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mercoledì 19 febbraio 2020

Lettera aperta al Ministero della Salute (Adam Kadmon 2020)







Lettera aperta al Ministero della Salute (Adam Kadmon 2020)

LETTERA APERTA al #Ministero della Salute. Con umiltà ritengo necessario informarVi che il vostro decalogo di 10 comportamenti da seguire per non infettarsi con il #coronavirus è purtroppo incompleto. È importante correggerlo rapidamente perchè chi lo ha già letto, pensando che sia completo, in caso di epidemia, rischia di infettarsi lo stesso qualora non venga posto a conoscenza di quanto sto per comunicarVi.
Tanto premesso vi prego nell'interesse di tutta la popolazione che vive in #Italia di aggiungere le seguenti informazioni mancanti al vostro decalogo e più precisamente:
REGOLA 4: alla regola 4 va aggiunto che quando si tossisce e starnutisce, in assenza di mascherina o fazzoletto occorre farlo nella piega del braccio.
Così come è scritto ora, invece, in assenza appunto di mascherina e fazzoletto, le persone continueranno a tossire e starnutire nella mano anziché farlo nella piega del braccio (come consigliato da qualsiasi medico preparato), aumentando le probabilità di contagio.
REGOLA 3: alla regola 3 va aggiunto che oltre occhi, naso e bocca, non vanno toccate neanche le ORECCHIE. Ma non è tutto. Infatti siccome il virus passa da ogni mucosa ed apertura sull'epidermide, bisogna aggiungere sempre al punto 3 che le persone non devono toccarsi con mani infette neppure MUCOSE GENITALI o ANALI.
Molte persone infatti quando vanno al bagno per espletare i loro bisogni al più si lavano le mani dopo essersi toccati i genitali, quando dovrebbero farlo invece anche prima, proprio per non infettarsi. I maschi, per struttura anatomica, hanno maggiore probabilità di autocontagiarsi in tal senso, se ad esempio si infettano le dita in precedenza afferrando o manipolando oggetti contaminati (ad esempio le maniglie della porta per entrare in un bagno pubblico)
Bisognerebbe inoltre informare la popolazione, che anche le banconote, qualora arrivi l'epidemia, potranno veicolare il virus sulle dita così come la pulsantiera dell'ascensore per via appunto dell'elevato numero di persone che quotidianamente le manipolano. Pochi ad esempio pensano che qualora le mani entrino in contatto con il virus, e poi tocchino lo smartphone, nel momento in cui se lo porteranno all'orecchio o vicino la bocca, rischieranno di infettarsi.
Sono giusti degli esempi ma è fondamentale parlarne alla popolazione italiana perché ben poche persone sono abituate a tenere conto di tutti questi aspetti.
Tantomeno vanno toccate ferite, anche lievi come escoriazioni proprie od altrui, perché se si hanno le mani infette, anche da tali aperture si rischia che il virus penetri nell'organismo.
Quanto chiedo di aggiungere alla regola 3 in merito al fatto ad esempio che il virus penetra da ogni mucosa, compreso quella genitale se toccata con mani infette, lo insegna proprio l'ABC della Medicina.
REGOLA 7: al punto 7 va assolutamente precisato che per aumentare notevolmente la probabilità di non contrarre infezione per via respiratoria, occorre indossare mascherina con almeno filtro ffp3.
Le mascherine normali infatti, sicuramente saranno meglio che niente, ma purtroppo un virus le attraversa.
Anche questa informazione è all'ABC della Medicina ed in particolare della Microbiologia.
Inoltre dovete aggiungere che il coronavirus se si deposita sugli oggetti vi può restare fino a 9 giorni e quindi per sicurezza andrebbero deterse le superficie specie nei luoghi molto affollati come supermercati e ascensori. Questa informazione è stata diramata fra l'altro da autorità mediche ed era anche sui giornali.
Perchè non è inserita nel vostro opuscolo?
Non per polemizzare, non è mia abitudine. Ma mi meraviglio che nessuna delle seguenti categorie da voi elencate si sia accorta delle sopracitate mancanze nonostante dal vostro sito risulti che abbiano tutte aderito alla iniziativa dell'opuscolo.
Qui parliamo dell'Istituto Superiore di Sanità, della Conferenza Stato Regioni, FNOMCEO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), FNOPI (Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche), FOFI (Federazione Ordini farmacisti Italiani), FNOVI (Federazione Nazionale Ordini. Veterinari Italiani), CARD (Confederazione Associazioni Regionali di Distretto), FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti), SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera), SIM (Società Italiana di Microbiologia), SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), SIMPIOS (Società Italiana Multidisciplinare per la Prevenzione delle Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie), SITI (Società Italia di Igiene e Medicina Preventiva), FIMMG (Federazione Italiana Medici di Famiglia), SIMMG (Società Italiana di Medicina Generale), ANMDO (Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere), AMCLI (Associazione Microbiologi Clinici Italiani), FEDERFARMA (Federazione nazionale dei titolari di farmacia italiani).
Ebbene siete assolutamente certi che ogni singola persona di tali eminenti categorie abbiano letto e approvato proprio l'opuscolo pubblicato dal vostro sito?
Ve lo chiedo perchè in caso affermativo è preoccupante che nessuno di tali esperti si sia finora accorto che mancano informazioni importanti come quelle che vi sto pregando umilmente di aggiungere.
Possibile che nessuno di loro vi abbia detto almeno di aggiungere che quando si starnutisce e tossisce, in assenza di fazzoletto o mascherina, va fatto nella piega del braccio o del fatto che il filtro di una maschera deve essere almeno ffp3?
Io sono nessuno, ma a differenza di tante persone in cui purtroppo ci imbattiamo spesso, ho sempre capito quello che studio, non lo ho mai imparato a memoria giusto per superare gli esami, e mi tengo comunque costantemente aggiornato, come sono certo facciate anche Voi e tutte le sopracitate eminenti categorie.
Per cui credo che la Vostra sia stata solo una svista. Solo che converrete, si tratta di una svista grave perchè chi ignorasse quanto vi chiedo di aggiungere, infettando o infettandosi inconsapevolmente, può vanificare ogni precauzione elencata.
Verificate quanto vi sto umilmente scrivendo. Vedrete che ho ragione.
Appunto non per polemizzare ma per dirvi proprio la #Verità, se fossi stato io al Governo, vi avrei fatto risparmiare tempo e denaro, dicendovi subito cosa manca al vostro opuscolo. Ed in più tali regole le avrei rese immediatamente visibili nel sito, senza preamboli.
Inoltre ad oggi non mi risulta neppure che tale decalogo, neanche nell'attuale forma incompleta, venga trasmesso da emittenti o radio magari all'interno delle trasmissioni più seguite, tipo reality show, talk show, programmi di gossip e quant'altro attiri maggiormente il pubblico.
Lo scopo di tali regole dovrebbe essere infatti, quello di istruire la maggior parte popolazione, e di farlo prima che arrivi il contagio in Italia. Sempre sperando che non sia già silenziosamente presente, perché le persone contagiate, prima di essere ricoverate, risulta dai notiziari che avessero visitato più regioni e fossero entrate a contatto con numerose persone. Il tempo di incubazione che inizialmente era già molto lungo (15 giorni) come sicuramente saprete, secondo le ultime ricerche mediche è stato aumentato a ben 24 giorni.

