Translate

mercoledì 18 maggio 2011

Mars 500


Mars500: 12 febbraio 2011 lo sbarco dell’uomo su Marte

By admin
Una missione simulata quanto reale
La prima simulazione completa della durata di un viaggio verso Marte con equipaggio ha raggiunto un importante traguardo: ieri la ‘navicella’ è ‘arrivata’ a Marte dopo 244 giorni di volo virtuale interplanetario. Mars500, uno studio pionieristico internazionale sulle complesse questioni psicologiche e tecniche che devono essere affrontate per voli spaziali a lungo termine, è attivo da più di otto mesi in moduli chiusi ermeticamente.
L’equipaggio di tre russi, due europei e cinesi ha vissuto e lavorato nella struttura come una vera spedizione su Marte. Il loro tempo di lavoro durante il ‘volo’ è pieno di lavori di manutenzione, di sperimentazione e di esercizi fisici quotidiani.
“Mars500 è un esperimento visionario”, osserva Simonetta Di Pippo, Direttore per Volo umano nello spazio. “L’Europa è sempre pronta a fare un ulteriore passo avanti nell’esplorazione dello spazio: la nostra tecnologia e la nostra scienza si rafforzano ogni giorno. “Mars 500 oggi è solo una simulazione, ma stiamo lavorando per renderlo reale”.
L’equipaggio ha aperto il portello tra la nave madre e il mockup di un modulo di atterraggio che, secondo copione, è stato lanciato separatamente su Marte.
Nei prossimi giorni, il carico all’interno del ‘lander’ sarà trasferito nell ‘habitat e il lander sarà preparato per’ sganciare ‘e’ atterrare’.
L’equipaggio poi si dividerà: il russo Alexandr Smoleevskiy, l’italiano Diego Urbinati e il cinese Wang Yue entrerà nel lander, mentre il resto dell’equipaggio, Romain Carlo dalla Francia e Sukhrob Kamolov e Alexey Sitev dalla Russia ‘rimarranno in orbita’.
Il portello tra il veicolo spaziale interplanetario e il lander sarà chiuso l’8 febbraio. Il ‘touch down’ su Marte sarà il 12 febbraio.
La prima missione sulla superficie marziana simulata avverrà il 14 febbraio: Alexandr Smoleevskiy e Diego Urbina indosseranno le tute russe Orlan modificate e di uscitranno dal Lander.
Il 23 febbraio, il lander sarà lanciato in ‘orbita’.
Il 28 febbraio il lander sarà caricato con elementi di spazzatura e sarà ‘abbandonato’. Questo avverrà il 1 ° marzo. Dopo di che, l’equipaggio si troverà ad affrontare ‘la crociera interplanetaria’ prima di arrivare a casa all’inizio di novembre 2011.

domenica 15 maggio 2011


L'incidente di Roswell? Fu un complotto di Stalin contro gli Stati Uniti

Lo afferma l'americana Annie Jacobsen: il dittatore si sarebbe servito di Josef Mengele per «creare» gli alieni

