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domenica 24 luglio 2011

LA CAPPELLA DI ROSSLYN



La prova che forse l'avventura dei Templari non si sia chiusa col rogo del loro ultimo Gran Maestro Jacques De Molay a Parigi (1314) è qui in Scozia, a Rosslyn, a soli 16 km da Edimburgo. Rosslyn e la sua famosa cappella sembrano fatte apposta per custodire nei secoli un importante segreto. Infatti in gaelico, l’antica lingua celtica usata dagli scozzesi, "Rosslyn" vorrebbe dire: "Antica conoscenza tramandata di generazione in generazione"Rosslyn, una località già considerata sacra dai Celti, le sue pietre e le sue sculture sembrano davvero nascondere un'antico sapere e, forse, anche un tesoro. Di sicuro la cappella nasconde mille richiami a culti babilonesi ed egiziani, riferimenti celtici e scandinavi, mistica ebraica e cristiana. Un po' troppo per una semplice cappella di famiglia…La Cappella di Rosslyn è stata costruita in soli quattro anni, tra il 1446 e il 1450, da un signore locale: il Conte William di St. Clair. William di St.Clair, figura chiave di questa storia, poiché sepolto nella cripta di questa cappella.Come molti altri membri della famiglia dei St.Clair, William riposa nella cappella che fece costruire secondo un progetto preciso. I lavori iniziarono il 21 settembre 1446, nel giorno di San Matteo ma anche nel giorno dell'equinozio d’autunno, e la cappella venne inaugurata esattamente 4 anni dopo. William St. Clair era un nobile strettamente legato al mondo esoterico e – come dimostrano alcune incisioni in questa cripta – era anche legato al mondo della Massoneria di cui sembra fosse un alto esponente. Non solo, i St. Clair occupano un posto importante nella storia dei Templari: un conte di St.Clair partecipò alla prima crociata, quella al termine della quale, nacquero i Templari; una Saint Clair sposò il fondatore dell'Ordine, Ugo di Payns nel 1101: Catherine di Saint Clair. Molti membri della famiglia furono in seguito cavalieri Templari. Ora la Massoneria divide con i Templari alcuni punti comuni che, guarda caso, il Conte William volle fissare a modo suo a RosslynA Rosslyn è anche la tomba di Henry St.Clair, nonno di William. Alcuni vecchi manoscritti, oltre ad alcune raffigurazioni di aloe e mais (su un paio di colonne della cappella), piante sconosciute in Europa prima della scoperta dell'America, fanno pensare che Henry St. Clair abbia raggiunto, quasi un secolo prima di Cristoforo Colombo, le coste americane insieme al navigatore veneziano Antonio Zeno. Ma perché e con chi? Anche in questo caso ritornano i Templari sfuggiti alle persecuzioni del Papa e del Re di Francia riuscirono a fuggire soprattutto in Scozia. Sappiamo che il tesoro dei Templari non venne mai ritrovato e c'è chi pensa che questo sia stato messo in salvo dagli stessi Templari grazie alla loro flotta, sparita anch'essa al momento del crollo. Quella flotta e il tesoro dei Templari raggiunsero forse la Scozia, un regno in lotta col Papa e quindi ospitale per i cavalieri fuggiaschi? Di certo c'è che St. Clair e Zeno, con 12 navi, raggiunsero alla fine del '300 il Nord Ovest dell'attuale Canada, oggi chiamata non a caso "NUOVA SCOZIA" , stabilendo un presidio a New Poss, a poco più di 30 km da quell'Oak Island dove si pensa che sia stato sepolto il favoloso tesoro dei Templari. Ma forse non tutte le ricchezze in possesso dei Templari sono state sepolte fuori dall'Europa. Qualcosa potrebbe essere anche qui, a Rosslyn. Risalendo dalla cripta la prima cosa che si incontra è forse il particolare più famoso di tutta la Cappella di Rosslyn: la "Colonna dell’Apprendista". E' questo forse l'esempio più evidente dell'ambiguità di questa