Nel 2016 Obama ha sganciato 26171 bombe in 7 Paesi del mondo
Nel 2016 gli USA hanno sganciato 26171 bombe in sette Paesi del mondo, scrive l’esperto americano di politica estera e di sicurezza nazionale, Mika Sönke, sul sito del Council on foreign relations, il CFR.
Di queste, 12 192 bombe sono state sganciate in Siria, 12 095 in Iraq, 1337 in Afghanistan, 496 in Libia, 34 in Yemen, 12 in Somalia e 3 in Pakistan. Sönke sottolinea che questi numeri, senza dubbio, sono sottostimati, poiché in Pakistan, Yemen, Somalia e Libia, secondo dati affidabili, durante un attacco aereo il bombardamento può essere multiplo.
Secondo l’esperto, l’anno scorso gli americani hanno lanciato 3027 bombe in più rispetto al 2015. Inoltre, la Libia non era in cima alla lista. I dati sulla Siria e l’Iraq, Sönke e la sua collega Jennifer Wilson, li hanno raccolti dai rapporti del Pentagono e internet. Sono riusciti a capire che nel 2016 gli USA hanno preservato il 79% degli attacchi aerei della coalizione contro l’IS nell’operazione Determinazione Assoluta (bombardando il deserto per fingere di combattere l’Isis, ndr). All’inizio di dicembre, la coalizione anti IS ha pubblicato un comunicato stampa in cui dichiara che 173 civili sono morti nel corso di questa operazione.
fonte:it.sputniknews.com
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mercoledì 22 aprile 2020
venerdì 11 ottobre 2019
Mistero in Libia Tripoli Tajura
In Libia a Tripoli molti migranti del campo profughi di Tajura sono morti sotto le bombe. Gaetano Pecoraro ci racconta il vero bersaglio di quelle esplosioni: un deposito segreto di armi. E poi le torture subìte, e il ruolo dell'Italia nel finanziamento dei campi
L’11 maggio del 2017 nel centro profughi di Mineo, in Sicilia, una delegazione del governo italiano ha negoziato con le autorità Libiche il blocco delle partenze dei migranti. Al tavolo della trattativa c’è anche Abd Al-Rahman Milad, meglio conosciuto con il nome di battaglia di Bija.
Secondo l’Onu il comandante Bija dovrebbe stare in galera per crimini contro i migranti. Sarebbe il boss dei trafficanti di migranti, uno che da una parte affiancherebbe con una sua milizia la guardia costiera libica ma dall’altra secondo l’Onu, gestirebbe nel bene e nel male tutto il flusso delle partenze dei profughi. Un report delle Nazioni unite lo indica come un trafficante di migranti.
Strano quindi vederlo trattare con l’Italia per risolvere un problema delicato come quello dell’immigrazione dalla Libia. Le autorità di Roma sapevano chi fosse perché tanti giornali avevano parlato di lui, ma soprattutto perché in uno studio del ministero della difesa Bija era indicato come “dedito al traffico di migranti”. In un video si vede Bija che frusta alcuni migranti su un barcone. Metodi brutali utilizzati anche da altri libici in diverse situazioni e che purtroppo ci vedono ancora coinvolti, come per esempio nei tre campi profughi di Tripoli.
Uno di questi campi è quello di Tajura. Gaetano Pecoraro ha intervistato alcuni profughi che ci hanno vissuto. Raccontano violenze e punizioni corporali che a volte finivano perfino con la morte. Sotto la struttura c’era un luogo segreto, chiamato Underground. Era lì che avvenivano le torture: sevizie terribili, a cui molti migranti sono stati sottoposti per tantissimo tempo. In un campo che sarebbe finanziato anche dall'Italia, tramite alcune ong.
“Prendevano le ragazze e le violentavano”, ci racconta uno dei migranti che è stato lì. Gaetano Pecoraro ha chiesto al nuovo ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: se l’Italia dovesse essere complice in crimini contro l’umanità, come la metteremo? “Quello lo valuteremo. Ogni giorno ha la sua pena”, la laconica risposta di chi siede al Viminale (nel servizio abbiamo incontrato anche due suoi predecessori, con linee stranamente simili sulla Libia, nonostante le divergenze politiche: Marco Minniti del Pd e Matteo Salvini della Lega).
Quest’estate il campo di Tajura è stato bombardato. Le immagini del bombardamento sono state riprese con il telefonino dalle persone chiuse dentro il capannone dove è scoppiata la bomba. Sono video terribili. Non si sa chi ha tirato la bomba, ma si conosce il perché.
Stando a quanto raccontano i profughi, nell’Underground, dove avvenivano le torture, c’erano dei depositi di armi, bombe e perfino carri armati. Forse era questo l’obiettivo della bomba, distruggere quel deposito di armi. Il commento di uno dei profughi intervistati ci fa ancora gelare il sangue: “Ci usavano come scudi umani”.
domenica 15 settembre 2019
La famiglia Bush finanziò Adolf Hitler
Lei si è mai chiesto come Adolfo Hitler, un pittore mediocre di origine austriaca, riuscì a divenire il Führer della Germania durante i decenni ’30 e ’40 dello scorso secolo?
Il fenomeno nazi non costituì una casualità storica né un capriccio filosofico messo in pratica da un solo uomo. Ebbe dei sostenitori, molti di loro con grandi capitali, i veri alchimisti del mondo della finanza di quell’epoca.
Le indagini realizzate negli ultimi tempi riferiscono che i banchieri di Wall Street (tra gli altri) finanziarono la scalata al potere di Hitler ottenendo abbondanti guadagni. Ancora più deplorevole è il fatto che la famiglia dell’attuale Presidente USA fece parte di quel gruppo di persone.

Gli autori nordamericani Webster G. Tarpley e Anton Chaitkin nell’opera pubblicata di recente "George Bush: The Unauthorized Biography (GB:una biografia indesiderabile)" segnalano che "Prescott Bush (il nonno di George W. Bush) e altri direttori della Union Banking Company (UBC) furono collaboratori dei nazi".
