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venerdì 12 agosto 2011

Tasselli mancanti nella storia della paleo astronautica






Molti si chiederanno cosa leghi il mistero di Rennes le Chateau al disciplina della paleo astronautica. Domanda legittima ovviamente ma non è la sola che la gente dovrebbe porsi.

Altre domande fondamentali sono:

Come nasce il mistero di Rennes le Chateau ? Cosa ha fatto nascere tale mistero ?





Tramite varie ricerche e tramite i lavori di grandi ricercatori come il console Alberto Perego, il sumerologo Zecharia Sitchin, il saggista, nonché uno dei due padri della paleo astronautica, Erich Von Daniken, l’ufologo Alfredo Lissoni e il presidente del CROP Giorgio Pastore sono giunto a una conclusione che ora sto per mostrare.

Iniziamo dall’ipotesi della genesi umana ad opera di esseri di altri pianeti la quale viene suffragata da molti, ma soprattutto da una figura come il console Perego, che negli anni 50 aveva già accennato alla questione:



“TUTTI SONO UOMINI: NON MOSTRI. ALCUNI POSSONO ESSERE CONSIDERATI I "NOSTRI PADRI" IN QUANTO HANNO DATO ORIGINE ALLE FORME DI UMANITA’ CHE SONO SULLA TERRA OGGI. QUESTI UOMINI GIUNSERO IN MIGRAZIONI ESTREMAMENTE REMOTE, SU QUESTI APPARECCHI: 500.000, 600.000, UN MILIONE DI ANNI FA. DA LORO DERIVANO LE RAZZE ATTUALI CHE ESISTONO SULLA TERRA”






Oltre a lui persone come Sitchin e Von Daniken sono giunti anni dopo alle stesse conclusioni, anche se da punti di vista diversi. Questa nostra genesi quindi era dovuta ad esseri provenienti da altri pianeti, che in epoche remote venivano chiamati DIVINITA’ e che oggi noi chiamiamo semplicemente ALIENI.

A ciò andiamo a unire un altro elemento estremamente interessante: queste divinità erano le stesse del popolo sumero, egiziano ed ebreo.

A sostegno di tale tesi vi sono elementi presenti nei libri di Von Daniken, Sitchin e Lissoni:

“Elohim è plurale (sebbene il verbo sia al singolare) e significa “Le Potenze” ovvero gli dei. Poiché non era possibile che il testo sacro del popolo del Dio unico si aprisse con un inno agli dei nelle tradizioni cristiane Elohim fu sostituito col più generico “Dio”. L’egiziano Api, il sumero Abu ed il semita El erano dunque tutti la stessa persona, scesa a più riprese nel medioriente antico, con la sua astronave e la propria corte di potenze o Elohim. Viene da pensarlo, specie se si considera che gli Elohim erano conosciuti dai sumeri con il nome di Annunaki e dagli egizi con il nome di Neteru. Come spiegare, altrimenti, queste conoscenze comuni in popolazioni diverse?” A. Lissoni – “Progetto Omega”.

“Come nel racconto del diluvio lo stesso Jahweh che ce l’aveva con l’intero genere umano e cercava di eliminarlo ha fatto poi in modo di salvarlo attraverso Noè, anche qui Jahweh dopo aver ignorato, condannato e punito Caino gli concede protezione e salvezza. Ancora una volta vediamo che la Bibbia unisce le azioni di Enki e Enlil attribuendole ad un'unica identità chiamata Jahweh” Z. Sitchin – “Quando i Giganti abitavano la Terra”

“Ricordiamo che in ebraico Elohim significa proprio Dei. Chi, oltre questo Dio, era sceso sulla terra?” E. Von Daniken – “Gli Dei erano Astronauti”.



Quest’ultima frase, presa dal libro di Erich Von Daniken, è riferita ad una frase dell’Esodo:

“non avrai altri dei di fronte a me” Es 20, 3



In base a ciò è possibile ipotizzare che i nostri creatori, non solo sono i responsabili della creazione di varie religioni, ma che loro a loro volta si collocano nella religione cristiana in quanto ebrei e cristiani si collocano entrambi nella Bibbia.

