nella caverna da discendenti di popoli mediorientali che erano scampati al diluvio.
Molte persone che mi hanno contattato durante questi anni, hanno argomentato che il “tesoro” di Padre Carlo Crespi fosse costituito da falsi o, da pezzi veri, che però non provenivano dalla Cueva de los Tayos.
E’ una possibilità, però a mio parere qualcosa di vero in questa storia della Cueva de los Tayos c’è, per vari motivi.
Innanzitutto il Padre Carlo Crespi, non ha mai tenuto conferenze sulla sua collezione e non si è mai fatto pubblicità allo scopo di guadagnarci soldi o fama, anzi era piuttosto schivo e controverso.
Che bisogno avrebbe avuto quindi di inventarsi tutto e raggruppare una montagna di manufatti falsi?
C’è poi la possibilità che sia stato ingannato da astuti artigiani: a tale proposito lo scrittore Richard Wingate, scrive:

E’ stato detto che i reperti di Padre Crespi siano dei falsi che gli furono consegnati da indigeni. Però in seguito i segni scolpiti in alcuni suoi reperti sono stati individuati come geroglifici egizi, ieratico egizio, punico e demotico.

Come avrebbero potuto, gli indigeni Suhar o improvvisati artigiani della zona di Cuenca, riportare delle iscrizioni in lingue antiche, nei reperti che consegnavano a Crespi?


E' vero che tutti o alcuni dei suoi manufatti potrebbero essere stati veri, ma non provenienti dalla Cueva de los Tayos, ma anche in questo caso perché lui avrebbe divulgato che gli furono consegnati dagli indigeni Suhar? Non avrebbe guadagnato nulla dicendo ciò.
Alcuni reperti di Crespi sono stati analizzati da riconosciuti archeologi: per esempio il professor Miloslav Stingi, membro dell’Accademia delle scienze di Praga, dopo aver analizzato alcuni reperti di Padre Crespi disse:

Il sole è spesso parte centrale di alcuni reperti incaici, ma l’uomo non è stato mai messo sullo stesso piano rispetto al sole, come vedo in alcuni di questi reperti. Vi sono rappresentazioni di uomini con dei raggi solari che si dipartono dalle loro teste, e vi sono uomini rappresentati con punti, come fossero stelle uscendo da loro stessi. Il simbolo sacro del potere è sempre stato la mente, ma in questi reperti la mente o il capo, è rappresentata simultaneamente come il sole o una stella.

Con questa dichiarazione Stingi, propende per sostenere che alcuni dei reperti di Crespi non hanno una derivazione indigena (che sia andina o amazzonica), ma hanno origine differente. Osservate con attenzione la placca d’oro che riporto qui sotto: è una piramide con alla sua sommità un sole.

Molto stranamente i gradini della piramide sono 13 e il sole posto nella sua sommità ricorda l’occhio onniveggente. Ai lati vi sono poi due felini, due elefanti e due serpenti. Alla base della piramide vi sono le lettere di un alfabeto arcaico, che secondo alcuni ricercatori sarebbe un proto-fenicio.
La piramide, il sole posto alla sua sommità e i 13 gradini sono indubbiamente simboli massonici. Sappiamo che la Massoneria ha origini che si rimontano alla notte dei tempi, e pertanto questa potrebbe essere una placca aurea di culture medio-orientali. Notiamo inoltre che gli elefanti non sono presenti in Sud America (se non prima del diluvio, i mastodonti, che si sono estinti con gli altri animali della megafauna nel 9500 a.C.), e questo rafforza la tesi che l’oggetto in questione abbia un’origine non americana.
Per quanto riguarda i felini, essi non sono puma o giaguari (tipici delle culture andine e amazzoniche), ma gatti, animali sacri dell’antico Egitto.
Il serpente poi è un simbolo universale adorato in tutte le culture del mondo antico, come immagine del rigenerarsi della vita, e metafora dell’utero della donna (sta, infatti, negli anfratti dei fiumi).
Un ultimo particolare: nel lato sinistro rispetto al sole vi sono 4 piccoli circoli, mentre nel lato destro vi sono 5 piccoli circoli. Si tratta dei 9 pianeti del sistema solare?

