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sabato 14 maggio 2011

Puma Punku

La cultura di Tiahuanaco, sviluppatasi tra la Bolivia, il Cile ed il Perù, rimane ancora oggi misteriosa e ricca di un fascino archeologico senza eguali nel mondo. E come ogni questione che suscita solo interrogativi, le spiegazioni arrivano, anche quelle esagerate o prive di alcun fondamento.

Iniziamo col dire che Tiahuanaco, su questo concordano in molti, venne fondata ad oltre 4000 metri sul livello del mare circa 3000 anni fa, e non 14-17.000 come si dice spesso. In linea generale l'archeologia moderna concorda sul fatto che le costruzioni megalitiche della città furono erette intorno al 1200 a.C.

Per quale motivo Tiahuanaco è così discussa? I motivi sono diversi, ma il principale è rappresentato dalle costruzioni megalitiche che si possono ammirare facendo un giro per le antiche rovine.

Mura imponenti composte da enormi massi, uniti in maniera tale che tra le giunture (senza malta, a secco) non è possibile far passare una lama di rasoio; un osservatorio astronomico, Kalasaya, costruito alla stessa maniera delle mura e che rappresente il tragitto che il Sole compiva oltre 14.000 anni fa; un tempio semi-sotterraneo, e la scultura di un uomo con la barba, quando è noto che geneticamente i nativi della zona non hanno la barba.

Ma in questo articolo vorrei soffermarmi su quello che inizialmente pare un accumulo scomposto di pietre, ma che ad uno sguardo più attento (o più ravvicinato) inizia a creare innumerevoli interrogativi su una civiltà che fino a poco tempo addietro era considerata tecnologicamente "inetta".

Sto parlando di di Puma punku. Quello che lascia sgomenti inizialmente è il fatto che ci siano lastre di pietra, dalle forme regolari e finemente levigate, che possono raggiungere il peso di svariate tonnellate. Il che potrebbe non essere necessariamente qualcosa di misterioso, ma i punti che vengono spesso contestati all' archeologia moderna sulla spiegazione delle tecniche di produzione rilevate a Pumapunku sono i seguenti:






Le laste di Puma punku sono fatte di granito e di diorite. La diorite è una roccia estremamente dura, ma questo potrebbe non aver rappresentato un problema nella lavorazione, dato che esempi di lavorazione della diorite sono stati ritrovati in giro per il mondo. Come gli Egizi, che utilizzavano sfere di diorite per lavorare il granito, o per realizzare vasi ed intarsi di notevole qualità. Il problema è che pare improbabile che gli Egizi e chiunque sia riuscito a lavorare così finemente questo materiale fossero a conoscenza di come manipolare a livello millimetrico la roccia (alcuni intarsi sono spessi nell' ordine di decimi di millimetro, cosa estremamente difficile anche al giorno d'oggi).

Le cave di granito e diorite più vicine a Puma punku si trovano a circa 60 Km di distanza dalla città. Il che presuppone una sbozzatura nella cava, il trasporto fino alla città per 20 Km tra il deserto boliviano

Alcune pietre presentano delle incisioni o delle perforazioni della roccia di altissima precisione, perfettamente rettilinee e sottili (6 millimetri), oltre che parallele. Pare improbabile che siano stati fatti con strumenti di pietra o di bronzo, ma in qualche modo devono averlo fatto.

Alcune delle rocce di Puma punku sono lavorate in modo tale da formare una serie di blocchi ad incastro, che presumibilmente avrebbero composto un muro (il cui scopo è ancora sconosciuto).