Ed in più si è poi scoperto che il primo sintomo non sempre è la febbre il che potrebbe significare che il numero di persone infette asintomatiche entrate in Italia, le settimane scorse, potrebbe essere maggiore di quanto si pensi.
Lo scopriremo nei prossimi mesi.


Se poi non dovesse succedere nulla, come tutti ci auguriamo, meglio così.


Ma siccome ritengo che prevenire sia meglio che curare (tanto più che per il coronavirus, al momento, come voi stessi precisate nell'opuscolo, non esistono ancora cure), converrete con me quanto sia assolutamente prioritario insegnare alla popolazione in forma più esaustiva possibile, le regole per non contagiare e non contagiarsi

Più persone saranno correttamente preparate, e maggior sarà possibile arginare l'epidemia nell'evenienza, come temono gli esperti internazionali, arrivi in parti del pianeta dove oggi fortunatamente, sembrerebbe essere ancora assente.
Inoltre sarebbe anche corretto informare i contribuenti quanto è costato realizzare questo opuscolo cui mancano importanti informazioni.
Mi riferisco sia al poster che al pieghevole.
A tal proposito, invito i lettori a verificare l'effettiva mancanza delle informazioni sopracitate che sto pregando di aggiungere ai punti 3,4,7, scaricando sia il poster che il pieghevole dal sito ufficiale del Ministero:
POSTER
PIEGHEVOLE (è più dettagliato ma le informazioni di cui ai punti 3,4,7 mancano anche qui):
Come appunto verificato sono del tutto assenti proprio le informazioni in questione. Sono importanti perché già da sole, se ignorate dalla popolazione, rischiano di da vanificare le precauzioni dell'intero decalogo.
Pertanto Ministero della Sanità, con umiltà ma determinazione Ti prego di essere così gentile da aggiungere rapidamente al decalogo quanto oggettivamente mancante.
Così facendo contribuirai meglio a ridurre le probabilità di contagio che si tratti di coronavirus o influenza.
Grazie per la cortese e NECESSARIA attenzione.
Distinti Saluti
Con rispetto e stima,

Adam Kadmon

Pubblicato da Adam Kadmon ® 































martedì 16 gennaio 2018

Paul Amadeus Dienach viaggiò nel futuro?


Paul Amadeus Dienach,vissuto durante l’inizio del 20° secolo nell’Europa centrale, è l’autore del libro “Cronache dal Futuro”, basato sulla sua esperienza unica.
Logicamente, è difficile credere a tale storia.A causa di una malattia trascorse un anno della sua vita in uno stato comatoso. Come afferma egli stesso, in quel periodo la sua coscienza era passata nel futuro, in un corpo diverso.
Questo libro conteneva una profezia unica.Tuttavia, non tutti erano scettici al riguardo. È un dato di fatto che i massoni hanno accettato il contenuto del suo libro come un segreto molto importante e lo tennero sotto la loro protezione.
Non molte persone hanno avuto la possibilità di leggerlo. Il libro è stato stampato in Grecia in un numero molto limitato di copie.
Tuttavia, oggi le cose sono cambiate, e le persone possono ora accedere a questi contenuti segreti e conoscere il futuro.
Una cosa interessante è che Paul Amadeus Dienach , professore di studi di lingua tedesca, non ha mai avuto l’intenzione di diventare uno scrittore. Il suo libro “Cronache dal futuro” è il risultato di un’esperienza non pianificata.
A Dienach fu diagnosticata un encefalite letargica (malattia del sonno), e le sue condizioni di salute peggiorarono nel 1921, portandolo a trascorrere un anno in coma.
Anche se il suo corpo era in un ospedale a Ginevra, ha affermato che era sveglio tutto il tempo, e di passare il tempo durante l’anno 3906 DC.
Dopo il suo coma, ha spiegato che la sua esperienza futurista coinvolse il cammino della sua coscienza nel corpo di un altro uomo, Andrew Northam.
Egli ha detto che le persone del futuro hanno notato che la sua coscienza era nel corpo di Andrew Northam, e gli offrirono aiuto in quel nuovo ambiente sconosciuto, aiutandolo a capire il progresso del genere umano attraverso il tempo.
Secondo ciò che ha visto, l’Homo Novus Occidantalis sarà la nuova razza umana. Era un dato di fatto che, nel futuro, dove si trovava, l’attuale razza umana aveva fatto alcune buone scelte, e alcune cattive, nel corso del tempo.
Subito dopo si è svegliato dal coma, e ha confessato la sua esperienza solo nel suo diario. Sapeva che la gente non lo avrebbe potuto capire, aveva paura di essere ridicolizzato.
Nel 1922 ha viaggiato in Grecia, nella speranza che il clima mediterraneo potesse aiutarlo a migliorare la sua condizione di salute, mentre insegnava tedesco all’università.
Così conobbe George Papahatzis.
Papahatzis era un suo allievo, ma negli anni successivi divenne il Vice Presidente del Consiglio Nazionale della Grecia, membro fondatore della greca Philosophical Society e uno dei riformatori del diritto amministrativo in Grecia, così come un membro alto rango della società Massonica.
Provavano fiducia l’un per l’altro, così che due anni dopo, quando Dienach sentiva che ormai non c’era più speranza per la sua salute e che la fine era vicina, lasciò a Papahatzis i suoi appunti, dicendogli che lo avrebbero potuto aiutare con il suo tedesco in futuro. Dopo di che, Dienach lasciò la Grecia e morì poco tempo dopo.
George Papahatzis certamente non si aspettava di trovare una profezia nascosta fra le note del suo amico.
In un primo momento, credette di avere di fronte uno strano romanzo. Ma dopo anni di traduzioni e analisi, dal 1926 al 1940, si rese conto che aveva le memorie di Dienach fra le sue mani.
Quando la seconda guerra mondiale finì, Papahatzis cercò di mettersi in contatto con Dienach e i suoi parenti, senza successo.
Papahatzis era un membro della società massonica, quindi la traduzione delle note di Dienach erano disponibili solo per i membri altolocati di questa società.
I massoni videro Dienach come un profeta e le sue note erano importanti per loro.
Tuttavia, Papahatzis espresse il desiderio di pubblicare queste note nel 1972, che non fu ben accolto.
La Chiesa agì in maniera aggressiva, accusando Papahatzis di eresia. Perse il lavoro, e di molte copie del libro, solo poche si salvarono.
Lo stesso è accaduto con un altro tentativo di pubblicare le note nel 1979, anche se, in quel momento, la Grecia iniziò ad applicare la democrazia invece della dittatura.
Questo atteggiamento negativo generale alla profezia è rimasto per altri trent’anni.
Uno dei pochissimi che non ignora l’esistenza di questo libro è stato Radamanthys Anastasakis , che era un ex-membro di alto rango di molte società segrete, e che era responsabile per il terzo turno di pubblicazione, solo in un numero limitato di copie .
In origine, gli appunti di Dienach erano molto estesi, che era il motivo per cui le prime edizioni del libro di 800 pagine erano molto difficili da leggere.
Nel frattempo, il libro è stato modificato ed illustrato, e il suo contenuto presenta ora l’essenza dell’esperienza straordinaria di Dienach.
Il libro che mostra il nostro futuro è ora ampiamente disponibile.


sabato 27 giugno 2015

Le inquietanti profezie di Baba Vanga

Un profeta è considerato affidabile se le sue predizioni risultano vere, ecco perché Nostradamus è il più famoso nel suo genere.