A questo punto, partendo da questi primi elementi, è possibile ipotizzare che la nascita e l’impostazione della religione cristiana necessitava di un solo dio o meglio di un “Dio Unico” e infatti al Concilio di Nicea (325) venne sviluppato l’ormai conosciuto “Credo niceno-costantinopolitano” ossia una formula di fede relativa all'unicità di Dio.

In base a ciò doveva esistere un solo Dio, e dato che nella Bibbia si parlava di “Elohim” ossia “Dei” o “Potenze”, fu fondamentale togliere questo plurale che, come dice Lissoni, venne “sostituito col più generico Dio”.

A questo punto poniamoci una domanda:

Abbiamo Gesù, il figlio del Dio Unico, il quale, secondo la popolare ipotesi, si sia sposato con la Maddalena dando vita a una famosa stirpe. Possiamo ipotizzare che questa stirpe fosse una stirpe di Semi-Dei?

La risposta SI è possibile in base ai seguenti elementi:

1. Gesù è figlio di un Dio, quindi è un potenziale “alieno”

2. Gesù è nato da una donna Vergine e dallo Spirito Santo. Quello che all’epoca veniva visto come spirito o divino, potremmo intenderlo come un’entità aliena. Quindi un’unione tra una terrestre e un alieno. Una cosa simile accadde varie volte tra gli Annunaki ed è descritta da Sitchin in vari libri; sappiamo inoltre che gli Annunaki vengono considerati gli Elohim dagli Ebrei.

3. l’unione tra un terrestre e un alieno genera un SEMI-DIO

In base a ciò la stirpe generata da Gesù e dalla Maddalena sarebbe una stirpe di SEMI-DEI.

Se ciò fosse vero che fine ha fatto questa stirpe? Dove si trova ora? Che cosa si sa di essa?

Le mie lunghe ricerche mi hanno permesso di rintracciare nel mistero della chiesa di Rennes le Chateau il punto cardine per capire cosa sia successo a questa stirpe.

A questa chiesa è legato il mistero di Maria Maddalena, di Gesù Cristo e della loro presunta stirpe. Stando a quanto ci dicono alcune fonti, dopo la crocifissione la Maddalena si rifugiò in Francia dove diede vita alla stirpe che, con il passare degli anni, sfociò nei Re Merovingi.

Questa storia del matrimonio e della stirpe sarebbe stata trascritta su alcuni documenti, i quali sarebbero finiti prima nelle mani dei Catari, successivamente nelle mani dei templari e infine nella mani della marchesa Marie de Nègre di Rennes le Chateau, moglie di un discendente dell’ordine templare. Secondo la storia, quando la marchesa morì diede due pergamene all’abate Antoine Bigou, il quale ne redasse altre due (da qui nascono le quattro pergamene di Rennes le Chateau) che nascose, insieme a quelle della marchesa, in una delle due colonne che sorreggevano l’altare della chiesa di Rennes le Chateau.

Le pergamene vennero trovare dall’abate Berengere Sauniere durante i lavori di restauro. Egli le portò a Parigi per farle decodificare e tornò con una grande somma di denaro, che gli permise di migliorare e apportare curiose modificare alla chiesa.

Quali di queste modifiche ci indirizzano sul matrimonio di Gesù con la Maddalena e sulla loro presunta stirpe?

Il primo risiede nelle prime due pergamene trovate di Bigou le quali, secondo alcune fonti, erano genealogie della stirpe Merovingia e che proseguivano oltre l’anno 681, ossia quando venne ucciso re Dagoberto II, padre di Sigisberto IV. Stando a ciò la morte di Dagoberto indicava la fine dei Merovingi, ma tali pergamene indicano un certo proseguimento riportando due date: 1244 e 1644.

Il secondo risiede nelle due pergamene stilate da Bigou: nella prima fa la sua comparsa il numero 681, ossia l’anno in cui morì Dagoberto II ; nella seconda pergamena viene menzionato il nome di Dagoberto II in relazione a un certo tesoro.