costruzione che, formalmente cristiana, presenta numerosi riferimenti e simboli a culture e religioni che col cristianesimo nulla hanno a che fare: qui, ad esempio siamo di fronte ad una raffinata raffigurazione dell'Albero della Vita della tradizione biblica, raffigurazione integrata da alcuni riferimenti pagani come i draghi (figure sconosciute alla mitologia ebraico-cristiana) posti alla base. Dalle fauci fuoriescono viti rampicanti che si estendono a spirale per tutta la lunghezza della colonna. Alcuni vedono in questo un legame con la mitologia nordica, secondo la quale un drago rosicchia le radici dello Yggdrasil , il grande albero cosmico che sostiene l'Universo. Alcune teorie, inoltre, suggeriscono che questa colonna possa contenere uno scrigno di piombo in cui è nascosta la leggendaria coppa usata da Gesù in occasione dell’Ultima Cena, e successivamente usata per raccogliere il suo sangue, il Santo Graal.Questa colonna è poi anche importante perché sembra legare, già dal proprio nome, il mito fondatore della Massoneria, con i Templari e con la storia della Cappella stessa. Si dice che il disegno di questa colonna, il più complesso di tutta la Cappella, sia stato disegnato dallo stesso William Sinclair, il disegno era così complesso che il mastro scalpellino non sapeva come realizzarlo. Da qui la decisione di andare a Roma per studiare meglio: ma mentre il Maestro era fuori, uno dei suoi ragazzi di bottega decise di propria iniziativa di eseguire il lavoro, dopo aver ricevuto in sogno le dovute istruzioni. La colonna venne benissimo ma quando il Maestro tornò da Roma fu preso da un'attacco di gelosia e uccise il giovane. La storia ricorda molto la leggenda massonica della morte di Hiram Abiff, architetto del Tempio di Salomone, il Tempio da cui presero il nome i Templari a Gerusalemme dopo la prima crociata.A rendere ancora più evidente il parallelo Massoneria-Templari-Rosslyn c'è poi il fatto che la Cappella, secondo i voleri di St. Clair, è costruita secondo la piante del Tempio di Erode, costruito al tempo di Gesù sullo stesso luogo in cui era sorto il Tempio di Re Salomone.Tra i vari punti di contatto tra le due costruzioni ricordiamo che le due colonne dell'Apprendista e del Maestro, corrisponderebbero alle due colonne portanti dell’antico tempio, quelle di BOAZ (l'Apprendista) e JACHIM (il Maestro)Al centro della navata, a metà tra le quarta colonna di destra e di sinistra, starebbe il centro di una ideale Stella sei punte. Un punto che nel tempio originario corrispondeva al punto in cui era custodita l’Arca dell’Alleanza.E' forse questo quello che i moderni Templari hanno annunciato di voler cercare nel sottosuolo di Rosslyn grazie alle più moderne tecniche di ricerca tramite gli ultrasuoni? E' quanto ha dichiarato di voler fare lo scorso gennaio John Ritchie, Grande Araldo e portavoce dell’ordine dei Cavalieri Templari .Vero o falsi che siano, i Templari di oggi possono comunque vantare un fatto indiscutibile. Le tracce di una presenza templare posteriore al 1307 sono forti qui in Scozia e nei dintorni di Rosslyn in particolare. Numerose tombe, chiese e cappelle, alcuni fatti d'arme (la vittoria di re Bruce contro gli inglesi nel 1314, ad esempio), le stesse croci templari presenti in quantità nella Cappella di Rosslyn…

lunedì 18 luglio 2011

Napoli, il mistero della Pietrasanta Sotto la chiesa un cunicolo segreto per i i riti di fede dei Templari


di Paolo Barbuto
Pare l’inizio di un romanzo d’avventura di quelli che finiscono in cima alle classifiche e si trascinano dietro programmi tv e filmoni d’azione; invece è una storia tutta napoletana che si svolge nel cuore della città, a via dei Tribunali.