Ma la straordinaria storia di questa donna bulgara, poco nota in Occidente, lascia davvero di stucco. Le sue previsioni erano così accurate che perfino l’atea Unione Sovietica, a quei tempi, la rispettava e credeva alle sue parole.
Baba Vanga, nota all’anagrafe come Vangelia Pandeva Dimitrova, nacque nel 1911 e trascorse quasi tutta la vita in un piccolo villaggio sulla montagna di Kozhuh, in Bulgaria. La piccola Vanga, all’età di 12 anni, fu sollevata e scaraventata a terra da una violenta tromba d’aria. Ritrovata priva di sensi dai genitori, con gli occhi pieni di sabbia e terra, perse completamente la vista. Passati pochi anni dall’incidente che la rese cieca, iniziarono a emergere fenomenali poteri di preveggenza. 3.
In una delle sue visioni, avuta quando ancora era molto piccola, Baba Vaga predisse l’inizio e la fine della Seconda Guerra mondiale con un’accuratezza incredibile.
Acquisita una certa fama in breve tempo, la casa della veggente era spesso frequentata da personaggi influenti della politica del tempo.
Fonti non confermate parlano addirittura di una visita diAdolf Hitler.
Secondo molti, le sue profezie ai potenti sarebbero state invece “suggerite” dai servizi segreti bulgari per orientare le decisioni politiche.
Alcuni dicono che Baba Vanga visualizzò l’inizio della Terza Guerra mondiale, che avrebbe avuto inizio nel 2010 e che secondo lei sarebbe finita nel 2014. Per ogni profezia fallita, ci sono molte che certamente colpiscono molto vicino al bersaglio.
Nel 1980 avrebbe previsto l’affondamento del sottomarino russo Kursk: “Al volgere del secolo, nell’agosto del 1999 o del 2000, Kursk sarà coperto con l’acqua, e il mondo intero lo piangerà
2.predicciones
 Nel 1989, predisse eventi riconducibili all’attentato alle Torri Gemelle dell’11 Settembre 2011: “Orrore, orrore! I fratelli  gemelli americani cadranno dopo essere stati attaccati dagli uccelli di acciaio. I lupi ululeranno in un cespuglio, e il sangue innocente sarà zampillante
 In tutto ciò, la cosa inquietante riguarda le predizioni che ha lasciato dopo la sua morte, dove parla di un  futuro problematico e indegno per la terra e i suoi abitanti.
 Che si compiano o meno le sue profezie future, probabilmente non lo sapremo mai, ma alcune tra quelle    elencate nella prossima pagina sono talmente incredibili che superano la fantasia e forse vale la pena leggerle  con attenzione.
Le Profezie future di Baba Vanga anno per anno:
21° secolo
2018: La Cina diventa la nuova Potenza mondiale.
cina
2023: l’orbita della Terra cambia leggermente.
2025: l’Europa avrà gravi problemi di sottopopolazione.
2028: Sviluppo di una nuova fonte di energia.
2043: L’economia mondiale migliora notevolmente. In Europa, i Musulmani dominano.
2046: Tutti gli organi del corpo potranno essere riprodotti
2066: Roma (controllata dai Musulmani) sarà bombardata dagli Stati Uniti con un’arma climatica.
2076: Il mondo sarà dominato dall’ideologia comunista.
comunismo
2084: Il ripristino dell’ambiente. La natura rinascerà.
2088: Una nuova malattia emerge… l’invecchiamento rapido. Nel 2097 sarà debellata.
22° secolo
2111: Le persone diventano robot, inizio della trasumanazione.
bots-vs-humans2
2125: In Ungheria, vengono ricevuti segnali dallo spazio.
2130: Nuove colonie sottomarine, l’uomo vivrà nelle profondità
2164: Gli animali si mischieranno con gli esseri umani formando nuove razze.
2167: Nascerà una nuova religione.
2170: Grande siccità.
2183: Marte, colonia della terra, diventa una nazione nucleare e chiede l’indipendenza dalla terra
marte-terraformato
2195: Due colonie marittime evolvono, dando cibo ed energia in abbondanza.
2196: Asiatici ed europei danno passo a una nuova “razza” umana unificata.
Dal 23° secolo alla fine del Mondo
2221: Nella ricerca di vita extraterrestre, gli umani si confrontano con qualcosa di orribile.
2256: Una nave spaziale porterà una nuova malattia sulla Terra.
2288: Finalmente gli umani riescono a viaggiare nel tempo.
viaggio-nel-tempo
2302: Leggi importanti e segreti dell’universo vengono rivelati.
2341: Qualcosa di terribile si sta avvicinando alla Terra dallo spazio.
2480: la Terra nel buio.
3005: Guerra su Marte.
3797: Tutto ciò che vive sulla Terra muore. Ma gli Umani sono in grado di iniziare una nuova vita in un nuovo sistema solare.
3803: Un nuovo pianeta è scarsamente popolato. Il Clima differente cambia il corpo delle persone e queste mutano.
4304: Trovato un modo per superare qualsiasi malattia.
4308: A causa di mutazioni nelle persone, l’uomo utilizza più del 34% del loro cervello. Completamente perso ogni senso di cattiveria o di odio.
293
4509: L’uomo finalmente raggiunge il livello di sviluppo che consente di accedere a forme di contatto con Dio.
4674: Sviluppo della civilizzazione raggiunge il suo picco. Il numero di persone che vivono su pianeti diversi aumenta.
5076: Raggiunto il limite dell’universo. Da lì, nessuno lo sa.
5078: il limite dell’universo viene superato. Oltre il 40% della popolazione è contraria.
5079: Fine del mondo.

domenica 23 febbraio 2014

Monaca di Dresda



La monaca di Dresda (Dresda, 1680 – Dresda, 1706) è stata una monaca e chiaroveggentetedesca, autrice di alcuni manoscritti profetici riscoperti all'inizio dell'Ottocento e passata alla storia per i testi di alcune sue profezie sugli ultimi papi e sulla fine dei tempi.

Non si conosce il nome esatto di questa religiosa. Le informazioni possedute ci vengono dall'abate Nicolas Holb, citato da Baschera, secondo cui la monaca in questione era "una pia religiosa nata a Dresda nel 1680 e morta nel 1706... il suo convento si trovava sulle rive dell'Elba".