Il libro racconta che nel 1922, all’inizio del nazionalsocialismo, l’industriale in trasporti ferroviari, W. Averell Harriman, viaggiò a Berlino e incontrò la famiglia Thyssen alla quale propose di fondare una banca tedesco - nordamericana. I Thyssen erano i padroni di varie istituzioni finanziarie che permettevano loro di trasferire il denaro dalla Germania in Olanda e poi negli USA.

Le loro banche erano l’August Thyssen Bank con sede a Berlino, il Bank voor Handel (Paesi Bassi) e l’Union Banking Corporation (New York).
All’inizio degli anni ’20 uno dei membri di quella famiglia, Fritz Thyssen - l’autore del libro I paid Hitler (Io finanziai Hitler) - sborsò 25 mila $ per il neo costituito Partito Nazional Socialista Tedesco e riuscì a diventare il primo e più importante finanziatore nella presa del potere del Führer.
Secondo gli autori dell’opera, Hitler affascinò Thyssen: "Mi sono reso conto del suo talento di oratore e della sua capacità di dirigere le masse. Tuttavia quel che mi ha fatto più impressione è l’ordine che regnava durante i suoi meeting, la disciplina quasi militare dei suoi sostenitori".
Nel 1931 Thyssen si affiliò al Partito nazista e divenne uno degli uomini più poderosi nell’organizzazione da guerra nazista.
A quell’epoca questo magnate presiedeva la German Steel Trust, un consorzio dell’industria dell’acciaio fondato da Clarence Dillon, uno degli uomini forti di Wall Street. Un collaboratore di fiducia di Dillon era Samuel Bush, il padre di Prescott, il nonno di George senior e il bisnonno di George junior, l’attuale Presidente USA.
Nel 1923 Harriman e i Thyssen decisero di creare una banca e designarono presidente George Herbert Walker, il suocero di Prescott.
Nel 1926 crearono l’Union Banking Corporation (UBC) e nominarono capo Prescott. Quel medesimo anno Prescott venne designato vice-presidente e socio della Brown Brothers Harriman. Le due entità permettevano ai Thyssen di inviare il loro denaro dalla Germania agli USA, via Olanda"Anche se un grande numero di altre società aiutarono i n
azisti (la Standard Oil, la Chase Bank dei Rockefeller, i grandi costruttori di automobili nordamericani), gli interessi di Prescott Bush furono molto più profondi e dichiarati", ha scritto l’economista nordamericano Victor Thorn.
Thorn ha aggiunto: "La UBC divenne la via segreta per la protezione del capitale nazista che usciva dalla Germania verso gli USA, passando per i Paesi Bassi. Quando i nazisti avevano bisogno di rinnovare le loro provviste, la Brown Brothers Harriman rimandava i loro fondi direttamente in Germania".
La UBC riceveva i soldi dai Paesi Bassi e la Brown Brothers Harriman li rinviava. Chi faceva parte della direzione di queste due compagnie? Prescott Bush in persona: il primo riciclatore del denaro dei nazisti.
Tarpley e Chaitkin spiegano nella loro opera: "Così una parte importante delle fondamenta finanziarie della famiglia Bush venne costituita grazie all’appoggio e all’aiuto dati ad Adolfo Hitler. Quindi l’attuale presidente USA, come suo padre (l’ex direttore della CIA, ex vice-presidente ed ex presidente) è giunto al culmine della gerarchia politica nordamericana grazie al fatto che il nonno e il padre, la famiglia in generale, aiutarono finanziariamente e incoraggiarono i nazisti ".
Nell’ottobre 1942 le autorità USA confiscarono i fondi bancari nazisti della UBC di New York il cui massimo dirigente era Prescott Bush. La ditta venne dichiarata "Ente finanziario e commerciale collaboratore col nemico" e tutti i suoi averi furono confiscati.
Successivamente il Governo nordamericano ordinò anche il sequestro di altre due società gestite da questo signore per conto della società bancaria Harriman: la Holland-America Trading Corporation (La società del commercio olandese - nordamericana) e la Seamless Steel Equipment Corporation (La società delle Attrezzature dell’Acciaio).
L’11 novembre 1942 un’altra società diretta da Bush e Walker, la Silesian - American Corporation - venne sequestrata nel rispetto della Legge del commercio col nemico.
Nel 1951 si mise fine all’embargo. L’intraprendente uomo d’affari recuperò un milione e mezzo di $ che destinò a nuovi investimenti che, col tempo, ingrossarono il patrimonio della famiglia Bush.
A questo va aggiunto il riassunto di un gruppo di rapporti appartenenti ai servizi di sicurezza olandesi e nordamericani che confermano "i vincoli diretti tra Prescott Bush, la famiglia tedesca Thyssen e le entrate della morte ottenute da un gruppo di famiglie ricche nordamericane durante la 2ª Guerra Mondiale".
Tarpley e Chaitkin affermano che "la grande crisi finanziaria del 1929 - 1931 scosse l’America, la Germania e la Gran Bretagna rendendo deboli i loro rispettivi governi. Inoltre rese più diligente Prescott Bush, più desideroso di fare quanto necessario per preservare il suo privilegiato posto nel mondo. Durante quella crisi alcuni anglo - nordamericani danarosi sostennero l’instaurazione del regime di Hitler nella Germania".
Gli autori di Una biografia... hanno affermato categoricamente: "Il capitale della famiglia del Presidente nasce dal sostegno incondizionato al progetto politico di Adolfo Hitler".
La UBC gestita da Prescott Bush e in stretta cooperazione con l’ente German Steel Trust di Fritz Thyssen prese parte alla nascita, la preparazione e il finanziamento delle macchine da guerra naziste con la costruzione di carri blindati, aerei da combattimento, cannoni ed esplosivi.
La tendenza a impadronirsi dei territori e dei capitali non è nuova nella famiglia Bush. Quei geniali fascisti si svilupparono negli anni ’30, quindi non è uno sproposito ritenere "fascista" l’occupazione dell’Afghanistan, dell’ Iraq, le minacce ad altri paesi di nuove offensive Blitzkrieg. Non è un invito retorico convocare la creazione di un fronte contro il fascismo.