Il luogo è quello un po’ magico della basilica della Pietrasanta, la guida è Luca Cuttitta, speleologo e presidente de «La Macchina del Tempo», che gestisce il sottosuolo di quella chiesa. Il viaggio nelle viscere della terra è avventuroso: si passa attraverso la cripta a 6 metri di profondità, si scende ai margini di uno strapiombo che raggiunge i 25 metri, si prosegue con un tuffo dentro una antica cisterna che raggiunge la quota di meno trentacinque metri. Significa infilarsi nell’antico acquedotto prima greco e poi romano; significa soprattutto buio fitto e grande attenzione, per adesso: «Tra qualche mese diventerà l’unica cavità europea completamente accessibile anche ai disabili», sorride Cuttitta che ha in mente un clamoroso progetto di sviluppo per questo luogo
.
Per adesso di clamoroso ci sono la fatica e i segni che si scoprono lungo le pareti dell’acquedotto. Sono croci «ricrociate» o «potenziate», le vedete nelle foto in alto in questa stessa pagina, si tratta di simboli cristiani che, ad ogni estremità si espandono in altre croci. Si tratta di un simbolo antico, uno dei dodici utilizzati dai templari per rappresentare la croce.
E dodici sono anche le incisioni nel tufo dei cunicoli dell’acquedotto.
La prima si trova all’altezza di un bivio della cavità: è posto all’ingresso della parte destra della forcella, seguendo quella via si cammina per qualche decina di metri sotto largo Proprio D’Aramiello, si svolta ancora a destra e si cammina sotto l’istituto Diaz, si prosegue lungo quella direzione arrivando esattamente sotto al palazzo del principe di Sansevero.
A quel punto il camminamento smette di essere tortuoso e diventa incredibilmente dritto, come un fuso: un corridoio lungo cinquanta metri che parte dal palazzo del principe di Sansevero, Raimondo di Sangro, e finisce esattamente sotto all’altare della chiesa della Pietrasanta nel luogo dove c’è il «cemeterium» (l’area sottoposta alla chiesa nella quale venivano preparati i cadaveri per la sepoltura).
Sembra che quelle croci siano posizionate proprio per indicare un percorso.
[Tra i vari simboli incisi sulle pareti di tufo c’è anche un incredibile simbolo della Santissima Trinità realizzato con tempo e pazienza. Chissà chi doveva seguire quella strada: le ipotesi spettano ai ricercatori e agli esperti. Divertirsi a cercare soluzioni al mistero sarebbe un semplice esercizio di fantasia.
Noi, invece, proviamo a fare semplicemente la cronaca di quel che è nascosto nel sottosuolo e che, fino a ieri, era noto solo a qualche decina di speleologi che si erano avventurati lì sotto.
L’idea che questo fosse un luogo di frequentazione templare è affascinante. In un solo momento torna alla mente tutta la storia della basilica della Pietrasanta: in quel luogo sorgeva il tempio di Diana che aveva l’ingresso su «vico della luna», l’attuale via Del Giudice. Quando si decise di convertirlo alla cristianità, alcuni pezzi del tempio furono conservati (il capitello di una colonna è ancora lì, base del fonte battesimale).
Ma il popolo continuò a considerarlo magico, tanto che i napoletani del 528 dopo Cristo sostenevano che fosse posseduto da un demonio sotto forma di maiale che grugniva e incuteva timore. Così nacque il rito del maialino che, ogni anno, veniva offerto al vescovo. La chiesa divenne poi meta del pellegrinaggio dei fedeli quando ospitò la «pietra santa», un marmo con una croce incisa (oggi perduto), baciando il quale era possibile ottenere il perdono da tutti i peccati.
