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martedì 26 gennaio 2021

La tomba di Senenmut: I misteri dell'antico Egitto

 

La tomba di Senenmut, vicino al tempio di Hatshepsut, nasconde dei segreti... la storia della costruzione delle piramidi egiziane e le origini della civiltà d'Egitto.

Senenmut

La tomba non è aperta al pubblico ed è sotto chiave. Agli studiosi infatti non piace commentare questa tomba, perché sembra contraddire le loro interpretazioni della genesi d'Egitto.

Era circa l'anno 1470 a.C. quando Senenmut iniziò la costruzione del "Djeser Djeseru", ovvero un magnifico mausoleo il cui nome egizio vuol dire "Sublime Sublimità", costruito nel complesso di Deir el-Bahari La prova più sconcertante di una conoscenza astronomica ereditata in qualche modo all'architetto e poi alla regina Hatshepsut, si trova sul soffitto della tomba di Senenmut, situata affianco al mausoleo principale. In questo soffitto è riprodotta una precisa sezione della volta celeste del 10.450 a.C. con al centro la Cintura di Orione.

Questo piccolo sistema è stato riprodotto in maniera emozionante. Intorno alla cintura, vi sono tre orbite a forma di goccia. E' un simbolo non adottato tra i gereoglifici egizi, ed appartiene invece alla cultura mesopotamica, dove ha il significato di "acqua", o "vita".

Senenmut2



Pochi anni fa, degli scienziati avevano constatato che nella parte d'Universo che ci circonda vi sono due grandi concentrazioni di acqua. Uno nel nostro Sistema Solare e, quindi, sulla Terra. L’altro, invece, era proprio nel Sistema di Orione. Analizziamo meglio il significato sulla volta della tomba dell'architetto. Venne ritrovata sotto uno strato di intonaco - ciò a significare che era una conoscenza da preservare ai posteri, piuttosto che ai contemporanei - e i disegni vennero scolpiti, invece che dipinti - ciò a significare che l'architetto stesso fu l'autore, senza altri ausili, e non badava alla bellezza artistica.

Nella parte inferiore della volta, è rappresentato il calendario egizio (12 mesi di 30 giorni ciascuno), mentre in quella superiore, come abbiamo già detto, è raffigurata una porzione di cielo. Vi sono quattro barche: quelle più piccole, a sinistra, raffigurano i pianeti Giove e Saturno; le più grandi sono la dèa Iside, che astronomicamente simboleggia la stella Sirio, e il dio Osiride, al quale era attribuita l'omonima costellazione, quella che per noi si chiama oggi "costellazione di Orione". In particolare, l'architetto ha voluto evidenziare un elemento preciso di tale costellazione: la Cintura, appunto.

Come sapeva Senenmut tali conoscenze? E perchè le riteneva così importanti?

In una sua iscrizione si legge: "Avendo percorso tutti gli scritti dei saggi, non ignoro nulla di quel che è successo a partire dal primo giorno". Difatti, l'architetto Senenmut venne iniziato alla Casa di Vita di Karnak, luogo che nell'Antico Egitto era fondamentale, sede di culture ancestrali e religiose che erano raggiungibili solo a pochi. Tuttoggi, sappiamo ben poco su ciò che veniva conservato in questo tipo di "biblioteche segrete", per così dire. Ma Senenmut venne a conoscenza di cose che probabilmente volle svelare alla sua amata.

Magari per questo motivo i sacerdoti si aizzarono contro l'architetto di corte e, in seguito, anche contro la regina: solo gli iniziati infatti potevano conoscere i segreti della Storia d'Egitto. Sta di fatto che dopo la morte dei due, il faraone Thutmose III e il Clero Tebano condannarono Hatshepsut e Senenmut alla "damnatio memoriae", distruggendo ogni effigie che rappresentasse i due nel Mausoleo di Deir el-Bahari.