Il terzo risiede in un furto avvenuto nella chiesa nel 1975. Venne rubata la statua di Irminia figlia di Dagoberto II e sorella di Sigisberto IV, posta ai piedi di sant’Antonio l’eremita.

Il quarto sono le sei statue poste nella chiesa di Rennes: Maria Maddalena, Santa Germana, San Rocco, Sant’Antonio l’eremita, sant’Antonio da Padona e San Luca. Escludendo la Maddalena e prendendo le iniziali degli altri esce fuori la parola GRAAL. Inoltre, unendo le cinque statue con delle linee, esce fuori la lettera M ed anche una V con il vertice puntato sulla Maddalena.

Il quinto è nel Cenacolo di Leonardo da Vinci il quale, secondo molte fonti, ha inserito la Maddalena nel dipinto accanto a Gesù. La spazio tra i due andrebbe a formare una V, i due nel loro insieme formano una lettera M e sulla tavola manca il Sacro Graal, come ad indicare che quest’ultimo non sia un calice ma la Maddalena, ossia la sposa di Gesù Cristo. Infatti il simbolo V indica il calice o ventre femminile. Il ventre che diede vita alla stirpe reale.

Il sesto e ultimo risiede nelle vetrate della cattedrale di Chartres, vicino Parigi. In esse ci sono le immagini della Maddalena quando sbarcò in Francia. Inoltre i templari furono i promotori della costruzione di tale cattedrale. E, come ho ben spiegato prima, i templari si collocano perfettamente nel mistero di Rennes le Chateau.

In base a ciò notiamo che la questione del Matrimonio e della stirpe dei Merovingi, come stirpe nata da Gesù e della Maddalena, non è impossibile come sembra, anzi tutt’altro.

Tornando al nostro discorso dei semi-dei, esiste quindi la possibilità che lo stesso Gesù sia stato un semi-Dio, in quanto nato da un presunto Dio, e che sposandosi abbia dato vita ad una stirpe di semi-dei come lui.

La chiesa ovviamente non poteva lasciare che una stirpe del genere continuasse a svilupparsi, in quanto contrastava il primo parametro del Concilio di Nicea, quindi fece in modo di eliminare sia la stirpe che le prove della sua esistenza.

Ovviamente le cose non andarono come previsto, in quanto tali prove vennero preservate da vari enti, e forse anche la specie stessa si preservò sotto falso nome.

Questa mia ultima affermazione potrebbe stupire ma io credo che i Merovingi possano essersi infiltrati tra i Catari, trasmettendo il loro segreto, e forse anche tra i templari.

Fatto sta che esiste un’ottima probabilità che questi semi-dei, discendenti dei famosi Annunaki o Neteru o Elohim, si sia prolungata per molto tempo e che la stirpe dei Merovingi, o meglio la stirpe sviluppata da Gesù e dalla Maddalena, sia l’ultima possibile stirpe di semi-dei esistita.



Lombardi David – Direttore Centro Italiano Ricerche
I

venerdì 4 febbraio 2011

Cosa si cela in questa cittadina del sud della Francia?