A mio modesto parere, non c'è nulla che non possa essere spiegato con tecnologie umane, senza tirare in ballo gli extraterrestri o tecnologie inventate millenni dopo.Punto primo: la lavorazione della diorite. Esempi di lavorazione della diorite si trovano negli Egizi, negli Assiri, nei Sumeri e nei Babilonesi (come il Codice di Hammurabi), in tempi antichi. Avvicinandoci all' era moderna, alcuni edifici islamici medioevali sono costruiti in parte con la diorite, o nella Cattedrale di San Paolo a Londra, completata nel 1708. la cui pavimentazione sfrutta una proprietà curiosa di questa pietra: più la si leviga, più diventa lucida, mentre in natura si trova sotto forma opaca e grezza.Non è affatto improbabile che antiche civiltà potessero lavorare la diorite. Certo, sorprende la qualità della lavorazione della diorite di Puma punku, ma l'insieme di strumenti che possono aver effettuato la lavorazione possono benissimo essere di bronzo, di altre pietre dure come la dolerite, o della stessa diorite.Si sente dire spesso che la diorite è dura quasi come il diamante, ma la scala di durezza che viene applicata al diamante non può essere utilizzata anche per una roccia eterogenea come la diorite, che contiene altri minerali, e non ha la purezza e la coerenza di pietre come il diamante o il quarzo puro.
Punto secondo: le cave. Le cave di andesite (l'equivalente vulcanico della diorite) si trovano a 10 miglia di distanza. Stupisce parecchio il come abbiano potuto trasportare pietre del peso di anche 130 tonnellate per quella distanza. Una delle cave si trova presso la penisola di Copacabana, sul lago Titicaca, distante circa 90 km da percorrere sul lago, più altri 10 km per raggiungere Tiahuanaco.La teoria è stata sperimentata da Paul Harmon, un archeologo sperimentale che lavora a Tiahuanaco, è quella del trasporto delle pietre sulle tradizionali zattere di canna (http://www.archaeology.org/interactive/tiwanaku/project/experiment.html): per trasportare una pietra di nove tonnellate, è stata necessaria una zattera larga 5 metri, lunga 14 a alta 2, composta da più di 3000 fasci di totora, la canna locale.E' quindi possibile che possa essere stato questo il sistema di trasporto delle pietre, anche se per il galleggiamento di una pietra da 130 tonnellate sarebbe stata necessaria la costruzione di una zattera dalle dimensioni mastodontiche
Punto terzo: le incisioni. Vedi punto primo. Abbiamo esempi in tutto il mondo di lavorazioni elaborate e che sembrano "impossibili" per la visione popolare che abbiamo degli antichi. Ma sappiamo che usavano la corrente elettrica per la lavorazione di alcuni metalli, per esempio, cosa che eleva i nostri antenati su un gradino superiore della scala tecnologica che presumiamo di conoscere.I fori rettilinei e paralleli presenti sulle pietre di Puma punku sono si curiosi, ma non impossibili da realizzare con gli antichi trapani. E probabile che per realizzare i fori paralleli avessero inventato una modifica al trapano, o possedessero capacità di perforazione molto precise, ma niente che possa discostarsi dall' ingegno umano.
Punto quarto: la tecnica di assemblaggio dei blocchi. Questo è il punto più curioso, che suscita qualche perplessità anche nella mente degli scettici: non sono state trovate evidenze di scrittura tra la cultura di Tiahuanaco, ma una costruzione così elaborata composta da blocchi di pietra che si incastrano attraverso un sistema complesso di pesi ed incisioni nella roccia dovrebbe necessariamente prevedere un progetto scritto. Dove sono finiti allora i progetti della costruzione? Possono essere stati perduti, come moltissimi altri testi nella storia che ebbero la sfortuna di essere trascritti su supporti deperibili, come quelli a base di fibre vegetali o animali.

Non voglio sostenere alcuna tesi con tutto questo. Voglio solo proporre una visione alternativa alla teoria della fattura aliena o del mistero a tutti i costi. Sono convinto che Puma punku rappresenti uno splendido esempio di mistero archeologico, ma sino ad ora, per quanto riguarda le tecnologie impiegate, non c'è nulla che non possa essere spiegato con tecniche umane, per cui non vedo perchè escluderle nelle teorie più fantascientifiche.

mercoledì 11 maggio 2011

Terremoto: in Spagna

Terremoto Roma 2011: falso allarme, ma trema la Spagna

Niente paura, il terremoto previsto a Roma oggi era solo un falso allarme. Sono tantissimi i cittadini della capitale che hanno però preferito allontanarsi dalla città. Secondo alcune fonti Raffaele Bendandi aveva predetto oggi un sisma devastante che fortunatamente non è avvenuto.
Paola Pesciarelli Lagorio, presidente dell´Osservatorio Bendandi e dell´Associazione Bendandiana, ha più volte ribadito che: “Non esiste nessuna previsione di Bendandi. Non so chi sia la fonte della notizia che sta viaggiando sul web. So solo che noi all´osservatorio, non abbiamo nessun documento in cui vi siano scritte date o luoghi e tutto ciò che Bendandi ha scritto nel corso della sua vita lo abbiamo noi”.