Il fenomeno nazi non costituì una casualità storica né un capriccio filosofico messo in pratica da un solo uomo. Ebbe dei sostenitori, molti di loro con grandi capitali, i veri alchimisti del mondo della finanza di quell’epoca.
Le indagini realizzate negli ultimi tempi riferiscono che i banchieri di Wall Street (tra gli altri) finanziarono la scalata al potere di Hitler ottenendo abbondanti guadagni. Ancora più deplorevole è il fatto che la famiglia dell’attuale Presidente USA fece parte di quel gruppo di persone.
Gli autori nordamericani Webster G. Tarpley e Anton Chaitkin nell’opera pubblicata di recente "George Bush: The Unauthorized Biography (GB:una biografia indesiderabile)" segnalano che "Prescott Bush (il nonno di George W. Bush) e altri direttori della Union Banking Company (UBC) furono collaboratori dei nazi".
Il libro racconta che nel 1922, all’inizio del nazionalsocialismo, l’industriale in trasporti ferroviari, W. Averell Harriman, viaggiò a Berlino e incontrò la famiglia Thyssen alla quale propose di fondare una banca tedesco - nordamericana. I Thyssen erano i padroni di varie istituzioni finanziarie che permettevano loro di trasferire il denaro dalla Germania in Olanda e poi negli USA.
Le loro banche erano l’August Thyssen Bank con sede a Berlino, il Bank voor Handel (Paesi Bassi) e l’Union Banking Corporation (New York).
All’inizio degli anni ’20 uno dei membri di quella famiglia, Fritz Thyssen - l’autore del libro I paid Hitler (Io finanziai Hitler) - sborsò 25 mila $ per il neo costituito Partito Nazional Socialista Tedesco e riuscì a diventare il primo e più importante finanziatore nella presa del potere del Führer.
Secondo gli autori dell’opera, Hitler affascinò Thyssen: "Mi sono reso conto del suo talento di oratore e della sua capacità di dirigere le masse. Tuttavia quel che mi ha fatto più impressione è l’ordine che regnava durante i suoi meeting, la disciplina quasi militare dei suoi sostenitori".
Nel 1931 Thyssen si affiliò al Partito nazista e divenne uno degli uomini più poderosi nell’organizzazione da guerra nazista.
A quell’epoca questo magnate presiedeva la German Steel Trust, un consorzio dell’industria dell’acciaio fondato da Clarence Dillon, uno degli uomini forti di Wall Street. Un collaboratore di fiducia di Dillon era Samuel Bush, il padre di Prescott, il nonno di George senior e il bisnonno di George junior, l’attuale Presidente USA.
Nel 1923 Harriman e i Thyssen decisero di creare una banca e designarono presidente George Herbert Walker, il suocero di Prescott.
Nel 1926 crearono l’Union Banking Corporation (UBC) e nominarono capo Prescott. Quel medesimo anno Prescott venne designato vice-presidente e socio della Brown Brothers Harriman. Le due entità permettevano ai Thyssen di inviare il loro denaro dalla Germania agli USA, via Olanda"Anche se un grande numero di altre società aiutarono i n
Thorn ha aggiunto: "La UBC divenne la via segreta per la protezione del capitale nazista che usciva dalla Germania verso gli USA, passando per i Paesi Bassi. Quando i nazisti avevano bisogno di rinnovare le loro provviste, la Brown Brothers Harriman rimandava i loro fondi direttamente in Germania".
La UBC riceveva i soldi dai Paesi Bassi e la Brown Brothers Harriman li rinviava. Chi faceva parte della direzione di queste due compagnie? Prescott Bush in persona: il primo riciclatore del denaro dei nazisti.
Tarpley e Chaitkin spiegano nella loro opera: "Così una parte importante delle fondamenta finanziarie della famiglia Bush venne costituita grazie all’appoggio e all’aiuto dati ad Adolfo Hitler. Quindi l’attuale presidente USA, come suo padre (l’ex direttore della CIA, ex vice-presidente ed ex presidente) è giunto al culmine della gerarchia politica nordamericana grazie al fatto che il nonno e il padre, la famiglia in generale, aiutarono finanziariamente e incoraggiarono i nazisti ".
Nell’ottobre 1942 le autorità USA confiscarono i fondi bancari nazisti della UBC di New York il cui massimo dirigente era Prescott Bush. La ditta venne dichiarata "Ente finanziario e commerciale collaboratore col nemico" e tutti i suoi averi furono confiscati.
Successivamente il Governo nordamericano ordinò anche il sequestro di altre due società gestite da questo signore per conto della società bancaria Harriman: la Holland-America Trading Corporation (La società del commercio olandese - nordamericana) e la Seamless Steel Equipment Corporation (La società delle Attrezzature dell’Acciaio).
L’11 novembre 1942 un’altra società diretta da Bush e Walker, la Silesian - American Corporation - venne sequestrata nel rispetto della Legge del commercio col nemico.
Nel 1951 si mise fine all’embargo. L’intraprendente uomo d’affari recuperò un milione e mezzo di $ che destinò a nuovi investimenti che, col tempo, ingrossarono il patrimonio della famiglia Bush.
A questo va aggiunto il riassunto di un gruppo di rapporti appartenenti ai servizi di sicurezza olandesi e nordamericani che confermano "i vincoli diretti tra Prescott Bush, la famiglia tedesca Thyssen e le entrate della morte ottenute da un gruppo di famiglie ricche nordamericane durante la 2ª Guerra Mondiale".
Tarpley e Chaitkin affermano che "la grande crisi finanziaria del 1929 - 1931 scosse l’America, la Germania e la Gran Bretagna rendendo deboli i loro rispettivi governi. Inoltre rese più diligente Prescott Bush, più desideroso di fare quanto necessario per preservare il suo privilegiato posto nel mondo. Durante quella crisi alcuni anglo - nordamericani danarosi sostennero l’instaurazione del regime di Hitler nella Germania".
Gli autori di Una biografia... hanno affermato categoricamente: "Il capitale della famiglia del Presidente nasce dal sostegno incondizionato al progetto politico di Adolfo Hitler".