Ciò però non è bastato a cancellare un personaggio così intrigante dalla storia.

fonte:https://www.invasionealiena.com/misteri/articoli-misteri/674-la-tomba-di-senenmut-i-misteri-dellantico-egitto.html

domenica 15 settembre 2019

La storia di Gesù copiata dall’antico Dio egizio Horus


La ricostruzione storica del passato, riferisce del rispetto e dell’adorazione da parte degli esseri umani per il sole, dai tempi più remoti. E’ facile capire il perché. Poiché ogni mattina il sole sorge portando con se luce, calore e sicurezza, proteggendo l’uomo dalla fredda e pericolosa oscurità della notte. Le antiche civiltà concepirono che senza il sole, i raccolti non sarebbero cresciuti e la vita sulla terra non sarebbe potuta esistere. Questa realtà ha fatto del sole l’oggetto più adorato di tutti i tempi, allo stesso modo erano anche molto consapevoli dell’importanza delle stelle. Difatti il tracciamento delle stelle permise loro di riconoscere e anticipare eventi che succedevano, come le eclissi e le lune piene. Classificarono anche i gruppi celesti, in quelle oggi note come costellazioni.



La Croce dello Zodiaco è una delle immagini concettuali più arcaiche nella storia umana, mostra il sole mentre, in modo figurato, passa attraverso le dodici costellazioni nel corso dell’anno. Mostra anche i dodici mesi dell’anno, le quattro stagioni, i solstizi e gli equinozi. Il termine “Zodiaco” deriva dal fatto che le costellazioni furono antropomorfizzate e personificate per mezzo di figure umane o d’animali. Il Sole, grazie alle sue qualità di portatore di vita, era personificato come rappresentante del Creatore Invisibile, il “Sole di Dio”, “Luce del mondo”, “Salvatore dell’umanità” ed in modo analogo le dodici costellazioni che raffiguravano le tappe del viaggio solare, furono abbinate, tramite dei nomi ad elementi naturali come ad esempio l’Acquario, il portatore d’acqua, che porta le piogge primaverili.



Horus, il Dio-Sole, di Heliopolis è spesso rappresentato simbolicamente con un occhio. Figlio di Osiride ed Iside e vendicatore del padre nei confronti di Seth, il quale gli cavò un occhio durante lo scontro. La vita di Horus, non è altro che una serie di mitologie allegoriche che hanno a che fare con i movimenti del Sole nella volta celeste. Molto si sa di questo Messia solare, grazie agli antichi geroglifici. Horus, che rappresenta il sole o la luce, aveva un nemico, Seth, e Seth è la personificazione dell’oscurità o della notte. Metaforicamente, ogni mattina Horus vinceva la battaglia contro Set, mentre la sera, Set sconfiggeva Horus, scagliandolo verso gli inferi.

In generale, la storia di Horus è la seguente: nacque il 25 dicembre dalla vergine Iside (che con Osiride erano la trinità egizia), la sua nascita fu annunciata e una stella dell’est, Sirio, indicò la strada ai tre Re (tre stelle della cintura di Orione) che la seguirono per trovare e adorare il nuovo Messia. All’età di dodici anni fu un insegnante prodigio e a trenta fu battezzato da una figura di nome Anup, ebbe cosi inizio il suo Ministero. Horus aveva dodici discepoli che viaggiavano con lui, ha compiuto miracoli come curare i malati e camminare sull’acqua. Era conosciuto con molti nomi essenziali, come “Verità”, “Luce”, “Sacro Figlio di Dio”, “Buon Pastore”, “Agnello di Dio”, e molti altri.