I manoscritti della monaca di Dresda sono stati ritrovati nel 1808. I documenti che ci sono pervenuti sono in tutto trentuno lettere, alcune in buono stato e altre molto rovinate, e presumibilmente in origine erano molte di più. I destinatari delle lettere conservate sono alcuni regnanti, un papa, alcuni cardinali e altri religiosi della Chiesa cattolica vissuti in quel periodo:
Papa Clemente XI
Vittorio Amedeo II di Savoia
Carlo XII di Svezia
Pietro I di Russia
Federico I di Prussia
Filippo V di Spagna
Anna d'Inghilterra
Luigi XIV di Francia
Rinaldo d'Este
Francesco Maria de' Medici
Un certo abate Argoth
La sorella (o consorella) Marta
Un certo abate Koldan
Un certo teologo Bruks

Alcune delle lettere sono scritte in tedesco, altre in latino o in entrambe le lingue. Questo risulta sorprendente, soprattutto se si considerano le umili origini della monaca, che si ritiene essere stata analfabeta. Nelle lettere indirizzate ai personaggi storici sono predetti alcuni eventi principali che sarebbero accaduti a loro stessi e in seguito anche alla loro discendenza o alla loro nazione. Nelle lettere indirizzate agli altri religiosi sono invece predetti eventi di carattere generale che riguardano sviluppi storici ma anche scientifici e tecnologici. Le profezie della monaca di Dresda predicono eventi fino ad arrivare quasi all'anno 3000.

Le lettere parlano quasi tutte di una voce che suggerisce alla monaca ciò che deve scrivere. All'inizio il rapporto della monaca con questa voce è distaccato, poi successivamente la donna accetta sempre più la presenza di quella che nelle ultime lettere diventa la "soave voce"; in alcune lettere sono descritte anche delle visioni, spesso preannunciate dalla "voce" e a volte accompagnate da una "luce"

Similmente alla profezia di Malachia, anche la monaca di Dresda dà un motto, limitandosi agli ultimi undici papi:
Motto della monacaA chi viene riferitoMotto di Malachia
Cavallo Bianco, con segno di Leone Leone XIII (Gioacchino Pecci 1878 - 1903) Lumen de coelo
Cavallo Nero, con segno di Pietà Pio X (Giuseppe Sarto 1903 - 1914) Ignis Ardens
Cavallo Giallo, con segno di Benedizione Benedetto XV (Giacomo Della Chiesa 1914 - 1922) Religio depopulata
Cavallo Rosso, con segno di Pietà Pio XI (Achille Ratti 1922 - 1939) Fidens intrepida
Cavallo Giallo, con segno di Pietà Pio XII (Eugenio Pacelli 1939 - 1958) Pastor angelicus
Cavallo Rosso, con il segno del Precursore Giovanni XXIII (Angelo Roncalli 1958 - 1963) Pastor et nauta
Cavallo Nero, con il segno del Beniamino Paolo VI (Giovanbattista Montini 1963 - 1978) Flos florum
Cavallo Bianco, con segno di Pietà Giovanni Paolo I (Albino Luciani 1978) De medietate Lunae
Angelo Maestro di Giosafat, con il segno dei Dodici Giovanni Paolo II (Karol Wojtyla 1978 - 2005) De Labore solis
Angelo Guida di Giosafat, con il segno della Gloria Benedetto XVI (Joseph Ratzinger 2005 - ) De gloria olivae
Angelo della Pietà, con il segno del Martirio ? Petrus Romanus


È stato fatto notare che il nome scelto da alcuni papi è collegato al segno profetizzato nel motto. È stato notato anche un collegamento tra il colore dei cavalli, riconducibile al mito dei Cavalieri dell'Apocalisse, e il periodo storico in cui ha vissuto il papa:
i cavalli bianchi corrispondo alla vittoria del potere spirituale della Chiesa;
i cavalli neri corrispondono a un periodo di giustizia ed equilibrio;
i cavalli gialli corrispondono alla morte e si trovano in corrispondenza delle guerre mondiali. L'accuratezza delle date profetizzate desta scalpore, in quanto i documenti vennero trovati all'inizio dell'ottocento (e quindi molto tempo prima dei due conflitti mondiali);
i cavalli rossi corrispondono al cavaliere che toglie la pace e rappresentano un periodo di preparazione alla guerra.

Nella lettera a Federico I di Prussia la monaca predice che "l'ultimo Pietro giungerà dalla tua terra";Prussia è il nome di una regione storica oggi compresa tra i confini della Lituania, della Russia, della Polonia e della Germania.

Nella lettera a Vittorio Amedeo II di Savoia la veggente tedesca fa alcune profezie su casa Savoia; la lettera è divisa in tre parti: nella prima parte la monaca ammonisce il duca per la sua condotta ed è più un componimento morale che una profezia. Nella seconda parte sono contenute le profezie sul duca stesso: già dall'incipit, la monaca si rivolge a Vittorio Amedeo II chiamandolo "futuro re", in quanto sarebbe di lì a poco diventato re di un'isola (la Sicilia, cosa realmente avvenuta nel 1713), poi re di un'altra isola (la Sardegna, avvenuta nel 1720) e infine re delle montagne (cosa che invece non si verificò).

Nella terza parte della lettera sono contenute le profezie su casa Savoia. Il regno dei Savoia è paragonato a una carrozza e ogni re è rappresentato da un cavallo; le carrozze in realtà sono due: otto cavalli avrebbero trainato la carrozza più piccola (ossia il Regno di Sardegna) e cinque cavalli avrebbero trainato la carrozza più grande (ossia il Regno d'Italia). Ad oggi, i regnanti di casa Savoia sono stati in totale undici: di questi, otto sono stati re di Sardegna, da Vittorio Amedeo II a Vittorio Emanuele II, e quattro sono stati Re d'Italia, da Vittorio Emanuele II a Umberto II; quindi i conti tornano se si conta due volte Vittorio Emanuele II, che fu sia re di Sardegna che re d'Italia. La monaca predice che tra il quarto e il quinto "cavallo della carrozza grande" (ossia tra il quarto e quinto re d'Italia) ci sarebbe stata una pausa, in cui la carrozza sarebbe stata guidata dai "morelli" ossia un governo repubblicano o oligarchico; stando dunque alla profezia, l'Italia si troverebbe ora in questo momento di pausa e, sempre secondo la profezia, ci potrebbe essere in futuro un quinto re d'Italia, dodicesimo e ultimo re di casa Savoia, rappresentato da un cavallo con la croce bianca che dovrebbe regnare per breve tempo.

La monaca dà un'indicazione sulla durata sia del Regno di Sardegna sia del Regno d'Italia, prima della pausa repubblicana: il primo avrebbe avuto una durata pari a dodici volte dodici anni (durò in realtà 141 anni ossia tre anni in meno) mentre il secondo avrebbe avuto una durata pari "agli anni capovolti" del primo re d'Italia (il quale morì all'età di quasi 58 anni ed il regno durò poco più 85 anni). La monaca prevede anche come sarebbero morti i cinque re d'Italia di casa Savoia:
#Profezia della monacaA chi viene riferitaCome morì
1 morirà di pestilenza Vittorio Emanuele II febbre causata da un'infezione ai polmoni
2 morirà di fuoco Umberto I assassinato da un colpo di pistola
3 morirà di dolore Vittorio Emanuele III in esilio, di morte naturale
4 morirà di dolore Umberto II in esilio, di morte naturale
5 morirà di dolore ? 



quindi, secondo la monaca, anche il profetizzato quinto e ultimo re d'Italia di casa Savoia dovrebbe morire in esilio, di morte naturale.