Anche in questo reperto si possono notare alcuni particolari importanti:
Innanzitutto ritroviamo la piramide, questa volta formata da 5 livelli.
Nei primi tre vi sono dei simboli di un alfabeto antico, non decifrato. Quindi un elefante, simbolo non tipico delle culture sud-americane, e sulla cima un sole con dieci raggi.
La biblioteca metallica è stata mai vista al di fuori del fantasmagorico museo di Padre Carlo Crespi?
In effetti ci sono state altre persone che affermarono di essere state all’interno della Cueva de los Tayos e aver visto con i loro occhi altre lamine della biblioteca metallica, primo tra tutti l’ungherese naturalizzato argentino Juan Moricz, che dichiarò di aver portato a termine una spedizione nel 1965 guidato da indigeni Suhar.
Nella seconda spedizione, guidata da Juan Moricz nel 1969, alla quale partecipò Gaston Fernandez Borrero, non furono però trovate alcune tracce della biblioteca metallica, ma solo stalattiti e stalagmiti.
Dopo la seconda spedizione Juan Moricz fece un tentativo di ufficializzare la sua scoperta, il 21 luglio 1969, dichiarando di fronte ad un notaio di aver individuato nella caverna, oggetti importanti dal punto di vista archeologico.
Varie persone mi hanno scritto sostenendo che Moricz fosse in mala fede, e che lui, dopo aver visto la collezione di Carlo Crespi e aver ascoltato la sua probabile provenienza, pensò di divulgare la storia che aveva trovato la biblioteca metallica all’interno della caverna, per ottenerne soldi e fama.
Anche questa è una possibilità, considerando che Moricz non mostrò mai nessuna fotografia dei suoi ritrovamenti.
Ci sono però altre dichiarazioni, come quella del maggiore Petronio Jaramillo, tratta dal libro “Oltre le Ande” di Pino Turolla.
Jaramillo, che dichiarò di essere entrato nella caverna nel 1956, descrisse alcuni manufatti antichi e le famose lamine metalliche, ma anche in questo caso non ci sono fotografie e pertanto si può concludere che la biblioteca metallica è stata vista e fotografata solo ed esclusivamente nel museo di Padre Carlo Crespi.

Quando Padre Carlo Crespi morì, nel gennaio del 1982, la sua meravigliosa collezione d’arte mediorientale (e antidiluviana), fu portata via dal museo di Cuenca, verso una destinazione ignota.
Alcune voci sostennero che il Banco Centrale dell’Ecuador abbia acquisito, il 9 luglio 1980, per la somma di 10.667.210 $, circa 5000 pezzi archeologici in oro e argento dalla missione salesiana.
Il responsabile del museo del Banco Centrale dell’Ecuador, però, Ernesto Davila Trujillo, smentì categoricamente che l’entità di Stato acquisì la collezione privata di Padre Crespi.
Secondo altre persone i reperti di Padre Crespi furono inviati in segreto a Roma, ed oggi si troverebbero in qualche cavò del Vaticano.
A questo punto sorge una considerazione: se i reperti di Padre Carlo Crespi, inclusa la biblioteca metallica, erano dei falsi, perché sono stati fatti sparire?
Se fossero stati dei falsi sarebbero stati venduti all’incanto in qualche mercatino di periferia, a poco prezzo.
Assumendo pertanto che la maggioranza di quei reperti erano veri, ma che non provenissero dalla Cueva de los Tayos, perché sarebbero stati custoditi proprio nella missione salesiana di Padre Carlo Crespi?
Che bisogno avrebbe avuto il legittimo proprietario (l’ordine dei Salesiani? Il Vaticano?), d’inviarli a Cuenca?
Forse per nasconderli? In questo caso però Carlo Crespi non li avrebbe mai mostrati a nessuno.
Come si vede il mistero della biblioteca metallica di Padre Carlo Crespi, è ancora attuale: nessuno può essere certo della sua reale provenienza, e tantomeno della sua attuale ubicazione.
Il fatto che sia stata occultata potrebbe essere una prova non solo della sua autenticità, ma anche del suo inestimabile valore e forse, del suo scomodo significato.

