mercoledì 26 febbraio 2020
CoronaVirus: Nostradamus e le sue profezie colpiscono ancora?
mercoledì, 26 febbraio 2020
“La grande peste nella città marittima non cesserà prima che morte sarà vendicata del giusto sangue per preso condannato innocente della grande dama per simulato oltraggio”. Con queste parole Nostradamus prevede nel XVI secolo un’epidemia, forse proprio il Coronavirus.
E per i fedelissimi delle quartine è proprio così. Quella in questione è la 2:53 ed è da rintracciarsi all’interno del IV libro delle sue profezie. In molti trovano alcune similitudini con la profezia e quello che sta accadendo in tutto il mondo a causa del COVID-19. Il virus, infatti, dopo essersi propagato in molti paesi della Cina, è arrivato anche in Italia, contagiando alcune centinaia di persone. Solo suggestione o in queste mistiche parole c’è un fondo di verità?
Michel Nostredame conosciuto da tutti come Nostradamus nasce in Francia nel 1503, diventa medico ma in seguito si dedica alla stesura di alcune leggendarie profezie, che vengono raccolte in più di 900 quartine. Sono in tanti, ancora oggi, a sostenere che fosse un vero profeta, avendo predetto correttamente – secondo loro – molti storici eventi. Ed ora nella psicosi più totale dove tutti sono in cerca di risposte, spunta quell’antica profezia che riguarda proprio una terribile pestilenza.
La grande peste de cite maritime
Ne cessera que mort ne soit vengée
Du iuste sang, par pris damne sans crime
De la grand dame par feincte n’outraigée
Leggendo la quartina, infatti, la parola che si potrebbe legare al Coronavirus è “peste”. La traduzione da parte di chi sa interpretare queste parole, aderirebbe anche ai fatti che stanno sconvolgendo il mondo a causa di questo misterioso virus. Batterio che provoca, in alcuni casi più gravi e prevalentemente su persone anziane e/o già sofferenti, polmoniti mortali. Ma partiamo dal principio. Secondo la profezia di Nostradamus il virus si sarebbe propagato nel resto del mondo da una città di mare.
“La grande peste de cite maritime”
Wuhan è l’epicentro dell’epidemia e si trova, però, nel cuore della Cina, distante circa 600 chilometri dalla costa. Come si può, dunque, definire città marittima? Per i nostradamiani “la città marittima” è da intendersi come una metafora che sta a indicare il mercato del pesce da cui sarebbe partita l’epidemia.
“De la grand dame…
Continuando a leggere la centuria ci imbattiamo in questa figura femminile, la “grande dama“, appunto. Ma chi è questa donna? Sono in molti, in rete, ad ipotizzare che la “dama” possa essere l’ex ministra Wu Yi, che dodici anni fa è stata nominata ministro della Sanità della Repubblica Popolare Cinese proprio per contrastare il virus della Sars. Quindi qual è il fil rouge che lega Wu Yi al Coronavirus? Assolutamente nessuno, ma per i devoti del veggente questi intrighi sono più che soddisfacenti.
…par feincte n’outraigée”
Nell’ultima riga della quartina, infine, troviamo queste parole, forse le più misteriose e inquietanti: “simulato oltraggio“. Sono legate proprio alla figura della dama?! O forse a qualcosa che qualcuno in Cina o nel Mondo avrebbe commesso? Qualcosa forse legato al presunto laboratorio da cui sarebbe potuto scappare il CoronaVirus?L’interpretazione che viene fatta, però, si limita a identificare la donna potente nella figura di Wo Yi che si è trovata a gestire un’altra grande epidemia come la Sars. Da quello che sappiamo, però, la condotta della ministra è sempre stata trasparente e impeccabile. Quindi non può essere assolutamente lei. Ma allora a chi si riferisce l’ipotesi figurativa di Nostradamus?
Il resto del testo non è stato ancora interpretato e come tante altre profezie resterà, forse resterà indecifrato ancora per molto… Tuttavia la storia impazza sul web e da vita a intrighi fantasiosi di ogni tipo. Insomma, che si creda o meno alle profezie la suggestione è sempre ammaliante, poi però – spesso – le cose si rivelano molto meno catastrofiche di come vengono raccontate. E gli scettici ancora una volta sembrano avere ragione…
giovedì 20 febbraio 2020
Libro del 1981 ha previsto il coronavirus: è tutto un complotto?
