Translate

Visualizzazione post con etichetta Personaggi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Personaggi. Mostra tutti i post

sabato 4 maggio 2013

Michael Jackson è vivo !!!!!!!!!!!!


Torna in auge l'ipotesi della finta morte di Michael Jackson, manifestatosi in tv nel giorno della sua scomparsa nelle vesti di David Rothenberg, l'uomo ustionato che il re del pop ha sostenuto sin da piccolo.





venerdì 4 maggio 2012

IL CONTE DI CAGLIOSTRO

E’ il 1743 quando, in una Palermo affollata e sporca, nasce Giuseppe Balsamo, figlio di un piccolo mercante dalla vita breve. Dopo la morte del padre, vive con gli zii materni, ma presto comincia a farsi notare per una pericolosa irrequietezza, che gli farà commettere piccoli reati, truffe e liti. A modo suo è un capo, bravo nelle falsificazioni e nella chimica. Un animo ribelle che negli anni conoscerà più di un carcere e verrà rinchiuso a Roma a Castel Sant'Angelo, alla Bastiglia di Parigi, a Londra, a San Leo e a Palazzo Marchesi a Palermo.
A 23 anni è costretto a fuggire da Palermo in direzione di Messina.


La sera del suo arrivo fa una conoscenza che non dimenticherà mai: uno strano personaggio, dalla grande barba e dalle molte nazionalità, che dice di conoscere il segreto della pietra filosofale. Il suo nome è Altotas. Sarà lui, da quello che ha raccontato Cagliostro, ad iniziarlo ai misteri degli antichi sacerdoti egiziani ed a portarlo in giro per il mondo. Egitto, Grecia, Asia minore: quello che basta per fare di Giuseppe Balsamo il "Conte di Cagliostro".
Nasce il Conte di Cagliostro
È il 12 aprile del 1777 quando, con l'iniziazione alla Massoneria a Londra, Giuseppe Balsamo diventa per tutti il Conte di Cagliostro. È presto Gran Maestro della sua Loggia londinese e subito dopo anche Gran Cofto di un rito tutto suo, quello della Massoneria Egiziana. Ma come è arrivato a tanto? Cercando la rinascita dell'uomo, con esercizi spirituali e osservando sei comandamenti e tre imperativi che comprendono l'amore per Dio e per il prossimo, il rispetto del sovrano e della natura, la meditazione e la rigida applicazione delle regole dell'Ordine. Regole che lui stesso ha fissato, unendo ai rituali massonici gli antichi riti egizi e orientali che ha appreso nei suoi lunghi viaggi. Ma quello che gli ha dato il successo sarà anche la sua croce, regalandogli un processo per eresia. Per un lungo periodo Cagliostro si è guadagnato una fama senza confini in Europa. Erano famosi le sue preveggenze, le sue guarigioni ed i suoi poteri, tanto che lo scrittore tedesco Goethe, toccata Palermo nel suo "Viaggio in Italia", ha voluto vedere la casa dove era nato Cagliostro. Per anni Cagliostro viaggia per l'Europa, e di lui si dice di tutto, anche che sia solo un imbroglione. Malta, Francia, Spagna e Portogallo. Poi Londra, Bruxelles, Amsterdam, Venezia, Francoforte, Lipsia, Berlino, San Pietroburgo, Varsavia, Parigi, Strasburgo, Napoli e di nuovo Parigi. Ed ancora l'Italia, con Torino, Genova, Milano, Verona, Trento e Roma, dove verrà arrestato nel maggio del 1789.
Una collana come inizio della fine
Parigi, 1785. Cagliostro, quasi suo malgrado, si trova invischiato in quello che verrà ricordato come il maggiore scandalo del Settecento: "l’affare della collana". È consigliere dell'influente cardinale Louis Rohan, che viene contattato da due gioiellieri ai quali re Luigi XV prima di morire, aveva ordinato una favolosa collana per la sua favorita. Si cercava quindi di rivendere la collana al nuovo re, Luigi XVI, attraverso contatti segreti con sua moglie, la regina Maria Antonietta. L'opinione pubblica, però, grida allo scandalo, pensando che a corte i lussi venissero prima dei gravi problemi del Paese. Cagliostro finisce in prigione alla Bastiglia, viene assolto ma deve lasciare la Francia. Da lì a Londra e poi a Roma, seguendo la nostalgia della moglie. È la fine. Dopo umiliazioni, abiure ed un lungo processo, la cui sentenza viene letta alla presenza di papa Pio VI, Cagliostro viene trasferito «senza speranza di grazia, e sotto stretta custodia» nella fortezza di San Leo. La morte arriverà nell'agosto del 1795, dopo un carcere duro, guardato a vista, ricco di recriminazioni. Anche la sua morte e la sua sepoltura sono avvolte nel mistero ed ancora oggi ci sono persone che si inginocchiano, piangendo, nella sua cella.
Perché Conte di Cagliostro?
Tutto parte dalla madre, Felicita Bracconieri. Una sua cugina, madrina del piccolo Giuseppe Balsamo, era moglie di un borghese di Messina, un certo Giuseppe Cagliostro. Proprio Messina sarà cruciale per la vita del giovane ribelle, che li prenderà anche il nome di Alessandro Cagliostro. Un nome ancora oggi leggendario.

martedì 25 ottobre 2011

La Maschera Di Ferro


Uno dei misteri colossali della storia umana è costituito senz’altro dalla vicenda altamente inquietante della cosiddetta Maschera di Ferro, un individuo oscuro e quanto mai incognito sul quale la ricerca sembra arenatasi per l’impossibilità intrinseca di pervenire ad una qualche verità che sia in grado di squarciarne quanto meno una parte dei cotanti arcani. Studiando a fondo la questione mi sono rendo conto che qualcosa di assai losco era stato nascosto in quella vicenda tanto conturbante, un qualcosa che abbisogna di essere portato alla luce. Nei libri che ho studiato in proposito si parla di un certo Dauger, arrestato in circostanze oscure a Calais o a Dunkerque nel nord-ovest della Francia, si ripete il nome di Nicolas Foucquet quale depositario di “Segreti di Stato”, anch’egli arrestato misteriosamente e in seguito ad un altrettanto