La UBC gestita da Prescott Bush e in stretta cooperazione con l’ente German Steel Trust di Fritz Thyssen prese parte alla nascita, la preparazione e il finanziamento delle macchine da guerra naziste con la costruzione di carri blindati, aerei da combattimento, cannoni ed esplosivi.
La tendenza a impadronirsi dei territori e dei capitali non è nuova nella famiglia Bush. Quei geniali fascisti si svilupparono negli anni ’30, quindi non è uno sproposito ritenere "fascista" l’occupazione dell’Afghanistan, dell’ Iraq, le minacce ad altri paesi di nuove offensive Blitzkrieg. Non è un invito retorico convocare la creazione di un fronte contro il fascismo.
di A.Barnet – speciale per Granma Internacional 12 maggio 2003 -fonte
venerdì 14 febbraio 2014
Google Earth svela due strani ingressi in Antartide. Sono la prova di basi segrete aliene?
Navigando su Google Earth (e Maps) è possibile imbattersi in due grandi e misteriosi ingressi che sembrano immettere sotto la superficie dell’Antartide.
Secondo il parere di alcuni osservatori, si tratterebbe di caverne naturali formatesi nel corso del tempo a causa delle intense condizioni meteorologiche a cui è sottoposto il continente antartico.
Ma secondo Scott Waring, il curatore del sito ufosightingsdaily.com, potrebbe trattarsi di entrate che condurrebbero in una base segreta militare, o addirittura aliena.
Nel video realizzato dal cacciatore di anomali, vi è anche l’immagine di un oggetto che Waring ritiene essere un enorme disco volante sepolto sotto i ghiacci e che sta venendo alla luce a causa dello scioglimento del ghiacciaio.
“Immagini molto interessanti e intriganti da Google Earth, sembrano indicare due possibili ingressi di una base aliena, o almeno verso qualcosa, oltre ad un enorme oggetto a forma di disco sepolto nel ghiaccio. Se ci sono basi aliene in Antartide, ne seguirebbe che ci sono anche gli extraterrestri all’interno”, scrive Scott sul suo blog.
Secondo il parere di Waring, ci sarebbe quindi una connessione tra i due ingressi e il disco sepolto nel ghiaccio, posizionato sulle isole Sandwich meridionali.
Purtroppo, le immagini mostrate nel video che ritraggono il disco volante non sono più disponibili su Google Earth, perciò è impossibile una conferma indipendente. Chi ha realizzato il video sostiene che le immagini sono state opportunamente rimosse.
Tuttavia, i due ingressi sono chiaramente osservabili, tanto da sollevare la questione sulla loro artificialità. Dalle immagini, sembra che l’entrata di uno di essi disponga di una cupola di metallo. Secondo alcuni, questo dettaglio potrebbe suggerire che si tratta di una cavità artificiale.

Le due cavità sono osservabili utilizzando sia Google Earth che Google Maps alle seguenti coordinate:
-66° 36′ 12.58″, +99° 43′ 12.72″
-66° 33′ 11.56″, +99° 50′ 17.46″
Entrambe le coordinate mostrano l’entrata nella cavità rocciosa. Secondo l’analisi di Waring, il primo tunnel sembra avere un diametro di 90 metri, con la cupola alta approssimativamente circa 30 metri.
Ora, la questione è semplice: se i tunnel non sono di origine naturale, chi li ha costruiti? Sono tunnel recenti o si tratta di artefatti di altri tempi, quando l’Antartide non era ricoperta dai ghiacci?
E’ interessante notare che la famosa mappa di Piri Reis, della quale abbiamo trattato nell’articolo dedicato all’ipotesi di Barbiero sulla posizione di Atlantide, mostri il continente antartico privo di ghiaccio, suggerendo che la coltre gelata che lo ricopre è un fenomeno geologico recente.
Tra le ipotesi, c’è che ritiene che i due ingressi, se di tali si tratta, sono collegati ad alcuni eventi successivi alla seconda guerra mondiale, in quanto è a lungo ipotizzato di una presunta fuga dei gerarchi nazisti in Antartide, dove esisterebbero basi militare opportunamente attrezzate per la loro sopravvivenza.
Uno straordinario documentario russo del 2006 ha rivelato nuove informazioni sulla spedizione in Antartide dalla marina militare americana avvenuta nel 1946 a capo della quale c’era l’ammiraglio Richard Byrd.
La spedizione si concluse dopo 8 settimane con ‘molti morti’. Piuttosto che negare le pesanti perdite umane, l’ammiraglio Byrd rilevò in una conferenza stampa tenuta in Cile che la sua Task Force si era imbattuta in un nuovo e temibile nemico, capace di “volare dal Polo Nord al Polo Sud a velocità incredibili”.
Dopo il crollo dell’Unione Sovietica nel 1991, il KGB pubblicò i file precedentemente classificati. I rapporti di intelligence raccolti dalle spie sovietiche incorporate negli Stati Uniti rivelarono che la marina militare americana aveva inviato la spedizione ‘Highjump’ per trovare e distruggere una base nazista segreta.
Lungo la strada, i militari hanno incontrato una forza ostile potente e misteriosa che ha attaccato la Task Force distruggendo molte navi e un numero significativo di aerei. In effetti, l’Operazione Highjump ebbe a soffrire molti morti, come indicato nel rapporto della conferenza stampa tenuta in Cile da Byrd.
Secondo alcuni, a dispetto della disinformazione operata dall’intelligence americana, l’Operazione Highjump rappresenta il primo episodio storico noto che segna una battaglia diretta tra le forze navali degli Stati Uniti e una forza aliena sconosciuta, nascosta in alcune strutture sotterranee dell’Antartide.