Poche ore fa è giunta però la notizia che c’è stata una violenta scossa di terremoto in Spagna. Molti pTerremoto Roma 2011: falso allarme, ma trema la Spagnaensano ad un collegamento con la teoria di Bendandi. A questo proposito è intervenuto Luigi Cucci, geologo dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia: “Non c’è naturalmente nessuna connessione, è una bufala. In Spagna c’è un zona a rischio terremoti limitata all’area dove è avvenuto evento di oggi. Non tutta la penisola è sismica, ma lo è la regione sud-orientale”.

E ancora: “Il sisma è stato preceduto da una scossa di magnitudo 4.9 sempre nella stessa zona. Normalmente quando avviene un sisma moderato come questo ci si aspetta qualche replica, ma non possiamo dire con certezza cosa avverrà”.


Leggenda del terremoto a Roma, oggi il giorno X

Scienziati smentiscono tutto, ma in città è psicosi

FOTO AP/LAPRESSE
11:25 - A Roma oggi è il giorno X. Secondo la leggenda basata sulle previsioni di Raffaele Bendandi, infatti, l'11 maggio la capitale sarà colpita e devastata da un violentissimo terremoto. In città è scattata la psicosi, nonostante lo scetticismo degli scienziati che si sono affrettati a smentire il tormentone e a rassicurare i cittadini. Sulla scia della paura diffusa da Internet, molti romani hanno preso le ferie e non hanno portato i figli a scuola.
 Basta infatti digitare su Google le poche e vaghe lettere "terr" che l'algoritmo genera automaticamente quello che, non solo sulla Rete, è diventato da tempo un tormentone: "terremoto Roma 2011", tre parole che sul motore di ricerca danno 9 milioni di pagine. 
Link cliccatissimi da mesi (una pagina anche su Facebook: 'Terremoto a Roma forse'), soprattutto dagli abitanti della capitale, molti dei quali per mercoledì 11 maggio hanno organizzato una gita fuori porta per non assistere da protagonisti alla devastazione della Città Eterna. 
La voce messa in giro è questa: il noto ma dimenticato studioso di terremoti Raffaele Bendandi avrebbe previsto per quel giorno un sisma devastante con epicentro proprio a Roma. Bendandi (1893-1979), da autodidatta si appassiona all'astrofisica e si convince del fatto che sia possibile prevederli conoscendo a priori la posizione di alcuni astri. Nell'ottobre 1914 sul suo taccuino scribacchia quasi per caso una data, '13 gennaio 1915', e un luogo, 'Italia'. Puntuale, quel giorno un terremoto di magnitudo 7.0 devasta la conca del Fucino. Bendandi diventa quasi una celebrità, "l'uomo che prevede i terremoti".


Per anni compila pagine e pagine zeppe di calcoli e appunti, non solo sulla Penisola: alcuni eventi previsti con successo, anche se non con precise località."Tra le date del 2011 non c'è assolutamente quella dell'11 maggio, c'è però l'11 marzo, quando il terremoto ha devastato il Giappone, ma pensiamo che non fosse una previsione, quanto un appunto sulle macchie solari.


"Abbiamo fatto l'impossibile per capire come e da chi questa bufala metropolitana sia partita, ma non ci siamo riusciti", ha spiegato più e più volte Paola Lagorio, presidente dell'istituzione culturale 'La Bendandiana', che a Faenza gestisce l'osservatorio geofisico comunale 'Raffale Bendandi".