strano processo internato nella fortezza militare di Pinerolo, si accenna ad un certo Mattioli, diplomatico al seguito del Duca di Mantova impegnato in quel tempo in trattative segrete per la cessione di Casale alla corona francese, che in seguito venne catturato per alto tradimento e condotto anch’egli a Pinerolo, si vocifera di altri avventurieri e qualche romanziere riteneva quasi per certo che sotto la Maschera di Ferro si celasse nientemeno che il fratello gemello di Luigi XIV, un’ipotesi, quest’ultima, difesa ancora a spada tratta anche da innumerevoli storici e studiosi. Insomma, nulla di preciso.
Il mistero, sin dal 1703 in cui secondo gli storici la Maschera di Ferro muore alla Bastiglia, resta tutt’oggi tale ed anzi tende ad infittirsi. Approfondendo sempre più la materia balza però subito all’attenzione un particolare non di poco conto: ad un certo punto Dauger, arrestato nel 1669, dopo circa cinque anni di prigionia viene posto in qualità di servitore nella stessa cella di Nicolas Foucquet, l’inquietante Ministro delle Finanze di Re Sole come detto fatto arrestare da quest’ultimo con l’accusa fantomatica di essersi appropriato di beni dello Stato francese e persino di essere a capo di un complotto sedizioso teso allo scardinamento della monarchia. E’ un particolare che mi ha dato sempre da pensare, tenendo specialmente conto che nugoli di esperti della materia danno ormai quasi per scontato che la Maschera di Ferro fosse stato proprio questo oscuro Dauger. Ebbene, ammesso e non concesso che Dauger fosse stato celato davvero sotto la Maschera di Ferro e quindi in possesso di certi segreti “proibiti” che tale dovevano rimanere anche a costo di seppellirlo vivo, come mai viene collocato in qualità di valletto nella cella di Foucquet, personaggio assai controverso anch’egli ritenuto in possesso di “segreti” poco raccomandabili e che forse proprio per queste sue “conoscenze” era stato tradotto nel mastio di Pinerolo dopo un processo-farsa che ancora oggi fa rizzare i capelli a chi se ne intende di Giustizia? Insomma, c’e un dettaglio che non quadra: chi era davvero in possesso di questi “segreti”, Dauger o Foucquet? E come spiegare l’altro enigma di questa allucinante storia, quello riguardante la presunta uccisione del Ministro ad opera proprio di Dauger? Perché non si è mai trovata la salma di questo eminente uomo politico? E perché, altro angosciante enigma, il mistero della Maschera di Ferro inizia proprio subito dopo la morte del soprintendente alle Finanze, a partire appunto dal 1680, quando viene ordinato al signor de Saint-Mars, responsabile del carcere pinerolese, di condurre e segregare ancor di più in una cella praticamente inaccessibile sia Dauger, sia La Riviere, altro servitore che per molto tempo abitò la cella dello sfortunato Ministro? Perchè il marchese de Louvois, ministro della Guerra con l’incarico di supervisore delle carceri francesi, dà anzi ordini tassativi al de Saint-Mars affinché si divulghi la voce che questi due individui sono stati praticamente liberati, forse per trarre in inganno un altro enigmatico prigioniero, l’avventuriero conte de Lauzun, anch’egli entrato nascostamente e in maniera rocambolesca in rapporti col Foucquet attraverso un buco praticato nel soffitto in corrispondenza della cella di quest’ultimo? E perché il conte viene in seguito rilasciato, nonostante si sapesse di quanto sciolta avesse la lingua?
E che dire, per finire, di quella misteriosa missiva spedita dall’abate Louis al potente fratello Nicolas Foucquet, dopo un incontro segreto sostenuto dal primo col l’inquietante pittore Nicolas Poussin? In quella lettera, cui tuttora gli storici sembrano non dare quell’importanza cruciale anche per l’evidente difficoltà di interpretarla nella maniera giusta, Louis scriveva al Ministro delle Finanze di Luigi XIV quanto segue: “Non potreste credere, signore, né le fatiche che si sobbarca per il vostro servizio, né l’affetto con cui lo fa, né il merito e la probità che mette in ogni cosa. Ho reso al signor Poussin la lettera che voi gli avete fatto l’onore di scrivergli; lui ed io abbiamo progettato certe cose delle quali potremmo intrattenervi a fondo tra poco e che vi doneranno, tramite appunto il signor Poussin, dei vantaggi (se voi non vorrete disprezzarli) che i re durerebbero gran fatica ad ottenere da lui e che, dopo di lui, nessuno al mondo scoprirà nei secoli futuri; e quello che più conta, ciò sarebbe senza molte spese e potrebbe persino tornare a profitto, e si tratta di cose da ricercare così fortemente che nulla di quanto esiste sulla terra potrà avere migliore fortuna od esservi uguale.”
Di quali conoscenze e di quali vantaggi si trattava? E’ un mistero insondabile e degno di studio, poiché si tratta forse del dettaglio più importante dell’intera vicenda, un dettaglio che può condurci alla rivelazione di qualcosa di davvero sconquassante.
Da quanto mi risulta, forse la lettera venne intercettata dalle spie di Mazzarino e da questi passata al Re, che non perse tempo per mettere alle calcagna del suo fastoso Ministro diversi agenti segreti col compito di controllarne le mosse private e pubbliche. Strano ma vero, è proprio da quel momento che Foucquet comincia ad avvertire attorno a sé un clima politico assai sfavorevole, ma poiché è ancora in ottimi rapporti col suo protettore Mazzarino, le sue alterne vicende si trascinano ancora per qualche anno, fino al 1661, anno della morte del Cardinale e anno, appunto, nel quale viene con una sorprendente coincidenza arrestato da d’Artagnan con l’accusa abbastanza sintomatica di sedizione contro il potere monarchico di Luigi XIV.
A dimostrazione che quanto sto dicendo non è poi così lontano dal vero, vi è la spia rivelatrice dello strano comportamento quasi da fisima di Luigi XIV, il quale, alla morte di Poussin nel 1665 e dopo la conclusione del processo-farsa a Foucquet più o meno nello stesso periodo (si noti la coincidenza sorprendente), scatena praticamente a Roma i suoi più fidati agenti segreti con l’incarico di acciuffare e praticamente sequestrare l’opera pittorica del famoso connazionale “I Pastori d’Arcadia” (secondo l’opinione concorde degli studiosi emblema del mistero di Rennes-le-Chateau), riuscendo infine nell’impresa e nascondendola immediatamente alla vista del pubblico, a quanto si dice addirittura nella stanza più interna della sua residenza regale.
A mio modesto parere il motivo preciso della persecuzione di Foucquet era rappresentato proprio dall’amicizia profonda che intercorreva col celebre pittore de “I Pastori d’Arcadia”. Qualcuno avanza addirittura l’ipotesi che i due si siano incontrati diverse volte segretamente in Francia, dove Poussin si recava saltuariamente proprio per andare ad incontrare il suo potente mecenate, un uomo, non si dimentichi, che nel periodo del suo massimo fulgore aveva un potere talmente vasto da oscurare persino Mazzarino e l’intera corte reale! Chi, più di Foucquet, poteva aiutare questo pittore le cui tele esprimono verità tanto scottanti? Foucquet aiutò dunque Poussin, finanziandolo personalmente di nascosto tramite suoi fidati intermediari, uno dei quali era sicuramente il fratello Louis, l’estensore famoso dell’altrettanta famosa lettera, che di volta in volta si recava a Roma dove Poussin viveva appunto per fargli avere di persona gli emolumenti patteggiati. In effetti, proprio di patto si trattava. Foucquet offriva copertura politica ed anche un servizio di polizia a protezione dell’incolumità fisica di Poussin e a sua volta questi, molto addentro ai segreti vaticani essendo stato intimo amico di potenti cardinali del tempo, s’impegnava di tanto in tanto a rivelare al suo occulto protettore alcuni segreti scottanti che la società di quel tempo neppure poteva immaginare. Si tenga presente che Foucquet, forse in previsione appunto della rivelazione di questi ed altri segreti, aveva provveduto a far costruire nel nord della Francia diverse piazzeforti fortificate ed era entrato persino in possesso di una vera e propria flotta commerciale-militare, con la quale era in grado di far arrivare dovunque i suoi ordini. Questa fu la ragione principale del suo arresto. Non c’entra proprio niente l’accusa di malversazione e di abuso personale delle finanze pubbliche, questo era solo un pretesto colbertiano per scalzare dal suo posto il suo antagonista. Certamente una cosa è se una notizia viene in possesso di un uomo qualunque e un'altra è quando questa notizia entrasse nel patrimonio intellettuale di un uomo tanto autorevole quale era appunto Foucquet. Egli, col suo enorme potere, avrebbe potuto facilmente scalzare dal trono l’ancora giovane Luigi XIV, sostituirsi a questi e annunciare ai quattro venti tutto quello che sapeva da Poussin, con effetti politici e religiosi talmente dirompenti che l’intera struttura civile europea sarebbe potuta crollare in men che non si dica.
La Chiesa di Roma sarebbe stata la prima vittima di queste rivelazioni e sarebbe scomparsa in pochi attimi. Con la sua formidabile influenza politica ed essendo in grado di spiattellare ai quattro venti tonnellate di documenti storici segretissimi in rapporto alla vera natura di Gesù (accumulati in seguito al commercio di cui era il più grande fautore e che si ritiene fossero nascosti nella sua biblioteca privata che non a caso costava di non meno di trentamila volumi), una volta detronizzato Luigi XIV e fatto insediare al suo posto Gastone d’Orleans sposato con una sorella del Duca di Lorena (casato che secondo gli storici era al corrente del segreto di Poussin), Foucquet sarebbe diventato il vero padrone dell’Europa, sarebbe stato in grado di fondare una nuova religione ed in pratica nessuno avrebbe potuto più contrastarlo. Questa, a mio giudizio, è stata la causa della sua perdita ad opera di Colbert e dei suoi accoliti, presumibilmente imbeccati da spie prezzolate al soldo del Vaticano. Purtroppo per tutti noi, la Chiesa l’ebbe vinta, ma faccio presente che tuttora la partita è più aperta che mai; come si sa da tempo, attorno a Rennes-le-Chateau si sta giocando una durissima partita senza esclusioni di colpi, da una parte la Chiesa decisa a tutti i costi a mantenere nel segreto la vera storia di Gesù (che tra parentesi potrebbe anche non essere esistito con questo nome bensì con quello di un rivoluzionario di nome Giovanni sposato con una certa Maria Maddalena dalla quale avrebbe avuto una numerosa discendenza) e dall’altra un’organizzazione determinatissima di carattere massonico tesa allo scardinamento di tutti i dogmi di cui si ammanta e si è sempre ammantata la Chiesa per turlupinare interi popoli e nazioni di ogni periodo storico. Qualcuno potrebbe chiedermi a questo punto che c’entrano con questa vicenda Mattioli, Dauger, La Riviere, Lauzun e chi ne ha più ne metta rispondo che c’entrano nel senso di ingarbugliare la matassa del segreto e di allontanare i ricercatori dal vero mistero rappresentato dal rapporto intimo di Nicolas Foucquet col suo amico Nicolas Poussin. L’unica persona degna di nota, oltre naturalmente a Foucquet, è Dauger. Non c’importa chi egli sia veramente stato, è una circostanza di scarso valore. Se gli misero la Maschera di Ferro, non c’è dubbio che la portava in nome di Foucquet. Questa è la mia teoria.
Quale sarebbe stato dunque questo “segreto” di Poussin e di Foucquet e quindi della Maschera di Ferro? Dalle analisi fin qui condotte appare quasi certo (il dubbio è logico in queste circostanze) che il segreto riguardasse il vero e sinistro significato del dipinto I PASTORI D’ARCADIA, la cui chiave d’interpretazione potrebbe risiedere in quella pergamena di Sauniere decrittata che parla appunto di una Chiave 681, cifra numerica che corrisponderebbe all’altitudine del Monte Cardou (non si dimentichi che alcuni appassionati del mistero di Rennes-le-Chateau ritengono forse non a torto che il termine ARCADIA sia appunto un anagramma proprio di CARDOU).