L’autore Dean Koontz ha predetto l’epidemia di coronavirus nel thriller del 1981 The Eyes of Darkness? La verità dietro l’ultima teoria complottista sul virus di Wuhan.

In genere ci aspettiamo che scienziati, economisti o chiaroveggenti prevedano il futuro. Nel caso del nuovo coronavirus, invece, la profezia si troverebbe in un romanzo di 40 anni fa.
In questi giorni sta circolando la fantasiosa teoria secondo cui lo scrittore americano Dean Koontz ha previsto il coronavirus nel 1981, nel suo thriller The Eyes of Darkness (“Gli occhi dell’oscurità”).

Il libro racconta la storia di una madre che cerca di scoprire se suo figlio è davvero morto un anno prima o se è ancora vivo. Nel corso delle sue indagini la donna viene a conoscenza di un laboratorio cinese alle porte della città di Wuhan in cui è stato sviluppato il Wuhan-400, “la nuova arma biologica più importante e pericolosa della Cina degli ultimi 10 anni”.
Questo virus è soprannominato “l’arma perfetta” perché “colpisce solo gli esseri umani e non può sopravvivere al di fuori di un corpo vivente per più di un minuto, quindi non può contaminare in maniera permanente altri oggetti o luoghi come possono fare altri microrganismi virulenti”.

La coincidenza tra il virus descritto nel libro di Dean Koonts e l’attuale epidemia di coronavirus è sorprendente, ma dobbiamo davvero credere alla teoria secondo cui il virus di Wuhan è stato annunciato in un libro di quasi 40 anni fa? La risposta è no, e vi spieghiamo subito il perché.
Perché il libro di Dean Koonts non ha previsto il coronavirus
I passaggi del romanzo riportati sopra sono stati sottolineati e postati su Twitter da un utente, e ripresi da South China Morning Post e Taiwan News, a caccia di indizi e notizie sul virus che finora ha ucciso 2.000 persone.
La storia presenta delle corrispondenze con la teoria cospirazionista diffusa e difesa a spada tratta (anche) dal senatore americano Tom Cotton, secondo cui il coronavirus di Wuhan è un’arma biologica creata in laboratorio e sfuggita per errore.
Ma l’aura di cospirazione e mistero che circonda “The Eyes of Darkness” non finisce qui. Koontz scrisse il romanzo con lo pseudonimo Leigh Nichols. L’opera è stata pubblicata come copertina rigida nel 1989 con il suo vero nome, e qualche anno dopo in brossura. È qui che si sarebbe verificato un misterioso cambiamento.

Alla base della nuova teoria complottista vi è quindi una modifica del testo. I lettori più arguti hanno infatti scoperto che le prime edizioni del libro di Koonts raccontavano di un virus chiamato Gorki-400, un’arma biologica creata dai russi a Gorki.
Sembra che l’editore abbia fatto delle ricerche e sostituito la città di Gorki con Wuhan dopo la fine della Guerra Fredda, quando ormai la situazione politica era cambiata e i rapporti tra USA e Russia si erano distesi.
Ma perché proprio Wuhan? La città, epicentro del nuovo coronavirus, è da molto tempo sede di laboratori di microbiologia e virologia, non sorprende quindi la citazione nel libro di uno scrittore/editore furbo che vuole rendere la trama più realistica. Inoltre il Giappone ha condotto ricerche sulle armi chimiche cinesi durante la seconda guerra mondiale, e da tempo si rincorrono le voci di un possibile sviluppo di armi biologiche da parte del governo cinese.
mercoledì 19 febbraio 2020
Lettera aperta al Ministero della Salute (Adam Kadmon 2020)
Lettera aperta al Ministero della Salute (Adam Kadmon 2020)
LETTERA APERTA al #Ministero della Salute. Con umiltà ritengo necessario informarVi che il vostro decalogo di 10 comportamenti da seguire per non infettarsi con il #coronavirus è purtroppo incompleto. È importante correggerlo rapidamente perchè chi lo ha già letto, pensando che sia completo, in caso di epidemia, rischia di infettarsi lo stesso qualora non venga posto a conoscenza di quanto sto per comunicarVi.
Tanto premesso vi prego nell'interesse di tutta la popolazione che vive in #Italia di aggiungere le seguenti informazioni mancanti al vostro decalogo e più precisamente:
REGOLA 4: alla regola 4 va aggiunto che quando si tossisce e starnutisce, in assenza di mascherina o fazzoletto occorre farlo nella piega del braccio.