Queste qualità di Horus, originali o meno, sembrano essere presenti in molte culture nel mondo, poiché esistono altre divinità aventi la stessa struttura mitologica generale:
Attis di Frigia, nato dalla vergine Nana il 25 dicembre, la cui morte e resurrezione simboleggiavano il ciclo vegetativo della primavera;
Krishna, India, nato dalla vergine Devaki. Ottavo figlio, Krishna (incarnazione di Vishnu), nacque a mezzanotte e fu cresciuto nel vicino villaggio di Gokul, si ritiene che non sia il frutto di un rapporto sessuale ma di “trasferimento” divino;
Dionysus (Dioniso, Bacco per i romani) della Grecia, fu un insegnante itinerante e aveva compiuto dei miracoli come tramutare l’acqua in vino. A seguito della sua morte, fu resuscitato;
Mithra della Persia era anche noto come “Verità”, “Luce” e altri nomi. Il giorno sacro dedicato a Mithra, era la domenica.
Gesù Cristo nacque dalla vergine Maria il 25 dicembre a Betlemme, la sua nascita fu annunciata da una stella dell’est che i Re Magi, seguirono per trovare e adorare il nuovo Salvatore. Era anche noto come “Re dei Re”, “Figlio di Dio”, “Agnello di Dio” e molti altri. Fu crocifisso, sepolto in una tomba, e dopo tre giorni resuscitò e ascese al cielo.



Diversi Salvatori in differenti periodi, da tutto il mondo, che mantengono queste particolarità complessive con il più recente, storicamente parlando, dei Messia. Il 25 dicembre, data comune a tutti è assolutamente astrologica. La stella dell’est è Sirio la più luminosa della notte, che il 24 dicembre, si allinea con le tre stelle più luminose della cintura d’Orione. Queste tre stelle erano chiamate nell’antichità: i Tre Re. Le tre stelle con la stella più luminosa, Sirio, sono allineate e puntano tutte verso il punto in cui sorge il sole il 25 dicembre. Questa è la ragione, per la quale i Tre Re “seguono” la stella dell’est (Sirio) al fine di individuare il luogo in cui nascerà il sole.



La Maria Vergine è la costellazione Virgo (Vergine). L’antico simbolo di Virgo è la lettera M alterata. Questa è la ragione per cui Maria, assieme alle altre madri vergini, come Myrra, la madre di Adone o Maya, la madre di Buddha, hanno come inizio la lettera “M”. Virgo a volte è chiamata “Casa del Pane” ed è rappresentata con un fascio di grano. Questa “Casa del Pane” ed il simbolo del grano, rappresentano i mesi d’Agosto e Settembre, il periodo della raccolta. Betlemme, di fatto si traduce letteralmente con “Casa del Pane”, quindi Betlemme è un riferimento alla costellazione della Vergine, un luogo in cielo, non sulla terra. Le giornate più corte e la fine dei raccolti, verso il solstizio d’inverno, simboleggiava per gli antichi il processo della fine, la morte del sole.



Entro il 22 dicembre, la morte del sole era pienamente compiuta, e il giorno in cui si trova nel suo punto più basso restandovi, almeno in modo sensibile, per tre giorni. Durante questa “pausa”, il sole risiede nelle vicinanze della costellazione della “Croce del Sud” o della “Croce” per poi riprendere, il 25 dicembre, il suo cammino verso nord, portando giorni più lunghi, calore e la primavera. Per questo motivo si diceva: il Sole è morto sulla Croce, è restato morto per tre giorni, per poi rinascere. Questa la ragione per cui Gesù e altre divinità hanno in comune la crocifissione, la morte e la resurrezione. E’ il periodo di transizione dopo la quale il sole cambia direzione verso l’emisfero nord, portando la primavera, e dunque la salvezza.



Tuttavia, non si celebrava la resurrezione del sole, se non fino all’equinozio di primavera, o Pasqua. Questo è dato dal fatto che nell’equinozio di primavera, il sole annienta ufficialmente le tenebre e le giornate diventano più lunghe, in durata, rispetto alla notte, facendo riemergere i presupposti rivitalizzanti della primavera.