lunedì 5 settembre 2011

Omaggio a Mercury !!! Oggi avrebbe compiuto 65 Anni


Si chiamava Farrokh Bulsara, era nato a Stone Town, nella parte vecchia di Zanzibar. Pochi forse sanno che il primo responsabile della sua carriera come cantante fu il preside del St. Peter College, la scuola che il giovane Farrokh frequentava nei pressi di Bombay, in India. Il preside suggerì ai genitori di fargli prendere lezioni di musica e pianoforte. Alcuni anni dopo, inizia a farsi chiamare Freddie e arriva in Inghilterra, appena diciottenne. Da lì una serie di incontri e band dalla vita più o meno breve, fino al 1970. Freddie comincia ad adottare il cognome Mercury e battezza il nuovo gruppo “Queen” (”È solo un nome, ma è molto regale e sembra splendido. È un nome forte, molto universale e immediato. Aveva un sacco di potenziale visivo ed era aperto ad ogni tipo di interpretazione. Ero certamente consapevole delle connotazioni gay, ma quello era solo uno dei suoi aspetti.”)
Due anni più tardi progetta il logo della band, basandosi sullo stemma reale del Regno Unito e includendo i segni zodiacali dei quattro componenti (Mercury aveva studiato arte e design all’Ealing Art College di Londra). La ‘rivoluzione’ non è solo grafica: inizia a indossare gli abiti della stilista Zandra Rhodes e, truccato vistosamente, trasforma gli show dei Queen in spettacoli molto teatrali, durante i quali instaura quel rapporto col pubblico che non abbandonerà - ricambiato - fino alla fine.
Nel 1980, Mercury cambiò notevolmente il suo aspetto, tagliandosi i capelli e facendosi crescere i baffi, seguendo il look detto "Castro clone", moda lanciata da alcuni omosessuali dell'epoca. Questa trasformazione fu inizialmente mal vista dai fan, che inviarono al cantante rasoi da barba usa e getta. Il 1981 sarà un anno di transizione; visse a Monaco di Baviera, in Germania, la cui vita notturna lo condizionò molto, non riuscendo a lavorare "quasi mai in condizioni psicologiche perfette".
Alla fine del 1982, i Queen, dopo il successo del The Game Tour e dell'Hot Space Tour, decisero di comune accordo di separarsi per un certo periodo; questo fu dovuto sia all'insoddisfazione dei fan, così come della band, della qualità dell'album Hot Space, nel quale non si riconoscevano, sia al deterioramento progressivo dei rapporti personali all'interno del gruppo. I quattro cominciarono così a dedicarsi a progetti solisti; Mercury in particolare, che aveva già ipotizzato tra gli anni settanta e gli anni ottanta di pubblicare un album proprio, collaborò con Giorgio Moroder, compositore e arrangiatore italiano specializzato in musica dance, per la nuova colonnna sonora della versione rieditata e restaurata del film di Fritz Lang Metropolis. Con lui scrisse il brano Love Kills, il suo primo singolo da solista , che raggiunse la decima posizione nella classifica britannica.
Il 13 luglio 1985 invece presero parte al Live Aid, un concerto umanitario organizzato da Bob Geldof che vide la partecipazione dei più importanti artisti internazionali, allo scopo di ricavare fondi in favore delle popolazioni dell'Etiopia, colpite da una grave carestia. I Queen si esibirono al Wembley Stadium di Londra ed i loro 20 minuti di canzoni "consegnarono alla storia i Queen e fecero di Freddie Mercury una leggenda.
Nel 1987 Mercury aveva abbandonato la sua vita pubblica, non organizzando più concerti e asserendo che un uomo di 40 anni non poteva saltare e cantare su un palco con una calzamaglia indosso. Alcune testate scandalistiche cominciarono a sospettare che Mercury fosse effettivamente malato; questi sospetti derivavano dall'aspetto del cantante, dall'improvvisa sospensione dei tour dei Queen e dalle confessioni di alcuni amanti pubblicate sulle pagine dei tabloid inglesi del tempo. Si fecero dunque sempre più rare le sue apparizioni pubbliche e Mercury si rifugiò sempre più nella Garden Lodge, la sua villa di Earls Court a Londra.
Il 22 novembre 1991, Mercury convocò nella sua casa di Earls Court il manager dei Queen Jim Beach per redigere un comunicato ufficiale, che venne consegnato alla stampa il giorno successivo:
« ...Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell'HIV e di aver contratto l'AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia... »
A poco più di 24 ore dal comunicato, Mercury morì alle 18:48 del 24 novembre 1991 all'età di 45 anni.

lunedì 29 agosto 2011

Edgar Cayce: Sette Profezie che si sono avverate



                                    

        1. Cayce prevede il Crollo delle Quotazioni di Borsa del 1929

Nel febbraio 1925, durante una lettura sulle vite passate per un medico ventiseienne, Cayce dichiarò che il giovane dottore si sarebbe presto trovato in possesso di una grande quantità di denaro. La lettura consigliò all’individuo di usare cautela e discrezione nel pensare alla sua ricchezza particolarmente davanti alle ”forze ostili che verranno poi nel 1929” (2723-1)
In un’altra occasione nel marzo 1929, sei mesi prima del crollo delle quotazioni di borsa, un operatore di borsa di New York ricevette un grave avvertimento dell’imminente “forte disturbo nei circoli finanziari” che stava per aver luogo (900-425). Cayce dichiarò: “ … possiamo aspettarci un NOTEVOLE cambiamento e un mercato al ribasso, chiaro? Questo problema esisterà tra quelli della riserva delle nazioni e gli INDIVIDUI e causerà – a meno che un’altra delle condizioni bancarie più SOLIDE non arrivino in soccorso – forti perturbazioni nei circoli finanziari. Questo avvertimento è stato dato, chiaro?”