A proposito, il nome corretto della basilica non è quello di «Pietrasanta», con il quale i napoletani identificano quel luogo; la chiesa, alla fondazione, venne intitolata alla Vergine con il nome di «Santa Maria Maggiore»: racconta la narrativa sui Templari che i luoghi prediletti dai cavalieri sono quelli dedicati alla madre di Cristo. Ma forse stiamo scivolando nella fantasia.
Noi qui ci limitiamo semplicemente a fare la cronaca di quell’incredibile scoperta che fino ad oggi solo gli speleologi condividevano e che, finalmente, diventa patrimonio di tutta la città.
Pare l’inizio di un romanzo d’avventura di quelli che finiscono in cima alle classifiche e si trascinano dietro programmi tv e filmoni d’azione; invece è una storia tutta napoletana che si svolge nel cuore della città, a via dei Tribunali.
Il luogo è quello un po’ magico della basilica della Pietrasanta, la guida è Luca Cuttitta, speleologo e presidente de «La Macchina del Tempo», che gestisce il sottosuolo di quella chiesa. Il viaggio nelle viscere della terra è avventuroso: si passa attraverso la cripta a 6 metri di profondità, si scende ai margini di uno strapiombo che raggiunge i 25 metri, si prosegue con un tuffo dentro una antica cisterna che raggiunge la quota di meno trentacinque metri. Significa infilarsi nell’antico acquedotto prima greco e poi romano; significa soprattutto buio fitto e grande attenzione, per adesso: «Tra qualche mese diventerà l’unica cavità europea completamente accessibile anche ai disabili», sorride Cuttitta che ha in mente un clamoroso progetto di sviluppo per questo luogo.
Per adesso di clamoroso ci sono la fatica e i segni che si scoprono lungo le pareti dell’acquedotto. Sono croci «ricrociate» o «potenziate», le vedete nelle foto in alto in questa stessa pagina, si tratta di simboli cristiani che, ad ogni estremità si espandono in altre croci. Si tratta di un simbolo antico, uno dei dodici utilizzati dai templari per rappresentare la croce.
E dodici sono anche le incisioni nel tufo dei cunicoli dell’acquedotto.
La prima si trova all’altezza di un bivio della cavità: è posto all’ingresso della parte destra della forcella, seguendo quella via si cammina per qualche decina di metri sotto largo Proprio D’Aramiello, si svolta ancora a destra e si cammina sotto l’istituto Diaz, si prosegue lungo quella direzione arrivando esattamente sotto al palazzo del principe di Sansevero.
A quel punto il camminamento smette di essere tortuoso e diventa incredibilmente dritto, come un fuso: un corridoio lungo cinquanta metri che parte dal palazzo del principe di Sansevero, Raimondo di Sangro, e finisce esattamente sotto all’altare della chiesa della Pietrasanta nel luogo dove c’è il «cemeterium» (l’area sottoposta alla chiesa nella quale venivano preparati i cadaveri per la sepoltura).
Sembra che quelle croci siano posizionate proprio per indicare un percorso.
[Tra i vari simboli incisi sulle pareti di tufo c’è anche un incredibile simbolo della Santissima Trinità realizzato con tempo e pazienza. Chissà chi doveva seguire quella strada: le ipotesi spettano ai ricercatori e agli esperti. Divertirsi a cercare soluzioni al mistero sarebbe un semplice esercizio di fantasia.
Noi, invece, proviamo a fare semplicemente la cronaca di quel che è nascosto nel sottosuolo e che, fino a ieri, era noto solo a qualche decina di speleologi che si erano avventurati lì sotto.
L’idea che questo fosse un luogo di frequentazione templare è affascinante. In un solo momento torna alla mente tutta la storia della basilica della Pietrasanta: in quel luogo sorgeva il tempio di Diana che aveva l’ingresso su «vico della luna», l’attuale via Del Giudice. Quando si decise di convertirlo alla cristianità, alcuni pezzi del tempio furono conservati (il capitello di una colonna è ancora lì, base del fonte battesimale).