Bibliografia:
I miei due viaggi alla Cueva de Los Tayos – Gaston Fernandez Borrero
Oltre le Ande – Pino Turolla
L’antica collezione di Padre Carlo Crespi – Glen W. Chapman

fonte:
(Autore: yuri Leveratto. L'articolo si trova, nella sua forma originale, nel sito dell'autore, al link https://www.yurileveratto.com/it/articolo.php?Id=334)
Per saperne di più: Padre Carlo Crespi, il vero scopritore del tesoro della Cueva de los Tayos

Maggiori informazioni https://www.duepassinelmistero2.com/studi-e-ricerche/archeologia/il-mistero-della-biblioteca-metallica-di-padre-carlo-crespi/

 




domenica 15 novembre 2020

2010 e la sonda Voyager........



E’ il 2010 e la sonda Voyager (senza Giacobbo) viaggia nello spazio per studiare i pianeti del Sistema Solare, quando improvvisamente la sonda comincia a trasmettere in una lingua sconosciuta .. cosa sarà successo? Vi lasciamo ad un estratto preso dal sito https://www.express.co.uk/
Artist’s concept of Voyager in flight.

“Il 22 aprile 2010, proprio mentre il velivolo si prepara ad attraversare il confine nello spazio interstellare, misteriosamente funziona male.

“Qualcuno, o qualcosa, ha alterato il sistema di comunicazione di Voyager 2.”

Lo scienziato planetario Kevin Baines ha dettagliato ciò che veniva ritrasmesso alla Terra.

Ha aggiunto: “Si allontana di circa 10 miliardi di miglia dalla Terra e, all’improvviso, invia dati in una lingua che non capiamo.

“Controllando i sistemi con un altro downlink, potevano dire che non c’era niente che non andava con il veicolo spaziale, è solo questo sistema.”

I ricercatori hanno capito che il problema era che una singola cifra nel sistema di comunicazione di Voyager 2 era stata cambiata da uno a zero.

La serie è proseguita spiegando in dettaglio il motivo per cui ciò ha portato a ipotizzare che la sonda fosse stata violata.

Il narratore ha aggiunto: “Il capovolgimento dei dati potrebbe suggerire che una parte sconosciuta abbia intenzionalmente interferito con il computer di bordo della Voyager.

“Gli investigatori valutano se il possibile attacco possa aver avuto origine sulla Terra, ma la distanza in questione lo rende improbabile.

“Potrebbe essere in risposta a un messaggio che sta portando nello spazio profondo?

“Quando è stato lanciato trasportava una registrazione di immagini e suoni provenienti dalla Terra, con gli scienziati che speravano che un giorno un’altra civiltà potesse raccogliere i messaggi e mettersi in contatto.

“Se era un messaggio in codice, gli investigatori devono ancora decifrarlo e dopo tre settimane sono riusciti a ripristinare il computer.”

Successivamente si sarebbe scoperto che la sonda non era stata né riprogrammata né hackerata.

Mentre i dati erano illeggibili, la NASA poteva ancora ottenere i dati sanitari del velivolo, che mostravano che tutto era intatto.

Si ritiene che i colpevoli siano i raggi cosmici, particelle ad alta energia provenienti dallo spazio interstellare.

Secondo un ampio studio IBM sull’argomento, i computer sulla Terra subiscono un errore indotto dai raggi cosmici per 256 megabyte di RAM al mese.

Lo studio ha esaminato la fattibilità di un utilizzo sicuro dei computer nel campo magnetico terrestre.