                            2. La Seconda Guerra Mondiale

Nel 1935, in una dimostrazione sbalorditiva di percezione precognitiva, Edgar Cayce mise in guardia un ventinovenne agente di noli da eventi catastrofici che si stavano sviluppando nella comunità internazionale. In risposta ad una domanda riguardante gli affari globali, le letture descrissero un mondo intero in guerra. Pur non considerando la situazione come un destino necessariamente immutabile, Cayce avvertì che “le tendenze nei cuori e nelle anime degli uomini sono tali” che queste condizioni avrebbero potuto esserne le conseguenze:
Edgar Cayce: … per ciò che riguarda gli affari di genere internazionale, troviamo che questi creano grande ansia a molti, non solo come individui ma come nazioni.
E le attività che sono già iniziate hanno assunto tali proporzioni che dovrà esserci il tentativo di penalizzare parte di certi gruppi, o di consentire a certe categorie di gruppi di portarle avanti.
Ciò porterà allo schierarsi, per così dire, di vari gruppi o paesi o governi. Questo sarà opportuno per austriaci, tedeschi e più tardi per i giapponesi che si uniranno alla loro influenza; sarà invisibile e si espanderà gradualmente sfociando in affari che diventeranno, per così dire, quasi un’opposizione diretta a ciò che è stato il TEMA dei nazisti (gli ariani). Perché questi porteranno via via a crescenti animosità.
E a meno che non ci sarà un’interferenza da parte di ciò che molti chiamerebbero le forze e le influenze SOPRANNATURALI, che sono attive negli affari di nazioni e popoli, al MONDO intero – per così dire – sarà dato fuoco da parte dei gruppi militaristici e da quelli che in tali categorie sono “per” il potere e l’espansione … (416-7)

                  3. Lo Spostamento dei Poli Terrestri ha iniziato
                                       (predizione di Edgar Cayce del 1936)
“Domanda: quale grande cambiamento o l’inizio di quale cambiamento, se ce ne sarà, dovrà aver luogo sulla Terra nell’anno 2000 o 2001? Risposta: quando ci sarà uno spostamento dei poli; o inizia un nuovo ciclo.” (826-8 – 11 agosto 1936)
NOVA, il programma televisivo PBS, annunciò scoperte sorprendenti su poli e campi elettromagnetici del nostro pianeta. Il programma era intitolato “Tempesta magnetica” ed era stato scritto e prodotto da David Sington. Il motivo per cui questo ci interessa è che Edgar Cayce predisse che l’inizio della Nuova Era avrebbe coinciso con l’inizio di uno spostamento dei poli.
In questo programma gli scienziati spiegarono: “A 2000 miglia sotto i nostri piedi si trova il nucleo fuso della Terra. Qui un vasto oceano di ferro liquido genera una forza invisibile, il campo magnetico della Terra. E’ ciò che fa puntare le nostre bussole verso nord. Ma fa molto di più: aiuta a mantenere la Terra un pianeta vivente. I nostri vicini, Venere e Marte, avendo solo deboli campo magnetici, sono senza difese dalla radiazione micidiale che si estende in tutto il sistema solare. La Terra, d’altra parte, esiste all’interno di un vasto involucro magnetico, un campo di forza che per milioni di anni ci ha protetto nel nostro viaggio nello spazio.”
Ora gli scienziati hanno fatto una scoperta sorprendente: sembra che nelle profondità della Terra si stia preparando una tempesta che sta indebolendo il nostro scudo magnetico vitale. Peter Olson della Johns Hopkins University spiegò che “il campo magnetico della Terra è stato il nostro protettore per millenni, ed ora pare che stia per andarsene.”
Nella lettura 826-1 Cayce indicò che lo spostamento dei poli sarebbe diventato evidente nel 2000 o nel 2001. Il programma della NOVA rivelò che lo spostamento ha davvero cominciato nella regione dell’Oceano Atlantico meridionale, fra l’Africa e il Sud America. Qui la polarità nord-sud sta fluttuando avanti e indietro, indebolendo lo scudo contro la radiazione solare. Durante il processo di spostamento dei poli, lo scudo elettromagnetico del pianeta non convoglierà più i venti solari verso i nostri poli attuali dove vivono poche persone. Le luci del nord e del sud sono il risultato della radiazione che si muove verso i poli. Siccome la radiazione causa molti problemi, l’indebolimento dello scudo è un problema. Uno scudo magnetico debole significa anche che le luci del nord e del sud saranno visibili su tutto il pianeta, persino lungo l’equatore. Può essere un momento bello, meraviglioso, visionario per la Terra, ma non è un momento salubre per molti dei suoi abitanti.

             4. Convergenza delle Compagnie di Comunicazioni
La seguente è una lettura interessante del 1929 sulla convergenza di grandi compagnie di comunicazioni. Queste fusioni sono davvero accadute. Inoltre si è avverata la descrizione di Cayce di come vari canali di comunicazioni avrebbero lavorato in modo più cooperativo e strutturato.
(D) Avranno luogo le fusioni della compagnia delle comunicazioni come indicato nel 1928, l’American Tel & Tel – Int. Tel & Tel – [vedi 257-30, paragrafi 17-A, 18-A del 24/8/1928.]
(R) Queste unioni nelle forze di comunicazione, come è stato detto, AVRANNO luogo. Quanto al quando e come, considerate le condizioni che impediscono una coalizione al presente. Non solo devono essere cambiate alcune delle leggi in merito, ma molte delle società finanziarie più grandi devono essere persuase anche con la propria rovina. Questi cambiamenti saranno quindi GRADUALI e si verificheranno quasi come i vari servizi di corriere vennero a trovarsi fisicamente sotto la diretta correlazione in un’unica forma. Non che le sole guerre debbano produrli, ma le VOCI INCONTROLLATE su molti di questi, creando la necessità DELLE comunicazioni nei vari campi di venire sotto un’unica sovrintendenza, formeranno una coalizione fisica. Quanto al momento, nel tempo – possono passare anche degli anni, ma tutti i vari canali di comunicazione coopereranno fra di loro, e così i vari prodotti nei loro vari settori – come è stato detto – offriranno un’opportunit*à di investimenti nelle società finanziarie; e quanto all’interesse speculativo – sia quelle dell’aria sia quelle del contatto fisico, vale a dire quelle di Telegrafo, Telefono nonché la Radio o le Forze Operative Radiali – incluse International America, Western Union, Westinghouse e Radio. [Nota di Gladys Davis, stenografa: questa profezia si è avverata. Vedi 416-7 rapporti] Lettura 257-36 del 4 aprile 1929