Così come è scritto ora, invece, in assenza appunto di mascherina e fazzoletto, le persone continueranno a tossire e starnutire nella mano anziché farlo nella piega del braccio (come consigliato da qualsiasi medico preparato), aumentando le probabilità di contagio.
REGOLA 3: alla regola 3 va aggiunto che oltre occhi, naso e bocca, non vanno toccate neanche le ORECCHIE. Ma non è tutto. Infatti siccome il virus passa da ogni mucosa ed apertura sull'epidermide, bisogna aggiungere sempre al punto 3 che le persone non devono toccarsi con mani infette neppure MUCOSE GENITALI o ANALI.
Molte persone infatti quando vanno al bagno per espletare i loro bisogni al più si lavano le mani dopo essersi toccati i genitali, quando dovrebbero farlo invece anche prima, proprio per non infettarsi. I maschi, per struttura anatomica, hanno maggiore probabilità di autocontagiarsi in tal senso, se ad esempio si infettano le dita in precedenza afferrando o manipolando oggetti contaminati (ad esempio le maniglie della porta per entrare in un bagno pubblico)
Bisognerebbe inoltre informare la popolazione, che anche le banconote, qualora arrivi l'epidemia, potranno veicolare il virus sulle dita così come la pulsantiera dell'ascensore per via appunto dell'elevato numero di persone che quotidianamente le manipolano. Pochi ad esempio pensano che qualora le mani entrino in contatto con il virus, e poi tocchino lo smartphone, nel momento in cui se lo porteranno all'orecchio o vicino la bocca, rischieranno di infettarsi.
Sono giusti degli esempi ma è fondamentale parlarne alla popolazione italiana perché ben poche persone sono abituate a tenere conto di tutti questi aspetti.
Tantomeno vanno toccate ferite, anche lievi come escoriazioni proprie od altrui, perché se si hanno le mani infette, anche da tali aperture si rischia che il virus penetri nell'organismo.
Quanto chiedo di aggiungere alla regola 3 in merito al fatto ad esempio che il virus penetra da ogni mucosa, compreso quella genitale se toccata con mani infette, lo insegna proprio l'ABC della Medicina.
REGOLA 7: al punto 7 va assolutamente precisato che per aumentare notevolmente la probabilità di non contrarre infezione per via respiratoria, occorre indossare mascherina con almeno filtro ffp3.
Le mascherine normali infatti, sicuramente saranno meglio che niente, ma purtroppo un virus le attraversa.
Anche questa informazione è all'ABC della Medicina ed in particolare della Microbiologia.
Inoltre dovete aggiungere che il coronavirus se si deposita sugli oggetti vi può restare fino a 9 giorni e quindi per sicurezza andrebbero deterse le superficie specie nei luoghi molto affollati come supermercati e ascensori. Questa informazione è stata diramata fra l'altro da autorità mediche ed era anche sui giornali.
Perchè non è inserita nel vostro opuscolo?
Non per polemizzare, non è mia abitudine. Ma mi meraviglio che nessuna delle seguenti categorie da voi elencate si sia accorta delle sopracitate mancanze nonostante dal vostro sito risulti che abbiano tutte aderito alla iniziativa dell'opuscolo.
Qui parliamo dell'Istituto Superiore di Sanità, della Conferenza Stato Regioni, FNOMCEO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), FNOPI (Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche), FOFI (Federazione Ordini farmacisti Italiani), FNOVI (Federazione Nazionale Ordini. Veterinari Italiani), CARD (Confederazione Associazioni Regionali di Distretto), FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti), SIFO (Società Italiana di Farmacia Ospedaliera), SIM (Società Italiana di Microbiologia), SIMIT (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali), SIMPIOS (Società Italiana Multidisciplinare per la Prevenzione delle Infezioni nelle Organizzazioni Sanitarie), SITI (Società Italia di Igiene e Medicina Preventiva), FIMMG (Federazione Italiana Medici di Famiglia), SIMMG (Società Italiana di Medicina Generale), ANMDO (Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere), AMCLI (Associazione Microbiologi Clinici Italiani), FEDERFARMA (Federazione nazionale dei titolari di farmacia italiani).
Ebbene siete assolutamente certi che ogni singola persona di tali eminenti categorie abbiano letto e approvato proprio l'opuscolo pubblicato dal vostro sito?