Sarà per l'11 che richiama alla mente la coincidenza di drammatici eventi legati a quel numero (l'attacco alle Torri gemelle, la strage alla stazione stazione Atocha di Madrid, il recente terremoto in Giappone), ma sul web la frottola è corsa veloce, tanto che per far fronte alle troppe richieste di informazioni anche l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e la Protezione civile hanno inserito in primo piano sui propri siti una serie di risposte a domande frequenti sull'argomento.


L'Ingv ha messo a punto anche un video su You Tube e un contributo su Freerumble. Secondo l'istituto tra l'altro le teorie di Bendandi non sono attendibili per la previsione di un terremoto: "Le forze causate dai corpi celesti sulla Terra sono piccole rispetto alle forze interne, quelle determinate dallo spostamento delle placche. Inoltre gli allineamenti di pianeti si sono verificati spesso in passato senza che fosse mai trovata una corrispondenza con i grandi terremoti in Italia o nel mondo", dicono.


E il coro degli scienziati è sempre lo stesso: impossibile prevedere terremoti. "Prevedere i terremoti è impossibile allo stato attuale delle cose. Ogni anno abbiamo in Italia oltre 10 mila terremoti registrati dai sismografi, quindi è probabile che domani si sarà qualche piccola scossa nel nostro Paese. Ma questo non significherebbe nulla" sottolinea anche il professor Mauro Dolce, responsabile dell'ufficio rischio sismico e vulcanico della protezione civile.


Eppure da giorni i centralini della protezione civile e le caselle di posta elettronica sono intasate da richieste di chiarimenti sulla data di domani. Roma in particolare "non si trova al centro di una zona sismica". E' vero che parte del Colosseo venne giù per una scossa sismica verso il 500 dopo Cristo, ma dall'anno Mille i due terremoti più forti sono stati nel 1349 e nel 1703, entrambi del settimo-ottavo grado della scala Mercalli, con danni lievi/moderati. Per il resto scosse di intensità nulla o molto moderata.


L'11 maggio Roma nulla ha da temere quindi. Con la benedizione degli scienziati e dello stesso Bendandi che però sui suoi appunti ha lasciato altre due date, nelle quali si verificherà un allineamento planetario uguale a quello che ci fu quando si ritiene sia scomparsa la mitica civiltà di Atlantide. Un bel grattacapo, ma non per noi, visto che parliamo degli anni 2521 e 2761.


Denuncia del Codacons
Il Codacons ha presentato un esposto in Procura: denunciando per procurato allarme e abuso della credulità popolare chiunque abbia diffuso informazioni contribuendo al panico generale su una "frottola".

la fonte:
TGCOM

lunedì 9 maggio 2011

Papa Giovanni Paolo II

LE COINCIDENZE

Elenchiamo qui di seguito, in ordine di tempo, le numerose e - nel loro complesso - incredibili "coincidenze" rilevanti per la nostra tesi che Benedetto XVI sia l'ultimo Papa della Storia, in accordo con la profezia dei Papi di San Malachia. Molte di esse erano ben note, ma negli ultimi 24 mesi se ne sono aggiunte delle nuove, alcune delle quali sono sfuggite anche ai più attenti osservatori, e fanno acquistare una diversa luce a quelle già conosciute. L'importanza di tali coincidenze per la corretta interpretazione della Profezia dei Papi sarà chiara più avanti, nella sezione dedicata alla Profezia stessa.

Eccole, in questo ben documentato elenco:


1) 
MAJOR COINCIDENCE (2 coincidenze "molto forti")
Tutti conoscono l'incredibile coincidenza tra il mese, il giorno e l'oradell'attentato al Papa (13 maggio 1981, ore 17) e la famosa apparizione (la prima delle sei) della Madonna di Fatima ai tre pastorelli (13 maggio 1917, ore 17): due moriranno pochi mesi dopo; la terza, Lucia, diventerà suora con il nome di suor Lucia. L'attentato al Papa era previsto dal Terzo segreto di Fatima, che nel 1981 era noto solo a Papa Wojtyla, il quale infatti si riterrà miracolato dalla Madonna (il proiettile sfiora tutti gli organi vitali ferendolo gravemente ma senza ucciderlo). Come se questa incredibile coincidenza di mese, giorno e ora non bastasse, la fuga dell'attentatore turco Alì Agcà - come riportano le cronache dell'epoca e ha raccontato lo stesso Agcà - fu impedita da una suora che lo prese per il braccio permettendo a un carabiniere di intervenire: quella suora si chiamava suor Lucia.
2) MAJOR COINCIDENCE (2 coincidenze "forti")
Il 13 febbraio 2005, alle ore 17, è morta, a 97 anni, suor Lucia. Ancora una singolare coincidenza di giorno (il 13) e ora (le 17) con la prima apparizione della Madonna di Fatima (13 maggio 1917, ore 17) e con l'attentato a Papa Wojtyla (13 maggio 1981, ore 17), profetizzato dalTerzo segreto di Fatima, nonché coincidenza dell'anno con la morte di Wojtyla stesso. Salutando il cardinal Tarcisio Bertone, quando egli l'era andata a trovare nel 2000 su richiesta di Giovanni Paolo II per porle alcune domande sull'interpretazione del Terzo segreto di Fatima, suor Lucia aveva detto (come Bertone stesso ha raccontato): "No, lei non mi rivedrà viva. Tornerà a darmi la benedizione". E infatti l'ha rivista quando è andato a celebrarne il funerale.
3) MAJOR COINCIDENCE (2 coincidenze "molto forti" + 2 "deboli")
Papa Wojtyla è nato il 18 maggio 1920, e in quello stesso giorno c'è stata un'eclisse di Sole (una delle due di quell'anno). L'8 aprile 2005 è stato il giorno dei suoi funerali, e in quello stesso giorno c'è stata un'eclisse di Sole (una delle due di quell'anno). Considerata la rarità delle eclissi di Sole (circa 2-3 l'anno), il fatto che la nascita e il solenne addio di questo Papa, seguito in diretta Tv da miliardi di persone nel mondo, abbiano coinciso entrambi con un'eclissi di Sole, va considerato un fatto straordinario in quanto rarissimo, come si può calcolare anche matematicamente: pertanto, quasi certamente Wojtyla è l'unico Papa della Storia per il quale ciò si è verificato. 
Molto evidente, quindi - e come vedremo importante - il legame e l'accordo perfetto con il motto descrittivo fornito per questo Papa dallaProfezia dei Papi (De labore solis, "della fatica del Sole"). Inoltre è evidente l'ennesimo legame (il Sole) tra Wojtyla e Lucia di Fatima. Infatti, nella 6a apparizione della Madonna di Fatima, il 13 ottobre 1917 (il 13 è anche il giorno dell'attentato a Wojtyla e della prima apparizione), si verifica il cosiddetto miracolo del "Sole danzante" (non ci sono state eclissi di Sole in quei giorni), a cui assistono le numerossime persone che erano sul luogo: il Sole si muove, si avvicina alla Terra e asciuga i presenti, inzuppati dall'acquazzone.

4) MAJOR COINCIDENCE (2 coincidenze "medio-forti")
Anche il giorno e l'ora della morte di Papa Wojtyla non sono "qualsiasi" (primo sabato di aprile, ore 21:37). Infatti, in seguito a una richiesta della Madonna di Fatima, esiste la "devozione dei primi 5 sabati del mese", e dunque vi è al tempo stesso una coincidenza assai curiosa delgiorno del mese e un ennesimo legame con Fatima. Inoltre, il numero777, che in numerologia notoriamente corrisponde alla "perfezione" (rappresenta infatti la Trinità) è dato proprio da 21 x 37, le due cifre che formano l'ora ufficiale a cui Wojtyla è morto (provate a ottenere il numero 777 con un altro orario, se ci riuscite...). Questa singolare coincidenza riguardante l'orario della morte, di cui vedremo meglio in seguito il significato, me l'ha fatta notare Ennio Peres, noto esperto di numeri e collaboratore di FocusLa Stampa, etc.
5) MAJOR COINCIDENCE (2 coincidenze "medio-forti")
Mi chiedevo perché proprio la data del 13 maggio accomunasse il Papa a Fatima e, scorrendo la lista delle date di nascita e di morte di tutti i Papi, ho scoperto una nuova curiosissima coincidenza: c'è solo un Papanato il 13 maggio (1792), ed è Pio IX. Pio IX non è affatto un Papa "qualsiasi", ma è il Papa più "legato" a Wojtyla, perché (Pietro a parte)Wojtyla è il Papa che ha avuto il pontificato più lungo dopo Pio IX (Pio IX è stato un grandissimo papa, tanto che è stato beatificato... da Wojtyla). Wojtyla il Grande è stato forse il Papa più "unico" di sempre o, al massimo, il secondo: ciò a causa dell'attentato, della lunghezza del pontificato, di una marea di "prime volte", del suo carisma, dei suoi miracoli, etc. E la durata del suo pontificato è stata seconda non a quella di un Papa "qualsiasi", ma di uno considerato grandissimo, da lui beatificato e nato, guardacaso, proprio il 13 maggio.