Giuseppe Stalin
Giuseppe Stalin
MILANO - Non piacerà ai tanti ufologi che per anni l'hanno indicata come la prova lampante dei segreti americani sugli alieni, ma è certamente la teoria più grottesca mai immaginata per spiegare uno dei grandi misteri del XX secolo. «L'incidente di Roswell» (il presunto schianto di un Ufo nella piccola cittadina del Nuovo Messico nel luglio del 1947) sarebbe stato un complotto ordito da Stalin per creare panico tra la popolazione degli Stati Uniti d'America. Lo afferma «Area 51» il nuovo libro di Annie Jacobsen, giornalista del Daily Beast, che dichiara di aver ottenuto queste “sensazionali rivelazioni” da un ex ingegnere, ora in pensione, che per anni ha lavorato alla EG&G, contractor della difesa americana. L’ingegnere nel 1978 avrebbe fatto parte dell’equipe che seguiva il "Roswell project" nella base militare del Nevada che dà il titolo al libro e nella quale sarebbe stati portati a termine dall'esercito americano test di massima segretezza
COMPLOTTISMO E FANTAPOLITICA –  Il libro dichiara che il complotto sarebbe stato ispirato a Stalin da  "La guerra dei mondi", il celebre programma radiofonico di Orson Welles, trasmesso il 30 ottobre del 1938 dalla Cbs che creò un vero e proprio panico in tutti gli Stati Uniti perché descriveva un'improvvisa invasione della Terra da parte degli alieni. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale i sovietici avrebbero catturato uno "Horton Ho 229", un cacciabombardiere nazista con una sola ala capace di raggiungere i 1000 km/h e Stalin avrebbe deciso di servirsene per seminare il panico negli Stati Uniti. Per questo avrebbe assoldato addirittura Joseph Mengele, l’ex dottore nazista conosciuto anche come "L'angelo della morte". Mengele, che nei primi anni '40 portò a termine ad Auschwitz orribili esperimenti umani sui prigionieri, grazie a nuovi test di eugenetica, avrebbe riprodotto mostruosi esseri umani che avevano la stazza di bambini e occhi enormi. Il cacciabombardiere, su ordine di Stalin, sarebbe stato riempito di questi esseri mostruosi e pilotato a distanza. Ma una volta nei cieli americani si sarebbe schiantato a Roswell a causa di una tempesta.
RIVELAZIONI GROTTESCHE - I primi libri sull'incidente di Roswell furono pubblicati solo negli anni '70 e da allora si son susseguite decine di teorie cospirative. Ma la verità - dichiara l'ingegnere in pensione alla Jacobsen  - non ha nulla a che fare con gli alieni: «Trovarono corpi vicino all'aereo schiantato - scrive la giornalista americana - Non erano alieni, ma non erano neppure normali esseri umani. Erano cavie. Insolitamente bassi come piloti, sembravano bambini. Ognuno di loro misurava meno di un metro e cinquanta centimetri. Erano grottescamente deformi, ma ognuno assomigliava all'altro. Avevano la testa sproporzionata ed enormi occhi. Due tra questi erano in uno stato comatoso, ma erano ancora vivi». L'ingegnere avrebbe confessato alla giornalista di aver visto i loro corpi e ha definito l'esperienza "scioccante". L'aeronautica militare americana non ha voluto commentare la notizia: «Non abbiamo ancora letto il libro e quindi non siamo in grado di giudicare ciò che vi è scritto» ha tagliato corto uno portavoce della United States Air Force
Francesco Tortora
14 maggio 2011
la fonte:www.corriere.it

sabato 14 maggio 2011

Puma Punku

La cultura di Tiahuanaco, sviluppatasi tra la Bolivia, il Cile ed il Perù, rimane ancora oggi misteriosa e ricca di un fascino archeologico senza eguali nel mondo. E come ogni questione che suscita solo interrogativi, le spiegazioni arrivano, anche quelle esagerate o prive di alcun fondamento.

Iniziamo col dire che Tiahuanaco, su questo concordano in molti, venne fondata ad oltre 4000 metri sul livello del mare circa 3000 anni fa, e non 14-17.000 come si dice spesso. In linea generale l'archeologia moderna concorda sul fatto che le costruzioni megalitiche della città furono erette intorno al 1200 a.C.

Per quale motivo Tiahuanaco è così discussa? I motivi sono diversi, ma il principale è rappresentato dalle costruzioni megalitiche che si possono ammirare facendo un giro per le antiche rovine.

Mura imponenti composte da enormi massi, uniti in maniera tale che tra le giunture (senza malta, a secco) non è possibile far passare una lama di rasoio; un osservatorio astronomico, Kalasaya, costruito alla stessa maniera delle mura e che rappresente il tragitto che il Sole compiva oltre 14.000 anni fa; un tempio semi-sotterraneo, e la scultura di un uomo con la barba, quando è noto che geneticamente i nativi della zona non hanno la barba.

Ma in questo articolo vorrei soffermarmi su quello che inizialmente pare un accumulo scomposto di pietre, ma che ad uno sguardo più attento (o più ravvicinato) inizia a creare innumerevoli interrogativi su una civiltà che fino a poco tempo addietro era considerata tecnologicamente "inetta".