La Voyager 2 si trovava ai margini del Sistema Solare, dove le sorgenti cosmiche di radiazioni sono più intense, il che potrebbe aver disturbato il sistema.

martedì 10 novembre 2020

Mons. Carlo Maria Viganò: “Elezioni Usa per La Verità” “Covid e Biden due ologrammi”



l Covid e Biden sono due ologrammi, due creazioni artificiali: la surreale situazione in Usa nella quale l’evidenza di una colossale “Truffa elettorale” viene impunemente censurata dai media, dando per acquisita la vittoria di Biden

di Mons. Carlo Maria Viganò

Il mondo nel quale ci troviamo a vivere è, per usare un’espressione evangelica, «in se divisum» (Mt 12, 25). Questa spaccatura, a mio parere, consiste nella realtà e nella finzione: la realtà oggettiva da una parte, la finzione mediatica dall’altra. Questo vale per la pandemia, che il filosofo Giorgio Agamben ha analizzato nella raccolta di interventi A che punto siamo recentemente pubblicata per i tipi di Quodlibet; ma vale ancora di più per la surreale situazione politica americana, nella quale l’evidenza di una colossale truffa elettorale viene impunemente censurata dai media, dando per acquisita la vittoria di Joe Biden.

La realtà del Covid contrasta palesemente con quello che vogliono farci credere i media mainstream, ma questo non basta per smontare il grottesco castello di falsità al quale la maggior parte della popolazione si adegua con rassegnazione. La realtà dei brogli elettorali, delle palesi violazioni dei regolamenti e la falsificazione sistematica dei risultati contrasta a sua volta con la narrazione dei colossi dell’informazione, per i quali Joe Biden è il nuovo Presidente degli Stati Uniti, punto. E così deve essere: non ci sono alternative né alla presunta furia devastatrice di un’influenza stagionale che ha causato lo stesso numero di decessi dello scorso anno, né all’ineluttabilità dell’elezione di un candidato corrotto e asservito al deep state. Tant’è vero che Biden ha già promesso di ripristinare i lockdown anche in America.

La realtà non conta, non è assolutamente rilevante, nel momento in cui essa si frappone tra il piano concepito e la sua realizzazione. Il Covid e Biden sono due ologrammi, due creazioni artificiali, pronte ad essere adattate di volta in volta alle esigenze contingenti o sostituite rispettivamente con il Covid-21 o con Kamala Harris. Le accuse di irresponsabilità per gli assembramenti dei sostenitori di Trump svaniscono se a riunirsi nelle piazze sono i sostenitori di Biden, come già avvenne per le manifestazioni dei BLM in America e per le celebrazioni partigiane del 25 Aprile in Italia. Quello che è criminale per alcuni, è consentito ad altri: senza spiegazioni, senza logica, senza razionalità. Perché il semplice fatto di essere di sinistra, di votare per Biden, di mettersi la mascherina è un lasciapassare assoluto, mentre il solo essere di destra, di votare per Trump o mettere in discussione l’efficacia dei tamponi è un motivo di condanna e di esecrazione che non necessita di prove né di processo. Si è ipso facto fascisti, sovranisti, populisti, negazionisti. Lo stigma sociale dinanzi al quale si dovrebbero ritirare in silenzio quanti ne sono colpiti.

Ritorniamo così a quella divisione tra buoni e cattivi che viene ridicolizzata quando è usata da una parte – la nostra – e viceversa eretta a postulato incontestabile quando vi ricorrono i nostri avversari. Lo abbiamo visto con i commenti sprezzanti alle mie parole sui «figli della Luce» e «i figli delle tenebre», come se i miei «toni apocalittici» fossero il frutto di una mente farneticante e non la semplice constatazione della realtà. Ma nel respingere con sdegno questa divisione biblica dell’umanità, costoro l’hanno confermata, limitandosi a rivendicare a sé il diritto di dare patenti di legittimità sociale, politica e religiosa.