Ve lo chiedo perchè in caso affermativo è preoccupante che nessuno di tali esperti si sia finora accorto che mancano informazioni importanti come quelle che vi sto pregando umilmente di aggiungere.
Possibile che nessuno di loro vi abbia detto almeno di aggiungere che quando si starnutisce e tossisce, in assenza di fazzoletto o mascherina, va fatto nella piega del braccio o del fatto che il filtro di una maschera deve essere almeno ffp3?
Io sono nessuno, ma a differenza di tante persone in cui purtroppo ci imbattiamo spesso, ho sempre capito quello che studio, non lo ho mai imparato a memoria giusto per superare gli esami, e mi tengo comunque costantemente aggiornato, come sono certo facciate anche Voi e tutte le sopracitate eminenti categorie.
Per cui credo che la Vostra sia stata solo una svista. Solo che converrete, si tratta di una svista grave perchè chi ignorasse quanto vi chiedo di aggiungere, infettando o infettandosi inconsapevolmente, può vanificare ogni precauzione elencata.
Verificate quanto vi sto umilmente scrivendo. Vedrete che ho ragione.
Appunto non per polemizzare ma per dirvi proprio la #Verità, se fossi stato io al Governo, vi avrei fatto risparmiare tempo e denaro, dicendovi subito cosa manca al vostro opuscolo. Ed in più tali regole le avrei rese immediatamente visibili nel sito, senza preamboli.
Inoltre ad oggi non mi risulta neppure che tale decalogo, neanche nell'attuale forma incompleta, venga trasmesso da emittenti o radio magari all'interno delle trasmissioni più seguite, tipo reality show, talk show, programmi di gossip e quant'altro attiri maggiormente il pubblico.
Lo scopo di tali regole dovrebbe essere infatti, quello di istruire la maggior parte popolazione, e di farlo prima che arrivi il contagio in Italia. Sempre sperando che non sia già silenziosamente presente, perché le persone contagiate, prima di essere ricoverate, risulta dai notiziari che avessero visitato più regioni e fossero entrate a contatto con numerose persone. Il tempo di incubazione che inizialmente era già molto lungo (15 giorni) come sicuramente saprete, secondo le ultime ricerche mediche è stato aumentato a ben 24 giorni.
Ed in più si è poi scoperto che il primo sintomo non sempre è la febbre il che potrebbe significare che il numero di persone infette asintomatiche entrate in Italia, le settimane scorse, potrebbe essere maggiore di quanto si pensi.
Lo scopriremo nei prossimi mesi.
Se poi non dovesse succedere nulla, come tutti ci auguriamo, meglio così.
Ma siccome ritengo che prevenire sia meglio che curare (tanto più che per il coronavirus, al momento, come voi stessi precisate nell'opuscolo, non esistono ancora cure), converrete con me quanto sia assolutamente prioritario insegnare alla popolazione in forma più esaustiva possibile, le regole per non contagiare e non contagiarsi
Più persone saranno correttamente preparate, e maggior sarà possibile arginare l'epidemia nell'evenienza, come temono gli esperti internazionali, arrivi in parti del pianeta dove oggi fortunatamente, sembrerebbe essere ancora assente.
Inoltre sarebbe anche corretto informare i contribuenti quanto è costato realizzare questo opuscolo cui mancano importanti informazioni.
Mi riferisco sia al poster che al pieghevole.
A tal proposito, invito i lettori a verificare l'effettiva mancanza delle informazioni sopracitate che sto pregando di aggiungere ai punti 3,4,7, scaricando sia il poster che il pieghevole dal sito ufficiale del Ministero:
POSTER
PIEGHEVOLE (è più dettagliato ma le informazioni di cui ai punti 3,4,7 mancano anche qui):
Come appunto verificato sono del tutto assenti proprio le informazioni in questione. Sono importanti perché già da sole, se ignorate dalla popolazione, rischiano di da vanificare le precauzioni dell'intero decalogo.
Pertanto Ministero della Sanità, con umiltà ma determinazione Ti prego di essere così gentile da aggiungere rapidamente al decalogo quanto oggettivamente mancante.
Così facendo contribuirai meglio a ridurre le probabilità di contagio che si tratti di coronavirus o influenza.
Grazie per la cortese e NECESSARIA attenzione.