RENNES LE CHATEAU:VIAGGIO NEL MISTERO


Introduzione ad un supposto enigma templare.Cosa si cela in questa cittadina del sud della Francia?
 di Enrico BaccariniRennes-le-Chateau è una piccola cittadina dei Pirenei nel distretto dell’Aude. Oggi non si contano oltre quaranta anime tra i suoi abitanti, ma ogni anno oltre 25.000 visitatori si recano dentro le sue mura. Ricca di misteri e di numerosi segreti, l"affaire" di Rennes-le-Chateau fece la sua prima comparsa nel mondo dei media nel 1972, quando il giornalista e ricercatore Henry Lincoln presentò al pubblico inglese tre documentari per la nota rete televisiva BBC. Grazie al contributo di Richard Leigh e Michael Baigent ne seguì un best-seller mondiale, tradotto in oltre 22 lingue, "The Holy Blood and The Holy Grail"(1) e con oltre sei milioni di copie vendute in tutto il mondo.Il mistero legato a Rennes-le-Chateau ebbe così inizio.Dai lontani anni Settanta ad oggi il panorama "investigativo" mondiale ha portato centinaia di curiosi e ricercatori ad interessarsi dei misteri legati a questa piccola cittadina e due bibliografi inglesi hanno contato solo fino al 1988 non meno di 437 tra libri e pubblicazioni stampate in merito a questo piccolo paese. Ma che cosa si cela dietro questo mistero? I primi dati di cui disponiamo risalgono alla fine del XIX secolo quando un prete di nome Berengere Sauniere venne nominato curato di questa piccola cittadina.[Berengere Sauniere]Nato a pochi chilometri da Rennes-le-Chateau, a Montazel, Sauniere fin da piccolo mostrò un profondo interesse per le arti e la cultura spingendo i propri genitori a farlo entrare in seminario per poter coltivare proficuamente tali interessi (ovvero entrando di buon grado in una istituzione che avrebbe permesso di non gravare ulteriormente sulla sua già numerosa famiglia). Il 1 giugno 1885 Sauniere, 33enne, viene nominato parroco a Rennes-le-Chateau, il suo stipendio non è superiore a pochi franchi per anno(2), talmente pochi da costringerlo ad iniziare ad andare a caccia e a pesca per poter sopravvivere decentemente oltre alle scarse donazioni effettuate dai parrocchiani nei suoi confronti. Tale condizione durerà per circa sei anni, fino a quando non assunse alle proprie dipendenze una giovane diciottenne, Marie Denarnaud, che lo aiuterà fino alla sua morte condividendo con Padre Sauniere i misteri di questo piccolo borgo. La situazione non era però migliorata e al tutto si aggiunsero grossi problemi inerenti la piccola chiesetta del paese, oramai quasi diroccata e con gravi problemi strutturali. Fu però proprio da questa piccola chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena che il mistero sembrò iniziare, un mistero legato al restauro di un edificio costruito nel 1059 e consacrato nel 1225.L’antica cittadina di Rennes-le-Chateau era stata ricostruita posteriormente su un antico sito visigoto del VI secolo dopo Cristo. Antico dominio dei conti di Razés, dei Marchesi Blanchefort e dei signori di Hautpoul, la cittadina era stata nei suoi secoli di storia la capitale dell’Impero Visigoto, nonché luogo sacro per le antiche popolazioni celtiche. Al dominio e al potere seguì però un’epoca buia caratterizzata nei secoli dalla lenta decadenza del paese, decadenza che condusse Rennes-le-Chateau a trasformarsi in un "semplice" borgo urbano. Sauniere, pur disponendo di ben magre finanze, fin dal suo insediamento aveva cercato di portare avanti un progetto per restaurare la povera chiesa e riportarla ad uno stato di vivibile utilizzo. Alcune cronache dell’epoca ci raccontano come durante i periodi invernali, durante la messa, la pioggia entrasse dal soffitto quasi interamente bucato, bagnando sia Sauniere che i fedeli raccolti. Una piccola raccolta di fondi venne avviata nel paese per iniziare la ristrutturazione della chiesa. Sauniere, privo di eccessivi scrupoli e di forte tempra, si coinvolse in prima persona per risparmiare sui costi