Tuttavia, i misteriosi ingressi che si trovano al Polo Sud potrebbero essere niente di più che semplici cavità naturali che si estendono sotto la superficie del continente polare. Oppure, essere cavità artificiali che immettono in basi segrete aliene. Se quest’ultima ipotesi dovesse essere corretta, allora potremmo avere una risposta storica sulle forze che hanno attaccato il contingente guidato dall’ammiraglio Byrd nei primi mesi del 1947.
sabato 28 gennaio 2012
Il Vaticano e l'olocausto
IL VATICANO INDECISO SULL' OLOCAUSTO, I PRETI ERANO DIVISI SU PIO XII”
Nuovi cables di Wikileaks filtrati dai sacri palazzi mostrano una sostanziale empasse diplomatica nello schierarsi con decisione sui fatti della Seconda Guerra Mondiale.
Il Vaticano prima firmò un accordo scritto col quale si impegnava ad entrare in una organizzazione internazionale di ricordo e memoria dell’Olocausto, e poi se ne disimpegnò, dati i furiosi dibattiti all’interno della Curia sul ruolo e sul ricordo da dare a Pio XII, il papa della Seconda Guerra Mondiale più volte accusato di collusione con il nazismo e l’ antisemitismo.
SAN WIKILEAKS – A mostrare questa verità è ora l’ ennesimo cable indirizzato dall’ ambasciatore americano presso la Santa Sede al governo centrale di Washington, rintracciato da Wikileaks e pubblicato dal Guardian. In esso, tutte le esitazioni del clero a schierarsi con nettezza dalla parte delle vittime dell’ Olocausto:
principalmente per colpa della poca chiarezza sul ruolo del pontefice che prima di assurgere alla Cattedra di Pietro era stato Nunzio apostolico a Berlino. Sta di fatto che, dopo aver firmato un impegno scritto in questo senso, “il Vaticano si disimpegnò completamente” dall’ intenzione di aderire come osservatore al Task Force for International Cooperation on Holocaust Education, Remembrance, and Research, un network di organizzazioni e stati che voleva promuovere la memoria e la storia della Shoah. Il motivo, spiega il Guardian, non era molto chiaro ai diplomatici americani: due le ipotesi.
La decisione potrebbe essere stata presa del relativamente inesperto nuovo viceministro degli Esteri del Vaticano e, se così, non sarebbe la prima volta che il Vaticano si complica le relazioni internazionali. Ma il Vaticano si starebbe anche ritraendo per colpa delle richieste da parte dell’ITF di declassificare documenti del pontificato della Seconda Guerra Mondiale di Papa Pio XII. Indipendentemente dalla causa, comunque, l’ITF continuerà a ricercare legami più stretti con la santa sede nei mesi a venire.
PIO XII – Insomma: errore grossolano di un giovane diplomatico o intenzione deliberata della Santa Sede, non importa. Fatto sta che i paesi coinvolti nel network di ricordo e promozione della cultura della lotta all’ antisemitismo erano “dispiaciuti” dall’ atteggiamento del Vaticano. Tutta colpa di Pio decimo-secondo, di cui il Guardian restituisce un breve ritratto utile alla comprensione della vicenda.
Pio XII è stata una figura controversa: non ha mai pubblicamente denunciato l’ olocausto nel 1941 o nel 1942, quando il Vaticano fu per la prima volta informato di quanto si stava verificando. Prima di diventare Papa, servì come Nunzio Apostolico a Berlino. Alcuni gruppi ebraici lo hanno accusato di atteggiamenti antisemiti; i suoi difensori, fra di essi anche molti ebrei, hanno sottolineato che qualsiasi resistenza ulteriore ai nazisti sarebbe potuta essere controproducente, citando l’esempio della chiesa in Olanda, dove la repressione selvaggia e la deportazione di molti ebrei seguì la denuncia delle politiche Naziste dal pulpito.
DOCUMENTI CLASSIFICATI – Dunque la figura del papa di guerra era controversa per gli stessi sacri palazzi, che non sapevano bene come schierarsi, se a favore o contro la declassificazione di documenti riservati sulla sua epoca. La situazione prova ad evolvere sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, deciso a canonizzare il predecessore: ma per farlo, sarebbe stato essenziale un approfondimento sulla sua vita e sulle sue opere. Così, il Papa buono dette l’ordine ad un team di ricercatori di analizzare tutti i documenti del pontificato di Pio XII, in previsione di una loro pubblicazione integrale. Ma fu un breve idillio.
Nel 2002, in parte rispondendo ad una pressione americana, Papa Giovanni Paolo II, che voleva canonizzare il suo predecessore, autorizzò il rilascio di documenti risalenti all’era di ambasciatore in Germania di Pio XII. “La decisione appare essere un tentativo dal Papa per mettere a tacere accuse di anti-semitismo sollevate contro il suo predecessore Pio XII”, scriveva il diplomatico americano; “Potrebbe contare anche il rinnovato interesse del Vaticano nella beatificazione di Pio XII, libera dal peso dello scandalo e della derisione. La decisione da parte di Papa Giovanni Paolo II di dispensare con procedure standard i documenti in questo caso viene dopo anni di affermazioni del Vaticano sul fatto che questo materiale non potesse essere rilasciato, perchè mai propriamente catalogato. La decisione però mostra che qualsiasi cosa il Papa voglia, viene in effetti messo in pratica”. Ma questo non sarebbe rimasto vero per molto tempo. Mentre Papa Giovanni Paolo II affondava nel morbo di Parkinson, che lo avrebbe ucciso nel 2005, il Vaticano nicchiava. Ci sono riferimenti alla scarsità di ricercatori, e quando il tema verrà ripreso nel 2009 ogni speranza di compromesso sarà ormai perduta.
Dunque, secondo gli archivi di Wikileaks, si sarebbe trattato di un insabbiamento in piena regola da parte della Curia Vaticana, decisa a conservare un alone di dubbio su una figura tuttora dibattuta nella storiografia del XX secolo.
http://www.giornalettismo.com/archives/105876/il-vaticano-indeciso-sullolocausto/
Nuovi cables di Wikileaks filtrati dai sacri palazzi mostrano una sostanziale empasse diplomatica nello schierarsi con decisione sui fatti della Seconda Guerra Mondiale.
Il Vaticano prima firmò un accordo scritto col quale si impegnava ad entrare in una organizzazione internazionale di ricordo e memoria dell’Olocausto, e poi se ne disimpegnò, dati i furiosi dibattiti all’interno della Curia sul ruolo e sul ricordo da dare a Pio XII, il papa della Seconda Guerra Mondiale più volte accusato di collusione con il nazismo e l’ antisemitismo.