Il più evidente segno, tra tutto il simbolismo astrologico attorno alla persona di Gesù, risiede nella figura dei dodici discepoli: rispecchiano semplicemente le dodici costellazioni dello Zodiaco, con le quali Gesù, essendo il sole, si accompagna nel suo viaggio. Il numero 12, infatti, è spesso ricorrente nella Bibbia (questo libro ha molto più a che fare con l’astrologia che con qualsiasi altra cosa). Tornando alla Croce dello Zodiaco in altre parole alla vita metaforica del sole, questa non era soltanto un’espressione artistica o uno strumento per tracciare i movimenti del sole, era anche un simbolo pagano, la cui versione semplificata era simile ad una Croce cerchiata. Ecco perché Gesù, nelle prime arti mistiche viene raffigurato col volto davanti alla Croce, dato che Gesù è il Sole, Luce del Mondo, Salvatore Risorto, colui che ritornerà come avviene ogni mattina, la Gloria di Dio che protegge dall’operato delle tenebre, e può essere visto venire dalle nubi, alto nel cielo, con la sua Corona di Spine o raggi solari.

“La religione Cristiana è una parodia sull’adorazione del Sole, nella quale essa pone un uomo che chiama Cristo, al posto del Sole, e rivolge a lui la stessa adorazione che originariamente era rivolta al Sole….” – Thomas Paine –

fonte

domenica 20 gennaio 2019

Piramide di Giza, svelato il mistero della costruzione.





E' UNA delle sette meraviglie del mondo antico e da sempre un enigma per studiosi e appassionati. Ora però la Piramide di Cheope, conosciuta anche come Grande Piramide di Giza, vede per la prima volta aprirsi uno spiraglio sul suo passato. Come è stato possibile, nell'Età del bronzo, realizzare un'opera così imponente, alta 147 metri, in un'epoca in cui le tecnologie a disposizione non erano sicuramente quelle di cui disponiamo oggi? Come hanno potuto trasportare dalle cave quei pesantissimi blocchi che la compongono nel 2.600 a.C.? Un mistero che sembra finalmente essere svelato grazie al ritrovamento di un antico papiro, di una barca cerimoniale e alle tracce di antichi canali. Mettendo insieme questi elementi, gli archeologi hanno appena scoperto il modo ingegnoso attraverso il quale centinaia di operai trasportarono i blocchi di granito di due tonnellate e mezzo, provenienti da Aswan, a oltre 800 chilometri di distanza, per dare forma alla dimora funebre del faraone Khufu (Cheope in greco), appartenente alla IV dinastia.
I misteri svelati dal papiro.
I lavoratori hanno caricato 170mila tonnellate di pietra calcarea lungo il Nilo in barche di legno fatte di tavole tenute insieme da corde, attraverso un sistema di canali costruito appositamente e un porto interno a pochi metri dalla base della piramide. Nel porto marittimo Wadi Al-Jarf è, infatti, stato ritrovato il rotolo di papiro che confermerebbe l’ipotesi. Scritto da Merer, un sovrintendente responsabile di una squadra di 40 operai, è l'unico documento esistente sulla costruzione della Grande Piramide e descrive nel dettaglio in che modo le pietre venivano spedite.

Il papiro scoperto a Wadi Al-Jarf
Il canale scomparso. A rivelarlo è il Daily Mail citando documentario di Channel 4 dedicato alla grande piramide egiziana, andato in onda ieri. Nel filmato, l’archeologo statunitense Mark Lehner, direttore dell'Ancient Egypt Research Associates (AERA), racconta, tra gli altri, i dettagli della scoperta di un canale scomparso sotto l'altopiano polveroso di Giza. "Abbiamo delineato il bacino centrale del canale che pensiamo possa coincidere con l'area di consegna primaria ai piedi dell'altopiano", ha detto.

La barca ritrovata. Inoltre, un altro gruppo di ricercatori nel documentario racconta la scoperta di una barca cerimoniale, che avrebbe dovuto trasportare il defunto nell'aldilà, e che conferma, nella struttura, il modello di quella impiegata per il trasporto dei blocchi di granito.
Le camere segrete. Ma i segreti sulla famosa tomba del faraone Cheope non sembrano esaurirsi del tutto. Infatti, un altro team di archeologi sta lavorando per realizzare una mappa interna della Grande Piramide di Giza usando la tecnologia laser. Il gruppo, che guida il progetto ScanPyramids, ha annunciato la scoperta di una serie di vuoti nella costruzione che ritengono siano camere nascoste. Il mistero continua.

fonte
La repubblica.it