            5. C’era una Comunità di Persone chiamate gli Esseni
Edgar Cayce descrisse gli esseni in dettaglio molti anni prima della scoperta dei rotoli del Mar Morto – testi attribuiti ad una setta allora poco nota chiamata gli esseni. Il primo dei rotoli del mar Morto venne scoperto nel 1947, due anni dopo la morte di Edgar Cayce. Cayce menzionò gli esseni in 171 letture diverse. Ecco alcuni stralci:
“Prima di questa troviamo l’entità durante quei periodi in cui c’erano molti disordini nel paese della Giudea, quando venne annunciato il profeta, il nuovo insegnante, e tutta la Giudea era passata a Giovanni. Allora l’entità fece parte degli studenti degli esseni, e fu in contatto diretto con molti che avevano fatto profezie, avevano cercato le testimonianze di o per la venuta della nuova luce a coloro che erano stati tenuti nel’oscurità dalla tradizione e dalle azioni di persone per un fine politico e religioso nel paese.” Lettura 489-1 del 17 gennaio 1934

“In quell’esperienza troviamo che l’entità era un’anima che cercava attraverso quelle associazioni e attività che portavano l’entità nell’ambiente greco-sirofenicio; e nell’attività in Palestina entrò là nella sua maturità di donna – come si direbbe al presente – facente parte della casa del consigliere di quelli che facevano affari con la gente di quel paese. Con l’avvento del dominio romano, le attività di quella gente diventò molto più importante; perché c’era la necessità di mantenere un equilibrio con ebrei, greci e romani. Quando iniziò il ministero del precursore, che di per sé portò nei rapporti personali dell’entità molti di coloro che erano in quella particolare setta di persone a cui l’entità era allora unita – gli esseni …
Essa divenne allora un rifugio o posto di accoglienza per coloro che avrebbero potuto diventare gli insegnanti, i ministri di culto per le attività degli esseni o insegnanti di cui il Maestro fu membro durante il soggiorno in Palestina.” Lettura 489-3 del 24 maggio 1934
“Questa fece parte del gruppo degli esseni i quali, guidati da Giudi, fecero le interpretazioni delle attività fatte nell’esperienza egizia, - come il Tempio della Bellezza e il servizio nel Tempio del Sacrificio. Quindi era in questo posto consacrato che questa selezione aveva luogo.” Lettura 1010-17 del 21 giugno 1942

                      6. Il Sangue come Mezzo Diagnostico
Durante il corso di una lettura fisica fatta per un individuo, la lettura previde dei progressi medici futuri che avrebbero reso possibile la diagnosi con una goccia di sangue. La lettura venne fatta nel 1927, in un periodo in cui la predizione sarebbe stata considerata una creazione della fantascienza:
Edgar Cayce: “… Perché, come si vede, nel corpo non esiste condizione a cui non si potrebbe risalire in quanto riflessa nel sangue, perché il flusso sanguigno non solo porta al corpo le forze di ricostruzione, esso prende anche le forze usate e le elimina attraverso i canali appropriati nelle varie parti del sistema. Per questo troviamo sangue rosso, sangue bianco e linfa, tutti contenuti nelle vene. Questi sono separati soltanto dalle piccolissime parti che agiscono come costruttori, filtri, distruttori o parti rianimanti del sistema – capisci? Per questo nel flusso sanguigno si vedono sempre i riflessi o segni evidenti di quella condizione che viene portata avanti nel corpo fisico. Arriverà il giorno in cui si potrà prendere una goccia di sangue e diagnosticare la condizione di qualsiasi corpo fisico …” Lettura 283-2

                            7. L’Effetto della Niña e del Niño
Sorprendentemente, il 28 maggio 1926 nella lettura 195-29, Edgar Cayce fece un collegamento fra i cambiamenti di temperatura nelle correnti oceaniche profonde e i cambiamenti climatici: “Via via che il caldo o il freddo nelle varie parti della Terra viene irradiato e correlato con il riflesso nell’atmosfera terrestre, questo nella sua azione cambia le correnti o i flussi nell’oceano …” Questa lettura riguardava il futuro dei raccolti di grano e degli schemi meteorologici, e i commenti di Cayce erano forse la sua versione di ciò che conosciamo tutti come la Niña e il Niño. Sono degli schemi meteorologici che sono il risultato di cambiamenti di temperatura nelle correnti profonde degli oceani terrestri. Questi cambiamenti nella temperatura delle correnti oceaniche hanno avuto effetti drammatici sul nostro clima, come Cayce previde.



http://www.edgarcayce.it/media/PROFEZIE.htm

martedì 28 giugno 2011

Rudy e Freddie, un amore segreto


RIVELAZIONI. UNO SCRITTORE RUSSO HA RICOSTRUITO LA VITA DEL MITICO RE DEL BALLETTO CLASSICO


Svelata la relazione che lego' Nureyev e Mercury, divo rock dei Queen In una cinquantina di lettere la testimonianza della loro amicizia. I due celebri artisti sono stati stroncati dall' Aids tra il 1991 e il ' 93

------------------------- PUBBLICATO ------------------------------ RIVELAZIONI Uno scrittore russo ha ricostruito la vita del mitico re del balletto classico TITOLO: Rudy e Freddie, un amore segreto Svelata la relazione che lego' Nureyev e Mercury, divo rock dei Queen In una cinquantina di lettere la testimonianza della loro amicizia. I due celebri artisti sono stati stroncati dall' Aids tra il 1991 e il ' 93 - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - Rudy amava Freddie. E Freddie amava Rudy. Il mitico re del balletto classico Rudolph Nureyev e il leggendario divo del rock Freddie Mercury hanno vissuto una storia d' amore, intensa e appassionata. Che e' restata segreta, fino a ieri, quando il quotidiano britannico "Daily Express" l' ha svelata ai propri lettori dopo averla scoperta spulciando la biografia "Nureyev senza trucco", pubblicata a Mosca dallo scrittore russo Yuri Mattew Ryuntyu. "Si incontravano tutte le volte che potevano e passavano ore intere al telefono quando erano lontani", viene rivelato dal libro ancora fresco di stampa. E, come prova inconfutabile della loro relazione, sono proposti estratti di una cinquantina di lettere spedite allo scrittore australiano Patrick White da Nureyev, lettere in cui confessava e descriveva con delicatezza il suo sentimento per il leader dei Queen: "Non posso piu' mangiare, bere, dormire senza di lui. Detesto i fusi orari che ci tengono lontani". In quelle missive Rudy si riferiva a Freddie chiamandolo "Eddie". Soltanto quando Mercury mori' il 4 novembre ' 91, a 45 anni, Nureyev smise di storpiare il nome dell' amato: "E' voluto morire solo nella sua casa di Londra. Pioveva e io piangevo la morte del grande Freddie". Nureyev e' morto 14 mesi dopo Mercury, il 6 gennaio ' 93, a 54 anni. Tutti e due annientati dall' Aids. Della vita amorosa di Nureyev, egocentrico, avaro di confidenze e temuto "mangia giornalisti", non e' mai trapelato niente. Anche i giornali scandalistici si sono sempre guardati dallo scavare nel suo privato. Ma ora l' autore della biografia rivela innumerevoli particolari piccanti. Oltre alla love story con il provocante rocker suddito di Sua Maesta' , rivela diversi altri amori omossessuali vissuti dall' imprevedibile tartaro e sottolinea quanto la solitudine lo spingesse a cercare compagni occasionali. "C' e' un gran buco nella mia vita. Giro, viaggio, danzo e sto male se non lo faccio tutti i giorni. Ho successo, passo le serate insieme con gente sempre nuova, ho tante case e non ne ho nessuna. Ammirazione, parenti, amore, si' ma a distanza. Non ho tempo", disse di se stesso una volta Nureyev. Aggiungendo: "Sono un uomo consumato da un' unica passione, cieco per tutto il resto: sento solo il desiderio insopprimibile della danza e di nient' altro". "Il successo mi ha portato ad essere idolatrato da milioni di persone in tutto il mondo. Ma questo mi ha impedito di avere l' unica cosa di cui avevo veramente bisogno: una vera relazione d' amore", confesso' poco prima di morire il carismatico Mercury che mai nascose la sua capacita' di amare uomini e donne e per questo fu bersaglio prediletto per 20 anni e piu' della stampa pettegola.
Pozzi Gloria
 Corriere della Sera

lunedì 27 giugno 2011

George Adamski

IL LEGGENDARIO GEORGE ADAMSKI

La leggenda di George Adamski. Alla scoperta del capostipite dei "contattisti".