SAN WIKILEAKS – A mostrare questa verità è ora l’ ennesimo cable indirizzato dall’ ambasciatore americano presso la Santa Sede al governo centrale di Washington, rintracciato da Wikileaks e pubblicato dal Guardian. In esso, tutte le esitazioni del clero a schierarsi con nettezza dalla parte delle vittime dell’ Olocausto:
principalmente per colpa della poca chiarezza sul ruolo del pontefice che prima di assurgere alla Cattedra di Pietro era stato Nunzio apostolico a Berlino. Sta di fatto che, dopo aver firmato un impegno scritto in questo senso, “il Vaticano si disimpegnò completamente” dall’ intenzione di aderire come osservatore al Task Force for International Cooperation on Holocaust Education, Remembrance, and Research, un network di organizzazioni e stati che voleva promuovere la memoria e la storia della Shoah. Il motivo, spiega il Guardian, non era molto chiaro ai diplomatici americani: due le ipotesi.
La decisione potrebbe essere stata presa del relativamente inesperto nuovo viceministro degli Esteri del Vaticano e, se così, non sarebbe la prima volta che il Vaticano si complica le relazioni internazionali. Ma il Vaticano si starebbe anche ritraendo per colpa delle richieste da parte dell’ITF di declassificare documenti del pontificato della Seconda Guerra Mondiale di Papa Pio XII. Indipendentemente dalla causa, comunque, l’ITF continuerà a ricercare legami più stretti con la santa sede nei mesi a venire.
PIO XII – Insomma: errore grossolano di un giovane diplomatico o intenzione deliberata della Santa Sede, non importa. Fatto sta che i paesi coinvolti nel network di ricordo e promozione della cultura della lotta all’ antisemitismo erano “dispiaciuti” dall’ atteggiamento del Vaticano. Tutta colpa di Pio decimo-secondo, di cui il Guardian restituisce un breve ritratto utile alla comprensione della vicenda.
Pio XII è stata una figura controversa: non ha mai pubblicamente denunciato l’ olocausto nel 1941 o nel 1942, quando il Vaticano fu per la prima volta informato di quanto si stava verificando. Prima di diventare Papa, servì come Nunzio Apostolico a Berlino. Alcuni gruppi ebraici lo hanno accusato di atteggiamenti antisemiti; i suoi difensori, fra di essi anche molti ebrei, hanno sottolineato che qualsiasi resistenza ulteriore ai nazisti sarebbe potuta essere controproducente, citando l’esempio della chiesa in Olanda, dove la repressione selvaggia e la deportazione di molti ebrei seguì la denuncia delle politiche Naziste dal pulpito.
DOCUMENTI CLASSIFICATI – Dunque la figura del papa di guerra era controversa per gli stessi sacri palazzi, che non sapevano bene come schierarsi, se a favore o contro la declassificazione di documenti riservati sulla sua epoca. La situazione prova ad evolvere sotto il pontificato di Giovanni Paolo II, deciso a canonizzare il predecessore: ma per farlo, sarebbe stato essenziale un approfondimento sulla sua vita e sulle sue opere. Così, il Papa buono dette l’ordine ad un team di ricercatori di analizzare tutti i documenti del pontificato di Pio XII, in previsione di una loro pubblicazione integrale. Ma fu un breve idillio.
Nel 2002, in parte rispondendo ad una pressione americana, Papa Giovanni Paolo II, che voleva canonizzare il suo predecessore, autorizzò il rilascio di documenti risalenti all’era di ambasciatore in Germania di Pio XII. “La decisione appare essere un tentativo dal Papa per mettere a tacere accuse di anti-semitismo sollevate contro il suo predecessore Pio XII”, scriveva il diplomatico americano; “Potrebbe contare anche il rinnovato interesse del Vaticano nella beatificazione di Pio XII, libera dal peso dello scandalo e della derisione. La decisione da parte di Papa Giovanni Paolo II di dispensare con procedure standard i documenti in questo caso viene dopo anni di affermazioni del Vaticano sul fatto che questo materiale non potesse essere rilasciato, perchè mai propriamente catalogato. La decisione però mostra che qualsiasi cosa il Papa voglia, viene in effetti messo in pratica”. Ma questo non sarebbe rimasto vero per molto tempo. Mentre Papa Giovanni Paolo II affondava nel morbo di Parkinson, che lo avrebbe ucciso nel 2005, il Vaticano nicchiava. Ci sono riferimenti alla scarsità di ricercatori, e quando il tema verrà ripreso nel 2009 ogni speranza di compromesso sarà ormai perduta.
Dunque, secondo gli archivi di Wikileaks, si sarebbe trattato di un insabbiamento in piena regola da parte della Curia Vaticana, decisa a conservare un alone di dubbio su una figura tuttora dibattuta nella storiografia del XX secolo.
http://www.giornalettismo.com/archives/105876/il-vaticano-indeciso-sullolocausto/
mercoledì 4 gennaio 2012
Le autorità U.S.A. chiedono la censura stampa su un virus letale attualmente in studio
Gli Stati Uniti hanno in studio una nuova arma letale e chiedono alle riviste specializzate di non pubblicare i dati dello studio.
Gli Stati Uniti d’America hanno chiesto alla riviste scientifiche “Nature” e “Science” di censurare alcune loro affermazioni su un progetto di “virus letale” che sarebbe in fase di studio. Pare comunque, dalle informazioni trapelate, che tale virus derivi da un ceppo della temutissima “Aviaria”. La censura è stata richiesta dal Governo americano per evitare eventuali rischi di spionaggio terroristico.
Tale richiesta emessa dall’ “US National Science Advisory Board for Biosecurity”, un organismo creato ad hoc negli Stati Uniti dopo l’allarme antrace del 2001, ha richiesto quindi di censurare i dati di studio che erano stati in precedenza forniti dai due gruppi di ricerca (in Olanda e negli Usa) sul, sopra citato, virus di influenza aviaria, classificato H5N1, in grado di saltare dalla specie animale a quella umana.