Ma il popolo continuò a considerarlo magico, tanto che i napoletani del 528 dopo Cristo sostenevano che fosse posseduto da un demonio sotto forma di maiale che grugniva e incuteva timore. Così nacque il rito del maialino che, ogni anno, veniva offerto al vescovo. La chiesa divenne poi meta del pellegrinaggio dei fedeli quando ospitò la «pietra santa», un marmo con una croce incisa (oggi perduto), baciando il quale era possibile ottenere il perdono da tutti i peccati.
A proposito, il nome corretto della basilica non è quello di «Pietrasanta», con il quale i napoletani identificano quel luogo; la chiesa, alla fondazione, venne intitolata alla Vergine con il nome di «Santa Maria Maggiore»: racconta la narrativa sui Templari che i luoghi prediletti dai cavalieri sono quelli dedicati alla madre di Cristo. Ma forse stiamo scivolando nella fantasia.
Noi qui ci limitiamo semplicemente a fare la cronaca di quell’incredibile scoperta che fino ad oggi solo gli speleologi condividevano e che, finalmente, diventa patrimonio di tutta la città.

martedì 21 giugno 2011

Misteri Templari

MISTERI TEMPLARI
Nel corso degli anni si sono venute a creare moltissime leggende intorno ai Templari e quindi dire qual’ è la "linea di confine" tra verità e leggenda risulta un compito difficilissimo.
Iniziamo con alcuni accenni alle cattedrali gotiche alcune delle quali sorsero in Europa mentre era giunto all’apice il potere economico dell’Ordine templare. Le cattedrali gotiche in tutta la Francia sorsero, in brevissimo tempo (tra il 1200 e il 1250), chiese particolari, in uno stile che fino ad allora era sconosciuto: le grandi cattedrali in stile gotico. Una dopo l'altra, sorsero le cattedrali di Evreux, di Rouen, di Reims, di Amiens, di Bayeux, di Parigi, fino ad arrivare al trionfo della cattedrale di Chartres. Uno stile incredibile, quello gotico, tutto proteso verso l'alto, con un sistema di spinte e controspinte straordinario, una tecnica costruttiva che a quel tempo era veramente rivoluzionaria. Come avranno fatto i Templari a progettare e costruire queste cattedrali che, nonostante le loro migliaia di tonnellate di peso, sembrano leggerissime e tali da sfidare la legge di gravità?
I piani di costruzione e tutti progetti originali di esecuzione di queste cattedrali non sono mai stati trovati. Le opere murarie erano fatte con una maestria eccezionale. Per i tecnici, come gli architetti, ad esempio, possiamo vedere come i contrafforti esterni esercitano una spinta sulle pareti laterali della navata, e così facendo il peso, anziché gravare verso il basso, viene come spinto verso l'alto, e tutta la struttura appare proiettata verso il cielo.
Le Cattedrali inoltre sono tutte poste allo stesso modo: con l’abside rivolto verso est (cioè verso la luce), sono tutte dedicate a Notre Dame, cioè alla Vergine Maria e se unite insieme formano esattamente la costellazione della Vergine. Curioso no?
Nella parte nord delle cattedrali ci sono molto spesso immagini di demoni e nella cattedrale di Amiens c’è addirittura un Pentalfa, cioè una stella a 5 punte rivolta verso il basso.
Le cattedrali poi sono piene di segni e di messaggi che sono stati lasciati dagli architetti magari su suggerimento di alcuni precettori templari.
Questo è dovuto in parte al fatto che i templari erano di vocazione giovannita, cioè cultori e interpreti del più ermetico dei quattro Vangeli, propensi a una lettura più simbolica che letteraria delle verità della fede.