dall'articolo di Roberto Pinotti

È considerato il capostipite dei "contattisti", ed anche il più discusso.
Per Adamski si arrivò a creare, negli Stati Uniti il neologismo: "contactee", in italiano "contattista", per indicare "chi dice di aver avuto un contatto con i piloti dei dischi volanti".
Ci si chiede se i suoi "contatti" sono realmente avvenuti e se i sei testimoni, che vi avrebbero assistito (le due coppie di coniugi George Hunt e Betty J. Williamson, Alfred C. e Betty M. Bailey, oltre a Lucy McGinnis ed Alice K. Wells), hanno dichiarato la verità.
Nel libro "The Saucers Speak" ("I dischi parlano"), sono trattati i contatti radio stabiliti prima e dopo il famoso 20 novembre 1952, proprio dai coniugi Williamson e Bailey, insieme agli studenti Betty Bowen e Ronald Tucker.
I contatti radio erano veri? Erano veri i calchi delle impronte che il presunto Venusiano avrebbe lasciato sul terreno, e le fotografie scattate, secondo Adamski, il 13 dicembre allo stesso veicolo atterrato 23 giorni prima a Desert Center mentre sorvolava la sua casa?
Nessuna prova di carattere scientifico può documentare come reali gli avvenimenti descritti in "Flying Saucers Have Landed" (tradotto in italiano: "I dischi volanti sono atterrati"), il primo libro scritto da Adamski, nel 1955, insieme a Desmond Leslie.

PROVE CONTRO E PROVE A SOSTEGNO
L'organismo civile americano per lo studio degli UFO, NICAP (National Investigations Committee on Aerial Phenomena) di Washington, non ha dato mai alcun credito a quanti hanno affermato di essere entrati in contatto con presunti extraterrestri.
Nel classico "The UFO Evidence" leggiamo a proposito delle foto adamskiane:
«A causa dei trascorsi del sig. Adamski, sedicente professore di filosofia mistica orientale (la cui validità gli sarebbe stata in seguito confermata dai suoi "extraterrestri") e per almeno una sua affermazione dimostratasi del tutto falsa in seguito alle indagini del NICAP, le sue fotografie sono considerate dubbie».
Fra i detrattori di Adamski:
Lo scrittore Frank Edwards, che identificò il "ricognitore venusiano" di Adamski, nella "parte superiore di un aspirapolvere", fabbricata nel 1937.
L'USAF, l'aeronautica Militare statunitense, che riconobbe "la parte di un umidificatore di tabacco".
Altri detrattori vollero vedervi un "lampione stradale"…
A favore di Adamski:
L'operatore cinematografico di Hollywood, Marley, il quale non esitò a definire le foto autentiche.
J.N. Mansour, della Jetex Ltd., ditta produttrice di aeromodelli, esaminò i negativi originali e la macchina fotografica montata sul telescopio di Adamski e confermò che l'oggetto delle foto non era un modello ma sembrava delle dimensioni dichiarate dall'autore: almeno 10 metri e mezzo di diametro.

IN MOLTI LUOGHI SI VEDONO UFO DELLO STESSO TIPO
UFO dello stesso tipo di quello descritto in "I dischi volanti sono atterrati" furono segnalati da altre parti:
Nell'ottobre del 1953 su Norwich (Inghilterra), l’astrofilo Potter della British Astronomical Association effettuò l'osservazione di un ordigno che descrisse come l'esatta riproduzione (rovesciata dal telescopio con cui la vide) della macchina di Adamski.
Nel 1954, il tredicenne Stephen Darbishire di Coniston (Inghilterra) fotografò un UFO che volava su una collinetta. L’immagine mostrava un oggetto brillante dai contorni indistinti.
Una proiezione ortografica, eseguita dall'ing. Leonard Cramp, confermò che gli oggetti delle foto di Coniston e di Adamski erano delle medesime proporzioni.
Il NICAP affermò: "Non sembra evidente alcun motivo per un trucco…"
L'ufologo spagnolo Antonio Ribera, si è chiesto: "Cosa c'è di vero nel caso Adamski?"
La cosa più sensata è credere, per il momento, nell'autenticità delle fotografie, tanto di George Adamski che di Stephen Darbshire e ipotizzare che queste abbiano ispirato al primo le sue fantastiche storie sui Venusiani.
Sempre secondo Ribera, un'altra osservazione sembra costituire una nuova conferma all'autenticità:
Il 15 settembre 1965, dalle cinque alle otto di sera, furono visti su Santa Coloma (Andorra) e così pure dalla vicina Engordany, due UFO del "tipo Adamski" (con le tre sfere o "dispositivo di atterraggio" nella parte inferiore e a forma di campana) posti uno sopra l'altro, che improvvisamente partirono verticalmente a gran velocità...
Probabilmente, Adamski ha costruito una storia fantastica su un episodio autentico…
In "I dischi volanti sono atterrati", però, Adamski dichiara che il decollo del "disco" da Desert Center doveva essere stato osservato da aerei militari in volo sulla zona, facendo riferimento ad un B-36 dell'USAF.
In una lettera inviata il 3 Agosto 1956 dal Centro Informazioni Aereotecniche della base USAF di Wright-Patterson al cittadino Richard Ogden, si ha la conferma delle segnalazioni di un UFO da parte di un pilota militare, sulla zona di Desert Center, appunto il 20 novembre 1952.
Un altro elemento, che potrebbe riferirsi direttamente al presunto contatto nel deserto, è il misterioso scritto avuto da Adamski, a suo dire, il 13 dicembre 1952.
Gli stranissimi segni impressi sulla pellicola sono stati da molti indicati come uno spettacolare ma ingenuo falso.
Nel 1949-50, il noto archeologo ed esploratore professor Marcel Homet, nelle impervie regioni del Brasile nord-orientale, aveva scoperto un ciclopico blocco roccioso ovoidale coperto da numerosi indecifrabili gruppi di ideogrammi: la Petra Pintada, frutto di un'ignota cultura preincaica.
Il professor Homet elaborava il materiale raccolto nel volume "I figli del sole", mentre Adamski pubblicava "I dischi volanti sono atterrati".
Uscito il libro di Homet, si costatò che gli ideogrammi erano gli stessi sia nella "Petra Pintada" sia nel messaggio adamskiano.
Non era pensabile che Adamski potesse essere venuto a conoscenza delle scoperte del professor Homet.