Loro sono i buoni anche se teorizzano l’uccisione degli innocenti e noi dovremmo farcene una ragione. Loro sono i democratici, anche se per vincere le elezioni devono sempre ricorrere a brogli e frodi anche platealmente evidenti. Loro sono i difensori della libertà, anche se ce ne privano giorno dopo giorno. Loro sono obbiettivi e onesti, anche se la loro corruzione e i loro delitti sono ormai evidenti anche ai ciechi. Il dogma che essi disprezzano e deridono negli altri è indiscutibile e inoppugnabile quando sono loro a promulgarlo.

Ma come ho avuto modo di dire in precedenza, costoro dimenticano un piccolo dettaglio, un particolare che non riescono a comprendere: la Verità è in sé, esiste a prescindere dal fatto che vi sia chi le presta fede, perché possiede in se stessa, ontologicamente, la propria ragione di validità. La Verità non può essere negata perché essa è attributo di Dio, è Dio stesso. E tutto ciò che è vero partecipa di questo primato sulla menzogna. Possiamo quindi essere teologicamente e filosoficamente certi che questi inganni hanno le ore contate, perché basterà far luce su di essi per farli crollare. Luce e tenebre, appunto. Lasciamo allora che si faccia luce sulle imposture di Biden e dei Democratici, senza indietreggiare di un passo. La frode che essi hanno ordito contro Trump e contro l’America non potrà rimanere in piedi a lungo, così come non rimarranno in piedi la frode mondiale del Covid, le responsabilità della dittatura cinese, le complicità di corrotti e traditori, l’asservimento della deep church.

In questo panorama di menzogne erette a sistema, propagandate dai media con un’impudenza sconcertante, l’elezione di Joe Biden non è solo desiderata, ma considerata ineluttabile e quindi vera e quindi definitiva. Anche se i conteggi non sono conclusi; anche se i controlli sui voti e le denunce sui brogli sono appena all’inizio; anche se le denunce sono appena state depositate. Biden deve essere Presidente, perché così è stato deciso da loro: il voto degli Americani è valido solo se ratifica questa narrazione, altrimenti si muta in deriva plebiscitaria, populismo, fascismo.

Non stupisce quindi né l’entusiasmo, sguaiato e violento, con cui i Democratici esultano per il proprio candidato in pectore, né l’incontenibile soddisfazione dei media e dei commentatori ufficiali, né l’attestazione di complice e cortigiana sudditanza al deep state da parte dei leader politici di mezzo mondo. Assistiamo a una gara a chi arriva prima, sgomitando scompostamente per mettersi in mostra, per far vedere di aver sempre creduto nella vittoria schiacciante del fantoccio democratico.

Ma se la cortigianeria di capi di Stato e segretari di partito fa parte del trito copione della Sinistra mondiale, lasciano francamente sconcertati le dichiarazioni della Conferenza Episcopale Americana, immediatamente rilanciate da VaticanNews, che con inquietante strabismo si ascrive il merito di aver sostenuto «il secondo Presidente cattolico della storia degli Stati Uniti», dimenticando il non trascurabile dettaglio che Biden è un accanito abortista, un sostenitore dell’ideologia LGBT e del globalismo anticattolico. L’Arcivescovo di Los Angeles José H. Gomez, profanando la memoria dei martiri Cristeros del suo paese natale, sentenzia lapidario: «The American people have spoken», il popolo americano ha parlato. Poco importano i brogli denunciati e ampiamente provati: la fastidiosa formalità del voto popolare, ancorché adulterata in mille modi, va considerata conclusa a favore del portabandiera del pensiero unico. Abbiamo letto, non senza conati di vomito, i post di James Martin s.j. e di tutta quella schiera di cortigiani che scalpitano per salire sul carro di Biden per condividerne l’effimero trionfo. Chi dissente, chi chiede chiarezza, chi ricorre alla legge per vedere tutelati i propri diritti non ha alcuna legittimazione e deve tacere, rassegnarsi, scomparire. Anzi: deve unirsi al coro d’esultanza, applaudire, sorridere. Chi non accetta, attenta alla democrazia e va ostracizzato. Ancora due schieramenti, come si vede, ma questa volta legittimi e indiscutibili, perché sono loro a imporli.

