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domenica 29 aprile 2018

Marte: avamposto degli Annunaki? E gli astronauti rivelano: abbiamo vissuto anni sul pianeta rosso









Sbarco su Marte nel deserto dell'Oman

A metà febbraio 2018, ho trovato molto interessante la notizia riguarda la simulazione di uno sbarco su Marte, avvenuta nel deserto dell’Oman (Foto 1 - foto di copertina), scelto per le caratteristiche geologiche analoghe a quelle di Marte, nell’ambito della missione “Amadee-18” e coordinata dall’Australian Space Forum, ente specializzato nello sviluppo di tute spaziali e delle procedure legate all’esplorazione umana di Marte.

Una missione quella di “Amadee-18”, che vede protagonista anche l’Italia con i ricercatori Maurizio Ercoli e Cristina Pauselli, per il dipartimento di fisica e geologia dell’Università degli studi di Perugia.

L’ultima di una serie di notizie collegate ai preparativi per un futuro sbarco sul Marte, probabilmente molto più vicino di ciò che si possa pensare.

Sempre a Febbraio sono state diffuse alcune immagini in alta definizione (Foto 2) del “pianeta rosso”, scattate dalla sonda “Curiosity” ad un’altezza di oltre 300 metri, che mostra un panorama molto simile a quello della Terra – compreso un cielo limpido – e radicalmente diverso rispetto alle immagini che ci hanno mostrato le varie sonde fino adesso – escluse alcune delle primissime immagini di Marte inviate dal robot VIKING 1 nel 1976 (Foto 3). Gli esperti ci stanno fornendo così tutta un’altra idea di ciò che potrebbe essere Marte, almeno in alcune sue aree.
Coltivare frutta e verdura su Marte?

Notizie che fanno seguito ad un’altra non meno sensazionale, che è stata diffusa a novembre 2017, in cui si afferma, udite udite, che gli Emirati Arabi puntano a coltivare frutta e verdura su Marte.

Si tratta del programma spaziale che prevede un investimento di ben 5,5 miliardi di dollari, molti dei quali saranno utilizzati per effettuare svariati test a terra, specialmente nel complesso in costruzione nei pressi di Dubai (Foto 4), chiamato Mars Science City Project, pensato per simulare un insediamento marziano.

E pensare che solo agli inizi del nuovo millennio, se ci si spingeva appena a ipotizzare la possibilità dell’esistenza di forme di vita su Marte (come ha fatto il sottoscritto), si rischiava la lapidazione pubblica.
Il clima del Pianeta Rosso

Il “Pianeta Rosso” ha una temperatura media che può oscillare dai -140° degli inverni polari, fino ai 20° dell’estate, con di picchi di 30° sempre nella stagione estiva, nell’emisfero sud: un clima di grandi escursioni termiche.

È caratterizzo da numerose e lunghe tempeste di sabbia, che iniziano solitamente durante la stagione estiva, e da zone isolate possono estendersi in diverse aree del pianeta, facendo salire la temperatura e creando una sorta di effetto serra.

L’atmosfera è circa 100 volte meno densa della Terra ed è costituita per il 96% di diossido di Carbonio.

La gravità sarebbe circa il 38% di quella terrestre.

Prima di settembre 2015, mese in cui è stata annunciata dalla Nasa la presenza di acqua salata in superficie, che si presenta in alcune zone in estate, l’esistenza di acqua in superficie su Marte era stata sempre negata.

Per cui, in queste condizioni geofisiche e climatiche è molto improbabile concepire la vita su Marte, almeno come la concepiamo noi qui sulla Terra.
C'era vita su Marte? Il Cratere di Gale

Già a partire dai primi anni del nuovo millennio, gradualmente, abbiamo assistito all’annuncio di parte della Nasa della scoperta di acqua in forma ghiacciata al polo sud, sotto le dune, poi, sempre in forma ghiacciata, in altra parti del pianeta, l’individuazione di letti di fiumi, laghi, a altri bacini idrografici, tempeste di neve notturne, che hanno man mano, pur con molta cautela, fatto presupporre che su Marte, miliardi di anni fa ci fosse stata la vita in superficie, anche se in forma microbica.

Come ha dichiarato Joel Hurowitz della Stony Brook University, il coordinatore dello studio, in seguito ai risultati delle analisi dei dati forniti da Curiosity, il robot a 2 ruote che ha esplorato dal 2012 al 2016, il fondo del cratere di Gale, che ospitava miliardi di anni fa un bacino di acqua suddiviso in due strati con ambienti di tipo differente, avrebbe potuto offrire a diversi tipi di microbi l’opportunità di sopravvivere.