LE PROFEZIE DEL RAGNO NERO


Non sono solo Nostradamus, Rasputin, San Malachia, Edgar Cayce i grandi veggenti della storia. C’è un altro grande veggente, forse anche più misterioso ed inquietante di quelli appena citati, che meriterebbe un posto di riguardo nella storia dei grandi “profeti”. Il suo nome è Monaco Nero o Ragno Nero, in tedesco Schwarze Spinne. Questo pseudonimo deriva dalla sua abitudine di siglare ogni suo scritto con la raffigurazione stilizzata di un ragno nero. Il suo vero nome non è conosciuto; le uniche informazioni in nostro possesso riguardo questo personaggio sono che fu, appunto, un monaco cistercense, e che visse in una zona della Baviera compresa tra Ratisbona, Monaco ed Augusta nel corso del XV secolo, probabilmente sotto il regno di Alberto V il Magnanimo, del quale, forse, era consigliere. Il suo successo e la sua fama, grandi soprattutto per la probabile protezione regia, finirono con la sua morte; alla sua scomparsa, poi, subentrò l’oblio. Di lui non si seppe più nulla fino al XVIII secolo, quando, in Germania, riapparvero le sue carte. Negli anni ’30 del XX secolo, poi, fu oggetto di studio maniacale da parte di Hitler, il quale ordinò a Ludwig Birzer, coordinatore del gruppo di ricerca esoterica del Furher, di tradurre le misteriose carte del monaco tedesco al fine di conoscere il futuro della Germania. Secondo alcune testimonianze, Birzer non utilizzò mezzi termini: “Ci sarà una seconda guerra mondiale. E sarà la Germania a muoversi per prima, ma se scenderà in campo prima del 1943, Berlino diventerà un cimitero”. Hitler, come sappiamo, non volle aspettare e decise di colpire a tradimento la Polonia nel settembre del 1939. Alla fine della guerra, Berlino, come aveva profetizzato il Ragno Nero, divenne proprio un cimitero.

Le profezie del Ragno Nero consistono in un lungo elenco di avvenimenti, corredati, ognuno, da una pagina di prosa. Alcuni di questi fatti sono stati già identificati ed essi, nel caso l’accoppiamento fatto-data sia esatto, sorprendono per precisione. Ecco alcune date di esempio:

1789: “Turbine di sangue” = la Rivoluzione Francese;
1821: “Morte di una speranza” = la morte di Napoleone;
1914: “Pianura di croci” = la prima guerra mondiale;
1924: “Sulle orme di Cesare” = Mussolini al potere in Italia;
1946: “Germoglio dell'ulivo” = la fine della II guerra mondiale;
1963: “Necrologio sull'altare” = la morte di Papa Giovanni XXIII;
1980: “Pietro oltre Roma” = l’avvento di un papa straniero.

Le profezie del Ragno Nero non presentano un quadro particolarmente ottimistico del futuro dell’umanità. Il decennio 1990-2000 è stato descritto come “il tempo della cenere”. La cenere è quella dei valori morali sui quali l’uomo aveva fondato la propria realtà: sono valori ignorati, distrutti, dati alle fiamme. Questo decennio sarà da tutti “dolorosamente vissuto” perché i “tempi saranno dannati”. Nascerà una nuova realtà, la cui essenza negativa è sintetizzata nell’appello che l’uomo farà al proprio Dio. Come Davide nel suo salmo, anche l’uomo moderno si rivolge a Dio pregandolo: Miserere mei, Deus, Abbi pietà di me, mio Dio. L’uomo avrà bisogno di purificarsi: l’uomo “fatto di solo carne” dovrà morire e lasciare posto all’uomo “fatto di spirito”. I pochi uomini che riusciranno a scorgere questa verità si vestiranno di umiltà, come le formiche, ed andranno incontro al loro destino. Gli altri continueranno a vivere come nel passato, vedendo il rosa della dolcezza dove ora c’è il viola della passione. Questa situazione riguarderà soprattutto i paesi dell’Est europeo e porterà all’emigrazione, da queste zone, di migliaia di persone, che invaderanno l’Europa Centrale portando carestie, violenze, epidemie. Tuttavia, sarà proprio ad Est che nascerà la nuova generazione dei “condottieri dello spirito”: per il Ragno Nero, “Cristo muore sul Tevere e risorge sul Volga”. In Russia è destinato a rinascere il Cristianesimo, basato sui valori primigeni di duemila anni fa, affinché, di nuovo, l’uomo possa vivere “nel segno del Signore”.
Nonostante, come detto, il futuro dell’umanità sia del tutto negativo, la data fondamentale per il Ragno Nero è il 2000, identificato come l’anno della “gloria del fuoco”. L’avvento del nuovo millennio viene così descritto: “Quando l’umanità sarà alla fine del Millennio, avrà raggiunto la sommità del colle e dall’alto vedrà la distruzione di un tempo e la strada che porta al nuovo Paradiso Terrestre. La prima generazione che passerà su quella strada sarà una generazione dolorante perché faticosa sarà la strada per riconquistare le gioie dello spirito.” Il prezzo per “le gioie dello spirito” sarà il passaggio sotto “il ponte dei cinque dolori”. Il primo decennio del nuovo millennio sarà “il tempo delle paure”, cui succederanno il “decennio della pazzia”, il “decennio dell’assestamento” e il “decennio della ripresa”. 
L’alta tecnologia, che caratterizzerà questi anni, come tutto il resto, è destinata a finire in cenere. E la cenere è la coperta con cui ci copre l’Anticristo, la cui venuta, il cui respiro è già nell’aria. Il Monaco Nero definisce l’Anticristo come “il Principe Nero”; la sua sarà una “una voce nuova, che demolirà il tempio”. Questa, in breve, la descrizione che ne fornisce il monaco tedesco: 

Eccolo! Scende dalla strada del sole su un cocchio trainato da quattro cavalli neri. Il suo manto ha il colore della neve. La sua voce ha l’impeto del tuono. La sua mano è ferma, il suo gesto è comando. Laggiù, tra le pietre dell’ultimo anfiteatro scorre il sangue.
Le tavole della legge saranno gettate nella polvere e calpestate dal ferro dei cavalli. Uomini!, sventurate creature striscianti, il Principe vi porta la sua legge:
godete fino all’ebbrezza e sarete felici; adorate Cesare e sarete esaltati; rubate e sarete onorati. […] Il Principe Nero terrà banchetto nell'atrio del cupolone e mille pescatori incenseranno la sua mano: una mano che stringe in pugno il potere di vita e di morte, una mano che annienta e crea, una mano che benedice e distrugge. […] Piangete madri! Gettate le vostre viscere al fuoco. Squarciate il vostro grembo. […] L’uomo non nascerà più da donna perché è arrivato Lui, l’ultimo figlio di Osiride. Così era scritto. […]
Così chiudiamo la finestra sulla vigna del padre […] ma non piangete. […]
E’ ora che gli occhi si chiudano. Perché la vite non darà più vino. E la terra non darà più grano. Cosi fino alla nuova giornata che andremo a cercare nell’infinito. […]
Sarà questo il canto delle sei legioni che varcheranno il fiume. Attenti alla palude. Qui cadrà l’ultima speranza del piccolo Cesare. Ci saranno i segni del cielo. Ci saranno le voci dei morti. Ci saranno i lamenti dei vivi.