Distinti Saluti
Con rispetto e stima,
Adam Kadmon
Pubblicato da Adam Kadmon ®
venerdì 11 ottobre 2019
Mistero in Libia Tripoli Tajura
In Libia a Tripoli molti migranti del campo profughi di Tajura sono morti sotto le bombe. Gaetano Pecoraro ci racconta il vero bersaglio di quelle esplosioni: un deposito segreto di armi. E poi le torture subìte, e il ruolo dell'Italia nel finanziamento dei campi
L’11 maggio del 2017 nel centro profughi di Mineo, in Sicilia, una delegazione del governo italiano ha negoziato con le autorità Libiche il blocco delle partenze dei migranti. Al tavolo della trattativa c’è anche Abd Al-Rahman Milad, meglio conosciuto con il nome di battaglia di Bija.
Secondo l’Onu il comandante Bija dovrebbe stare in galera per crimini contro i migranti. Sarebbe il boss dei trafficanti di migranti, uno che da una parte affiancherebbe con una sua milizia la guardia costiera libica ma dall’altra secondo l’Onu, gestirebbe nel bene e nel male tutto il flusso delle partenze dei profughi. Un report delle Nazioni unite lo indica come un trafficante di migranti.
Strano quindi vederlo trattare con l’Italia per risolvere un problema delicato come quello dell’immigrazione dalla Libia. Le autorità di Roma sapevano chi fosse perché tanti giornali avevano parlato di lui, ma soprattutto perché in uno studio del ministero della difesa Bija era indicato come “dedito al traffico di migranti”. In un video si vede Bija che frusta alcuni migranti su un barcone. Metodi brutali utilizzati anche da altri libici in diverse situazioni e che purtroppo ci vedono ancora coinvolti, come per esempio nei tre campi profughi di Tripoli.
Uno di questi campi è quello di Tajura. Gaetano Pecoraro ha intervistato alcuni profughi che ci hanno vissuto. Raccontano violenze e punizioni corporali che a volte finivano perfino con la morte. Sotto la struttura c’era un luogo segreto, chiamato Underground. Era lì che avvenivano le torture: sevizie terribili, a cui molti migranti sono stati sottoposti per tantissimo tempo. In un campo che sarebbe finanziato anche dall'Italia, tramite alcune ong.
“Prendevano le ragazze e le violentavano”, ci racconta uno dei migranti che è stato lì. Gaetano Pecoraro ha chiesto al nuovo ministro dell’Interno Luciana Lamorgese: se l’Italia dovesse essere complice in crimini contro l’umanità, come la metteremo? “Quello lo valuteremo. Ogni giorno ha la sua pena”, la laconica risposta di chi siede al Viminale (nel servizio abbiamo incontrato anche due suoi predecessori, con linee stranamente simili sulla Libia, nonostante le divergenze politiche: Marco Minniti del Pd e Matteo Salvini della Lega).
Quest’estate il campo di Tajura è stato bombardato. Le immagini del bombardamento sono state riprese con il telefonino dalle persone chiuse dentro il capannone dove è scoppiata la bomba. Sono video terribili. Non si sa chi ha tirato la bomba, ma si conosce il perché.
Stando a quanto raccontano i profughi, nell’Underground, dove avvenivano le torture, c’erano dei depositi di armi, bombe e perfino carri armati. Forse era questo l’obiettivo della bomba, distruggere quel deposito di armi. Il commento di uno dei profughi intervistati ci fa ancora gelare il sangue: “Ci usavano come scudi umani”.
domenica 15 settembre 2019
La famiglia Bush finanziò Adolf Hitler
Lei si è mai chiesto come Adolfo Hitler, un pittore mediocre di origine austriaca, riuscì a divenire il Führer della Germania durante i decenni ’30 e ’40 dello scorso secolo?
Il fenomeno nazi non costituì una casualità storica né un capriccio filosofico messo in pratica da un solo uomo. Ebbe dei sostenitori, molti di loro con grandi capitali, i veri alchimisti del mondo della finanza di quell’epoca.
Le indagini realizzate negli ultimi tempi riferiscono che i banchieri di Wall Street (tra gli altri) finanziarono la scalata al potere di Hitler ottenendo abbondanti guadagni. Ancora più deplorevole è il fatto che la famiglia dell’attuale Presidente USA fece parte di quel gruppo di persone.

Gli autori nordamericani Webster G. Tarpley e Anton Chaitkin nell’opera pubblicata di recente "George Bush: The Unauthorized Biography (GB:una biografia indesiderabile)" segnalano che "Prescott Bush (il nonno di George W. Bush) e altri direttori della Union Banking Company (UBC) furono collaboratori dei nazi".