I risultati dei dati di Curiosity, analizzati da ricercatori provenienti da università di varie nazioni, sono stati pubblicati sulla rivista Science.

Secondo le analisi il cratere di Gale ospitava circa 3,8 miliardi di anni fa un lago con acqua potenzialmente potabile e con diversi fiumi che lo alimentavano.

Tutto ciò fino a circa 3,1 milioni di anni fa quando, a causa probabilmente dell’alterazione dell’atmosfera dispersa nello spazio, come conseguenza dell’indebolimento del campo magnetico di Marte, il bacino si è prosciugato e il pianeta è diventato un deserto inabitabile.


Siamo vicini alla colonizzazione di Marte?

Negli ultimi anni la scienza ufficiale sta divulgando una serie di notizie con una velocità tale da mettere in discussione buona parte delle informazioni che ci hanno rivelato fino ad ora sul “Pianeta Rosso”, tanto da parlare di una sua prossima "colonizzazione".

Termine utilizzato anche quando a gennaio del 2018 è stata annunciata la presenza di abbondanti presenze di ghiaccio, da una profondità di 100 metri fino a 1 o 2 metri sotto la superficie, in 8 siti alle medie latitudini.

Quantità tale, da permettere possibili “missioni di colonizzazione”.

Eppure, coloro che negli anni si sono documentati al di là dell’informazione ufficiale hanno notato che sono state numerose le immagini inviate dalle sonde e dai robot che mostrano numerose costruzioni “artificiali”: in qualche modo sono informazioni che hanno tentato d’insabbiare o di cui hanno trovato qualche spiegazione di origine naturale ( per esempio legittimandolo come un effetto ottico chiamato Pareidolia). SOno spiegazioni talvolta esaustive… ma non sempre.

Ci sono Immagini ufficiali della Nasa che mostrano canali/tunnel molto lunghi migliaia di chilometri (Foto 5), che sembrano costruzioni artificiali, sulla cui funzione ci sono stati diversi pareri: dal trasporto di acqua e altri oggetti al loro interno, fino a essere veri propri luoghi abitativi. Sull'esistenza di strutture artificiali su Marte si è espresso anche l’ingegnere Ennio Piccaluga, ricercatore, scrittore e conferenziere. Questi canali furono, tra l'altro, già individuati dall’astronomo piemontese Giuseppe Schiapparelli nel 1877, autore anche del libro “La Vita sul Pianeta Marte”.

Strutture artificiali su Marte: cupole e piramidi

Molto interessanti sono le immagini del Rover Opportunity, che nel luglio 2017 ha mostrato una chiara struttura artificiale a forma di cupola (Foto 6), dove nella parte superiore si può anche osservare il riflesso del sole.

Così come quella scatta dal robot Curiosity nel 2015 (Foto 7) che immortala una vera e propria Piramide, come quelle che siamo abituati a vedere qui sulla Terra.

In questi anni ci sono stati diversi “ricercatori eretici” in tutto il mondo che hanno mostrato prove di costruzioni artificiali, come il già citato ingegnere Ennio Piccaluga.

Oppure come Umberto Baudo, che ho conosciuto a Ferrara nel 2015 durante un convegno dove partecipammo come relatori.

Egli, durante le sue conferenze, ha mostrato in maniera inequivocabile, la presenza su Marte di costruzioni artificiali.

Ad esempio, una struttura piramidale, formata da diverse pietre assemblate tra loro, come si può osservare anche dalla spigolatura (Foto 8).

Ancora, un altro oggetto con una base dove si possono vedere delle forme geometriche incise e/o disegnate, e la superficie a forma campanulare (Foto 9).

Curiose sono altresì le immagini di quelli che sembrano essere oggetti volanti in movimento, che sfiorano il terreno (Foto 10).
Gli astronauti che rivelano: siamo stati anni su Marte

In questi ultimi anni hanno incuriosito molto l’opinione pubblica le affermazioni da parte di alcuni “rivelatori”, come Corey Goode (Foto 11) e Randy Cramer (Foto 12), noto come Capitan Keye in quanto ex capitano del corpo dei Marines degli Stati Uniti.

Entrambi hanno dichiarato si essere stati diversi anni su Marte, Goode 20 anni e Cramer 17, nell’ambito di questi programmi spaziali segreti, come il Solar Warden, che sono gestiti da Corporazioni.

Come la Mars Colony Corporation nel caso di Capitan Keye e la Iterstellar Coorporate Conglomerate (ICC) nel caso di Goode.

Programmi con diversi scopi, come estrazioni minerarie, acquisizione di tecnologia….., che dovrebbero essere finanziati da fondi neri; i cosiddetti black budget.