Le conclusioni della ricerca possono essere pubblicate, “ma non i dettagli sperimentali e i dati che potrebbero rendere possibile una ripetizione degli esperimenti di laboratorio”, questo è quanto scritto nella raccomandazione inviata alle riviste.
Le autorità U.S.A. affermano che comunque gli studi sarebbero ancora in fase sperimentale ma che occorre cautela proprio per la potenziale capacità dell’arma che, provenendo da un ceppo influenzale dell’aviaria, sarebbe potenzialmente contagioso per gli esseri umani.
La rivista statunitense “New York Times”, preoccupata sta chiedendo stamane alle Autorità statunitensi, gli effettuali rischi e ripercussioni verso la popolazione, preoccupata del possibile rischio terroristico. Un’ ipotetica organizzazione terroristica potrebbe impossessarsi di informazioni importantissime e riservate in grado di permettere loro di ricrearlo e produrlo nei loro laboratori al fine di poter attuare un terribile ricatto con questa potentissima arma di distruzione di massa.
Fonte: paperblog
sabato 17 dicembre 2011
Gli Stati Uniti e gli stati client hanno utilizzato armi di distruzione di massa in Libia
LibyanFreePress
Di Peter Eyre – Ozyism – Dicembre 2011
Fonte LibyanFreePress 13 Dicembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com
Abbiamo sentito Cameron e Hague dichiarare con fermezza che l'azione che aveva avuto luogo e le ragioni dietro quell'azione avevano principalmente motivi umanitari!
Quello che non abbiamo capito in Gran Bretagna è il fatto che il risultato finale non aveva nulla a che fare con il salvataggio di vite umane, ma piuttosto col mettere le mani sulle vaste proficue risorse naturali della Libia. L'intera campagna è diventata un bagno di sangue totale che avrebbe provocato più di 50.000 morti e molte molte migliaia di civili libici innocenti contaminati da radiazioni derivanti dalle armi usate dalle forze della coalizione. L'uso attivo di armi di distruzione di massa (ADM) ha praticamente ucciso la genetica della Libia, dei paesi limitrofi e oltre a causa dell'uso eccessivo di armi all'uranio impoverito.
Ho perso il conto di quanti missili da crociera hanno lanciato fino ad oggi ma so che nelle fasi iniziali della guerra superavano i 300. Ad un certo punto, mentre osservavo questo atto malvagio di aggressione, ho contato 18 missili cruise lanciati in una sola notte. L'obiettivo era una base militare che guarda caso si trovava proprio accanto ad un quartiere densamente popolato di Tripoli. Per me fu ovvio in quel momento che sarebbero state contaminate molte migliaia di persone durante questo specifico attacco. Il fallout radioattivo di nanoparticelle potrebbe poi essere trasportato, non solo su questa zona, ma anche su tutta la città e oltre. Dal mio punto di vista, ho considerato l'utilizzo di numerosi missili Cruise all'interno di questo quartiere residenziale di Tripoli densamente popolato, come l'ultima goccia!
La mia domanda a Obama, Cameron e Sarkozy ora sarebbe: quante vite pensate di aver salvato effettivamente? Posso assicurare a voi tutti che come risultato diretto delle loro azioni in Libia, hanno commesso un atto di genocidio e quindi dovrebbero essere tutti accusati di crimini di guerra.
E' chiaro che attraverso i media britannici, che sono totalmente censurati, non riusciremo mai a comprendere appieno le conseguenze di questa guerra deplorevole che le Nazioni Unite aveva approvato e del conseguente utilizzo delle Armi di Distruzione di Massa sulla popolazione innocente della Libia, particolarmente sulla città di Tripoli. Questa non era una guerra per imporre una "No Fly Zone", era una guerra per forzare un "cambiamento di regime", cosa che viola la risoluzione UN1973 e che in tal modo viola anche almeno cinque articoli della Convenzione di Ginevra.
Sparare più di 18 missili Cruise (WMD ) nel cuore di Tripoli è stato certamente un atto contro l'umanità per il quale la NATO e la sua struttura di comando devono essere portate davanti alla Corte internazionale di giustizia. E' stato anche un crimine realizzato proprio sotto il naso delle Nazioni Unite che sono restate a guardare e non hanno fatto nulla per fermare questo genocidio!
Come sappiamo tutti, non si sono limitati solo all'uso di missili da crociera, ma hanno utilizzato anche bombe bunker buster, bombe JDAM e missili Hellfire (lanciati dagli aerei senza pilota Predator e anche da elicotteri Apache) tutti in violazione della Convenzione di Ginevra in base ai seguenti criteri.
Le armi all'uranio impoverito sono riconosciute come armi sviluppate illegalmente nell'ambito del Progetto Manhattan, nella seconda guerra mondiale, dal Governo degli Stati Uniti. Già illegali e in violazione del Protocollo di Ginevra sui Gas Velenosi del 1925, nel 1943 le armi all'uranio impoverito sono state descritte come un "killer indiscriminato altamente mobile e contaminante permanente del terreno", consigliato per lo sviluppo in un promemoria del declassificato Progetto Manhattan datato 30 ottobre 1943.
Era solo una questione di tempo perchè lo scienziato realizzasse la portata militare dell'uranio impoverito (UI) quando affermò: "Ha proprietà piroforiche e può incendiarsi spontaneamente a temperatura ambiente, in aria ossigeno e acqua. Queste caratteristiche uniche lo rendono interessante per l'utilizzo in molte applicazioni civili e militari. "
La propaganda messa in circolazione da UNEP, OMS, ICRP, IAEA, Governi, DOD e molte altre autorità (senza dimenticare l'industria farmaceutica) mostra che, a loro avviso, l'UI emette Radiazioni a Basso Livello ed è quindi innocuo cosa che, in realtà, è bel lontana dalla verità che si cela dietro il suo utilizzo. Nessuno è riuscito a capire le implicazioni per la salute quando l'UI/LLR viene inalato nel corpo. Insieme hanno escogitato una scia di inganni e hanno fallito nel loro obbligo di diligenza per proteggere le popolazioni del mondo.