Il libro racconta che nel 1922, all’inizio del nazionalsocialismo, l’industriale in trasporti ferroviari, W. Averell Harriman, viaggiò a Berlino e incontrò la famiglia Thyssen alla quale propose di fondare una banca tedesco - nordamericana. I Thyssen erano i padroni di varie istituzioni finanziarie che permettevano loro di trasferire il denaro dalla Germania in Olanda e poi negli USA.

Le loro banche erano l’August Thyssen Bank con sede a Berlino, il Bank voor Handel (Paesi Bassi) e l’Union Banking Corporation (New York).
All’inizio degli anni ’20 uno dei membri di quella famiglia, Fritz Thyssen - l’autore del libro I paid Hitler (Io finanziai Hitler) - sborsò 25 mila $ per il neo costituito Partito Nazional Socialista Tedesco e riuscì a diventare il primo e più importante finanziatore nella presa del potere del Führer.
Secondo gli autori dell’opera, Hitler affascinò Thyssen: "Mi sono reso conto del suo talento di oratore e della sua capacità di dirigere le masse. Tuttavia quel che mi ha fatto più impressione è l’ordine che regnava durante i suoi meeting, la disciplina quasi militare dei suoi sostenitori".
Nel 1931 Thyssen si affiliò al Partito nazista e divenne uno degli uomini più poderosi nell’organizzazione da guerra nazista.
A quell’epoca questo magnate presiedeva la German Steel Trust, un consorzio dell’industria dell’acciaio fondato da Clarence Dillon, uno degli uomini forti di Wall Street. Un collaboratore di fiducia di Dillon era Samuel Bush, il padre di Prescott, il nonno di George senior e il bisnonno di George junior, l’attuale Presidente USA.
Nel 1923 Harriman e i Thyssen decisero di creare una banca e designarono presidente George Herbert Walker, il suocero di Prescott.
Nel 1926 crearono l’Union Banking Corporation (UBC) e nominarono capo Prescott. Quel medesimo anno Prescott venne designato vice-presidente e socio della Brown Brothers Harriman. Le due entità permettevano ai Thyssen di inviare il loro denaro dalla Germania agli USA, via Olanda"Anche se un grande numero di altre società aiutarono i n
azisti (la Standard Oil, la Chase Bank dei Rockefeller, i grandi costruttori di automobili nordamericani), gli interessi di Prescott Bush furono molto più profondi e dichiarati", ha scritto l’economista nordamericano Victor Thorn.
Thorn ha aggiunto: "La UBC divenne la via segreta per la protezione del capitale nazista che usciva dalla Germania verso gli USA, passando per i Paesi Bassi. Quando i nazisti avevano bisogno di rinnovare le loro provviste, la Brown Brothers Harriman rimandava i loro fondi direttamente in Germania".
La UBC riceveva i soldi dai Paesi Bassi e la Brown Brothers Harriman li rinviava. Chi faceva parte della direzione di queste due compagnie? Prescott Bush in persona: il primo riciclatore del denaro dei nazisti.
Tarpley e Chaitkin spiegano nella loro opera: "Così una parte importante delle fondamenta finanziarie della famiglia Bush venne costituita grazie all’appoggio e all’aiuto dati ad Adolfo Hitler. Quindi l’attuale presidente USA, come suo padre (l’ex direttore della CIA, ex vice-presidente ed ex presidente) è giunto al culmine della gerarchia politica nordamericana grazie al fatto che il nonno e il padre, la famiglia in generale, aiutarono finanziariamente e incoraggiarono i nazisti ".
Nell’ottobre 1942 le autorità USA confiscarono i fondi bancari nazisti della UBC di New York il cui massimo dirigente era Prescott Bush. La ditta venne dichiarata "Ente finanziario e commerciale collaboratore col nemico" e tutti i suoi averi furono confiscati.
Successivamente il Governo nordamericano ordinò anche il sequestro di altre due società gestite da questo signore per conto della società bancaria Harriman: la Holland-America Trading Corporation (La società del commercio olandese - nordamericana) e la Seamless Steel Equipment Corporation (La società delle Attrezzature dell’Acciaio).
L’11 novembre 1942 un’altra società diretta da Bush e Walker, la Silesian - American Corporation - venne sequestrata nel rispetto della Legge del commercio col nemico.