“Si avranno segni in cielo”, altri fenomeni “turberanno i pacifici”; si andrà incontro ad una grande carestia, poiché “la messe sarà cenere”. Allora i “Cavalieri d’acciaio solcheranno le nubi e grideranno al tempo la parola del Principe funesto. E il seme [della sua parola] germoglierà. E il seme spronerà l’uomo a combattere l’uomo. […] «Prendetevi la messe», comanda il Principe Nero. E la messe sarà cenere. «Prendetevi la luce» e la luce sarà tenebre. «Prendetevi la casa del padre... » Le pecore siedono a tavola dove c’è il vino, il formaggio e il pane, mentre il pastore pascola nel prato.” 
Dinanzi all’avanzata della parola dell’Anticristo, molte chiese si uniranno ed organizzeranno l’ultima crociata: protestanti, anglicani, ortodossi, cattolici, perfino cristiani ed islamici troveranno la loro unità nella comune lotta contro il nemico. L’Anticristo, però, vincerà ancora e passerà “sui mantelli degli ultimi mercanti dell’anima”. Così sarà fino a quando i tempi non avranno generato “il nuovo Giuda” che tradirà l’Anticristo, affinché “il coltello di Caino sarà pulito in una bandiera che avrà il colore del latte e del sole” (la bandiera Vaticana). 
I tempi saranno duri, soprattutto per coloro che non sanno capire il linguaggio dello spirito. Dice il Monaco Nero: “periranno sopratutto coloro che hanno indossato la veste tessuta d’oro e di potere”, cioè coloro che non sanno vivere senza potere e senza ricchezza.
Verrà distrutto “tutto ciò che ha portato l’uomo a distruggere”. Tutto sarà cenere e sulla cenere “ritornerà a cantare la cicala”. Terminerà, finalmente, la storia dell’”uomo carne” e inizierà la storia dell’”uomo spirito”. L’umanità volterà pagina e, dopo una parentesi di purificazione, che durerà mezzo secolo, vivrà una nuova, ultima parabola, durante la quale l’uomo vivrà in armonia con la natura. Questo durerà fino al 2500: egli ripiomberà, infatti, negli errori di sempre, nell’egoismo, nel materialismo e nella violenza. Dice il Monaco Nero: “l’umanità è stata segnata da tre diluvi: il primo è stato di acqua, il secondo sarà di fuoco e il terzo sarà di stelle”. Al terzo diluvio, che dovrebbe coincidere con il periodo che va dal 2500 al 3000, il cielo si spegnerà per sempre. E la parabola dell’uomo sarà finita.

Anche in questo caso, come per tanti altri profeti, l’uomo sarà rovina di sé stesso. L’unica speranza è che il Monaco Nero, almeno questa volta, si sia sbagliato.


mercoledì 4 luglio 2012

Scoperto nuovo testo Maya: la profezia non ha più segreti

Si tratta del testo più lungo mai rinvenuto in Guatemala. Intagliato su gradini di una scala, registra 200 anni di storia del sito La Corona. E racconta di quel viaggio fatto dal sovrano per tranquillizzare i sudditi spaventati dalla fine imminente.
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LA CORONA (Guatemala) - Conquistati i social network, la febbre da fine del mondo è diventata un tema di discussione molto "cool". I worldenders più impazienti avevano addirittura insinuato che i Maya avessero sbagliato data e che la fine non sarebbe arrivata il 21 dicembre 2012 ma il 5 giugno, in occasione dell'allineamento Sole-Venere-Terra. E' trascorso un mese e ancora non è successo nulla. Ma niente paura: per tener viva l'attesa e restituire credibilità alla profezia ora entra in gioco l'archeologia, riportando alla luce un documento che, raccontando di una visita reale effettuata in Guatemala nel 696 a.C. dal sovrano Maya, ribadisce che il mondo finirà inevitabilmente il 21 dicembre.
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Gli esperti del sito guatemalense de La Corona hanno scoperto questo testo Maya risalente a 1.300 anni fa proprio in questi giorni, realizzando, fine del mondo a parte, uno dei ritrovamenti archeologicamente più interessanti degli ultimi decenni: si tratta infatti del geroglifico più lungo mai scoperto in Guatemala, talmente importante da esser già stato presentato al Palazzo Nazionale locale. Ma attenzione a non farsi travolgere da romanticismi new-age. "Questo testo parla dell'antica storia politica dei Maya più che della profezia", precisa Marcello Canuto, direttore del Middle American Research Institute dell'Università di Tulane e co-direttore degli scavi a La Corona.
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Intagliato sui gradini di una scala, il manoscritto registra 200 anni di storia del sito La Corona e il riferimento al 2012 è stato rilevato su un blocco della scala che riporta 56 geroglifici finemente scolpiti. Il contenuto racconta di una visita reale a La Corona effettuata nel 696 a.C. dal sovrano Maya più potente di quel tempo, Yuknoom Yich'aak K'ahk' di Calakmul, solo pochi mesi dopo la sconfitta ricevuta da parte del rivale Tikal, e gli studiosi ritengono che il viaggio servisse a placare le paure del popolo, preoccupato per la sopravvivenza del proprio re.
Il riferimento al 2012, secondo i ricercatori, rimandava proprio alla volontà del sovrano di procrastinare a un ciclo lontanissimo nel tempo la fine del suo regno: più che una profezia sulla fine del mondo, dunque, il testo sarebbe un riferimento alla durata della sovranità di un re tormentato e andrebbe quindi inserito in un quadro cosmologico più ampio.
Poche settimane fa, un gruppo di archeologi dell'università del Texas aveva anche portato alla luce, sempre in Guatemala, i più antichi calendari astronomici Maya mai scoperti fino ad oggi, scolpiti sulla parete di un'abitazione scavata nel sito archeologico di Xultun. Né il calendario cerimoniale di 260 giorni, né quello solare di 365 gironi, né il ciclo annuale di 584 gironi legato al pianeta venere né quello di 780 giorni di Marte, però, fanno riferimento alla fine del mondo "prevista" per il 2012: "Gli antichi Maya predissero che il mondo avrebbe continuato ad andare avanti e che in 7mila anni le cose sarebbero tornate al punto di partenza", ha spiegato uno dei ricercatori, William Saturno.
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Il 21 dicembre 2012, tuttavia, continua a far sognare. Temuto e atteso con ansia al contempo, è la data del calendario gregoriano nella quale, secondo alcune aspettative e profezie, si dovrebbe verificare un evento, imprecisato e di proporzioni planetarie, capace di produrre una discontinuità storica con il passato e una radicale trasformazione dell'umanità in senso spirituale.
Alcuni ipotizzano che dietro questa data si nasconda la fine del mondo. Ma secondo Sandra Noble, executive director della Foundation for the Advancement of Mesoamerican Studies, Inc. a Crystal River in Florida, "considerare il 21 dicembre 2012 come un giorno del giudizio o un momento di cambiamento cosmico è un'invenzione assoluta ed un'opportunità per molte persone di fare profitto". La fine di un ciclo del calendario era infatti vista dal popolo Maya semplicemente come occasione di grandi celebrazioni per festeggiare l'ingresso nella nuova epoca, in questo caso il 14º b'ak'tun.