È indicativo che la Conferenza Episcopale Americana e Planned Parenthood esprimano la propria soddisfazione per la presunta vittoria elettorale della stessa persona. Questa unanimità di consensi ricorda l’appoggio entusiastico delle Logge massoniche in occasione dell’elezione di Jorge Mario Bergoglio, anch’essa significativamente non scevra dall’ombra di brogli in seno al Conclave e parimenti voluta dal deep state, come ben sappiamo dalle mail di John Podesta e dai legami di McCarrick e dei suoi colleghi con i Dem e con lo stesso Biden. Una bella compagnia, non c’è che dire.

Con queste parole è confermato e suggellato il pactum sceleris tra deep state e deep church, l’asservimento dei vertici della Gerarchia cattolica al Nuovo Ordine Mondiale, rinnegando l’insegnamento di Cristo e la dottrina della Chiesa. Prenderne atto è il primo, impreteribile passo per comprendere la complessità degli avvenimenti presenti e per considerarli in un’ottica soprannaturale, escatologica. Noi sappiamo, anzi crediamo fermamente che Cristo, unica vera Luce del mondo, ha già vinto le tenebre che lo oscurano.

+ Carlo Maria Viganò, Arcivescovo

8 Novembre 2020, Dominica XXIII Post Pentecosten

US Election November 2020

The world in which we find ourselves living is, to use an expression from the Gospel, “in se divisum” (Mt 12:25). This division, it seems to me, consists of a split between reality and fiction: objective reality on one side, and the fiction of the media on the other. This certainly applies to the pandemic, which has been used as a tool of social engineering that is instrumental to the Great Reset, but it applies even more to the surreal American political situation, in which the evidence of a colossal electoral fraud is being censored by the media, which now proclaims Joe Biden’s victory as an accomplished fact.

The reality of Covid is blatantly in contrast with what the mainstream media wants us to believe, but this is not enough to dismantle the grotesque castle of falsehoods to which the majority of the population conforms with resignation. In a similar way, the reality of electoral fraud, of blatant violations of the rules and the systematic falsification of the results contrasts with the narrative given to us by the information giants, who say that Joe Biden is the new President of the United States, period. And so it must be: there are no alternatives, either to the supposed devastating fury of a seasonal flu that caused the same number of deaths as last year, or to the inevitability of the election of a candidate who is corrupt and subservient to the deep state. In fact, Biden has already promised to restore the lockdown.

Reality no longer matters: it is absolutely irrelevant when it stands between the conceived plan and its realization. Covid and Biden are two holograms, two artificial creations, ready to be adapted time and time again to contingent needs or respectively replaced when necessary with Covid-21 and Kamala Harris. The accusations of irresponsibility thrown at Trump supporters for holding rallies vanish as soon as Biden’s supporters gather in the streets, as has already happened for BLM demonstrations. What is criminal for some people is permitted for others: without explanations, without logic, without rationality. The mere fact of being on the left, of voting for Biden, of putting on the mask is a pass to do anything, while simply being on the right, voting for Trump or questioning the effectiveness of masks is sufficient reason for condemnation and an execution that does not require any evidence or a trial: they are ipso facto labeled as fascists, sovereignists, populists, deniers – and those labeled with these social stigmas are supposed to simply silently withdraw.

We thus return to that division between good people and evil people, that is ridiculed when it is used by one side – ours – and conversely held up as an incontestable postulate when used by our adversaries. We have seen this with the contemptuous comments responding to my words about the “children of Light” and the “children of darkness,” as if my “apocalyptic tones” were the fruit of a ravingly mad mind and not the simple observation of reality. But by disdainfully rejecting this Biblical division of humanity, they have actually confirmed it, restricting to themselves alone the right to give the stamp of social, political, and religious legitimacy.