della manovalanza. Si iniziò smantellando alcune pareti ed il tetto ormai totalmente distrutti. I lavori sembravano procedere alacremente e Sauniere, a detta delle scarne cronache del tempo, è l’artefice del lento recupero di questa piccola parrocchia.Le sue gioie ed i suoi dolori futuri avrebbero di lì a poco cambiato il corso della sua vita. Quando l’attenzione del prete e degli operai venne rivolta al restauro dell’altare maggiore il mistero e le scoperte sembreranno iniziare a rincorrersi fino ai giorni odierni. L’altare possedeva infatti una lastra di marmo, datata al XII secolo, posta in corrispondenza di una colonna di legno altrettanto vecchia. Quando si procedette a rimuovere la lastra di marmo ci si accorse che la colonna alla sua base possedeva delle cavità. Incuriositi da questa strana scoperta il prete e gli operai si ritrovarono poco dopo davanti ai loro occhi tre oppure quattro pergamene (le due versioni dipendono dalle varie fonti) probabilmente redatte dal precedente curato. Le strane pergamene erano state disposte all’interno di alcuni cilindri con i sigilli dell’Ordine dei Cavalieri Templari portando le date del 1270 e del 1274.Questo quanto la tradizione e le testimonianze ottenute nella metà del ‘900 permisero di appurare sul ritrovamento di queste strane pergamene.L’emozione di Sauniere per questa scoperta lo portò sicuramente a ricordare le antiche leggende del posto che raccontavano come un grosso tesoro fosse stato nascosto nei pressi della sua cittadina dai Cavalieri Templari e/o dagli eretici Catari. La speranza di trovare oro e gemme all’interno dei cilindri venne delusa quando il curato si trovò davanti a delle pergamene vergate in latino. La delusione probabilmente fu maggiore quando il giovane Sauniere si accorse che due di queste pergamene sembravano riportare fedelmente alcuni brani tratti dal vangelo di Luca. Le varie versioni oggi "disponibili" di questo mistero ci raccontano però come dopo la prima delusione Sauniere si fosse rivolto al proprio superiore, Mons. Felix Billard, che indirizzatolo a Parigi gli avrebbe permesso di decifrare le misteriose pergamene. Una volta venuti alla luce, i messaggi sembrarono richiamarsi ad un tesoro sepolto e ad un corpo inumato nella zona di Rennes-le-Chateau."A DAGOBERT II ROI ET A SION EST CE TRESOR ET IL EST LA MORT" (trad.: "A Dagoberto II Re e a Sion appartiene questo tesoro ed egli è la morte") seguito da un altro messaggio altrettanto criptico rinvenuto nella seconda pergamena, "BERGERE PAS DE TENTATION QUE POUSSIN TENIERS GARDENT LA CLEF PAX DCLXXXI PAR LA CROIX ET LE CHEVAL DE DIEU J’ACHEVE CE DAEMON DE GARDIEN A MIDI POMMES BLEUES" (trad.: "Pastorella, nessuna tentazione, che Poussin e Teniers tengono la chiave. Pace 681. Per la croce e questo cavallo di Dio io compio [o anniento]questo demone guardiano a mezzogiorno. Mele azzurre").Un messaggio che allora, come forse anche oggi, potrebbe sembrare insulso e privo di significato ma che contestualizzato nel Redhae, la regione di Rennes-le-Chateau, potrebbe assumere ben chiari significati. Le altre due pergamene rinvenute da Sauniere sembravano essere invece delle genealogie, secondo alcuni a testimonianza di una sopravvivenza della dinastia francese dei Merovingi, secondo altri inerenti legami di sangue tra antiche famiglie della zona. È proprio da questi legami di sangue che successivamente si ipotizzeranno scenari curiosi quanto incredibili ma, fino ad oggi, inverificabili.Nel corso degli anni diversi detrattori hanno cercato di smitizzare il mistero di questa cittadina affermando che sia le pergamene che il mistero nato negli anni successivi al 1970 erano unicamente il frutto di abili operazioni commerciali di Lincoln e colleghi insieme ad un curioso giornalista di nome Gerarde de Sede. Se forse è possibile rinvenire realmente nel materiale di questi autori fattori "di disturbo" o semplici illazioni gratuite, è bene ricordare