Quello che avevano da dire lo mettevano negli affreschi, nelle statue, nei bassorilievi e nelle stesse cattedrali, ci hanno lasciato un’infinità di segni che dobbiamo decifrare, anche se mi sembra molto improbabile, visto che oggi l’uomo guarda le cose con l’occhio della scienza, mentre prima si guardava con l’occhio della fede… Un’interpretazione dei segni lasciati dai Templari è possibile solo con una visione non scientifica, ma religiosa anzi sarebbe meglio dire simbolica.
Le Cattedrali sono libri di pietra nei quali sono nascosti dei segreti di sapienza e conoscenza che gli antichi Templari hanno voluto tramandare ai posteri.
Ma non una conoscenza ermetica, per divenire i padroni del mondo, o per avere tutti per sé i segreti alchemici e di ricchezza, bensì una conoscenza simbolica, soltanto per comprendere ciò che non poteva essere spiegato con un semplice sermone.
Veniamo ora ad un altro argomento sempre molto "gettonato": il tesoro dei Templari.
Cominciamo dall’inizio: dall’origine del supposto fantastico tesoro dei Templari.
Certo, era formato anche da oro, monete, oggetti d’arte e quant’altro, ma c’era anche qualcos’altro, qualcosa di mistico e di antico.
Bisogna partire dall’anno 70 D.C. quando sotto il regno dell'imperatore Tito, i romani assaltarono il Tempio di Salomone e lo saccheggiarono, uccidendo tutti quelli che trovarono al loro interno, e portando via, il tesoro là custodito.
Comunque, la domanda sorge spontanea, "Che fine ha fatto il formidabile tesoro dei Templari?".
Devo premettere che il fantastico tesoro, fu spostato dal Tempio di Gerusalemme in Francia nel 1160, in quanto si riteneva che la TerraSanta non era più sicura. A spostare il tesoro fu il Gran Maestro Bertrand de Blachefort che era originario ed aveva possedimenti vicino a Rennes-le-Chateau, dove si dice che fu spostato tutto il tesoro Templare, ma ipotesi più accreditate lo posizionano a Parigi, nelle stanze segrete dell’imponente fortezza dei Templari, che svettava sulla città con le sue sette torri. Di questa fortezza oggi non rimane quasi niente, solo una stazione del metrò ricorda questa antica costruzione che fu adibita a carcere durante la rivoluzione francese e nei primi anni del 1800 fu completamente distrutta. Comunque la maggior parte del tesoro si trovava a Parigi.
Bene, dopo questa divagazione torniamo alla domanda iniziale, che fine ha fatto il tesoro? Su questo argomento ho trovato 2 ipotesi.
- Filippo il Bello nell’assalto dell’alba del 13 Ottobre 1307 (data in cui il Re di Francia mise sotto arresto in una sola volta tutti i Templari di Francia, con l’accusa di eresia.
Riuscì a prendere solo i Templari, non il loro tesoro, in quanto i Templari sarebbero stati informati in tempo dell’imminente agguato ed avrebbero così messo in salvo il loro tesoro (o almeno la maggior parte), nascondendolo in carri coperti di fieno che poi si sarebbero diretti in tre direzioni: verso Ovest, precisamente verso il porto di La Rochelle, dove era ancorata la maggior parte della flotta Templare.
- Verso l’Italia. I carri fecero tappa in Liguria e poi alle precettorie del Tempio di Firenze, di Orvieto, di Roma e di Anagni. Poi, la colonna di fermò nei dintorni di Sermoneta vicino all'Abbazia Cistercense di Valvisciolo. Una tradizione radicata, recita che una parte del tesoro del Tempio è nascosta nei sotterranei dell'Abbazia di Valvisciolo, ma non se ne è mai avuta prova. La particolarità di questa abbazia è quella che è architettonicamente situata fra il romanico ed il goticoma tali contrafforti sono perfettamente inutili, in quanto non devono sostenere una cosiddetta "controspinta" dall'interno e internamente sono vuoti! Anche la struttura interna dell’Abbazia richiama ai Templari… il pozzo ottagonale, La Sala Capitolare è strutturata esattamente come tutte le sale ove si svolgevano i Capitoli dell'Ordine del Tempio, nodi Templari incisi sulle chiavi delle volte a crociera della sala. Per chiudere in bellezza c’è un bel SATOR, cioè il crittogramma Cristiano colmo di mistero fino all’orlo che decodificato da il Pater Noster e che era spesso usato dai Templari.