A causa le enormi cifre necessarie per la realizzazioni di questi programmi, di molto superiori a quelle previste dai normali processi di stanziamento degli Stati Uniti e da altri apparati militari, che devono rispondere ai legislatori per le loro richieste.

Edward Snowden nel 2013 ha rivelato l’esistenza di documenti della NSA, cheattestano i fondi neri usati per finanziare la comunità d’intelligence e i programmi classificati.

Sia Corey Goode che Randy Cramer nelle loro dichiarazioni hanno concordato riguardo alla presenza su Marte di colonie di esseri umani terrestri, oltre che di razze marziane autoctone.

E, anche per quanto concerne l’esistenza di un’atmosfera sottile, ma respirabile.

Goode ha parlato dell’esistenza di forme di piccola fauna selvatica e flora.
Missioni Spaziali segrete: tra viaggi nel tempo e tecnologie aliene

Riguardo ai partecipanti a queste missioni spaziali segrete, essi tornerebbero sulla Terra, attraverso una tecnologia per i viaggi nel tempo, e il “ringiovanimento”.

Ciò sarebbe sostenuto anche da altri “informatori” come Michael Relf, ex membro delle forze armate statunitensi, e il noto avvocato Andrew Basiago, che ha asserito di aver viaggiato nello spaziotempo all’età di 7 anni, per mezzo di un’organizzazione segreta chiamata “Progetto Pegasus” che sperimentava i viaggi nel Tempo.

Diversi sono stati anche gli studiosi che si sono esposti sull’esistenza di veri e propri Stargate sulla Terra.

Si tratta di dichiarazioni che rientrano nell’ambito di quella che viene definita “Teoria del Complotto”, su cui non si hanno prove ufficiali.
L'elemento 115: da "complotto" a realtà ufficiale?

Però, sopratutto per quanto riguarda l’informazione ufficiale, ritengo che non bisogna mai dare nulla per scontato. La recente esperienza riguardo le dichiarazioni del fisico Bob Lazar sull’elemento 115, fatte circa trent’anni fa…insegna.



L’esistenza di una Forza militare attiva nello spazio, che impiegherebbe tecnologie segretissime, frutto di retro-ingegneria aliena, sarebbe stata confermata anche da una dichiarazione dal senatore Mike Gravel (Foto 13), che si candidò alle presidenziali statunitensi nel 2008… Come ho descritto dettagliatamente nel mio libro: “Cosa Nascondono i nostri Governi?


Zecharia Sitchin: Marte, avamposto degli Annunaki

Zecharia Sitchin, noto sumerologo e scrittore ha asserito che Marte veniva utilizzato dagli “Annunaki” come stazione di scalo e avamposto per la Terra, adatto a questi scopi anche la per sua minore forza gravitazionale e per essere un Pianeta dotato di tanta acqua allo stato liquido in superficie.

Sitchin ha altresì affermato che il famoso “Volto di Cydonia”(Foto 14), fotografato dalla sonda Viking nel 1976, è volto di Alalu, un sovrano degli Annunaki esiliato su Marte da Anu: il volto sulla montagna marziana, dove all’interno sarebbe sepolto Alalu, sarebbe stato creato dai raggi di una navicella Annunaki.

Per cui, dalle traduzioni sumeriche di Sitchin si evince che Marte sia stato abitato e siano anche state eseguite delle costruzioni artificiali.


Le dichiarazioni del Ministro dei Trasporti d'Iraq

Spostandoci in Iraq, nell’ottobre 2016 l’allora ministro dei trasporti

Kazem Finjan (Foto 15), durante una conferenza stampa durante l’inaugurazione di un aeroporto a Nassirya, ha detto che i primi aeroporti furono costruiti sulla Terra dai Sumeri oltre 7000 anni, nella provincia meridionale del Thi Qar.

Inoltre, sempre durante la conferenza stampa, ha asserito che le famose Ziggurat sumere venivano utilizzate anche come rampe di lancio per dei voli interplanetari. Esortando i presenti a leggere i libri di Zecharia Sitchin.

Tutt’ora, le sue dichiarazioni non sono state smentite.


Il "lichene" di Marte

A partire dagli anni in cui è iniziata ufficialmente l’esplorazione di Marte, di immagini controverse scattate dalle sonde inviate sul pianeta rosso se ne sono viste molte, scatenando numerosi dibattiti.

Addiritura, un astrobiologo di nome Rhawn Joseph ha fatto causa la Nasa per non aver approfondito l'analisi di una misteriosa forma apparsa dal nulla, fotografata dal robot Opportunity nel 2013 (Foto 16), definita dal responsabile di quella missione Steve Squyres come una “ciambella”. Il comandante, pur definendosi "sorpreso di quella forma”, che non era stata rilevata nella stessa zona al precedente passaggio del robot avvenuto 12 giorni prima, l’ha interpretata come un probabile resto di un meteorite o una pietra spostata da Opportunity stesso.

