Translate

lunedì 30 maggio 2011

Göbekli Tepe

Ogni tanto accade. Accade che una scoperta archeologica possa mettere in crisi la linea temporale dell'evoluzione della civiltà nella storia antica.
Sta accadendo ora, in Turchia, su alcune colline chiamate Göbekli Tepe vicino alla pianura di Harran, nei pressi del confine siriano.

La scoperta riguarda un complesso di templi che risalirebbe addirittura ad migliaia di anni prima della Grande Piramide, intorno a 11.500 anni fa, 6000 anni prima che Stonhenge prendesse forma. E, soprendentemente, tra i 3000 ed i 1500 anni prima di Çatalhöyük, considerato uno degli insediamenti più antichi della storia.

Göbekli Tepe è un sito particolare, come particolare è la dedizione che l'archeologo tedesco Klaus Schmidt ha posto nel suo lavoro negli ultimi dodici anni.
L'antica civiltà che ha costruito le rovine di Göbekli Tepe è stata definita "la Roma dell' Era Glaciale", un complesso urbano popolato da cacciatori-raccoglitori dotati di una raffinata cultura religiosa, architettonica e sociale.

Il sito fu inizialmente esaminato dall' Università di Chicago e dall' Università di Istanbul negli anni '60. Dopo la visita del sito, che fu soltanto un "mordi e fuggi" su quello che agli antropologi sembrò un cimitero abbandonato risalente al Medioevo, nel 1994 arrivò Schmidt, convinto che in quel luogo ci fosse più che un vecchio cimitero.
"Solo l'uomo può aver creato una collina come questa" sostenne Schmidt "E' chiaro che questo è un sito enorme risalente all'Età della Pietra".

Si possono trovare terrazze, cerchi di pietra, pilastri alti sei metri a forma di "T" e monoliti. E come se non bastasse, i rilevamenti radar hanno mostrato come sotto il terreno si celino almeno altre 15 rovine monumentali.
Göbekli TepeFino ad ora sono stati portati alla luce alcuni dei 50 pilastri del complesso, uno dei quali, secondo le datazioni, rappresenterebbe l'opera d'arte monumentale più antica del mondo.
Su uno dei pilastri è possibile ammirare dei simboli astratti, anche se in realtà l'intero sito è ricoperto da bassorilievi e sculture di animali e piante. Cinghiali selvatici, manzi, leonivolpileopardi, si può trovare di tutto a Göbekli Tepe. Ci sono anche raffigurazioni di esseri umani, scultura semi-umanoidi prive di volti.

La tesi di Schmidt è quella che la cooperazione tra cacciatori e la formazione di questo centro di culto siano nate per esigenze religiose. Il tempio ha costituito il fulcro della città, attorno ad esso è stato costruito tutto il resto. Non si tratta del "tradizionale" insediamento urbano di poche case, qui si parla di una città fatta e finita, con templi, laboratori specializzati, case.

"Le scoperte più importanti derivanti dal lavoro nel sito sono il fatto che ci dev'essere stato un complesso grado di organizzazione nelle società di cacciatori-agricoltori, e che che gruppi non sedentari come questi costruivano strutture così monumentali" spiega Schmidt. "Per realizzare questi progetti circolari enormi, bisogna possedere un certo grado di cooperazione tra gruppi, come anche un'organizzazione per coordinare un lavoro come questo".

Questa scoperta sta pian piano rivoluzionando il mondo dell'archeologia. Come afferma Ian Hodder, del programma archeologico della Stanford University "Molte persone pensano che questo possa cambiare tutto. Cambia completamente le carte in tavola. Tutte le nostre teorie erano sbagliat

Nessun commento:

Posta un commento