- Verso il confine con la Francia, più precisamente a Rennes le Chateau. Bel casino! Su Rennes le Château ci sarebbe veramente da scrivere un libro!!! L’argomento è troppo vasto e distoglierebbe l’attenzione da quello principale, che sono i Templari. Per un approfondimento vi rimando alla sezione sul sito dedicata esclusivamente a questa piccola cittadina, che ha creato un polverone, anzi un tornado a livello mondiale.
Un’ultima teoria parla anche della Foresta d’Oriente, dove potrebbe essere stato nascosto tutto o parte del tesoro Templare. La Foresta d’Oriente è una zona che si trova nella Champagne francese, ed è estesa circa 20.000 ettari. Per la sua conformazione morfologica si presenta poco accogliente e su di essa si raccontano molte leggende su fate e folletti. A est della foresta c’è Payns, città natale del primo Gran Maestro, Hugues de Payns, a sud-ovest c’è Clairvaux, città natale di Bernardo di Chiaravalle, nella foresta vi sono moltissime case Templari e ogni cosa ha un nome che ricorda il Tempio (strada del Tempio, ruscello del Tempio ecc…). In ultima cosa si dice che la Foresta era piena di passaggi segreti, trabocchetti e trappole allestite dai Templari per difendere ….. cosa? A cosa poteva servire una simile concentrazione di precettorie Templari e una simile protezione? Questo desta molti sospetti…
Tutto questo seguendo la prima ipotesi, cioè che il tesoro si sia salvato, ma come ho premesso mi sento obbligato anche a parlare dell’altra ipotesi…
- L’assalto di Filippo il Bello dell’alba del 13 Ottobre 1307 sarebbe andato a buon fine (per lui, per il Re falsario!) e insieme ai Templari sarebbe stato preso anche tutto il loro favoloso tesoro (almeno quello che era in Francia!). A sostenere questa filone di pensiero naturalmente ci sono delle tesi:
A- I Templari non hanno mai saputo dell’assalto, altrimenti non avrebbero messo in salvo solo il tesoro, ma anche il Gran Maestro e i massimi dignitari sarebbero fuggiti in tempo, si sarebbero messi al sicuro, magari in Portogallo oppure a Cipro, insomma, in posti dove il Re di Francia non aveva nessuna autorità e soprattutto nessuna influenza.
Inoltre i Templari sapendo che l’atto contro di loro era ingiusto avrebbero forse anche reagito, non facendosi imprigionare, però sottoponendosi tranquillamente al processo, ma da pari con i loro accusatori, non in manette e torturati! Avevano il massimo rispetto dei popoli europei quindi nessuno avrebbe negato loro il diritto di convenire in giudizio da uomini liberi.
- I lavori per la costruzione di Notre Dame e del Palazzo Reale di Parigi erano fermi da mesi, il Re non aveva più i soldi! Intanto la Fortezza Templare dominava su Parigi con le sue sette Torri.
In più la moneta francese ( talleri e bourgeoises) era stata svalutata due volte in un anno e le stesse monete erano fatte con una lega squallidissima… non a caso Filippo il Bello fu chiamato "Il Re Falsario" dal Papa Bonifacio VIII e si diffuse un detto: Il Re di Francia è falso come le sue monete.
Stranamente già pochi mesi dopo il processo i lavori ripresero alla grande e le vecchie monete furono sostituite con delle nuove, fatte in una lega pregiatissima.