Invece, l’astrobiologo che ha fatto causa, dopo avere osservato attentamente l’immagine, ha asserito che si tratterebbe di un fungo apotechium, una specie di lichene e la Nasa, non avendo mostrato le immagini microscopiche dell’oggetto, aveva avuto un comportamento bizzarro e negligente per essere il più famoso ente spaziale al Mondo.


Caccia alla Colonizzazione di Marte

Non dimentichiamoci che anche l’ex direttore della Nasa Charles Bolden nell’ottobre 2014 ha affermato, durante un intervista per l’emittente televisiva ITV NEWS che “Marte è molto simile alla Terra, o almeno lo è stata. È nostro fratello. È il pianeta del nostro sistema solare in cui è più probabile via sia stata vita un tempo […] e riteniamo che possa sostenere la vita”.

Una cosa è certa, tra una smentita e l’altra, il dibattito è acceso riguardo la possibilità che Marte possa essere in grado di ospitare la vita. Ma a partire dall’annuncio dell’esistenza di “acqua salata” sul “pianeta rosso” nel settembre 2015, che ha preceduto di 1 mese l’uscita del famoso film “The Martian” di Ridley Scott con Matt Damon, si è sviluppata una caccia ufficiale alla colonizzazione di Marte.

Oltre agli esempi descritti all’inizio di questo articolo, anche la Cina ha in progetto di inviare una sonda su Marte nel 2020 e un equipaggio umano entro il 2040.

Sta già facendo costruire una “città marziana” nella provincia cinese del Qinghai, il cui clima e il territorio ricordano quello marziano e dove verranno sperimentate tecnologie per la prossima colonizzazione di Marte.

Anche Vladimir Putin ha dichiarato qualche giorno fa che la Russia si appresta a organizzare una missione su Marte nel 2019.

Un altro russo, il Yuri Milner insieme al creatore di Facebook, Mark Zuckenberg, sta finanziando il progetto Beaktrough Starshoot, che consiste nello sviluppare un sistema di propulsione in grado di viaggiare al 20% della velocità della luce: si potrebbero così drasticamente accorciare i tempi di arrivo verso nuovi pianeti. Non dimentichiamo che questo progetto era coordinato dall’astrofisico recentemente scomparso Stephen Hawking, insieme a un pool di scienziati.

Ma anche Elon Musk dal 2016 ha lanciato il suo piano per colonizzare Marte: il suo progetto è iniziato con successo il 6 febbraio del 2018, con il lancio del super-razzo FALCON HEAVY, prodotto dalla sua compagna spaziale “Space X”… A bordo una la macchina elettrica Tesla Roadster, altra creatura del visionario Musk.

La Macchina lanciata nello Spazio, con il manichino di nome “Starman” come “pilota”, ha già superato l’orbita della Luna, ed è diretta oltre l’orbita marziana. Le ultime immagini nello spazio (foto 18) sono opera di 2 astrofili italiani, Riccardo Furgoni e Giancarlo Favero, che l’hanno fotografata quando si trovava a 2,5 milioni di km dalla Terra, detenendo così il primato dell’avvistamento più distante della Tesla Roadster: fotografata alle 4.30 del mattino, si sono serviti del telescopio professionale installato presso l’Osservatorio del Celado in Trentino.

L’idea di questa macchina che viaggia nello spazio profondo, sta già alimentando le fantasia e la passione di moltissime persone, contribuendo anche a far crescere l’attenzione per i Viaggi Spaziali.

Anche la pubblicità sta dando il suo contributo alla prossima colonizzazione di Marte.

In un recente spot televisivo che pubblicizza l’enciclopedia Treccani, l’attore Claudio Santamaria mentre accarezza il “pancione” della madre del suo futuro figlio, gli si rivolge dicendogli: “Ma lo sai che la tua sarà la prima generazione che andrà su Marte…”.

Sappiamo quando la televisione sia potente, nel forgiare il pensiero delle masse.

Mi sono chiesto spesso quale sia il motivo di questa recente corsa alla conquista di Marte e di altri pianeti potenzialmente in grado di ospitare la vita.

Fa parte dell’atavica esigenza dell’essere umano di espandersi, di scoprire e/o conquistare posti nuovi? Oppure, Il nostro Pianeta Terra non ha un futuro così lungo come ci fanno credere e stanno cercando nuovi pianeti in grado di poter “ospitare” e mantenere in vita la popolazione terrestre?


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