domenica 1 aprile 2012

IL TITANIC PRIMA DEL TITANIC




 Il “Titanic”, gigante vulnerabile della compagnia britannica “White Star Line”, fu il primo grandioso e lussuoso transatlantico dei tempi moderni (60.000 t di dislocamento).Grazie all’innovativo espediente tecnico del doppio fondo e dei compartimenti stagni, questo colosso dei mari avrebbe dovuto essere estremamente sicuro: per questo motivo la compagnia non ritenne necessario fornire la nave di un numero di scialuppe di salvataggio adeguato al numero dei passeggeri.Questo lussuoso palazzo galleggiante affondò miseramente durante il viaggio inaugurale nella notte del 14 aprile 1912, dopo la collisione con un iceberg: 1500 passeggeri persero la vita.La tragedia colpì profondamente l’opinione pubblica. Per una nave con sistemi di sicurezza all’avanguardia, una simile sciagura era del tutto imprevedibile.Ma forse “imprevedibile” non è il termine adatto, visto che 14 anni prima, nel 1898, Morgan Robertson, uno scrittore americano di racconti marinari, pubblicò un romanzo intitolato “Futility” in cui viene descritta nei dettagli la futura, triste sorte del Titanic.Fin dall’inizio del libro si trovano frasi molto significative, come le seguenti:The steamship Titan was considered practically unsinkable(La nave a vapore Titan era considerata praticamente inaffondabile)Unsinkable - indestructible, she carried as few boats as would satisfy the laws.”(Inaffondabile e indistruttibile, portava il minimo numero di scialuppe consentito dalla legge.)Ma le impressionanti analogie tra le due navi, l’immaginario Titan e il reale Titanic, continuano anche nelle pagine successive del romanzo: tra poco le esamineremo dettagliatamente.Prima però desidero fare qualche precisazione: per analizzare con scrupolosità scientifica questa presunta anticipazione del futuro, ho trascurato le fonti indirette e mi sono procurato una copia del libro di Robertson in lingua inglese.Non credo che esistano traduzioni italiane del romanzo e comunque lo studio del testo originale è senz’altro preferibile.Ma possiamo fidarci di questo testo “originale”?Dato che si tratta di una recente ristampa, potrebbe aver subito qualche alterazione, al fine di accentuare la somiglianza con la vicenda reale?Ritengo che si possa escludere questa eventualità, dato che il curatore della ristampa è Martin Gardner.Gardner è conosciuto anche in Italia come autore della rubrica “Giochi Matematici” sulla qualificatissima rivista “Scientific American” (“Le Scienze” in versione italiana).Ma Gardner è affidabile anche per un altro motivo: non crede assolutamente che Robertson abbia “visto” in anticipo il futuro, quindi non avrebbe alcun interesse a modificare il testo di Robertson per renderlo più simile alla realtà.Nella sua lunga introduzione al romanzo (ristampato con il titolo “The wreck of the Titanic foretold?”) Gardner sostiene che le somiglianze sono solo coincidenze, entro i limiti delle normali leggi statistiche della probabilità.Dopo queste considerazioni, possiamo finalmente esaminare il lungo elenco delle somiglianze, senza trascurare ovviamente le differenze tra il romanzo e la realtà: -    Prima di tutto, le due navi hanno quasi lo stesso nome: Titan e Titanic.-          Il Titanic era lungo 882,5 piedi. Il Titan 800 piedi.
-          Entrambe le navi erano d’acciaio, con 3 eliche e 2 alberi.
-          Entrambe le navi erano considerate inaffondabili per i loro numerosi compartimenti stagni: 19 sul Titan, 16 sul Titanic.
-          Il Titan aveva 92 porte stagne, il Titanic 12.
-          Entrambe erano definite “la più grande nave passeggeri mai costruita”.
-          Entrambe potevano trasportare circa 3.000 persone.
-          Il Titan ne trasportava 3.000, il Titanic 2.235-          Il Titanic aveva 66.000 tonnellate di dislocamento. Il Titan 45.000 tonnellate.-          I cavalli-vapore del Titanic erano 46.000, quelli del Titan 40.000
-          Entrambe le navi avevano pochissime scialuppe di salvataggio: 20 sul Titanic, 24 sul Titan.
-          Il Titanic stava andando a 22,5 nodi quando colpì l’iceberg. Il Titan andava  a 25 nodi.
-          Entrambe le navi iniziarono il loro sventurato viaggio in aprile.
-          Entrambe colpirono l’iceberg verso mezzanotte.
-          Era una notte chiara e senza luna per il Titanic, mentre il Titan procedeva nella nebbia fitta, rischiarata dalla luna.
-          Entrambe le navi strisciarono contro l’iceberg a tribordo.
-          Entrambe percorrevano rotte di collegamento tra New York e l’Inghilterra.
-          Per il Titanic si trattava del viaggio inaugurale dall’Inghilterra a New York; il Titan invece faceva il percorso opposto ed era al suo terzo viaggio.-          Entrambe le navi erano di proprietà di una compagnia britannica con sede a Liverpool.
-          Nel caso del Titanic perirono circa 1.520 passeggeri, mentre sul Titan ne morirono 3.000 Ammetto che questo elenco dettagliatissimo possa risultare noioso, ma è indispensabile sottoporlo ai lettori, perché ciascuno riesca a formarsi un’opinione personale su questa insolita serie di “coincidenze”.Per facilitare la lettura, abbiamo sottolineato le palesi discordanze tra il romanzo e la realtà: si vede subito che esse sono nettamente in minoranza rispetto al gran numero di particolari azzeccati.Cartomanti e affini fanno un numero enorme di predizioni, perché sanno che tra la moltitudine dei loro errori (benevolmente trascurati dal pubblico) ci sarà per caso qualche rara previsione coincidente con la realtà.Ma nel romanzo che stiamo analizzando la situazione è assai diversa: i particolari concordanti sono molto più numerosi di quelli in disaccordo con l’evento reale.Si può ancora parlare di pura “casualità”?Gardner, lo scettico curatore della ristampa in mio possesso, ne è fermamente convinto. Seguiamo le sue argomentazioni.Le coincidenze tra Titanic e Titan sono così numerose, perché oltre alla semplice casualità, ha un ruolo rilevante anche il ragionamento logico seguito dall’autore del romanzo.Volendo scrivere un racconto su un grande disastro navale, era facile scegliere come causa la collisione con un iceberg, perché a quei tempi era un pericolo molto temuto dai marinai.Il periodo più rischioso per la navigazione era la primavera, quando il tepore comincia a sciogliere il ghiaccio polare, formando così grossi iceberg galleggianti.  Ovvio quindi scegliere aprile come mese per il disastro.Logico poi immaginare che la nave fosse considerata inaffondabile: una tale convinzione aggiunge un’amara ironia alla tragedia.E per quanto riguarda i numerosi dati tecnici della nave, azzeccati quasi esattamente?Anche in questo caso Gardner non ha dubbi: Morgan Robertson, scrittore di racconti marinari, era sicuramente ben documentato e aggiornato sulle tecniche navali.E’ vero che ai suoi tempi le navi non avevano ancora le caratteristiche mastodontiche del Titanic, ma già allora si pensava di realizzare navi più grandi.Anzi, Gardner fa presente che sul “New York Times” del 17 settembre 1892 era già stata annunciata la costruzione del “Gigantic”, che in realtà non fu mai realizzato, ma che nel progetto descritto sul giornale presentava caratteristiche molto simili a quelle dell’immaginario Titan.Robertson potrebbe aver letto questa notizia, utilizzandola poi come ottimo spunto per i dettagli tecnici del suo romanzo.Scende quindi mestamente il sipario su questo Titanic “ante litteram” ridotto ormai a un misero insieme di casualità e cognizioni tecniche dello scrittore?Calma. Prima sentiamo un’altra campana.         