6) ALTRO: UN CURIOSO "SEGNO" 
Inoltre, vale la pena notare l'esistenza di un "segno" che sembra "legare" la morte di Wojtyla a quella di Gesù. Come raccontano i Vangeli di Luca, Matteo e Marco, alla morte di Gesù il Sole si eclissò e «fece buio su tutta la terra» fino alle tre del pomeriggio (Matteo parla anche di un terremoto). I calcoli astronomici non segnalano però alcuna eclisse di Sole nell’anno della morte di Gesù. Del resto, essa è avvenuta il giorno prima della Luna piena, quella della Pasqua ebraica, e dunque la Luna si trovava dalla parte opposta della Terra rispetto al Sole, e non poteva dare luogo a un’eclissi di Sole. Perciò il fatto che il Sole si sia oscurato alla morte di Gesù è da ritenersi non un normale fenomeno astronomico, bensì un fatto straordinario, così come lo è la “danza del Sole” vista a Fatima dai pastorelli e dalla folla presente.

Ovviamente, nel caso di Giovanni Paolo II, le eclissi di Sole non costituiscono un evento straordinario in quanto tale, essendo state prodotte da un fenomeno astronomico, ma per il fatto che un fenomeno naturale non certo frequente sia associato a due delle date più significative della vita del Pontefice. Sia nel caso della morte di Gesù, sia nel caso dell’apparizione di Fatima, l’oscurarsi del Sole è associato a un evento molto importante, e in entrambi i casi rappresenta evidentemente un “segno”; e quindi non stupisce che un’eclisse, la quale è un oscurarsi (sia pure naturale) del Sole, sia associata per ben due volte - giorno dell'arrivo e quello dell'addio - a uno dei papi (anzi, forse l'unico di tutta la Storia) la cui vita, soprattutto per il gravissimo attentato subìto, ma certamente non solo per quello, 
ha per certi versi assomigliato a quella quasi di un "Nuovo Gesù".  

Dinosauri

Fu l'asteroide Baptistina a far estinguere i dinosauri

L'estinzione improvvisa dei dinosauri nel periodo Cretaceo fu causata dalla collisione dell'asteroide Baptistina con la Terra. La tesi è sostenuta in uno studio condotto dagli scienziati dell’Istituto di Ricerca del South West Colorado, recentemente pubblicata anche sulla rivista 'Nature'. L'asteroide aveva dimensioni colossali, circa 170 chilometri, e un suo frammento cadde 65 milioni di anni fa sulla penisola dello Yucatan. Quell'evento catastrofico concluse l'Era Cretacea provocando l'oscuramento del cielo per migliaia di anni, la distruzione degli ecosistemi e l'estinzione dei dinosauri. La disintegrazione dell'asteroide Baptistina non colpì soltanto la Terra. Al contrario fu un evento shock per gran parte del sistema solare. I ricercatori hanno individuato crateri sulla Luna, su Marte e su Venere che potrebbero essere stati originati dai frammenti del medesimo asteroide. Ancora oggi circa un terzo dei piccoli asteroidi che ruotano intorno alla Terra potrebbero essere frammenti di Baptistina.