che comunque l’enigma sorto dietro questa cittadina viene fatto risalire direttamente alla giovane perpetua di Sauniere, Marie Denarnaud, quindi direttamente a chi Sauniere aveva confidato parte delle proprie scoperte e dei propri affari.Le scoperte però non sembrarono finire poiché gli scavi continuarono, questa volta in gran segreto e senza l’aiuto degli operai. Sauniere riuscì infatti a scoprire una antica cripta posta sotto l’altare maggiore della chiesa e le ossa di due non ben precisati individui con alcuni monili e armi indosso. Tale scoperta è stata recentemente suffragata da non meno di due spedizioni che sono riuscite ad identificare, attraverso l’utilizzo di "georadar", proprio sotto l’altare maggiore della cappella una piccola struttura artificiale perfettamente quadrata insieme ad un’altra simile posta sotto la oggi nota come Torre di Magdala.Ma le scoperte non sarebbero finite perché se la cripta degli Hautpoul-Blanchefort conteneva i resti di tutti i membri di quella famiglia, cosa era nascosto nella tomba della Marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort, dell’adiacente cimitero?Forse in questo momento Sauniere capì che nella tomba del cimitero c’era qualcun altro o qualcos’altro. Fatto è che la scoperta di queste pergamene sembrò risanare totalmente i debiti e la penuria finanziaria del giovane Sauniere che iniziò a disporre di ingenti somme di denaro per la ristrutturazione della chiesa e per uso personale, in totale distonia con la vita di un povero prete di campagna. La vita del giovane curato cambiò talmente che i lavori di restauro non solo furono rinvigoriti, ma divennero addirittura sfarzosi, quasi principeschi; cosa assai strana per una piccola parrocchia sperduta nelle brulle colline del sud della Francia. Le migliorie alla chiesa sembrarono anche portare all’introduzione di alcuni inquietanti particolari. Sul portale d’entrata, alzando gli occhi, l’attenzione del turista moderno è attirata immediatamente da un particolare macabro ed inquietante. Sull’architrave del piccolo portale si può leggere una frase non certo allegra: "Terribilis est locus iste" (trad. lat. "questo è un luogo terribile"). All’interno della chiesa le stazioni della Via Crucis, oltre che ad essere disposte nel senso contrario rispetto alla norma, presentano alcune anomalie degne della migliore tradizione esoterica. Dentro quasi tutte le stazioni sono stati infatti inseriti piccoli particolari, visibili solamente all’occhio esperto, che sembrano voler richiamare l’attenzione verso una conoscenza sottile, segreta, nascosta nei particolari. Anche le due statue ai lati dell’altare presentano quello che potrebbe essere un messaggio codificato nella religione e sia San Giuseppe che la Vergine Maria reggono in braccio un bambino. Due bambini che la tradizione gnostica ed esoterica ci indicano come i due Messia, quello Sacerdotale e quello Regale dell’antica Israele e che alcune tradizioni identificano come Gesù e San Giovanni Battista.Non volendo essere blasfemi, altri ricercatori hanno avanzato la curiosa ipotesi che questo doppio lignaggio volesse significare anche una discendenza diretta dalla famiglia di Cristo, identificata da alcuni nei Desposini(3).Ipotesi e teorie sono sempre ben accette, ma nel caso di Rennes-le-Chateau forse se ne è abusato troppo. I dati scarni di cui i ricercatori sono oggi in possesso permettono di delineare un quadro che sicuramente possiede tutti i crismi per far ipotizzare un vasto coinvolgimento di uomini e mezzi (anche segreti), ma ciò non giustifica la necessità di dover compiere voli pindarici estremi, o di presentare certe teorie come dati assoluti.L’approssimazione ha giocato molte volte contro il mistero di Rennes-le-Chateau, portando autori o curiosi a trarre conclusioni errate e a pubblicarle come dati di fatto. Ma le curiosità non finiscono perché Sauniere era solito annotare tutto ciò che accadeva sul suo