Nel 1951 si mise fine all’embargo. L’intraprendente uomo d’affari recuperò un milione e mezzo di $ che destinò a nuovi investimenti che, col tempo, ingrossarono il patrimonio della famiglia Bush.
A questo va aggiunto il riassunto di un gruppo di rapporti appartenenti ai servizi di sicurezza olandesi e nordamericani che confermano "i vincoli diretti tra Prescott Bush, la famiglia tedesca Thyssen e le entrate della morte ottenute da un gruppo di famiglie ricche nordamericane durante la 2ª Guerra Mondiale".
Tarpley e Chaitkin affermano che "la grande crisi finanziaria del 1929 - 1931 scosse l’America, la Germania e la Gran Bretagna rendendo deboli i loro rispettivi governi. Inoltre rese più diligente Prescott Bush, più desideroso di fare quanto necessario per preservare il suo privilegiato posto nel mondo. Durante quella crisi alcuni anglo - nordamericani danarosi sostennero l’instaurazione del regime di Hitler nella Germania".
Gli autori di Una biografia... hanno affermato categoricamente: "Il capitale della famiglia del Presidente nasce dal sostegno incondizionato al progetto politico di Adolfo Hitler".
La UBC gestita da Prescott Bush e in stretta cooperazione con l’ente German Steel Trust di Fritz Thyssen prese parte alla nascita, la preparazione e il finanziamento delle macchine da guerra naziste con la costruzione di carri blindati, aerei da combattimento, cannoni ed esplosivi.
La tendenza a impadronirsi dei territori e dei capitali non è nuova nella famiglia Bush. Quei geniali fascisti si svilupparono negli anni ’30, quindi non è uno sproposito ritenere "fascista" l’occupazione dell’Afghanistan, dell’ Iraq, le minacce ad altri paesi di nuove offensive Blitzkrieg. Non è un invito retorico convocare la creazione di un fronte contro il fascismo.
Il fenomeno nazi non costituì una casualità storica né un capriccio filosofico messo in pratica da un solo uomo. Ebbe dei sostenitori, molti di loro con grandi capitali, i veri alchimisti del mondo della finanza di quell’epoca.
Le indagini realizzate negli ultimi tempi riferiscono che i banchieri di Wall Street (tra gli altri) finanziarono la scalata al potere di Hitler ottenendo abbondanti guadagni. Ancora più deplorevole è il fatto che la famiglia dell’attuale Presidente USA fece parte di quel gruppo di persone.
Gli autori nordamericani Webster G. Tarpley e Anton Chaitkin nell’opera pubblicata di recente "George Bush: The Unauthorized Biography (GB:una biografia indesiderabile)" segnalano che "Prescott Bush (il nonno di George W. Bush) e altri direttori della Union Banking Company (UBC) furono collaboratori dei nazi".
Il libro racconta che nel 1922, all’inizio del nazionalsocialismo, l’industriale in trasporti ferroviari, W. Averell Harriman, viaggiò a Berlino e incontrò la famiglia Thyssen alla quale propose di fondare una banca tedesco - nordamericana. I Thyssen erano i padroni di varie istituzioni finanziarie che permettevano loro di trasferire il denaro dalla Germania in Olanda e poi negli USA.
Le loro banche erano l’August Thyssen Bank con sede a Berlino, il Bank voor Handel (Paesi Bassi) e l’Union Banking Corporation (New York).
All’inizio degli anni ’20 uno dei membri di quella famiglia, Fritz Thyssen - l’autore del libro I paid Hitler (Io finanziai Hitler) - sborsò 25 mila $ per il neo costituito Partito Nazional Socialista Tedesco e riuscì a diventare il primo e più importante finanziatore nella presa del potere del Führer.
Secondo gli autori dell’opera, Hitler affascinò Thyssen: "Mi sono reso conto del suo talento di oratore e della sua capacità di dirigere le masse. Tuttavia quel che mi ha fatto più impressione è l’ordine che regnava durante i suoi meeting, la disciplina quasi militare dei suoi sostenitori".
Nel 1931 Thyssen si affiliò al Partito nazista e divenne uno degli uomini più poderosi nell’organizzazione da guerra nazista.
A quell’epoca questo magnate presiedeva la German Steel Trust, un consorzio dell’industria dell’acciaio fondato da Clarence Dillon, uno degli uomini forti di Wall Street. Un collaboratore di fiducia di Dillon era Samuel Bush, il padre di Prescott, il nonno di George senior e il bisnonno di George junior, l’attuale Presidente USA.