They are the good ones, even if they support the killing of the innocent – and we are supposed to get over it. They are the ones supporting democracy, even if in order to win elections they must always resort to deception and fraud – even fraud that is blatantly evident. They are the defenders of freedom, even if they deprive us of it day after day. They are objective and honest, even if their corruption and their crimes are now obvious even to the blind. The dogma that they despise and deride in others is indisputable and incontrovertible when it is they who promote it.

But as I have said previously, they are forgetting a small detail, a particular that they cannot understand: the Truth exists in itself; it exists regardless of whether there is someone who believes it, because the Truth possesses in itself, ontologically, its own reason for validity. The Truth cannot be denied because it is an attribute of God; it is God Himself. And everything that is true participates in this primacy over lies. We can thus be theologically and philosophically certain that these deceptions’ hours are numbered, because it will be enough to shine light on them to make them collapse. Light and darkness, precisely. So let us allow light to be shed on the deceptions of Biden and the Democrats, without taking even one step back: the fraud that they have plotted against President Trump and against America will not remain standing for long, nor will the worldwide fraud of Covid, the responsibility of the Chinese dictatorship, the complicity of the corrupt and traitors, and the enslavement of the deep church. Tout se tient [Everything fits togetherhttps://catholicism.org/how-many-abortions-is-joe-biden-responsible-for.html“>Biden is avidly pro-abortion, a supporter of LGBT ideology and of anti-Catholic globalism. The Archbishop of Los Angeles, José H. Gomez, profaning the memory of the Cristeros martyrs of his native country, says bluntly: “The American people have spoken.” The frauds that have been denounced and widely proven matter little: the annoying formality of the vote of the people, albeit adulterated in a thousand ways, must now be considered to be concluded in favor of the standard-bearer of aligned, mainstream thought. We have read, not without retching, the posts of James Martin, S.J., and all those courtiers who are pawing to get on Biden’s chariot in order to share in his ephemeral triumph. Those who disagree, those who ask for clarity, those who have recourse to the law to see their rights protected do not have any legitimacy and must be silent, resign themselves, and disappear. Or rather: they must be “united” with the exultant choir, applaud and smile. Those who do not accept are threatening democracy and must be ostracized. As may be seen, there are still two sides, but this time they are legitimate and indisputable because it is they who impose them.

It is indicative that the U.S. Conference of Catholic Bishops and Planned Parenthood are both expressing their satisfaction for the presumed electoral victory of the same person. This unanimity of consensus recalls the enthusiastic support of the Masonic Lodges on the occasion of the election of Jorge Mario Bergoglio, which was also not free from the shadow of fraud within the Conclave and was equally desired by the deep state, as we know clearly from the emails of John Podesta and the ties of Theodore McCarrick and his colleagues with the Democrats and with Biden himself. A very nice little group of cronies, no doubt about it.

With these words of the USCCB the pactum sceleris [plot to commit a crime] between the deep state and the deep church is confirmed and sealed, the enslavement of the highest levels of the Catholic hierarchy to the New World Order, denying the teaching of Christ and the doctrine of the Church. Taking note of this is the first, imperative step in order to understand the complexity of the present events and consider them in a supernatural, eschatological perspective. We know, indeed we firmly believe, that Christ, the one true Light of the world, has already conquered the darkness that obscures it.

American Catholics must multiply their prayers and beg the Lord for a special protection for the President of the United States. I ask priests, especially during these days, to recite the Exorcism against Satan and the apostate angels, and to celebrate the Votive Mass Pro Defensione ab hostibus. Let us confidently ask for the intervention of the Blessed Virgin Mary, to whose Immaculate Heart we consecrate the United States of America and the entire world.

+ Carlo Maria Viganò, Archbishop