A BORDO DEI DISCHI VOLANTI
Nel 1955, uscì un secondo libro: "Inside the Space Ships" (tradotto in italiano: "A bordo dei dischi volanti"); dove Adamski affermava di essere stato avvicinato da emissari di extraterrestri nel febbraio del 1953, a Los Angeles, in California. I suoi contatti sarebbero avvenuti con un gruppo di piloti, a loro dire originari dei pianeti Venere, Marte, Saturno.
Adamski sarebbe stato portato, con degli apparecchi dello stesso tipo di quello da lui fotografato, a bordo di due gigantesche astronavi madri cilindriche orbitanti intorno alla terra. Qui egli avrebbe parlato a lungo con alcuni piloti (in particolare "Firkon" di Marte e "Ramu" di Saturno) e anche con il Venusiano "Orthon" incontrato il 20 novembre 1952; in seguito avrebbe parlato con due "Maestri" o "Saggi".
Adamski affermò che tutti gli extraterrestri dimostrarono di avere delle facoltà telepatiche e di conoscere molto bene la lingua inglese.
George Adamski nel libro descrive degli esseri molto superiori agli uomini della Terra, sia fisicamente sia spiritualmente; descrive con convincente efficacia alcuni aspetti della loro vita, la tecnica avanzatissima, gli eccezionali poteri psichici; parla della loro scienza, della filosofia sulla reincarnazione e dell'intima, gioiosa visione della vita, rivolta a una maggiore conoscenza della Creazione, dell’Uomo e dell'Ente Supremo.
Nel libro si legge che:
- Il nostro Sistema Solare sarebbe composto di più di nove pianeti, con condizioni ambientali, per molti di essi, non molto diverse da quelle della Terra.
- I principi del bene e del male sarebbero universali.
- La razza umana, adattatasi alle particolari condizioni ambientali di ciascun pianeta abitabile, sarebbe diffusa in gran parte della nostra Galassia.
È descritta anche quella che sarebbe la storia dimenticata delle origini dell'uomo.
Secondo Adamski, la specie umana sarebbe di origine extraterrestre e la Terra sarebbe solo uno dei tanti pianeti colonizzati. Sulla Terra - gli avrebbero rivelato i Fratelli (così da lui definiti) - si sarebbero stabiliti in epoche antichissime alcuni nuclei provenienti da diversi sistemi solari. Gli sconvolgimenti geologici, che fecero spesso a cambiare completamente l'aspetto della superficie terrestre portando interi continenti, come Atlantide, ad essere sommersi, li avrebbero successivamente distrutti e dispersi.
I pochi superstiti, resi barbari e degenerati, al colmo dell'abbrutimento, potrebbero essersi anche uniti a specie umanoidi autoctone, forse in fase di evoluzione dalle scimmie antropoidi, dando così origine a razze inferiori ibride, erroneamente considerate i vari "anelli" della "evoluzione" umana.

LA TERRA: UNA PRIGIONE PER EXTRATERRESTRI
Sulla Terra, considerata ormai un pianeta inadatto alla colonizzazione, sarebbero stati successivamente portati gruppi di elementi "indesiderabili" provenienti da vari pianeti: individui violenti che si sarebbero imposti agli ibridi terrestri che, con l'ignoranza propria dei primitivi, videro in essi degli dei.
Talvolta, sarebbe avvenuto l'intervento di "squadre di vigilanza", ma in generale, gli extraterrestri si sarebbero limitati a semplici azioni di ricognizione sistematica, senza interferire direttamente nelle nostre questioni.
I progressi dell'uomo della Terra, nei campi della fisica nucleare e dell'astronautica, avrebbero indotto gli extraterrestri ad intensificare le loro azioni di controllo nell’immediato dopoguerra, portando non pochi di loro ad operare segretamente fra noi, servendosi di basi d'appoggio nascoste.
La "Confederazione", di cui farebbero parte i mondi abitati del nostro settore galattico, pur deprecando il nostro tipo di civiltà ed in modo particolare la guerra e l'applicazione bellica dell'energia nucleare, non sembrerebbe intenzionata ad interferire, in nome del libero arbitrio; ma ci lascerebbe libertà nelle nostre azioni, purché queste ultime non si dimostrino pericolose per l'equilibrio del Sistema Solare o rivolte ad un olocausto nucleare con la distruzione della Terra.
Un contatto con loro non ci sarebbe assolutamente imposto, per evitare il trauma del confronto fra la nostra realtà e la loro: le popolazioni della Terra sarebbero impreparate ad un evento simile.
Adamski conclude affermando che il contatto con questi popoli extraterrestri dovrà esserci, presto o tardi, quindi i vari governi dovranno preparare le masse a questo avvenimento storico. I governi, però, non parlano. Comprensibilissimo: chi di loro avrà il coraggio di proclamare al mondo una realtà che comporterà inevitabilmente un sovvertimento o un ridimensionamento totale di tanti aspetti della vita sociale e statale?
Fantasie di un visionario?

UN "PREDICATORE" PER TUTTA LA VITA
Ray Palmer, editore americano del Wisconsin, alcuni anni dopo la pubblicazione di "I dischi volanti sono atterrati", affermò che Adamski gli aveva sottoposto nel 1943 un racconto avente la medesima trama del suo primo libro.
Al posto del pilota Venusiano, però, dall'UFO discendeva Gesù Cristo.
Palmer scrisse nel 1965:
«Noi non abbiamo mai definito Adamski un bugiardo ed ancora oggi accettiamo la sua storia per vera, pur sapendo che egli non incontrò nessun venusiano nel deserto nel 1952, che le impronte di quest'ultimo sono una contraffazione, e che egli non è mai salito a bordo del "ricognitore" di Venere».
Questa la sua conclusione:
«Adamski aveva un esperienza, genuina in ogni dettaglio, da rendere nota, ma dovette fare uso della saga dei dischi volanti come di un mezzo atto a proclamare il suo messaggio».
Adamski si dedicò completamente alla predicazione di tale "messaggio" di buona volontà dei "Fratelli" dello spazio, nonostante l'età avanzata.
Per rispondere alle migliaia di lettere che gli erano indirizzate, scrisse l'opuscolo "Questions and Answers" e quindi il volume "Flyincy Saucers Farewell" (tradotto in italiano: "I dischi volanti torneranno"), poi ancora "Cosmic Philosophy", "Telepathy" ed uno "Science of Life Study Course" limitato ad una ristretta cerchia di discepoli.
I fondi ricavati erano impiegati esclusivamente per alla sua predicazione.
Nel 1959 in un viaggio nel mondo, per un cielo di conferenze sulle sue esperienze, fu ricevuto dalla Regina Giuliana d'Olanda. In seguito visitò la Scandinavia e creò un International Get Acquainted Program (IGAP).
Nei giorni immediatamente precedenti la morte di Giovanni XXIII, ebbe un contatto con il Vaticano, contatto del quale non trapelò nulla.

UN INCONTRO SEGRETO CON PAPA RONCALLI
Adamski avrebbe portato un messaggio per il Pontefice, messaggio che si limitò a consegnare nelle mani di Papa Roncalli.
Giunto improvvisamente a Roma dagli USA e fattosi vivo con Lou Zinsstag, (una svizzera parente del caposcuola della psicanalisi post-freudiana Carl Gustav Jung,) e con il Console dottor Alberto Perego, egli fu visto entrare in Vaticano poco prima della morte del "Papa buono".
La Segreteria di Stato di Sua Santità, successivamente interrogata dall'inglese Ronald Caswell in merito alla natura della presunta visita di Adamski a Papa Giovanni morente, comunicò testualmente all'interessato, che "non era possibile fornire le informazioni richieste".
Rimane che Adamski sia giunto a Roma e ripartito dopo la visita in Vaticano, evitando qualsiasi pubblicità.

Il dottor Roberto Pinotti (autore dell'articolo da noi qui ripreso N.d.R.), porta la sua testimonianza sull'episodio e sulla personalità di Adamski:
«"Credo - scrisse Adamski in una lettera indirizzataci il 15 luglio 1964 - che il messaggio dei Fratelli per il Papa avesse a che fare con il suo successore, poiché quanto questi era il favorito di Papa Giovanni".
Cattolico praticante, Adamski vide nell'ecumenismo conciliare la migliore conferma della sintesi fra cristianesimo ed esoterismo orientale che, in un clima evangelico e comunitario, aveva perseguito fin dagli anni Trenta col suo "Ordine Reale del Tibet": una sintesi che a suo dire si identificava con la visione del mondo degli Extraterrestri.
Gentile, preciso e telegrafico nelle risposte agli interrogativi che gli ponevamo periodicamente nelle nostre lettere, a conferma del contenuto dei suoi libri, Adamski dimostrò di essere dominato, negli ultimi anni della sua vita, da una problematico di carattere esistenziale e spirituale, più che di tipo scientifico».