Sto parlando di di Puma punku. Quello che lascia sgomenti inizialmente è il fatto che ci siano lastre di pietra, dalle forme regolari e finemente levigate, che possono raggiungere il peso di svariate tonnellate. Il che potrebbe non essere necessariamente qualcosa di misterioso, ma i punti che vengono spesso contestati all' archeologia moderna sulla spiegazione delle tecniche di produzione rilevate a Pumapunku sono i seguenti:






Le laste di Puma punku sono fatte di granito e di diorite. La diorite è una roccia estremamente dura, ma questo potrebbe non aver rappresentato un problema nella lavorazione, dato che esempi di lavorazione della diorite sono stati ritrovati in giro per il mondo. Come gli Egizi, che utilizzavano sfere di diorite per lavorare il granito, o per realizzare vasi ed intarsi di notevole qualità. Il problema è che pare improbabile che gli Egizi e chiunque sia riuscito a lavorare così finemente questo materiale fossero a conoscenza di come manipolare a livello millimetrico la roccia (alcuni intarsi sono spessi nell' ordine di decimi di millimetro, cosa estremamente difficile anche al giorno d'oggi).

Le cave di granito e diorite più vicine a Puma punku si trovano a circa 60 Km di distanza dalla città. Il che presuppone una sbozzatura nella cava, il trasporto fino alla città per 20 Km tra il deserto boliviano

Alcune pietre presentano delle incisioni o delle perforazioni della roccia di altissima precisione, perfettamente rettilinee e sottili (6 millimetri), oltre che parallele. Pare improbabile che siano stati fatti con strumenti di pietra o di bronzo, ma in qualche modo devono averlo fatto.

Alcune delle rocce di Puma punku sono lavorate in modo tale da formare una serie di blocchi ad incastro, che presumibilmente avrebbero composto un muro (il cui scopo è ancora sconosciuto).

A mio modesto parere, non c'è nulla che non possa essere spiegato con tecnologie umane, senza tirare in ballo gli extraterrestri o tecnologie inventate millenni dopo.Punto primo: la lavorazione della diorite. Esempi di lavorazione della diorite si trovano negli Egizi, negli Assiri, nei Sumeri e nei Babilonesi (come il Codice di Hammurabi), in tempi antichi. Avvicinandoci all' era moderna, alcuni edifici islamici medioevali sono costruiti in parte con la diorite, o nella Cattedrale di San Paolo a Londra, completata nel 1708. la cui pavimentazione sfrutta una proprietà curiosa di questa pietra: più la si leviga, più diventa lucida, mentre in natura si trova sotto forma opaca e grezza.Non è affatto improbabile che antiche civiltà potessero lavorare la diorite. Certo, sorprende la qualità della lavorazione della diorite di Puma punku, ma l'insieme di strumenti che possono aver effettuato la lavorazione possono benissimo essere di bronzo, di altre pietre dure come la dolerite, o della stessa diorite.Si sente dire spesso che la diorite è dura quasi come il diamante, ma la scala di durezza che viene applicata al diamante non può essere utilizzata anche per una roccia eterogenea come la diorite, che contiene altri minerali, e non ha la purezza e la coerenza di pietre come il diamante o il quarzo puro.
Punto secondo: le cave. Le cave di andesite (l'equivalente vulcanico della diorite) si trovano a 10 miglia di distanza. Stupisce parecchio il come abbiano potuto trasportare pietre del peso di anche 130 tonnellate per quella distanza. Una delle cave si trova presso la penisola di Copacabana, sul lago Titicaca, distante circa 90 km da percorrere sul lago, più altri 10 km per raggiungere Tiahuanaco.La teoria è stata sperimentata da Paul Harmon, un archeologo sperimentale che lavora a Tiahuanaco, è quella del trasporto delle pietre sulle tradizionali zattere di canna (http://www.archaeology.org/interactive/tiwanaku/project/experiment.html): per trasportare una pietra di nove tonnellate, è stata necessaria una zattera larga 5 metri, lunga 14 a alta 2, composta da più di 3000 fasci di totora, la canna locale.E' quindi possibile che possa essere stato questo il sistema di trasporto delle pietre, anche se per il galleggiamento di una pietra da 130 tonnellate sarebbe stata necessaria la costruzione di una zattera dalle dimensioni mastodontiche
Punto terzo: le incisioni. Vedi punto primo. Abbiamo esempi in tutto il mondo di lavorazioni elaborate e che sembrano "impossibili" per la visione popolare che abbiamo degli antichi. Ma sappiamo che usavano la corrente elettrica per la lavorazione di alcuni metalli, per esempio, cosa che eleva i nostri antenati su un gradino superiore della scala tecnologica che presumiamo di conoscere.I fori rettilinei e paralleli presenti sulle pietre di Puma punku sono si curiosi, ma non impossibili da realizzare con gli antichi trapani. E probabile che per realizzare i fori paralleli avessero inventato una modifica al trapano, o possedessero capacità di perforazione molto precise, ma niente che possa discostarsi dall' ingegno umano.
Punto quarto: la tecnica di assemblaggio dei blocchi. Questo è il punto più curioso, che suscita qualche perplessità anche nella mente degli scettici: non sono state trovate evidenze di scrittura tra la cultura di Tiahuanaco, ma una costruzione così elaborata composta da blocchi di pietra che si incastrano attraverso un sistema complesso di pesi ed incisioni nella roccia dovrebbe necessariamente prevedere un progetto scritto. Dove sono finiti allora i progetti della costruzione? Possono essere stati perduti, come moltissimi altri testi nella storia che ebbero la sfortuna di essere trascritti su supporti deperibili, come quelli a base di fibre vegetali o animali.