A causa di questa cattiva gestione, ora stiamo osservando un aumento drammatico di molte forme di cancro, diabete e infertilità. Poichè l'UI/LLR attacca direttamente la genetica del nostro corpo attraverso il nostro DNA, siamo testimoni di terribili difetti di nascita nei bambini.
La cosa più grave di tutte è l'inalazione di aerosol di nanoparticelle di uranio impoverito/LLR. Particelle di UI insolubile depositate nei bronchioli respiratori e negli alveoli saranno eliminate molto più lentamente, e, di conseguenza, ci si aspetta che trasmettano ai polmoni una dose superiore di radiazioni alfa. Una volta che l'UI/LLR è entrato nel sangue inizia un ciclo irreversibile. I tessuti del nostro corpo filtrano dal sangue le particelle di uranio impoverito e causano una serie di patologie chiamate "Sindrome della Guerra del Golfo."
Era ovvio che, quando le forze della coalizione hanno colpito la Libia con le loro Armi di Distruzione di Massa, le conseguenze per il popolo della Libia sarebbero state catastrofiche. A lungo termine, ci aspettiamo qui un lento progressivo genocidio, che va oltre ogni immaginazione.
L'uranio impoverito ha un tempo di dimezzamento di 4,5 miliardi di anni e praticamente non potrà mai essere eliminato. E' un fatto che ben più di 500 missili (contenenti ognuno circa 350 kg di UI), in qualche modo o forma, ammontano almeno a 175.000 kg. Ci vogliono circa 50 tonnellate (45.359 kg) di polvere contaminata di uranio impoverito per uccidere 500.000 persone per cui si può vedere che, quando a questo si aggiunge il fatto che l'UI è stato utilizzato anche da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia in altre forme di munizioni, come Bunker Busters, bombe JDAM, altri missili più piccoli e proiettili sparati da elicotteri d'attacco, ecc, un incredibile volume di uranio impoverito si sta diffondendo intorno alla Libia, in altri paesi e oltre nel mondo.
Non si puo solo dire che le forze della coalizione hanno semplicemente violato una Convenzione di Ginevra, cioè il Protocollo di Ginevra sui Gas Velenosi del 1925 (gas tossico radioattivo) ... in realtà ne hanno violato almeno altre quattro, come ho osservato in molti dei miei articoli precedenti.
Quello che trovo assolutamente inaccettabile è il fatto che si suppone che le Nazioni Unite offrano una garanzia contro ogni violazione della Convenzione di Ginevra e lo fanno con molti colpevoli. Tuttavia, queste palesi violazioni che sono state commesse da membri di alto profilo delle Nazioni Unite non solo vengono del tutto ignorate, ma anche respinte.
Basti solo guardare i piani militari previsti attualmente da Stati Uniti, Israele e Regno Unito con la volontà di agire contro l'Iran (e la Siria se riescono a farla franca) che mostrano non solo l'uso continuato di uranio impoverito, ma anche di altre armi high tech che, se utilizzate, avranno conseguenze catastrofiche.
Dovremmo anche notare che gli Stati Uniti hanno usato "armi nucleari tattiche" totalmente illegali, durante la guerra in Iraq e anche durante la guerra in Afghanistan ... E' chiaro che abbiamo molte persistenti violazioni della Convenzione di Ginevra, così come crimini di guerra, con la messa in atto di un genocidio di persone innocenti.
Font: OzyismFonte LibyanFreePress 13 Dicembre 2011
Traduzione: Anna Moffa per ilupidieinstein.blogspot.com
mercoledì 14 dicembre 2011
martedì 25 gennaio 2011
OGM
WikiLeaks rivela: gli Usa volevano imporre gli Ogm in Europa con l’aiuto del VaticanO
scritto da Giovanni Bertizzolo | postato in Ambiente
Il “fenomeno” WikiLeaks non ha risparmiato l’agricoltura. Su scala mondiale e su un tema fondamentale, quello dell’introduzione degliOgm in Europa. A sottolinearlo è il quotidiano inglese “The Guardian”, secondo cui un cablogramma dell’ambasciatore americano a Parigi, della fine del 2007, avvisava Washington di prepararsi ad una vera e propria “guerra commerciale” contro quei Paesi dell’Unione Europea che si fossero opposti agli Ogm.
La presa di posizione dell’ambasciatore Craig Stapleto, amico e partner d’affari dell’allora presidente George Bush, avveniva dopo la decisione della Francia di bandire una varietà di mais Ogm dell’americana Monsanto. Come riporta ancora “The Guardian”, la volontà dell’allora ambasciatore sarebbe stata quella di “calibrare una lista di obiettivi ritorsivi che causino dolore in tutta l’Unione Europea, perché si tratta di una responsabilità collettiva, ma che si concentrino in parte sui peggiori colpevoli”.
Da altri “cabli” pubblicati da WikiLeaks, e ripresi da “The Guardian”, si scopre che per i diplomatici Usa di tutto il mondo, il tema del mais geneticamente modificato è stato un vero e proprio imperativo governativoe commerciale, tanto da coinvolgere le alte sfere del Vaticano. La sensazione dell’ambasciata americana in Vaticano era quella di avere il supporto dello stesso Papa, sensazione basata sulle posizioni espresse dal Cardinal Renato Martino, capo del potente Consiglio Pontificio per la Giustizia e la Pace, e uomo che meglio rappresenta il Papa alle Nazioni Unite.
Come argomento di persuasione gli Usa fecero leva sull’opportunità di utilizzare gli Ogm come mezzo di sviluppo economico per i Paesi in via di sviluppo. La richiesta, sempre più pressante, era quindi di modificare il veto in una vera e propria promozione degli organismi geneticamente modificati.
Dopo una sessione di studi dedicati, nel 2009, a cui parteciparono 40 studiosi di cui sette accademici pontifici, il Vaticano tenne a precisare che la sua posizione sull’argomento non era pro-Ogm.
http://www.guardian.co.uk/world/2011/jan/03/wikileaks-us-eu-gm-crops
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