Nel 1961 Adamski dichiarò di essere stato portato su Venere e di avervi incontrato la moglie Mary scomparsa qualche anno prima, reincarnata in una bambina venusiana.
I "Fratelli", rispondendo in tal modo ai suoi dubbi circa la realtà dell'immortalità e della reincarnazione dell'anima, si trasformarono così per lui in una sorta di "guide spirituali".
Non era finita.
Dopo Venere, Saturno: dal 27 al 30 Marzo 1962, Adamski affermava di esservi rimasto, quale osservatore, nel corso di una riunione dei 12 consiglieri del nostro Sistema Solare.
A questo punto era sempre più difficile seguirlo.

FENOMENI MEDIANICI
Nel 1964, il suo ex-segretario C.A. Honey scrisse:
«Le affermazioni di Adamski, circa il suo viaggio su Saturno, sono in completo accordo con le esperienze dello stesso tipo che i sensitivi (medium) riferiscono ogni giorno. Un'altra ragione per cui credo che egli si sia ingannato, pensando di avere fatto un viaggio sul piano fisico, è che egli cominciò a fare ricorso alla trance medianica circa due anni fa…»
Concludendo:
«Reputo che i Fratelli lo abbiano sotto controllo ipnotico. Penso che il suo viaggio su Saturno si sia compiuto nello stesso modo».
Ci si chiede così se all'origine delle presunte esperienze di Adamski non vi siano stati dei fenomeni soggettivi di bilocazione, ma tutto ciò porta in una dimensione inesplorata e poco controllabile.
Si ritiene che Adamski avesse delle facoltà telepatiche.
Nel 1959, subito dopo l'udienza avuta dalla Regina Giuliana d'Olanda, Adamski si fermò a Roma dove fu ricevuto all'aeroporto dal console Alberto Perego, noto studioso della questione degli UFO.
Mario Maioli confermò a Roberto Pinotti che Adamski dimostrò di possedere delle facoltà inconsuete.
Adamski, Perego e Maioli erano stati a cena al ristorante, discutendo delle presunte esperienze di Adamski. I tre uscirono dal locale e si resero conto che sarebbe stato impossibile, ad un'ora simile, trovare un taxi. "Seguite me", disse Adamski ai suoi accompagnatori, "il taxi è da questa parte!". Sicuro di sé, come se avesse conosciuto Roma da sempre, Adamski si avviò per un dedalo di vicoli e strade finché, indicando una certa auto, esclamò: "Ecco il nostro tassista!", "Ma è un'auto privata, che fa?", obiettò Maioli. "...Ma er mestiere mio è proprio questo!", disse il conducente in romanesco. "Puro noi abusivi avemo da magnà... Su, venite..." Perego e Maioli si guardarono allibiti.
All'uscita del ristorante Adamski aveva "sentito" telepaticamente il pensiero di quell'abusivo?
La figura di quest'uomo costituisce un vero e proprio caso limite; chi lo vuole profeta, chi impostore, chi visionario.
Una cosa però è certa: se mai egli avesse voluto un epitaffio in grado di rendergli giustizia sulla propria tomba, probabilmente nessuna frase sarebbe stata più indicata delle frasi contenute nel quarto capitolo di "Inside the Space Ships", intitolato "Il mio primo sguardo allo spazio" e riferite al primo viaggio compiuto dall'autore a bordo di un "disco volante":
«...Ebbi una certa sorpresa nel costatare come lo sfondo dello spazio interplanetario sia totalmente nero. Nondimeno, mi resi subito conto che qualcosa stava accadendo tutt’intorno a noi, come se miliardi e miliardi di lucciole stessero svolazzando ovunque, muovendosi in tutte le direzioni, appunto come fanno le lucciole. Soltanto, erano di diversi colori, come in un gigantesco spettacolo di fuochi d'artificio, che era però di una tale bellezza da incutere un riverente timore…»
Nel suo libro, apparso in America nel 1955, Adamski aveva descritto le cosiddette "lucciole spaziali", osservate dai nostri astronauti in orbita intorno alla Terra e delle quali mai si poteva sospettare l'esistenza prima del 1961.

IL VENUSIANO ADAMSKI
Antonio Ribera ha scritto:
«La principale obiezione che muoviamo al bel venusiano di Adamski, è proprio la sua bellezza tanto venusiana. Però, analizzando più dettagliatamente la questione, abbiamo scoperto anche di più: che l'essere dello spazio tanto bello è lo steso Adamski, idealizzato. È una proiezione, un'incarnazione degli ideali di questo filosofo pacifista con atteggiamenti da vegetariano e da teosofo.
Il suo venusiano è un Adamski biondo come era lui, però più giovane, più bello e che predica la pace e la fine della corsa agli armamenti atomici.
I suoi propositi innegabilmente buoni fanno sì che gli si possa perdonare, in parte.
Probabilmente, Adamski creò il suo mito basandosi su qualche fatto reale: l'osservazione di un UFO, le sue fotografie. Se il suo venusiano non gli somigliasse tanto, fino a sembrare quasi un suo figlio spirituale, crederemmo di più in lui. Però Adamski si è portato il suo segreto nella tomba, morendo il 23 Aprile 1965 di un attacco cardiaco nell'ospedale di Washington. Riposi in pace».

SEPOLTO NEL CIMITERO DEGLI EROI
Ma perché ad Arlington, il cimitero degli eroi?
Adamski aveva prestato servizio militare di leva, durante la Grande Guerra "imboscato" in cavalleria lungo il confine messicano. Quale servizio reso alla nazione gli si riconosceva accogliendone i resti ad Arlington?

Ancora il dottor Roberto Pinotti ricorda:
«Egli, dal canto suo, difese il suo primato: nelle numerose lettere indirizzateci nei due anni (dal 1963 al 1965) in cui siamo stati in rapporto epistolare, "GA" bolla con pesanti giudizi tutti gli altri contattisti americani e di altri paesi venuti alla ribalta nella sua scia, invitando a diffidare, in particolar modo, di quanti - per i loro pretesi contatti - facciano sistematicamente ricorso a fenomeni di ordine medianico e di quanti credono di ricevere messaggi "telepatici". Adamski, infatti, lo si consideri un abilissimo imbroglione od un fedele testimone, fa invariabilmente parlare i suoi extraterrestri, limitandosi solo a prendere atto delle loro rivelazioni e senza anzi mancare di rivelare come i suoi amici sembrassero talvolta volergli nascondere qualcosa: "Avvertii - leggiamo nel capitolo nove di "A bordo dei dischi volanti" che vi potevano essere delle cose che essi non intendessero farmi vedere...»

E se Adamski fosse stato ingannato dai suoi interlocutori anche sul loro luogo di provenienza...?
Leon Davidson, ha ravvisato nei "piloti" di Adamski dei terrestri, agenti della CIA, con l'incarico di presentarsi come originari di mondi inabitabili, con lo scopo di dare origine a testimonianze non credibili e quindi false; per gettare discredito sulla questione degli UFO e sulla loro origine extraterrestre.
Adamski, dunque, come strumento di controinformazione sugli UFO.
Una lettera del 1957, in fotocopia, fu fatta pervenire da Adamski al dottor Roberto Pinotti.
Nella lettera, indirizzatagli su carta intestata del Dipartimento di Stato da un certo R. E. Straith al quale non fu più possibile risalire; si dice al "contattista" di proseguire il suo operato.
Adamski lo ha fatto, autentico o falso che fosse l'invito.
Come afferma Aimé Michel, nessuno più di lui - in buona fede o no - ha contribuito a complicare il già complesso quadro dell'ufologia, screditando nel contempo l'intera questione agli occhi di quegli studiosi che avrebbero potuto e dovuto dare un contributo notevole alla sua soluzione.
In ogni caso, George Adamski ha acquisito un posto di primo piano nella storia del fenomeno UFO.