diario personale, e alla data del 29-9-1891 si legge: "Visto il curato di Nevian - presso Gelis - vicino a Carrière - visto Cros e Secret". "Secret" come nome di persona non esiste, forse Sauniere voleva dire proprio "segreto"? Aveva parlato ai curati delle vicine città di un segreto? Tutto sembrerebbe collegarsi qualcosa scoperto da Sauniere nella chiesa. Ma che cosa? Si è supposto che potesse trattarsi del tesoro dei Cavalieri Templari, di quello portato via dalla roccaforte catara di Monsegur.Secondo altri autori un libro scritto da un contemporaneo di Sauniere, Padre Boudet, potrebbe indicare la presenza di un tesoro nascosto in ben 12 posti nelle vicinanze di Rennes-le-Chateau. Una delle ipotesi più in voga tra i cristiani gnostici è quella che Gesù Cristo non sia morto sulla croce, ma che abbia finito i suoi giorni in Linguadoca, trasferendosi insieme alla Maddalena, che sarebbe divenuta sua sposa e da cui avrebbe avuto dei figli dai quali sarebbe nata la dinastia merovingia. Si paventa, come abbiamo già detto, la presenza templare, catara, addirittura del tesoro dei visigoti trafugato nel sacco di Roma. Alcuni autori ipotizzano che si tratti del tesoro di Blanche de Castille, altri del tesoro stesso del Tempio di Salomone trafugato dai Romani dopo il sacco di Gerusalemme. Alcuni ricercatori si sono spinti ad affermare che il tesoro non fosse altro che il vero corpo di Gesù Cristo(4) inumato nel vicino Monte Cardou (contrazione di "corps de Dieu", il corpo di Dio). Altri dicono invece che l’Arca dell’Alleanza sia nascosta nel vicino villaggio di Arques. Ma l’ipotesi forse più famosa e più accreditata è quella che nella tomba falsa della marchesa Marie d’Hautpoul-Blanchefort fosse stata nascosta Maria Maddalena e le ripetute raffigurazioni della santa in una chiesa così piccola, l’adorazione particolare che Saunière aveva per lei, nonché un quadro del pittore Poussin porterebbero ad ipotizzare proprio questo, secondo alcuni. Non è semplice oggi capire e spiegare un mistero di oltre cento anni fa. Molti indizi hanno condotto cercatori di tesori o semplici appassionati su false piste, portandoli addirittura nel passato ad usare la dinamite per creare buche nel terreno. Oggi invece si è cercato di smitizzare, e forse anche turistizzare fin troppo, il posto trasformandolo in certi casi in un fenomeno "da far vedere". Il mistero reale che però si nasconde in questa piccola cittadina forse non ha trovato ancora la reale risposta. Che Sauniere lo abbia custodito, scoperto o semplicemente sfruttato interessa relativamente, quello che i ricercatori di oggi, come di allora, agognano è capire la matrice ed il significato del mistero stesso. Una tradizione, un retaggio o più semplicemente una conoscenza tramandata attraverso determinate famiglie. È questo forse il veicolo attraverso cui questo mistero si è dipanato nei secoli. Ma a che cosa si riferiva questo mistero? Abbiamo cercato di vedere quali siano le ipotesi che gli appassionati e gli studiosi di Rennes-le-Chateau hanno proposto fino ad oggi. Non ne siamo sicuri, ma forse tra quelle ipotesi esiste una risposta, la tassello-chiave di un puzzle che non ha trovato ancora fine.Note:1. Trad. it., "Il Santo Graal", Mondadori 1982.2. Lo stato concede a Sauniere 75 Fr. al mese quando, a quel tempo, un operaio ne guadagnava almeno 150.3. Secondo alcune tradizioni la dinastia bizantina dei Puoti, o DesPoti, ovvero Despota o "Desposini" erano familiari di Gesù, discendenti di Davide, detti anche Alkè ovvero attributo del Signore, da "Pietra Potente", o "Pietra del Signore". Lo stemma dei Puoti è quello di Davide, un leone rampante verso un braccio le cui dita imitano la bocca del serpente, per evocare il simbolo taumaturgico del farmaco. Erano detti anche "Terapeuti". L’arma parlante dichiara che la Scienza taumaturgica è il vero potere.4. R. Andrews, P. Schellenberger, "Alla ricerca del sepolcro" - Sperling & Kupfer.