Non voglio sostenere alcuna tesi con tutto questo. Voglio solo proporre una visione alternativa alla teoria della fattura aliena o del mistero a tutti i costi. Sono convinto che Puma punku rappresenti uno splendido esempio di mistero archeologico, ma sino ad ora, per quanto riguarda le tecnologie impiegate, non c'è nulla che non possa essere spiegato con tecniche umane, per cui non vedo perchè escluderle nelle teorie più fantascientifiche.

mercoledì 11 maggio 2011

Terremoto: in Spagna

Terremoto Roma 2011: falso allarme, ma trema la Spagna

Niente paura, il terremoto previsto a Roma oggi era solo un falso allarme. Sono tantissimi i cittadini della capitale che hanno però preferito allontanarsi dalla città. Secondo alcune fonti Raffaele Bendandi aveva predetto oggi un sisma devastante che fortunatamente non è avvenuto.
Paola Pesciarelli Lagorio, presidente dell´Osservatorio Bendandi e dell´Associazione Bendandiana, ha più volte ribadito che: “Non esiste nessuna previsione di Bendandi. Non so chi sia la fonte della notizia che sta viaggiando sul web. So solo che noi all´osservatorio, non abbiamo nessun documento in cui vi siano scritte date o luoghi e tutto ciò che Bendandi ha scritto nel corso della sua vita lo abbiamo noi”.

Poche ore fa è giunta però la notizia che c’è stata una violenta scossa di terremoto in Spagna. Molti pTerremoto Roma 2011: falso allarme, ma trema la Spagnaensano ad un collegamento con la teoria di Bendandi. A questo proposito è intervenuto Luigi Cucci, geologo dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia: “Non c’è naturalmente nessuna connessione, è una bufala. In Spagna c’è un zona a rischio terremoti limitata all’area dove è avvenuto evento di oggi. Non tutta la penisola è sismica, ma lo è la regione sud-orientale”.

E ancora: “Il sisma è stato preceduto da una scossa di magnitudo 4.9 sempre nella stessa zona. Normalmente quando avviene un sisma moderato come questo ci si aspetta qualche replica, ma non possiamo dire con certezza cosa avverrà”.