BANALI CASUALITA’? Come uomo di scienza non posso fare a meno di apprezzare l’invito di Gardner alla cautela ed alla razionalità nell’esaminare la sorprendente serie di coincidenze tra Titan e Titanic.Nella nostra analisi, i principi del calcolo delle probabilità non possono essere assolutamente trascurati e non dobbiamo lasciarci coinvolgere emotivamente dall’affascinante storia dello scrittore che riusciva a “scrutare” nel futuro.Tuttavia, sbaglieremmo ugualmente se attribuissimo un potere smisurato alle leggi statistiche della probabilità.Se una scimmia, battendo a caso i tasti di una macchina da scrivere, compone la parola “ora”, non dobbiamo stupirci: ci sono discrete probabilità di premere tre tasti a caso formando una parola che abbia un senso.Ma se la scimmia riuscisse a scrivere la frase “ora ho fame” avremmo ragione di restare sbalorditi, perché l’eventualità di battere tanti tasti nella giusta sequenza è estremamente improbabile.Analogamente, tornando al romanzo di Robertson, si stenta ad accettare l’idea che un numero così alto di dettagli azzeccati sia dovuto al caso.Ma - come si è già visto - Gardner ci invita a considerare, oltre alla casualità, anche il ragionamento seguito dal romanziere: era logico pensare allo scontro con un iceberg, era logico immaginare che la nave fosse ritenuta inaffondabile…Sicuramente è tutto molto logico, ma non mi sembra che lo scrittore, nell’ideare il suo racconto, si trovasse di fronte a una serie di scelte senza alternative.Il suo Titan avrebbe potuto urtare contro un’altra nave, oppure esplodere per problemi tecnici, o cozzare contro uno scoglio non indicato nelle carte di navigazione.Lo scontro con l’iceberg non era certo l’unica possibilità.Per quanto riguarda la sbalorditiva serie di coincidenze nelle caratteristiche tecniche delle due navi, Gardner, lo sappiamo già, ha il suo asso nella manica: Robertson può avere letto l’articolo apparso sul “New York Times” del 17 settembre 1892, in cui si annunciava l’imminente costruzione di una nave, il “Gigantic”, che poi non fu realizzato, ma che nel progetto aveva caratteristiche simili a quelle del Titan.Ma quanto si assomigliano il Gigantic e il Titan ?Per scoprirlo, dovevo leggere il suddetto articolo del 1892 e ciò è stato possibile grazie alla estrema gentilezza e disponibilità di John Paul Eaton.Eaton è una delle massime autorità mondiali nel campo degli studi sul Titanic: ha scritto cinque libri sull’argomento ed è consulente della National Geographic Society e di due musei navali.Questo autorevole studioso, oltre a fornirmi utilissime informazioni storiche sul Titanic, si è recato appositamente alla biblioteca di New York, per procurarmi una fotocopia dell’articolo sul Gigantic.Ho potuto così compilare la seguente tabella, che consente di confrontare le caratteristiche tecniche delle tre navi: Nome:                      Titanic                 Titan                Gigantic
 Lunghezza:              882,5 piedi          800 piedi          700 piedi
 Cavalli-vapore:        46.000                 40.000             4.500
 Velocità:                   22,5 nodi            25 nodi             22 - 27 nodi
 Eliche:                      3                         3                      3
 Non si conoscono ulteriori dettagli tecnici del Gigantic confrontabili con quelli delle altre due navi, comunque non posso essere d’accordo con Gardner quando afferma: “Le cifre indicate per la nave progettata (il Gigantic) sono molto simili a quelle utilizzate da Robertson per il suo immaginario Titan.”Leggendo la tabella, si nota che Titan e Gigantic si assomigliano soltanto per la velocità e per il numero delle eliche, mentre la lunghezza, i cavalli-vapore e i nomi delle due navi sono differenti.Non credo quindi che Robertson abbia utilizzato nel suo romanzo le informazioni tecniche relative al Gigantic: la tabella mostra chiaramente che il Titan è molto più simile al Titanic che al Gigantic.C’è poi un’altra affermazione di Gardner su cui occorre riflettere:secondo lui è possibile che all’epoca in cui Robertson scrisse il suo romanzo, la compagnia White Star avesse già reso noto il nome e il progetto di costruzione del Titanic.E’ un dubbio che può venire a molti, ma il super-esperto J. P. Eaton mi ha espresso il suo scetticismo in merito a questa ipotesi, facendomi sapere che il nome della nuova nave fu annunciato pubblicamente l’11 settembre 1907,  mentre il romanzo è del 1898.E se qualche indiscrezione fosse trapelata già prima dell’annuncio ufficiale?Anche se ciò fosse accaduto, la “fuga di notizie” non avrebbe potuto verificarsi quando Robertson scriveva il suo romanzo, semplicemente perché a quei tempi il Titanic non era ancora stato né ideato né progettato.J. P. Eaton mi ha infatti comunicato che l’idea di realizzare il Titanic risale allo stesso anno dell’annuncio ufficiale: il 1907.Fu in quell’anno che avvenne uno storico incontro tra J. Bruce Ismay, presidente della White Star Line e Lord Pirrie, presidente della impresa di costruzioni navali Harland e Wolff.Ecco ciò che l’enciclopedico Eaton mi ha scritto in merito a tale incontro: “L’idea dell’Olympic, del Titanic e di una terza nave da costruire in un secondo tempo, fu inizialmente discussa da Lord Pirrie e Bruce Ismay durante una cena nella casa londinese di Pirrie “Downshire” nell’anno 1907. Il giorno della cena non è attualmente noto.Il Lusitania, nave della rivale Cunard Line, entrò in servizio nel settembre 1907.Osservando le prestazioni di quel transatlantico, Pirrie fu in grado di discutere con Ismay la necessità di costruire nuove navi per la White Star Line.” Queste fondamentali informazioni di Eaton completano il mio ”dossier Titanic”, frutto di una lunga indagine condotta con criteri scrupolosamente scientifici.Quali conclusioni possiamo trarre da tutto ciò?Proprio per non uscire dall’ambito rigorosamente scientifico, preferisco non esprimere alcun parere definitivo.Voglio lasciare libero il lettore di formarsi un’opinione personale su questa singolare vicenda: alla luce delle significative notizie fornitemi da J. P. Eaton, pare troppo categorico il giudizio di Gardner, totalmente convinto che si tratti soltanto di un curioso insieme di coincidenze.E’ vero che Gardner potrebbe aver ragione, però sembra abbastanza improbabile che un romanziere dell’ Ottocento abbia azzeccato per caso tanti dettagli relativi alla drammatica vicenda del Titanic.Ma occorre prudenza: “improbabile” non significa “impossibile”…Sono stati scritti tanti racconti su disastri immaginari, che qualcuno potrebbe assomigliare casualmente a un disastro reale.Una somiglianza accidentale così precisa nei dettagli?Lascio a voi il dilemma.