Nel 1923 Harriman e i Thyssen decisero di creare una banca e designarono presidente George Herbert Walker, il suocero di Prescott.
Nel 1926 crearono l’Union Banking Corporation (UBC) e nominarono capo Prescott. Quel medesimo anno Prescott venne designato vice-presidente e socio della Brown Brothers Harriman. Le due entità permettevano ai Thyssen di inviare il loro denaro dalla Germania agli USA, via Olanda"Anche se un grande numero di altre società aiutarono i n
Thorn ha aggiunto: "La UBC divenne la via segreta per la protezione del capitale nazista che usciva dalla Germania verso gli USA, passando per i Paesi Bassi. Quando i nazisti avevano bisogno di rinnovare le loro provviste, la Brown Brothers Harriman rimandava i loro fondi direttamente in Germania".
La UBC riceveva i soldi dai Paesi Bassi e la Brown Brothers Harriman li rinviava. Chi faceva parte della direzione di queste due compagnie? Prescott Bush in persona: il primo riciclatore del denaro dei nazisti.
Tarpley e Chaitkin spiegano nella loro opera: "Così una parte importante delle fondamenta finanziarie della famiglia Bush venne costituita grazie all’appoggio e all’aiuto dati ad Adolfo Hitler. Quindi l’attuale presidente USA, come suo padre (l’ex direttore della CIA, ex vice-presidente ed ex presidente) è giunto al culmine della gerarchia politica nordamericana grazie al fatto che il nonno e il padre, la famiglia in generale, aiutarono finanziariamente e incoraggiarono i nazisti ".
Nell’ottobre 1942 le autorità USA confiscarono i fondi bancari nazisti della UBC di New York il cui massimo dirigente era Prescott Bush. La ditta venne dichiarata "Ente finanziario e commerciale collaboratore col nemico" e tutti i suoi averi furono confiscati.
Successivamente il Governo nordamericano ordinò anche il sequestro di altre due società gestite da questo signore per conto della società bancaria Harriman: la Holland-America Trading Corporation (La società del commercio olandese - nordamericana) e la Seamless Steel Equipment Corporation (La società delle Attrezzature dell’Acciaio).
L’11 novembre 1942 un’altra società diretta da Bush e Walker, la Silesian - American Corporation - venne sequestrata nel rispetto della Legge del commercio col nemico.
Nel 1951 si mise fine all’embargo. L’intraprendente uomo d’affari recuperò un milione e mezzo di $ che destinò a nuovi investimenti che, col tempo, ingrossarono il patrimonio della famiglia Bush.
A questo va aggiunto il riassunto di un gruppo di rapporti appartenenti ai servizi di sicurezza olandesi e nordamericani che confermano "i vincoli diretti tra Prescott Bush, la famiglia tedesca Thyssen e le entrate della morte ottenute da un gruppo di famiglie ricche nordamericane durante la 2ª Guerra Mondiale".
Tarpley e Chaitkin affermano che "la grande crisi finanziaria del 1929 - 1931 scosse l’America, la Germania e la Gran Bretagna rendendo deboli i loro rispettivi governi. Inoltre rese più diligente Prescott Bush, più desideroso di fare quanto necessario per preservare il suo privilegiato posto nel mondo. Durante quella crisi alcuni anglo - nordamericani danarosi sostennero l’instaurazione del regime di Hitler nella Germania".
Gli autori di Una biografia... hanno affermato categoricamente: "Il capitale della famiglia del Presidente nasce dal sostegno incondizionato al progetto politico di Adolfo Hitler".
La UBC gestita da Prescott Bush e in stretta cooperazione con l’ente German Steel Trust di Fritz Thyssen prese parte alla nascita, la preparazione e il finanziamento delle macchine da guerra naziste con la costruzione di carri blindati, aerei da combattimento, cannoni ed esplosivi.
La tendenza a impadronirsi dei territori e dei capitali non è nuova nella famiglia Bush. Quei geniali fascisti si svilupparono negli anni ’30, quindi non è uno sproposito ritenere "fascista" l’occupazione dell’Afghanistan, dell’ Iraq, le minacce ad altri paesi di nuove offensive Blitzkrieg. Non è un invito retorico convocare la creazione di un fronte contro il fascismo.
di A.Barnet – speciale per Granma Internacional 12 maggio 2003 -fonte
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