Leggenda del terremoto a Roma, oggi il giorno X

Scienziati smentiscono tutto, ma in città è psicosi

FOTO AP/LAPRESSE
11:25 - A Roma oggi è il giorno X. Secondo la leggenda basata sulle previsioni di Raffaele Bendandi, infatti, l'11 maggio la capitale sarà colpita e devastata da un violentissimo terremoto. In città è scattata la psicosi, nonostante lo scetticismo degli scienziati che si sono affrettati a smentire il tormentone e a rassicurare i cittadini. Sulla scia della paura diffusa da Internet, molti romani hanno preso le ferie e non hanno portato i figli a scuola.
 Basta infatti digitare su Google le poche e vaghe lettere "terr" che l'algoritmo genera automaticamente quello che, non solo sulla Rete, è diventato da tempo un tormentone: "terremoto Roma 2011", tre parole che sul motore di ricerca danno 9 milioni di pagine. 
Link cliccatissimi da mesi (una pagina anche su Facebook: 'Terremoto a Roma forse'), soprattutto dagli abitanti della capitale, molti dei quali per mercoledì 11 maggio hanno organizzato una gita fuori porta per non assistere da protagonisti alla devastazione della Città Eterna. 
La voce messa in giro è questa: il noto ma dimenticato studioso di terremoti Raffaele Bendandi avrebbe previsto per quel giorno un sisma devastante con epicentro proprio a Roma. Bendandi (1893-1979), da autodidatta si appassiona all'astrofisica e si convince del fatto che sia possibile prevederli conoscendo a priori la posizione di alcuni astri. Nell'ottobre 1914 sul suo taccuino scribacchia quasi per caso una data, '13 gennaio 1915', e un luogo, 'Italia'. Puntuale, quel giorno un terremoto di magnitudo 7.0 devasta la conca del Fucino. Bendandi diventa quasi una celebrità, "l'uomo che prevede i terremoti".


Per anni compila pagine e pagine zeppe di calcoli e appunti, non solo sulla Penisola: alcuni eventi previsti con successo, anche se non con precise località."Tra le date del 2011 non c'è assolutamente quella dell'11 maggio, c'è però l'11 marzo, quando il terremoto ha devastato il Giappone, ma pensiamo che non fosse una previsione, quanto un appunto sulle macchie solari.


"Abbiamo fatto l'impossibile per capire come e da chi questa bufala metropolitana sia partita, ma non ci siamo riusciti", ha spiegato più e più volte Paola Lagorio, presidente dell'istituzione culturale 'La Bendandiana', che a Faenza gestisce l'osservatorio geofisico comunale 'Raffale Bendandi".


Sarà per l'11 che richiama alla mente la coincidenza di drammatici eventi legati a quel numero (l'attacco alle Torri gemelle, la strage alla stazione stazione Atocha di Madrid, il recente terremoto in Giappone), ma sul web la frottola è corsa veloce, tanto che per far fronte alle troppe richieste di informazioni anche l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e la Protezione civile hanno inserito in primo piano sui propri siti una serie di risposte a domande frequenti sull'argomento.


L'Ingv ha messo a punto anche un video su You Tube e un contributo su Freerumble. Secondo l'istituto tra l'altro le teorie di Bendandi non sono attendibili per la previsione di un terremoto: "Le forze causate dai corpi celesti sulla Terra sono piccole rispetto alle forze interne, quelle determinate dallo spostamento delle placche. Inoltre gli allineamenti di pianeti si sono verificati spesso in passato senza che fosse mai trovata una corrispondenza con i grandi terremoti in Italia o nel mondo", dicono.


E il coro degli scienziati è sempre lo stesso: impossibile prevedere terremoti. "Prevedere i terremoti è impossibile allo stato attuale delle cose. Ogni anno abbiamo in Italia oltre 10 mila terremoti registrati dai sismografi, quindi è probabile che domani si sarà qualche piccola scossa nel nostro Paese. Ma questo non significherebbe nulla" sottolinea anche il professor Mauro Dolce, responsabile dell'ufficio rischio sismico e vulcanico della protezione civile.


Eppure da giorni i centralini della protezione civile e le caselle di posta elettronica sono intasate da richieste di chiarimenti sulla data di domani. Roma in particolare "non si trova al centro di una zona sismica". E' vero che parte del Colosseo venne giù per una scossa sismica verso il 500 dopo Cristo, ma dall'anno Mille i due terremoti più forti sono stati nel 1349 e nel 1703, entrambi del settimo-ottavo grado della scala Mercalli, con danni lievi/moderati. Per il resto scosse di intensità nulla o molto moderata.


L'11 maggio Roma nulla ha da temere quindi. Con la benedizione degli scienziati e dello stesso Bendandi che però sui suoi appunti ha lasciato altre due date, nelle quali si verificherà un allineamento planetario uguale a quello che ci fu quando si ritiene sia scomparsa la mitica civiltà di Atlantide. Un bel grattacapo, ma non per noi, visto che parliamo degli anni 2521 e 2761.


Denuncia del Codacons
Il Codacons ha presentato un esposto in Procura: denunciando per procurato allarme e abuso della credulità popolare chiunque abbia diffuso informazioni contribuendo al panico generale su una "frottola".

la fonte:
TGCOM